La sonata per pianoforte n. 16 di Ludwig van Beethoven, edita insieme alle successive due nella raccolta dell'op. 31, è strutturata in tre movimenti:

Allegro vivace Adagio grazioso (in Do maggiore) Rondò: Allegretto - Presto

Analisi del Primo movimento Il Primo movimento della sedicesima sonata è un ”Allegro vivace” in tempo due quarti nella tonalità di base di sol maggiore. La struttura formale è quella della forma-sonata: Esposizione – Sviluppo – Ripresa.. Esposizione LEsposizione ha il compito di esporre i due temi principali: primo tema o tema principale e secondo tema. L'esposizione del Primo tema è formata da tre parti: tema vero e proprio (battute 1 – 30), codetta del tema (battute 31 – 46) e ripresa del tema (battute 46 – 65). Il tema a sua volta è diviso in due frasi: la prima frase con l'armonia della tonica (sol maggiore) (battute 1 – 12) e la seconda frase con l'armonia di fa maggiore ossia con la sensibile abbassata (o diminuito di un semitono, ossia fa naturale) (battute 12 – 30).. Il tema ha una particolarità: la mano destra suona in lieve anticipo rispetto al basso della sinistra. Questo avviene per ben 10 volte durante l'esposizione del tema. Questo sfasamento tra le due mani (chiamato ”rubato”), accentuato anche dal fatto che è la melodia in anticipo sul basso (normalmente il rubato consiste in un ritardo nell'entrata della melodia sul basso), crea una sensazione sgradevole rendendo capriccioso ed ansimante il tema stesso.. Solamente nelle ultime battute (misure 11 – 12) ”le cose vengono rimesse a posto” e la melodia afferma la sua autorità sugli accordi del basso e le due mani tornano in sincrono per concludere la frase con una semicadenza alla dominante (re maggiore). o cadenza sospesa..[batt. 1 – 12]

Seguono 16 misure (codetta del tema da battuta 31 a battuta 46) di quartine raddoppiate all'ottava; è un passaggio brillante omofonico dal carattere decisamente virtuosistico. Ritorna quindi il tema principale. Si tratta di una nuova riformulazione in quanto il tema qui ha la funzione di preparare l'entrata del secondo tema nell'ambiente armonico della mediante (si maggiore). Assolve quindi alla funzione di ”ponte modulante”. Infatti dopo poche battute una semicadenza porta l'armonia sul fa diesis maggiore (dominante di si). Così il secondo tema ”riceve una preparazione di tutto rispetto passando per la sua dominante”. [batt. 53-59]

Il Secondo tema (misure 67 – 74), definito da qualche commentatore come “slegato”, si presenta come una danza dal carattere popolare. La tonalità è si maggiore ed è organizzato su due frasi di 4 misure ciascuna entrambe terminanti con una cadenza sulla settima di dominante della nota si (fa diesis maggiore settima). Un trillo di due misure sulla nota fa diesis prepara l'entrata del tema. [batt. 65-74]

Il tema ora passa alla mano sinistra (e al basso); ma l'aspetto più interessante è che Beethoven passa al modo minore (si minore). Probabilmente vuole ”smussare l'ardire della scelta della mediante”. Infatti la tonalità di si minore è più vicina alla tonalità di base (sol maggiore) che non quella del si maggiore: la dominante del sol maggiore è un re naturale, nota presente nell'accordo di si minore (in si maggiore il re è un diesis). [batt. 75-78]

Questa seconda esposizione del tema si riallaccia senza soluzione di continuità alla codetta del tema stesso per concludere con la Coda dell'Esposizione su un tema conclusivo di una dozzina di misure (battute 99 – 112). Tema caratterizzato da una certa instabilità tonale e modale: oscilla continuamente tra il modo maggiore (fa diesis maggiore) e quello minore (si minore) e ripete continuamente la cadenza tonica/dominante (si/fa diesis) che rispetto alla tonalità di base (sol maggiore) è rispettivamente la mediante e la sensibile. [batt. 99-109]

Sviluppo Lo Sviluppo inizia dopo la ripetizione integrale dell'Esposizione. In questa fase iniziale dello Sviluppo Beethoven ripresenta le prime otto misure del tema alla tonica. L'ascoltatore per un momento può avere l'impressione che l'Esposizione venga ripetuta per ben tre volte. In realtà all'ottava misura l'armonia si sposta sulla sottodominante minore (do minore). Lo Sviluppo è basato rigorosamente sul materiale del tema principale. Fino a misura 135 Beethoven, sfruttando l'idea dell'anticipo di un sedicesimo sulla sinistra, ”risale una serie di quarte (sol, do, fa e si bemolle), ognuna dominante della successiva” (Prima fase dello sviluppo)..

