Discepolo e avversario di Filone di Larissa, ultimo scolarca dell'Accademia di Atene, ma anche di Dardano e Mnesarco, entrambi seguaci dello stoicismo, insegnò ad Alessandria d'Egitto, in Siria e ad Atene, dove ebbe come allievo attorno al 79 a.C. Cicerone, grazie al quale parte delle sue dottrine è giunta fino a noi.
Di lui fu amico e patrono Lucio Licinio Lucullo, che seguì sia nella sua campagna per la Terza guerra mitridatica, durante la quale perì mentre le ostilità erano ancora in corsoArthur Keaveney, Lucullus. A Life, Routledge, Londra & New York, 1992, p. 11..
Antioco si stacca nettamente dalla corrente scettica, che aveva caratterizzato l'Accademia platonica fin dai tempi di Arcesilao, grazie ad una teoria della conoscenza a base prevalentemente sensistica, certamente influenzata dallo stoicismo, ma che attraverso una mediazione aristotelica si ricongiunge alla dottrina platonica delle idee. L'etica di Antioco, invece, pur partendo da una base terminologica stoica, si avvicina più alle dottrine peripatetiche confutando la tesi stoica dell'autosufficienza della virtù.
Note
Bibliografia Pierluigi Donini, Le scuole l'anima l'impero. La filosofia antica da Antioco a Plotino, Rosenberg & Sellier, Torino 1982.
Ludwig Fladerer, Antiochos von Askalon. Hellenist und Humanist, Berger und Söhne, Horn-Wien 1996. John Glucker, Antiochus and the Late Academy, Göttingen: Vandenhoeck & Ruprecht, 1978. Alberto Grilli, I proemi del De re publica di Cicerone, Paideia, Brescia 1971. David Sedley (a cura di), The Philosophy of Antiochus, Cambridge: Cambridge University Press, 2012.
Collegamenti esterni
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