Considerato uno dei migliori calciatori della storia del calcio, nella sua carriera, iniziata nel Grêmio e proseguita nel Paris Saint-Germain prima della consacrazione nel Barcellona, si è aggiudicato numerosi titoli nazionali e internazionali tra Europa e America, tra cui due campionati spagnoli, due Supercoppe di Spagna e una Champions League con il Barcellona, una Coppa Libertadores e una Recopa Sudamericana con l'Atletico Mineiro.

A livello individuale ha vinto un'edizione del Pallone d'oro (2005) e due del FIFA World Player of the Year (2004 e 2005), eguagliando il primato del connazionale Ronaldo, che era riuscito a conquistare il riconoscimento della FIFA per due stagioni consecutive. È stato nominato dalla rivista World Soccer per due anni di fila (2004 e 2005) come Miglior calciatore dell'anno e dalla rivista sportiva uruguaiana El País come Calciatore sudamericano dell'anno (2013). Nel marzo del 2004 Pelé lo ha inserito nella FIFA 100, la lista dei 125 migliori calciatori viventi, redatta in occasione del centenario della FIFA. È stato inoltre inserito nella "squadra ideale del decennio" dal Sun nel 2009.

Biografia Di umili origini, trascorse l'infanzia nel bairro Vila Nova di Porto Alegre. Terzo e ultimo figlio di Dona Miguelina Elói Assis dos Santos (1949-2021), negoziante con diploma di infermiera, e di João de Assis Moreira, operaio in un cantiere navale ed ex calciatore dell'Esporte Clube Cruzeiro di Porto Alegre,Da non confondere con il Cruzeiro Esporte Clube di Belo Horizonte. morto di infarto quando Ronaldinho aveva otto anni. Con la morte del padre, assunse importanza fondamentale per Ronaldo de Assis la figura del fratello maggiore Roberto de Assis (nato nel 1971), all'epoca una delle promesse del calcio brasiliano e in seguito suo procuratore.

Quando questi firmò per il Grêmio, la famiglia si trasferì in una nuova casa più spaziosa donata dal club a Roberto, la cui carriera conobbe, però, una brusca interruzione a causa di un infortunio.

Nel 2005 dalla sua relazione con la modella brasiliana Janaína Mendes è nato João Mendes, anche lui calciatore come il padre.

Dal 2006 Ronaldinho è socio onorario del Burela Pescados Rubén, squadra galiziana di futsal. Il 27 agosto 2007 ha acquisito anche la cittadinanza spagnola.

Nell'aprile del 2011 è stato insignito della laurea honoris causa in lettere dall'Accademia brasiliana.

Dal 2024 è uno dei proprietari del .

Vicende giudiziarie Nel 2020 è stato arrestato per due volte in Paraguay, la prima per aver attraversato il confine con il Brasile con un passaporto falso e la seconda perché ritenuto colpevole di riciclaggio, venendo recluso nel carcere di Asunción assieme al fratello Roberto.

Caratteristiche tecniche Ronaldinho era un calciatore completo, famoso per possedere una tecnica straordinaria, con cui eseguiva eccellenti dribbling ai danni degli avversari, il più famoso dei quali è l'elastico. Aveva una grandissima visione di gioco, che gli permetteva di servire i compagni attraverso passaggi spettacolari anche utilizzando il no-look, un tipo di passaggio che viene effettuato mentre si guarda in direzione opposta per trarre in inganno gli avversari. Grazie a queste caratteristiche è stato un prolifico uomo-assist.

Ha buone doti di finalizzatore ed è un ottimo tiratore di calci piazzati: nell'arco della sua carriera ha infatti segnato ben 66 reti su calcio di punizione che lo rendono il terzo miglior realizzatore di punizioni di sempre dietro a Juninho Pernambucano e Pelé. Poteva giocare sia da trequartista sia da attaccante, soprattutto ala sinistra.

Carriera

Club Inizi nel Grêmio Le abilità calcistiche di Ronaldo de Assis Moreira si fecero notare subito. Fu soprannominato Ronaldinho perché solitamente era il più piccolo nelle partite che giocava. Inoltre il soprannome sarebbe dovuto al fatto che nel 1999, quando esordì nella Nazionale maggiore brasiliana, era già presente un altro Ronaldo; ai Mondiali Under-17 svoltisi in Egitto nel 1997, infatti, portava ancora il nome Ronaldo sulla maglia. Dopo aver praticato futsal e beach soccer si dedicò al calcio vero e proprio.

