Radio Bari (talvolta anche Radio-Bari) è stato il nome con cui ci si è riferiti alla sede EIAR di Bari per tutta la vita dello stesso EIAR.

Con l'armistizio di Cassibile e l'occupazione dell'Italia meridionale da parte degli Alleati la stazione fu sfruttata per la guerra psicologica contro il nazifascismo, mantenendo la sua denominazione. Intorno agli anni cinquanta, il nome "Radio Bari" per designare la sede regionale della RAI in Puglia è caduto in disuso. La stazione è ricordata principalmente per i suoi programmi in arabo durante il fascismo e per il suo ruolo sia propagandistico sia di rivitalizzazione dei valori democratici nei primi mesi del Regno del Sud e della Resistenza italiana.

Storia degli impianti La nascita

L'installazione di una stazione trasmittente a Bari rientra nel programma d'ampliamento e potenziamento della rete radiofonica studiato da Costanzo Ciano e inserito nella convenzione tra l'EIAR e il Regno d'Italia del 15 dicembre 1927RDL 2207/27 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 287/27), reso esecutivo dal RD 2526/27 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 17/28)., più precisamente nell'atto aggiuntivo alla convenzione, stipulato l'11 luglio 1931RD 1027/31, art. 3 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 202/31).. Lo stesso atto prevedeva l'entrata in funzione per l'aprile 1932.

La stazione tuttavia non fu in grado di entrare in funzione fino al 7 agosto 1932, quando si ha la prima registrazione di prove tecniche di trasmissione. L'inaugurazione ufficiale avvenne il 6 settembre alle ore 10, all'apertura della III fiera del Levante, con la trasmissione della lettura da parte del ministro dei Lavori Pubblici Araldo di Crollalanza di un messaggio di Benito Mussolini a lui diretto. La sera del giorno successivo andò in onda un "grande concerto", poi, stando ai palinsesti del Radiocorriere, la stazione tacque per cominciare la programmazione ordinaria l'11 settembre 1932.

La nuova emittente, installata a Ceglie del Campo, aveva una potenza all'antenna, senza modulazione, di 20 kW e operava su 1 112 kHz. Gli impianti per la trasmissione erano inglesi, di produzione Marconi Company, mentre i due tralicci d'acciaio di 250 piedi (76,20 m) che sostenevano l'aereo erano, quantomeno, di concezione americana. La sede degli studi (dotata di due auditori) e della reggenza EIAR era invece nel centro di Bari, in via Niccolò Putignani, 247..

Gli sviluppi successivi In occasione della Fiera del Levante del 1933 fu inaugurato il collegamento telefonico musicale tra gli studi EIAR di Bari e quelli di Napoli, allacciando così la stazione alla rete nazionale. Con l'entrata in vigore del piano di Lucerna per la ripartizione delle frequenze per radiodiffusione, il 15 gennaio 1934 Radio Bari cambiò frequenza e si pose su 1 059 kHz. Una seconda trasmittente, che entrò in funzione il 26 agosto 1935, fu installata presso la sede della Fiera del Levante.. La nuova stazione, che fu chiamata Bari II (da leggersi Bari secondaCfr ), mentre l'antica divenne Bari I (Bari prima), aveva una potenza-antenna di 1 kW e trasmetteva su 1 357 kHz.

Durante la guerra

Gli impianti di Bari durante la seconda guerra mondiale non subirono danno alcuno, nemmeno dal bombardamento tedesco del 2 dicembre 1943.Cfr , sebbene Bari I, da sola, avesse una potenza-antenna superiore a quella di tutte le altre stazioni dell'Italia a sud di RomaCfr EIAR - Tavole riassuntive sugli impianti.. Il 5 settembre 1943 giunse alla sede EIAR di Bari l'ordine di smontare la trasmittente di Ceglie del Campo per trasferirla in una zona più lontana dal fronte, mentre per Bari II era stata prevista la distruzione..

