I Della Torre (o Dalla Torre o Torriani o De la Turre in latino medievale) sono una famiglia della nobiltà lombarda che dominò la Lombardia e larga parte dell'Italia settentrionale tra il XII e XIV secolo. Possedevano la Signoria di Milano, prima di venire estromessi dai Visconti. Erano membri del partito guelfo.

Nel corso dei secoli, diversi rami della famiglia hanno acquisito numerosi titoli nobiliari: furono baroni, conti, marchesi e anche duchi e principi. Numerosi esponenti inoltre sono stati insigniti di svariati titoli legati ad ordini cavallereschi.

La discendenza diretta della famiglia è rappresentata oggi da due rami: il ramo del Duca Riccardo Maria Barbieri Torriani, nato a Milano il 9 maggio 1977 da Adriano Maria Barbieri Torriani e Valentina Carla Balzarotti, coniugato con la Duchessa per matrimonio Greta Nicole Maroni, ed il ramo degli svizzeri-italiani Conti Torriani, i cui eredi (tra cui il citato inventore ed imprenditore Angelo Torriani, depositario del primo brevetto relativo alla macchina da caffè industriale, ed il dottor Guido Torriani, ingegnere e manager di rilievo nazionale ed internazionale), risultano residenti in Lombardia.

Origini Antica famiglia dell'aristocrazia milanese, di Milano Porta Nuova, secondo la tradizione di ceppo franco , dei quali due esponenti si trasferirono attorno all'anno 1000 in Val Sassina per sposare due figlie del conte Tacius. I De La Tour a loro volta sarebbero discendenti di Anscario I, conte di Oscheret (regno di Borgogna) e poi marchese d'Ivrea, imparentato con la famiglia imperiale di Carlo Magno.

La famiglia Della Torre era stata infeudata dall'arcidiocesi di Milano di vasti territori che arrivavano sino al Canton Ticino, il cui corpo principale era la contea di Valsassina, con al centro il borgo fortificato di Primaluna. Tra i primi membri importanti sono documentati Ardericus De La Turre, indicato tra i capitanei milanesi in un documento del 1130, e Martino della Torre il Gigante, conte della Valsassina, che combatté in Terra santa durante le Crociate, trovando la morte sotto le mura di Damasco nel 1148.

Suo figlio Jacopo sposò una Berta Visconti e fu reggente di Milano.

Suo nipote Raimondo fu vescovo di Como dal 1262 al 1273. Nel 1269 fu catturato da Corrado Venosta von Matsch (1226-1278, feudatario del Castello di Boffalora in Valchiavenna) ed esposto in una gabbia al pubblico ludibrio a Sondalo in Valtellina. Venne poi liberato dalle milizie del fratello Napo Torriani che distrussero il castello il 25 settembre 1273. Fu inoltre Patriarca di Aquileia dal 1273 al 1299.

Un altro nipote, Salvino (1240?-1287), fu signore di Parma. La figlia Elena (1285) andò in sposa nel 1300 a Niccolò da Carrara.

Stemma

I Torriani adottarono due stemmi: due scettri gigliati decussati (in croce di Sant'Andrea) d'oro in campo azzurro una torre di rosso in campo d'argento

Generalmente questi elementi sono racchiusi in un unico stemma inquartato, oppure sovrapposti che danno origine ad un unico stemma che è una torre di rosso in campo d'argento, o anche in campo d'azzurro, attraversata da due scettri d'oro, gigliati e decussati. A volte nel capo dello scudo figura un'aquila imperiale di nero in campo d'oro, mentre altre volte sopra la torre figura una mezzaluna d'oro o d'argento.

La famiglia utilizzava anche altri stemmi come quello bipartito d'argento e di nero della Credenza di Sant'Ambrogio, o il leone rampante di rosso in campo d'oro della Valsassina.

Signori di Milano L'ascesa ha inizio con il nipote di Martino il Gigante, Pagano, il figlio di Jacopo, già attivo nella politica milanese di quegli anni, che nel 1237 diede rifugio, ospitandolo nelle proprie terre della Valsassina, a ciò che restava dell'esercito milanese sconfitto nella battaglia di Cortenuova dall'Imperatore Federico II. Per questi meriti fu nel 1240 chiamato a ricoprire la carica di Anziano della Credenza di Sant'Ambrogio e Capitano del Popolo, di fatto primo Signore di Milano sino alla sua morte avvenuta nel 1241. Il nipote Martino, figlio di Jacopo, fratello di Pagano, impose la sua personalità sulla città, fondò la Signoria di Milano e dopo la Tregua di Parabiago (1257) e la Pace di Sant'Ambrogio (1258), affermò la supremazia dei Torriani nel territorio dell'Arcidiocesi. Morì nel 1259 e gli succedette un altro fratello, Filippo. I possessi dei Torriani includevano anche Bergamo, Como, Lecco, Lodi, Monza, Novara, Varese e Vercelli; inoltre controllavano Brescia grazie ad alleanze e intrecci parentali con la potente famiglia locale dei Maggi.

