Montefalco è un comune italiano di abitanti della provincia di Perugia in Umbria. È il punto di riferimento della regione vinicola in cui si producono il Sagrantino di Montefalco e il Montefalco rosso.

Geografia fisica Territorio Montefalco, circondato da vigneti e oliveti, è situato in cima a una collina che domina la pianura dei fiumi Topino e Clitunno. Per questa favorevole posizione panoramica, dal 1568 gli è stato attribuito l'appellativo di "Ringhiera dell'Umbria". Da qui, nelle giornate più limpide, da vari punti belvedere è possibile ammirare un panorama a 360° che spazia per l'intera vallata tra Perugia e Spoleto, dai versanti del Subappennino a quelli dei Monti Martani.

Clima Il clima della città e delle colline circostanti è di tipo continentale. In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta sui +3,8 °C; quella del mese più caldo, luglio, è di +23,5 °C.

Le precipitazioni medie annue si aggirano sui 700 mm, distribuite in circa 89 giorni, con un minimo relativo in estate ed un picco in autunno.

La neve fa la sua apparizione in città circa sette volte l'anno, e a volte gli accumuli sono anche abbastanza consistenti. In media ci sono 40 giorni di gelo all'anno.

Società Evoluzione demografica

Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati ISTAT, al 1º gennaio 2011 la popolazione straniera residente era di 516 persone, pari al 9,0%. Le nazionalità maggiormente rappresentate erano (in percentuale sul totale degli stranieri):

Albania: 151 – 29,26% Romania: 99 – 19,19% Macedonia del Nord: 54 - 10,47% Marocco: 54 - 10,47% Polonia: 22 - 4,26% Ucraina: 21 - 4,07%

Storia Il toponimo Montefalco si deve, secondo la tradizione, a Federico II di Svevia. L'imperatore, visitando i luoghi nel XIII secolo, constatato il gran numero di falchi, decise di cambiare il nome della località da Coccorone (Cors Coronae) in quello attuale. La presenza dell'animale nel territorio è andata via via scemando, fino a raggiungere il minimo storico in età moderna. Il 31 luglio 2007 nei cieli di Montefalco è stata liberata una coppia di gheppi, con finalità di ripopolamento. Il progetto ha avuto un grandissimo successo e i gheppi si sono riprodotti.

Intorno al 1280 la città viene conquistata da Todi, come testimonia lo stemma cittadino rappresentante un'aquila e posto su un palazzo alla destra della porta di sant'Agostino. Durante il periodo dell'occupazione tuderte inizia la coltivazione delle uve per il grechetto che si vanno ad aggiungere alla tradizione più antica del vino rosso. Nello stesso periodo avviene anche la costruzione del palazzo pubblico (oggi sede del comune) e dei principali edifici religiosi. La città diventa così la più importante fortificazione del territorio tuderte contro Foligno e Spoleto e lo rimane fino al 1383, quando passa prima sotto i Trinci di Foligno per poi divenire, come gli altri centri umbri, di dominio papale.

Monumenti e luoghi d'interesse

Monumenti civili

La cinta muraria con le sue porte, tra cui la merlata Porta Sant'Agostino, e le sue torri, tra cui la Torre del Verziere. Il 05 Marzo 2026, dopo forti piogge, crollano le mura a Largo Bruno Buozzi. La piazza del Comune, con, tra gli altri, il duecentesco palazzo Comunale col ben conservato centro medievale che la circonda.