Nel 1993 si mise in luce nella formazione della sua scuola: durante una partita realizzò tutti e 23 i gol con cui la sua squadra vinse l'incontro. Nel 1995 fu convocato per la prima volta nelle selezioni giovanili del Grêmio. A febbraio del 1997 firmò il suo primo contratto da professionista con il e venne aggregato alla squadra B. Il 16 febbraio 1998 firmò il prolungamento di altri tre anni e passò in prima squadra. Debuttò in Coppa Libertadores nel 1998 Radnedge, Keir. The priceless prince of Barcelona. World Soccer, gennaio 2005 (pp. 8-9). e nel 1999 si aggiudicò il suo primo trofeo, il campionato Gaúcho, realizzando 15 gol in 18 partite. Si aggiudicò anche la Copa Sul-Minas. In quattro anni disputò 44 partite di campionato e mise a segno 21 gol.

L'arrivo in Europa al Paris Saint-Germain Il 17 gennaio 2001 i francesi del annunciarono l'acquisto di Ronaldinho suscitando le polemiche del Grêmio, che non aveva approvato il trasferimento. Sulla questione si pronunciarono i tribunali brasiliani e la FIFA, che impose ai francesi un risarcimento di 6,4 milioni di euro per il club brasiliano. La disputa impedì a Ronaldinho, che aveva già firmato per il Paris Saint-Germain nel maggio del 2001, di essere tesserato dalla società francese prima di agosto, quando la FIFA diede il benestare al suo tesseramento provvisorio in attesa del transfer della CBF.

Esordì con il PSG l'11 agosto 2001 contro l' (1-1) nella seconda giornata della Division 1 2001-2002. La prima stagione a Parigi non fu caratterizzata da grandi vittorie, ma nonostante ciò Ronaldinho risultò il miglior giocatore della squadra. Nel 2003 fece trasparire chiaramente la volontà di lasciare il Paris Saint-Germain che non si era qualificato per nessuna coppa europea, il che fece arrivare una pioggia di offerte da parte di grandi club europei come e Barcellona. In due stagioni nella capitale francese disputò più di 50 partite e mise a segno 17 reti.

L'affermazione nel Barcellona

Nel luglio 2003 fu acquistato dal Barcellona, il cui obiettivo iniziale era David Beckham. Dopo il passaggio del centrocampista inglese al Real Madrid la società catalana ripiegò sul brasiliano, pagandolo 30 milioni di euro. Nella prima stagione realizzò 19 gol in campionato, contribuendo al secondo posto dei blaugrana.

Il 2 novembre 2004, nell'incontro di Champions League con il Milan, segnò una rete nei minuti conclusivi portando gli iberici alla vittoria per 2-1. Eletto giocatore dell'anno, negli ottavi di finale della massima competizione europea marcò una doppietta al Chelsea senza però evitare la sconfitta e l'eliminazione della squadra. A fine stagione si aggiudicò il suo primo titolo spagnolo.

Nel Clásico del 19 novembre 2005 l'asso brasiliano siglò due reti, risultando decisivo per la vittoria contro il Real Madrid (3-0): realizzò il secondo gol con una discesa palla al piede, superando tre avversari in dribbling. La prestazione gli valse l'applauso dell'intero Bernabéu all'uscita dal campo. Nominato giocatore dell'anno per la seconda volta consecutiva, fu inoltre premiato con il Pallone d'oro. Sotto la guida di Frank Rijkaard i catalani replicarono il successo nazionale, vincendo poi anche il titolo europeo, il secondo della storia blaugrana, in rimonta contro l'Arsenal.

La stagione 2006-07 non si rivelò vittoriosa per il Barcellona, che perse le finali della Supercoppa UEFA e del Mondiale per club rispettivamente contro il Siviglia e l'Internacional. Eliminata dal Liverpool sul fronte continentale, la squadra terminò la Liga a pari punti con il Real Madrid risultando però in svantaggio nei confronti diretti. Ormai divenuto uno dei calciatori più ambiti del panorama mondiale, la sua permanenza in Spagna fu assicurata dalla cospicua clausola rescissoria (125 milioni).