L'iniziativa del reggente della sede, l'ingegner Giuseppe Damascelli, il quale, prima dell'armistizio., con la collaborazione di alcuni tecnici, aveva provveduto a mettere al sicuro gli strumenti più delicati nella sede del Vescovado di Bitonto., dove viveva suo fratello Domenico (ciò che, dopo la morte, gli varrà l'intitolazione di una strada nella città di BariDelibera della Giunta comunale n. 299 del 15 aprile 2004, dove si legge che le istruzioni impartite dalla direzione generale E.I.A.R., dirette alla distruzione della stazione di Radio Bari in caso di invasione nemica, “non vengono mai eseguite, perché il Damascelli decide di restare a fianco dei militari anche nelle ore notturne, continuando a trasmettere per fornire un importante servizio alla popolazione”. Dalla medesima delibera si apprende che lo stesso “ing. Damascelli, per ritirare due messaggi, uno del re e l’altro del governo” – nel frattempo, installatisi a Brindisi – “ha dovuto attraversare zone battute da truppe tedesche in ritirata, correndo grossi pericoli”.) e la difesa armata dopo salvarono gli studi e le trasmittenti dalla distruzione.. I tecnici avevano comunque provveduto a depotenziare l'impianto di Ceglie del Campo, nell'eventualità che fosse caduto in mano ai tedeschi, novelli nemici. La stazione fu riportata alle condizioni originarie dopo l'arrivo delle truppe alleate.. A dimostrazione della grande considerazione in cui erano tenute le installazioni di Bari, gli interventi di manutenzione furono eseguiti dagli Alleati celermente e puntigliosamente..

La RAI La sede RAI di Bari rimase in via Putignani fino all'11 marzo 1959, quando fu inaugurata la nuova sede di via Dalmazia, i cui lavori erano cominciati già nel 1958.

I programmi per l'estero Fu reso evidente fin da subito che Bari non sarebbe stata solo una stazione per il territorio italiano. Difatti, il Radiocorriere della settimana precedente l'inaugurazione parlò di come il Levante potesse ricevere da Bari la parola e la musica d'Italia. Anche Mussolini, nel suo messaggio inaugurale, si riferì alla nuova stazione come "anello di congiunzione tra l'Occidente e l'Oriente, strumento della pacifica espansione italiana nel Mediterraneo Orientale ed oltre". Era dunque chiara la volontà di sfruttare Bari come uno strumento di propaganda al servizio dell'Impero italiano.

Comunque la diffusione di trasmissioni espressamente prodotte per l'estero non cominciò fino al 15 agosto 1933, coi programmi in albanese, voluti dalla Camera di commercio italo-orientale, seguiti dall'arabo, caldeggiato da Galeazzo Ciano., il 24 maggio 1934 e dal greco il 19 agosto dello stesso anno.. Dal 21 dicembre 1936 la stazione di Bari I cominciò, in coppia con Bologna, a trasmettere notiziari giornalieri in rumeno, bulgaro e ungherese. Il turco si aggiunse il 9 marzo 1937, con diffusione anche su onde corte da Roma-Prato Smeraldo. Dal 1º novembre 1937 Bari I cominciò anche a trasmettere, al posto di Firenze e insieme con Bologna, un notiziario in "serbo-croato". Il Radiocorriere sarebbe poi passato alla dizione di "serbo" semplicemente quattordici giorni dopo.

La propaganda araba L'organizzazione Radio Bari era parte del Reparto Arabo, a sua volta parte dell'Ispettorato Radio, dipendente direttamente dal Ministero Stampa e Propaganda, poi Ministero della cultura popolare..