Monumenti religiosi

L'ex chiesa di Santa Maria di Piazza, risalente alle origini del libero comune. Il complesso museale di San Francesco, che comprende l'ex chiesa di San Francesco, costruita tra il 1335 e il 1338, dove si può ammirare l'importante ciclo di affreschi di Benozzo Gozzoli raffiguranti le Storie della vita di San Francesco; contiene inoltre una Natività del Perugino e custodisce nella cripta un lapidario con sculture e reperti archeologici romani e medievali. Ospita anche la Pinacoteca comunale nei locali già annessi all'ex convento francescano, comprendente dipinti di scuola umbra e forlivese (in particolare, della bottega di Melozzo da Forlì). Sono state da poco rese accessibili e visitabili le antiche cantine dei frati Minori Conventuali di Montefalco, allestite con materiali del XVIII e XIX secolo legati alla lavorazione delle uve e alla produzione vinicola (collezione Marco Gambacurta). La chiesa di Sant'Agostino, costruita tra il 1279 e il 1285, dove si trovano, oltre alle importanti testimonianze dell'originaria decorazione pittorica trecentesca, affreschi che ricordano Ambrogio Lorenzetti; vi sono inoltre custoditi i corpi delle beate Chiarella e Illuminata e il corpo mummificato del beato Pellegrino. La chiesa di Santa Lucia, del XII secolo. La chiesa di San Bartolomeo e porta San Bartolomeo, poi chiamata porta Federico II. La chiesa di Santa Chiara da Montefalco, nella quale si conserva il corpo di santa Chiara da Montefalco, e la cappella di Santa Croce, decorata con affreschi di scuola umbra del XIV secolo. La chiesa di Santa Illuminata, della fine del XV secolo, ricostruita sul posto del primitivo reclusorio abitato dalla beata Giovanna e da santa Chiara. La chiesa di San Leonardo. La pieve di San Fortunato, che conserva opere di Benozzo Gozzoli e Tiberio d'Assisi a meno di un chilometro dalla città. La chiesa di San Rocco e la chiesa di Sant'Anna, nella frazione di Camiano a circa 2 km dalla città, che si raggiunge uscendo da Porta Camiano e percorrendo una strada costeggiata da antiche edicole affrescate e fonti alimentate da sorgenti locali. La chiesa di Santa Maria di Turrita, del XII secolo, nella frazione di Turrita a pochi chilometri dalla città. In origine vi era annesso un monastero benedettino, successivamente soppresso. La leggenda del patrono san Fortunato narra che il santo era il parroco di questa chiesa. L'interno della chiesa presenta affreschi di carattere devozionale, tra i quali quelli del XV secolo di Giovanni di Corradduccio e Bartolomeo da Miranda, e la tela di Giampiero Canotti raffigurante la Madonna che appare a San Filippo Neri, dell'inizio del secolo XVIII. Da questa chiesa provengono dei dipinti con Storie della vita di Cristo, attribuite a Cristoforo di Jacopo di MarcuccioraPaola Mercurelli Salari, Cristoforo di Jacopo di Marcucciora, Storie della vita di Cristo, Madonna del Latte, in Nicolaus pictor. Nicolò di Liberatore detto l'Alunno. Artisti e botteghe a Foligno nel Quattrocento, catalogo di mostra a cura di G. Benazzi e E. Lunghi, Foligno 2004, pagg. 165 - 166.. Il santuario della Madonna della Stella, a pochi chilometri dalla città. Il castello di Fabbri, del XIV secolo, a pochi chilometri dalla città. La chiesa di San Lorenzo nella frazione di Casale.

Cultura Leggende

Coccorone in Montefalco (leggenda popolare)

Francesco Melanzio: ritratto della moglie (leggenda popolare)

In un articolo dedicato a Montefalco dalla rivista mensile del T.C.I. nel 1926, redatto da Carlo Bandini, l'autore ci descrive un affresco che il Melanzio dipinse nel 1517 all'interno della chiesetta di Santa Maria del Popolo o di Piazza in Montefalco raffigurante una Madonna con Bambino in trono e angeli, definendo questa figura come..una sorridente e simpatica Madonnina dalla vivacità cromatica e rappresentativa, graziosa e persin birichina. La tradizione vuol che sia il ritratto di sua moglie.. e poi commentando..se è così, aveva scelto bene e il modello e la moglie

Beato Pellegrino, leggenda di carattere religioso legata al corpo mummificato di un pellegrino, tuttora esposto in una teca, nella chiesa di Sant'Agostino, come ci viene riportata dal Monticelli nel 1829:

Dice la tradizione che questo pellegrino arrivò a Montefalco dalla Spagna per venerare il corpo della beata Chiara e che poi si fosse recato a Sant'Agostino per venerare i corpi delle beate Chiarella e Illuminata. Arrivata la sera chiese ospitalità ai frati e ottenutala, prima di andare a riposare tornò in chiesa, dove al mattino lo ritrovò il sacrestano. Era seduto appoggiato a un confessionale, nella stessa posizione in cui possiamo ancora vederlo. Sulle prime si pensò che dormisse, accortisi poi che era morto, gli tolsero le "carte" (documenti) di dosso e subito lo seppellirono. La mattina dopo venne ritrovato fuori dal sepolcro e lo stesso "portento" si ripeté anche nei giorni che seguirono. Venne deciso allora di collocarlo nel campanile, dove rimase per cento anni senza che il corpo si decomponesse. Il fatto fu ritenuto prodigioso, per questo i Padri decisero di collocarlo in un armadio nella stessa posizione e con gli stessi abiti da pellegrino che aveva al momento della morte.

