La dottrina avventista si sintetizza in ventotto punti focali sui quali si fonda la teologia della Chiesa cristiana avventista del settimo giorno.

Le sante Scritture

Secondo la dottrina della Chiesa cristiana avventista del settimo giorno, le Scritture, ebraiche e greche, sono la parola di Dio redatta, trasmessa per ispirazione divina da santi uomini di Dio, che hanno parlato e scritto guidati dallo Spirito Santo. Tramite questa Parola, Dio avrebbe comunicato all'Uomo la conoscenza necessaria per la salvezza. Le Scritture sarebbero la rivelazione infallibile della sua volontà. Esse rappresentano il modello per il carattere, il banco di prova per l'esperienza, l'autorevole rivelazione delle dottrine e sarebbero l'attendibile racconto degli atti di Dio nella storia (cfr. 2 Pt 1:20,21; 2 Tm 3:16,17; Sal 119:105; Prv 30:5,6; Is 8:20; Gv 17:17; 1 Ts 2:13; Eb 4:12).

La Trinità

Secondo gli avventisti ci sarebbe un solo Dio: Padre, Figlio e Spirito Santo, un'unità di tre persone coeterne. Dio sarebbe immortale, onnipotente, onnisciente, onnipresente e ubiquo. Dio sarebbe infinito e trascenderebbe l'umana comprensione, ma si farebbe conoscere tramite la sua rivelazione. Egli sarebbe degno per sempre dell'adorazione e del servizio di tutta la creazione (cfr. Dt 6:4; Mt 28:19; 2 Cor 13:14; Ef 4:4-6; 1 Pt 1:2; 1 Tm 1:17; Ap 14:7).

Il Padre

Secondo la dottrina avventista Dio, l'Eterno Padre, sarebbe il creatore, la fonte, il sostegno, il sovrano di tutta la creazione. Egli sarebbe giusto e santo, misericordioso e pietoso, lento all'ira, ricco di immutabile amore e di fedeltà. Le qualità e i poteri espressi nel Figlio e nello Spirito Santo sarebbero anche rivelazione del Padre (cfr. Gn 1:1; Ap 4:11; 1 Cor 15:28; Gv 3:16; 1 Gv 4:8; 1 Tm 1:17; Es 34:6,7; Gv 14:9).

Il Figlio di Dio

Dio, l'Eterno Figlio, si sarebbe incarnato in Gesù Cristo. Grazie a lui sarebbero state create tutte le cose, sarebbe stato rivelato il carattere di Dio, si sarebbe compiuta la salvezza dell'umanità e il mondo sarà giudicato. Per sempre vero Dio, egli sarebbe diventato anche vero uomo: Gesù Cristo. La dottrina avventista afferma che Dio fu concepito dallo Spirito Santo e nacque dalla vergine Maria. Visse e sperimentò la tentazione come un essere umano, ma fu un esempio perfetto della giustizia e dell'amore di Dio. Tramite i suoi miracoli manifestò la potenza di Dio e fu dichiarato il Messia promesso da Dio. Soffrì e morì volontariamente sulla croce per i nostri peccati e al nostro posto. Risuscitato dai morti, ascese al cielo per esercitare nel santuario del cielo il suo ministero in nostro favore. Egli verrà di nuovo in gloria per la liberazione finale del suo popolo e per la restaurazione di tutte le cose (cfr. Gv 1:1-3,14; Col 1:15-19; Gv 10:30; 14:9; Rm 6:23; 2 Cor 5:17-19; Gv 5:22; Lc 1:35; Fil 2:5-11; Eb 2:9-18; 1 Cor 15:3,4; Eb 8:1,2; Gv 14:1-3).

Spirito Santo

Gli avventisti affermano che Dio, l'Eterno Spirito, partecipò con il Padre e con il Figlio alla creazione, all'incarnazione e alla redenzione. Egli ispirò gli autori delle Scritture. Manifestò la sua potenza nella vita del Cristo. Sensibilizza e convince gli esseri umani, rigenera e trasforma a immagine di Dio coloro che rispondono al suo invito. Inviato dal Padre e dal Figlio per essere per sempre con i suoi figli, egli concede i doni spirituali alla chiesa, le accorda potenza per testimoniare del Cristo e, in armonia con le Scritture, la guida in tutta la verità (cfr. Gn 1:1,2; Lc 1:35; 4:18; At 10:38; 2 Pt 1:21; 2 Cor 3:18; Ef 4:11,12; At 1:8; Gv 14:16-18,26; 15:26,27; 16:7-13).