Perdita, riconquista ed estromissione dalla Signoria di Milano Morto Filippo nel 1265 gli succede al potere su Milano il più anziano della famiglia, Napoleone della Torre, detto Napo Torriani, figlio di Pagano, che viene affiancato dai fratelli Francesco, che diventa podestà di Brescia, Alessandria, Bergamo, Novara e Lodi e signore del Seprio, e Paganino, nominato podestà a Vercelli. Paganino viene assassinato il 29 gennaio 1266 da una banda di nobili milanesi proscritti a cui vanno a dar man forte alcuni pavesi inviati dal marchese Oberto II Pallavicino. Per rappresaglia Napo fa eseguire 53 decapitazioni, a Vercelli, Milano e Trezzo, tra i nobili congiurati e di fazione avversa.

Sotto di lui Milano viene modernizzata da un ampio programma di lavori pubblici che la trasformano radicalmente, facendola diventare la vera metropoli dell'Italia settentrionale.

Napo viene insignito del vicariato imperiale nel 1274 dall'Imperatore Rodolfo I d'Asburgo e, dopo aver vinto nel 1276 l'importante battaglia della Guazzera, presso Ranco nel varesotto, e successivamente perso la battaglia di Germignaga, combattuta per il possesso della Rocca di Angera, che comunque restò nelle mani dei Torriani, viene sconfitto e catturato nella battaglia di Desio del 21 gennaio 1277 dall'arcivescovo Ottone Visconti (che quindici anni prima era stato eletto al seggio arcivescovile ambrosiano a discapito di Raimondo della Torre, ed era quindi divenuto il punto di riferimento della nobiltà sia di Milano che dell'Alto Milanese e del Locarnese e con il loro appoggio aveva mosso guerra ai Della Torre). Muore l'anno seguente in prigionia nel castello di Baradello presso Como.

Il fratello Francesco resta ucciso nel corso della stessa battaglia.

Pure il figlio Corrado detto "Mosca" e Guido, figlio di Francesco, vengono fatti prigionieri, ma riescono a fuggire dal Castel Baradello nel 1284. Da quel momento, dal Friuli e dalle città padane a loro fedeli, i Della Torre organizzano una guerriglia senza tregua contro i Visconti. Corrado nel 1290 è nominato governatore dell'Istria, nel 1293 podestà di Trieste e nel 1304 podestà di Bergamo. Nel 1302 i Della Torre rientrano a Milano proprio con Guido, che strappa la signoria ai Visconti.

Nel 1311 Guido, entrato in conflitto con l'arcivescovo Cassono della Torre, detto anche Cassone o Gastone figlio di Corrado, suo cugino, rompe l'unità familiare che era stata la forza dei Torriani e, dopo aver provato a far ribellare il popolo contro l'imperatore del Sacro Romano Impero Enrico VII, è costretto alla fuga perdendo la signoria che ritorna ai Visconti. Malato, si rifugia prima a Lodi poi a Cremona, dove muore nell'estate del 1312. Una parte della famiglia riprenderà la guerra contro i Visconti e la casata dei Della Torre farà ritorno a Milano solo nel 1332 per intercessione del Papa; avrà restituite parte delle terre e beni, ma dovrà accettare la signoria viscontea.

Altri membri Da allora il casato si divide in diversi rami che hanno dato origine a numerose famiglie nobili, in Lombardia, Friuli, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Piemonte.

Florimondo della Torre, figlio di Corrado detto "Mosca", provò invano a riguadagnare il potere a Milano. Anche un altro figlio di Corrado, il già citato Cassono, fu prima Arcivescovo di Milano e poi Patriarca di Aquileia dal 1316 al 1318. Paganino, l'ultimo dei figli di Corrado, fu podestà di Como e Senatore di Roma.

Tiberio della Torre, figlio di Martino e pronipote di Napo, fu vescovo di Brescia dal 1325 fino alla sua morte nel 1333. Il figlio di Florimondo, Pagano, fu vescovo di Padova e Patriarca di Aquileia dal 1319 al 1332.