Tradizioni e folclore

Versi dedicati a Montefalco

MONTEFALCO Montefalco, Benozzo pinse a fresco giovenilmente in te le belle mura, ebro d'amor per ogni creatura viva, fratello al Sol, come Francesco.

Dolce come sul poggio il melo e il pesco, chiara come il Clitunno alla pianura, di fiori e d'acqua era la sua pintura, beata dal sorriso di Francesco.

E l'azzurro non désti anche al tuo biondo Melanzio, e il verde? Verde d'arboscelli, azzurro di colline, per gli altari;

sicché par che l'istesso ciel rischiari la tua campagna e nel tuo cor profondo l'anima che t'ornarono i pennelli. D'Annunzio  MONTEFARGO (sonetto in dialetto montefalchese) È un pòstu per campà. Sta accoccolatuda anni e anni sòpre ‘na cullinade vigne e de lìa verde coloratudo' l'aria è trasparente e ginuina.

Lu tèmpu pare che ce s'è fermatucome drènto ‘na vecchja cartulinado' gnente da com'era s'è cambiatu:la Piazza, lu Stratòne, chi cammina.

Li viculi sò' pieni de friscura,de quarghe otòre armastu appiccicatufra le pietre locrate de le mura.

Le strate, li palazzi cò' le jese,tutto sunnicchja come appisolatude la tranquillità de lu paese. Luigi Gambacurta

Ricorrenze religiose Celebrazioni della Settimana santa

"Processione del Cristo Morto", alla luce delle fiaccole, percorrono le vie della città le antiche statue lignee del Cristo Morto e della Madonna Addolorata. Il passaggio della processione è annunciato dai tamburi e delle "battice", un antico strumento utilizzato al posto delle campane per annunciare le celebrazioni religiose il giorno del venerdì Santo. "Gloria del Cristo Risorto", sabato santo nella chiesa di San Bartolomeo, al Gloria della santa messa della veglia pasquale, si spalancano le porte e la statua lignea settecentesca del Cristo Risorto, portata a spalla a passo di corsa, fa il suo ingresso fra squilli di chiarine, suoni di campane e spari di mortaretti.

1º giugno

San Fortunato, festa del santo patrono.

16 agosto

Processione delle lampade, tradizionale processione con le reliquie di santa Chiara, che percorre le vie della città illuminate da fiaccole.

17 agosto

Santa Chiara della Croce, festa della santa patrona montefalchese.

8 settembre

Festa del santuario di Madonna della Stella.

Manifestazioni ed eventi Aprile

"La Ciuccetta", tradizionale gara che vede i partecipanti sfidarsi sbattendo le uova tra di loro con determinate tecniche, tenuta il pomeriggio del Lunedì dell'Angelo.

Maggio "Cantine Aperte", solitamente l'ultima domenica del mese, degustazione dei vini locali nei luoghi di produzione in associazione ai prodotti tipici del territorio.

Agosto Montefalchese Dalla prima settimana di agosto viene proposto un ampio programma di intrattenimento musicale o teatrale. I quattro quartieri della città aprono le taverne e in abiti rinascimentali, si sfidano per l'assegnazione dell'ambito Falco d'Oro. Le serate principali della disfida sono: 12 agosto: in Piazza si svolgono le gare dei tamburini e degli sbandieratori. Da questa annuale sfida "interna" è nato, nel 1996, il "Gruppo Storico Sbandieratori e Musici Città di Montefalco", due volte miglior gruppo d'Italia per la Lega italiana sbandieratori, nel 2008 e nel 2023. 13 agosto: in piazza ogni quartiere gareggia presentando uno spettacolo teatrale che tutti gli anni cambia di tema. 14 agosto: in piazza ha luogo la sfida tra i balestrieri e la gara della staffetta.