Le persone Una delle più importanti figure del programma arabo fu Enrico Nuné. Nuné era nato ad Aleppo nel 1914 e aveva compiuto gli studi universitari in Italia, vivendo a contatto quindi delle due culture araba e italiana. In quanto "profondo conoscitore del mondo arabo e musulmano" e fascista. la sua figura si prestava molto bene all'opera di Radio Bari. Difatti nel 1936 Nuné iniziò a lavorarvi e dal 1938 divenne direttore delle radiotrasmissioni arabe. Una persona che a Radio Bari aveva dimestichezza con il giornalismo era Ugo Dadone, nato nel 1885 circa e vissuto al Cairo. Dadone aveva lavorato in quella città per giornali e agenzie di stampa e quindi, in forza della sua esperienza, entrò a far parte del Centro Arabo, il quale forniva a Radio Bari le notizie da trasmettere.. Le notizie erano inoltre ricavate dallo stesso Reparto Arabo con mezzi propri o giungevano dalle sedi diplomatiche italiane in Africa e Medio Oriente., ma la scarsezza di mezzi che sempre afflisse la stazione non consentì notiziari accurati e interessanti per gli ascoltatori..

La parte più espressamente propagandistica era curata da Daniele Occhipinti, o con contributi ai notiziari o con sue rubriche.. Nato a Vita nel 1912, aveva trascorso buona parte della sua vita in Tunisia. Al luglio del 1941 egli era "redattore-capo di Radio Bari", carica che si può considerare immediatamente inferiore alla direzione del Reparto Arabo, che pure ricoprì durante un'assenza del titolare Enrico Nuné.. Alla programmazione contribuirono a vario titolo sia italiani (generalmente orientalisti o giornalisti, quali Michelangelo Guidi, Virginio Gayda e Carlo Belli.) sia arabi.

Un nome significativo tra le personalità arabe è quello di Muhammad Kurd Ali, fondatore dell'Accademia Araba di Damasco, che tenne molte conversazioni e lezioni su argomenti di cultura.. Chiaramente, i collaboratori di cui la radio aveva più bisogno erano gli annunciatori, che però non furono mai di livello professionale. Talvolta anzi erano completamente inadatti al proprio ruolo.. La scarsa capacità degli annunciatori fu un costante cruccio di Radio Bari, che dalla fine degli anni trenta doveva competere con le trasmissioni arabe inglesi e tedesche (le quali disponevano, tra l'altro, di annunciatori di professione) senza tuttavia averne i mezzi..

La programmazione Orari e frequenze All'inizio, nel maggio 1934, i programmi in arabo da Radio Bari erano dei semplici notiziari di un quarto d'ora., trasmessi il martedì, giovedì e sabato intorno alle 19 italiane. (la collocazione serale riflette la volontà di sfruttare la propagazione ionosferica delle onde medie, ampliando così notevolmente la zona d'ascolto del programma). I giorni di trasmissione crebbero fino al 1º dicembre 1937, quando le emissioni divennero giornaliere. Col passare del tempo anche la durata e i contenuti dei programmi furono ampliati: ai notiziari si aggiunsero conversazioni, conferenze, musica. A causa dell'installazione di una stazione radio a Tunisi (inaugurata poi il 15 ottobre 1938), fu deciso di preparare anche un'emissione mattutina della durata di venti minuti, per crearle concorrenza. La diffusione del programma del mattino cominciò nell'agosto 1938. Dal 21 novembre 1940 le trasmissioni giornaliere arrivarono a quattro, due al mattino e due alla sera, per un totale di quattro ore di contenuti..

I primi programmi erano trasmessi solamente in onde medie da Bari su 1 059 kHz. Le possibilità d'ascolto furono ampliate il 21 settembre 1936, quando iniziò la diffusione su onde corte dalla stazione di Roma-Prato Smeraldo. Radio Bari rimase su queste due gamme d'onda fino all'inizio della guerra, quando, dal 16 giugno del 1940, Bari I scomparve dai palinsesti e dalla lista delle stazioni del Radiocorriere. Il programma arabo dell'EIAR rimase ascoltabile solo su onde corte fino al 21 novembre 1940, quando la diffusione della sua quarta edizione fu affidata anche alle onde medie di 1 357 kHz, frequenza, tra le altre stazioni, di Bari II, e 1 140 kHz. Dal 12 gennaio 1941 pure la terza trasmissione fu effettuata anche su onde medie.

I programmi culturali