Nella ”Seconda fase dello sviluppo” (da misura 135 a misura 159) viene ripreso il materiale monofonico delle misure iniziali 31-45. Anche in questa parte l'attenzione per le progressioni armoniche è al massimo livello. Ad ogni otto battute la tonalità sale di un tono (sib – do – re) fino ad arrivare (dopo una discesa verso il basso) al re maggiore, dominante principale del movimento, e qui rimane per 36 misure (da battuta 159 a battuta 194).

A misura 171 la sonorità incomincia a rarefarsi progressivamente (ultima fase dello sviluppo = coda dello sviluppo) fino al ritorno del tema fondamentale (a misura 194). L'insistenza sulla dominante è veramente notevole: prima con un pedale continuo sfasato di un sedicesimo (richiamo evidente all'idea principale di questa movimento); poi con sei accordi di settima di dominante (sempre sfasati) intervallati da un re basso. In questa fase una tale insistenza sulla dominante può sembrare ”stravagante”, ma è tipica dello stile di Beethoven di questo periodo.

Ripresa e Coda finale La Ripresa inizia regolarmente con il tema principale alla tonica (sol maggiore); è però abbreviata in quanto la figurazione iniziale discendente di semicrome (con la conseguente ripetizione del tema) viene proposta una sola volta. La ripresa del secondo tema presenta però un problema: nell'esposizione il secondo tema è stato presentato alla mediante (si maggiore) e non alla dominante (re maggiore - facilmente riconducibile alla tonica). La mediante maggiore (si maggiore) ”è un elemento strutturalmente più dissonante” in rapporto alla tonica del movimento; infatti ha in sé due note (re diesis e fa diesis) distanti un semitono dalle due note più fondamentali della tonica: re naturale (dominante) e sol naturale (tonica). Beethoven quindi è costretto ad una giro armonico più complicato per portare il secondo tema alla tonica senza vanificare per questo l'armonizzazione dello stesso tema nell'esposizione. A questo proposito la codetta del tema principale (misura 205) modula alla sopratonica minore (la minore). La frase del tema principale (da misura 194 a 205) termina alla dominante (re maggiore), quindi il la è la dominante della dominante. Con una rapida salita di semitoni (la – la diesis - si) a misura 217 si raggiunge il si maggiore (mediante di sol, ma anche armonia nella quale era esposto il secondo tema). A questo punto il secondo tema può essere esposto nella tonalità di mi maggiore, naturale passaggio dal si maggiore (il mi è la sottodominante di si).

Ma l'obbiettivo da raggiungere, come s'è detto, è la tonica (re). Quindi Beethoven fa compiere al tema secondario un lungo percorso durante il quale dalla sopradominante maggiore (mi maggiore) modula alla sopradominante minore (mi minore) e finalmente alla tonica (sol maggiore).

La coda della ripresa si completa con un tema conclusivo (battute 267 – 179) di una dozzina di misure simmetrico a quello dell'esposizione (vedi battute 99 – 112) in quanto oscillante continuamente tra il modo maggiore e quello minore. Questa volta il tema differisce per l'impostazione modale opposta: inizia e termina nel modo maggiore.