Tra i vari discendenti: Jacopo della Torre detto Jacopo da Forlì, docente universitario, medico e studioso del XIV secolo. il Beato Antonio della Torre detto dell'Aquila, medico, nacque a Milano attorno al 1424 e morì a L'Aquila nel 1494. Fu beatificato da papa Clemente XIII, al secolo Carlo della Torre Rezzonico (altro discendente di un altro ramo del casato), nel 1759. Giacomo Antonio della Torre fu vescovo di Cremona dal 1476 al 1486. Francesco Torriani fu consigliere dell'Imperatore Ferdinando I e Barone imperiale e ambasciatore a Venezia (1558). Carlo Torriani fu governatore di Trieste nel 1666. Gianello Torriani, ingegnere e matematico del XVI secolo: seguì Carlo V in Spagna, dove è noto col nome di Juanelo Turriano. Enrico Matteo von Thurn-Valsassina, nobile boemo e diplomatico del XVII secolo. Lucio della Torre, signore del castello di Villalta: famoso per le sue efferatezze a capo di una banda di bravi e briganti nei territori della Serenissima, venne giustiziato a Gradisca il 3 luglio 1723 all'età di 28 anni. Mons. Giacinto della Torre (1757-1814), Arcivescovo di Torino dal 1805 al 1814. Prof. Pier Luigi Della Torre (1887-1963), medico neurochirugo di fama europea, fondatore della pinacoteca di Treviglio. il Servo di Dio Carlo Della Torre (1900-1982), missionario salesiano, nativo di Cernusco sul Naviglio e morto a Bangkok in Thailandia. Gian Giacomo della Torre Piccinelli, giudice e presidente della Corte d'Assise d'Appello di Milano fino al 1998. Karl Wilhelm von Della Torre, originario del ramo Trentino della famiglia, poi trasferitosi ad Innsbruck. Fu botanico e zoologo, professore all'Università di Innsbruck dal 1895. Giuseppe Della Torre.

Ramificazioni e famiglie Della Torre e Torriani nelle terre del Patriarcato di Aquileia

Torriani di Mendrisio Questo ramo, che adotta anche la forma cognominale Torriani (XVI sec.), è localizzato nel borgo di Mendrisio nel Canton Ticino, nella Svizzera italiana. Esso appare rigoglioso precedentemente alla dispersione dei Della Torre avvenuta dopo la sconfitta di Desio, che porta la famiglia a riparare in Friuli e a dare origine alle varie linee lombarde, venete e friulane. Se ne hanno notizie sicure dalla metà del 1100. Di questo ramo è il Beato Guglielmo della Torre, Vescovo di Como; così è logico pensare che la presenza in loco fu dovuta a possessi di terre nel Canton Ticino (precedenti l'ascesa alla Signoria di Milano da parte dei Della Torre) che con la vicina Valsassina fa parte dell'Arcidiocesi di Milano. Un ramo si stabilì a Rancate (sempre in Canton Ticino) dando origine alla famiglia Della Torre di Rancate (poi Rancati“L’Armoriale dei Comuni ticinesi” di Gastone Cambin, Edizione Istituto Araldico e Genealogico Lugano, 1953.) a cui appartenne l'Abate Ilarione Rancati.

Fonti recenti localizzano gli attuali eredi della casata Torriani di Mendrisio nella Lombardia italiana.

Torriani di Marradi in Toscana Questo ramo deriva dalla Famiglia di Bartolomeo (q. Agostino, q. Giovanni, q. Gaspare. q. Suseno. q. Finiberto. q. Simone. q. GuidoTratto da: ).

Bartolomeo, nato probabilmente nel 1505, marito di Faustina nobile Trevano, comense, fu dei maggiorenti di Mendrisio: morì nel 1568. Da lui nacque Aurelio, nato intorno al 1550, marito di Barbara di Nicolao nob. Della Torre, ucciso proditonamente da Gaspare Della Torre nel 1585. Da Aurelio e da Barbara, scomparsa nel 1637, nacque postumo Nicolao nel 1585, che sposò nel 1618 Caterina de Pozzi (probabilmente morti all'estero) da cui nacque Francesco Antonio, nato nel 1631 ed emigrato a Lione. Da Francesco Antonio e da NN. nacque Carlo Giuseppe, emigrato a Marradi, da cui deriva la attuale famiglia di Toscana, i Torriani detti "di Marradi in Toscana".