L'ultima annata in blaugrana fu al di sotto delle aspettative, con il giocatore distratto proprio dalle voci di mercato. Dopo aver festeggiato nel febbraio 2008 le 200 presenze con il club, un infortunio all'adduttore della gamba sinistra — in aprile — pose fine anzitempo alla sua stagione.

L'esperienza al Milan

Nel luglio 2008 fu acquistato dal Milan per circa 22 milioni di euro. Esordì in Serie A il 31 agosto, servendo a Massimo Ambrosini l'assist del temporaneo 1-1 nella gara con il Bologna (poi vinta dai felsinei). Il 28 settembre realizzò la prima rete nel campionato italiano, consentendo ai rossoneri di vincere il derby contro l'Inter. Acquisita una forma fisica ottimale, poté fornire il proprio contributo. Dopo una doppietta alla Sampdoria nel 3-0 del 19 ottobre, segnò un gol decisivo — nei minuti di recupero — contro il Braga in Coppa UEFA. Nella seconda parte della stagione, dato un calo atletico, Ancelotti lo mise in campo meno spesso. Fece 10 gol in 36 presenze.

Ricevuto il Golden Foot nell'autunno 2009, fu votato dalla rivista World Soccer come miglior giocatore del decennio. Il 17 gennaio 2010 segnò una tripletta contro il Siena, sconfitto per 4-0. Al termine del campionato figurò come il miglior uomo-assist, avendone serviti 14. Alla terza stagione in rossonero il fantasista trovò poco spazio con il nuovo allenatore Allegri, complice anche un'uscita notturna che gli costò l'esclusione dai titolari. Prima della sessione invernale di mercato il calciatore annunciò l'imminente addio.

Il ritorno in Brasile al Flamengo

L'11 gennaio 2011 il Flamengo ha ufficializzato l'acquisto di Ronaldinho dal Milan per circa 3 milioni di euro. Il giocatore ha firmato un contratto quadriennale con la società di Rio de Janeiro fino al 2014, ricevendo la fascia di capitano in luogo di Léo Moura.

Ha esordito con la maglia rubro-negra il 2 febbraio 2011 contro il Nova Iguaçu, partita del Campionato Carioca 2011 vinta 1-0 dal Flamengo. Nella partita successiva del 6 febbraio 2011, vinta per 3-2 in casa del Boavista, ha segnato la sua prima rete con la maglia del Flamengo, realizzando il primo gol della gara su calcio di rigore. Il 16 febbraio 2011, nella gara valida per il primo turno della Coppa del Brasile 2011 vinta per 3-0 contro il Murici, ha messo a segno il primo gol su azione con il Flamengo, segnando di testa il primo gol della squadra rubro-negra. Il 27 febbraio ha segnato il gol-partita contro il Boavista (1-0) nella finale della Taça Guanabara, vinta senza sconfitte. Ha concluso la prima stagione con il Flamengo con 52 presenze e 21 gol, dei quali 14 messi a segno nel campionato di Série A, risultando in tale competizione il secondo miglior marcatore della propria squadra dopo Deivid (15).

Dopo aver disputato il Campionato Carioca 2012 (10 presenze e 4 reti) e le prime due partite del campionato di Série A 2012, il 31 maggio 2012 Ronaldinho ha rescisso il contratto che lo legava al Flamengo facendo causa al club presso il Tribunale regionale del lavoro e ha chiesto un risarcimento di oltre 40 milioni di real (circa 16 milioni di euro) per gli arretrati che gli dovrebbe la società brasiliana.

In totale con la maglia rubro-negra Ronaldinho in un anno e 5 mesi ha disputato 72 partite ufficialiIl totale è di 74 se si comprendono anche 2 amichevoli disputate nel gennaio 2012. nelle quali ha segnato 28 gol e con la squadra di Rio de Janeiro ha vinto un Campionato Carioca.

Atlético Mineiro Il 4 giugno 2012 ha firmato un contratto di sette mesi con l'Atlético Mineiro. Visto che la maglia numero 10 era già stata assegnata a Guilherme, ha scelto di indossare la numero 49 come omaggio alla madre Dona Miguelina, nata nel 1949 e operata pochi giorni prima per un tumore.