La Coda finale inizia a misura 281 con la testa del tema. Ma non prosegue con il tema principale, bensì con le 14 misure della codetta del tema principale (vedi esposizione: da battuta 31 a battuta 46) di quartina raddoppiate all'ottava per concludere con una semicadenza alla dominante (re maggiore) a battuta 292. Le ultime 30 misure del movimento sono caratterizzate da un certo ”umorismo grottesco” che viene realizzato con l'ausilio di pause, accordi isolati (in prevalenza sulla tonica e sulla dominante), innaturale anticipo della mano destra sulla sinistra, dinamica in pianissimo e forti improvvisi e per finire brevi reminiscenze del tema principale. Schema riassuntivo ParteSezioneSottosezioneGradoTonalitàBattute:da-aEsposizione Tema principale TemaI (tonica) ⇒ V (dominante)sol magg.⇒ re magg.1 – 11 Ripetizione del temaVII (sensibile abbassata) ⇒ V (dominante)fa magg.⇒re magg.11 - 30 Codetta del tema I (tonica)sol magg.31 - 46 Ponte modulante (Tema principale) I (tonica) ⇒ VII (sensibile)sol magg.⇒fa # magg.46 - 66 Seconda idea Secondo tema (2 frasi)III (mediante magg.)⇒VII (sensibile)si magg.⇒fa # magg. 7a67 - 74 Ripetizione del temaIII (mediante min.)si min.75 - 78 Codetta del secondo temaIII (mediante min.)si min.79 - 98 Coda dell’Esposizione(tema conclusivo)minore⇔maggioresi/fa⇔min./magg.99 - 114 Sviluppo Elaborazione del tema principale I (tonica)⇒IV (sottodom.)⇒VII (sensibile)⇒III (mediante)sol magg.⇒do magg.⇒fa magg.⇒si b magg.115 - 135 Elaborazione della codetta del tema principale III (mediante)⇒IV (sottodom.)⇒V (dominante min.)⇒V (dominante magg.)si b magg.⇒do min.⇒re min.⇒re magg.135 - 170 Coda dello sviluppo(pedale di dominante)V (dominante magg.)re magg.171 - 194 Ripresa Tema principale I (tonica) ⇒ V (dominante)sol magg.⇒ re magg.194 – 205 Ponte modulante (Tema principale) II (sopratonica = domin. della domin.)⇒III (mediante)la minore⇒si maggiore205 - 218 Seconda idea Prima fraseVI (sopradomin. magg.)mi magg.219 - 226 Seconda fraseVI (sopradomin. minore)mi min.227 - 234 Terza fraseI (tonica)sol magg.235 - 246 Codetta del secondo temaI (tonica)sol magg.247 - 266 Codetta della ripresa(tema conclusivo)maggiore⇔minoresol/re⇔magg./min.267 - 280 Coda finale Elementi della codetta del tema principale I (tonica) ⇒ V (dominante)sol magg.⇒ re magg.280 - 292 Battute finali I (tonica)/V (dominante)sol magg./re magg.293 - 326

Analisi del Secondo movimento Il Secondo movimento della sonata è un ”Adagio grazioso” in tempo nove ottavi nella tonalità di base di do maggiore. La struttura formale è quella di un Lider-Rondò. con tre riprese del tema (in tutto quattro sezioni). Prima sezione Il tema è organizzato su due frasi di 8 misure ciascuna. La prima frase è in do maggiore (tonalità di base del movimento) e dopo un secondo trillo sulla settima di dominante (sol maggiore settima) ritorna alla tonica. La seconda frase, sempre in do maggiore, ma con maggiori ornamentazioni, conclude con una cadenza sulla dominante (sol).. [batt. 1–8]

A misura 16 appare il primo episodio contrastante alla dominante (sol maggiore), ripetuto dopo 4 misure nella tonalità di sopratonica (re minore), ossia la dominante della dominante. L'episodio termina alla dominante (sol maggiore) che dopo una cadenza si risolve sulla tonica (do maggiore) con la quale inizia la prima ripresa del tema del rondò. [batt. 16–19]

Seconda sezione Il tema (misure 27 – 34) si presenta come la prima volta alla tonica (do maggiore) con alcune lievi ornamentazioni. Invece della ripetizione del tema, Beethoven propone 6 misure in do minore (tonalità già preparata nella battuta precedente) per introdurre il secondo episodio contrastante (battuta 41) in la bemolle maggiore. [batt. 40-43]

Una coda di 12 misure (da battuta 53 a battuta 64) chiude questa seconda sezione e prepara il ritorno del tema alla tonica (do) con lunghi e insistenti pedali sulla dominante (sol).

Terza sezione La terza parte (da misura 65 e seguenti) è praticamente uguale alla prima ma con altre è più copiose ornamentazioni. Ad esempio nell'accompagnamento del tema il posto delle terzine di crome viene preso dalle più rapide sestine di semicrome eseguite per terze. Anche la ripetizione del tema al basso è più ricca di note (battute 75 – 80). Si ripete, poco variato, anche il primo episodio nella medesima tonalità di sol maggiore. Quarta sezione e Coda finale