Urlatori alla sbarra è un film del 1960, della serie musicarelli, diretto da Lucio Fulci.
Insieme a I ragazzi del juke-box, inaugura il musicarello a sfondo giovanile. Simbolo di emancipazione giovanile, mostra come la musica diventa il fulcro intorno a cui si immedesima e si rappresenta la nuova generazione dei giovani degli anni sessanta. È una generazione che scende in piazza per sostenere le proprie ragioni utilizzando la musica contro il clericalismo della Democrazia Cristiana ma, essendo ancora nel 1960, tutto è ancora un'utopia, un'anticipazione dei temi sessantottini. Il film venne vietato in sala ai minori di 16 anni, secondo Piero Vivarelli proprio per la sua satira politica.
Trama
Le canzoni degli urlatori entusiasmano molto i giovani ma non incontrano i favori delle generazioni precedenti. Il film prende di mira l'occupazione ipocrita della TV da parte di soggetti sempre pronti a barattare le proprie convinzioni con ricchi guadagni. Alcuni giovani cantanti, tra cui Adriano, Mina, Joe e lo sbadato e maldestro trombettista-cantante Chet, detto l'Americano per le sue origini, vedendosi negata la possibilità di cantare in televisione, si organizzano per dei concerti/comizi nelle piazze italiane. Nonostante l'austero professor Giommarelli, direttore generale della Rai, sia da subito contrario al fenomeno teddy-boys, dalla parte dei giovani ci sono sua figlia Giulia, che si innamorerà di Joe ed il nonno senatore. Infine, dopo varie peripezie, tra comunisti e filo americani, amori e buone azioni, gli urlatori potranno coronare il loro sogno di cantare in una trasmissione televisiva.
Il fenomeno teddy-boys I giovani furono i veri protagonisti del boom economico. I fenomeni di teppismo che venivano associati a jeans, jukebox e rock and roll vedevano coinvolti i cosiddetti teddy-boys. Nell'incipit del film sfilano diverse pagine di giornali che denunciano questo fenomeno e lanciano l'allarme. I teddy-boys nel film vengono presentati come giovani che vivono tutti insieme senza adulti o regole, indossano giubbini di pelle, scarpe di gomma, giacche dei college americani e gli immancabili jeans.
Le origini di questo fenomeno sono radicate nel dopoguerra. Il movimento nacque, infatti, negli anni 40 in Inghilterra. Privi di valori e obiettivi, spaesati e incerti, questi ragazzi cominciarono ad esprimere con la violenza la loro difficoltà nell'inserirsi nella società che si andava delineando e nel mondo del lavoro. Con l'arrivo degli anni 50, iniziarono a differenziarsi dagli adulti con nuovi valori, costumi e stili di vita.
Questi giovani ribelli vogliono essere l'antitesi dei loro padri, vogliono istituire o riaffermare una propria identità. Il fenomeno mostra come i teenager vogliono reagire allo scontento della società, ereditato dalla Seconda guerra mondiale, e acquisire più importanza.
Produzione Questo è il film d'esordio di Lino Banfi.Come da scheda tecnica su Imdb
È anche il primo film di Marilù Tolo e Aldo Maccione.
Chet Baker recita pochissime battute, ma in presa diretta in italiano.
Nonostante Mina interpreti se stessa è doppiata da Luisella Visconti.
Colonna sonora
Note
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