La creazione

La dottrina della Chiesa avventista afferma che Dio sarebbe il Creatore di tutte le cose e avrebbe rivelato nelle Scritture il resoconto autentico della sua attività creativa. In sei giorni il Signore creò i cieli e la Terra e tutte le cose viventi che sono in essa e si riposò il settimo giorno di quella prima settimana. In questo modo egli stabilì il sabato come un memoriale perpetuo della sua opera creativa. Il primo uomo e la prima donna furono formati a immagine di Dio, come coronamento dell'opera della creazione; a loro sarebbe stato assegnato il dominio sul Mondo e la responsabilità di averne cura. Quando il mondo fu compiuto, era «molto buono» e manifestava la gloria di Dio (cfr. Gn 1:2; Es 20:8-11; Sal 19:1-6; 33:6,9; 104; Eb 11:3).

La natura dell'uomo La dottrina avventista afferma che l'Uomo e la Donna sarebbero stati creati a immagine di Dio, ognuno con la propria individualità, con il potere e la libertà di pensare e di agire. Sebbene creati come esseri liberi, ognuno sarebbe un'unità indivisibile di corpo, mente e spirito, dipendente da Dio per la vita, il respiro e ogni altra cosa. Quando i progenitori dell'Uomo disubbidirono al Signore, negarono la loro dipendenza dal Creatore e decaddero dall'elevata posizione che detenevano in lui. L'immagine di Dio in loro fu deturpata e divennero soggetti alla morte. I loro discendenti hanno ereditato questa natura decaduta e le sue conseguenze. Essi nascono con le debolezze e le tendenze al male. Dio però, in Cristo, riconciliò il mondo con sé e, tramite il suo Spirito, ripristina negli esseri umani pentiti l'immagine del loro Creatore. Creati per la gloria di Dio, essi sono chiamati ad amarlo, ad amarsi gli uni gli altri e ad aver cura dell'ambiente che li circonda (cfr. Gn 1:26-28; 2:7; Sal 8:4-8; At 17:24-28; Gn 3; Sal 51:5; Rm 5:12-17; 2 Cor 5:19,20; Sal 51:10; 1 Gv 4:7,8,11,20; Gn 2:15).

Il gran conflitto La teologia avventista afferma che tutta l'umanità sarebbe coinvolta in un grande conflitto fra il Cristo e Satana riguardo al carattere di Dio, alla sua legge e alla sua sovranità sull'universo. Questo conflitto sarebbe iniziato in cielo, quando un essere creato, dotato di libertà di scelta, esaltando se stesso, divenne Satana, l'avversario di Dio, inducendo alla rivolta una parte degli angeli. Egli introdusse uno spirito di ribellione in questo mondo quando convinse Adamo ed Eva a peccare. Il peccato dell'uomo portò alla deformazione dell'immagine di Dio nell'umanità, al disordine del mondo creato e alla sua devastazione all'epoca del diluvio universale. Osservato da tutto il creato, questo mondo è diventato l'arena del conflitto universale, alla fine del quale la giustizia di Dio sarà definitivamente riconosciuta. Per assistere il suo popolo in questo conflitto, il Cristo invia lo Spirito Santo e gli angeli fedeli a guidarlo, proteggerlo e sostenerlo nella via della salvezza (cfr. Ap 12:4-9; Is 14:12-14; Ez 28:12-18; Gn 3; Rm 1:19-32; 5:12-21; 8:19-22; Gn 6-8; 2 Pt 3:6; 1 Cor 4:9; Eb 1:14).

La vita, la morte e la resurrezione del Cristo

La dottrina avventista afferma che con la vita di perfetta ubbidienza di Cristo alla volontà di Dio, con le sue sofferenze, la sua morte e la sua risurrezione Dio ha provveduto all'unico mezzo per espiare il peccato dell'uomo, affinché coloro che per fede accettano questa espiazione possano avere la vita eterna e l'intera creazione possa comprendere meglio l'infinito e santo amore del Creatore. Questa perfetta espiazione rivendica la giustizia della legge di Dio e la misericordia del suo carattere: essa infatti condanna il nostro peccato ma provvede anche al nostro perdono. La morte di Cristo è sostitutiva ed espiatoria, riconciliatrice e trasformatrice. La risurrezione di Cristo proclama il trionfo di Dio sulle forze del male e a coloro che accettano l'espiazione essa assicura la loro vittoria finale sul peccato e sulla morte. Essa dichiara che Gesù Cristo è il Signore, davanti al quale «si piegherà ogni ginocchio in cielo e sulla terra» (cfr. Gv 3:16; Is 53; 1 Pt 2:21,22; 1 Cor 15:3,4,20-22; 2 Cor 5:14,15,19-21; Rm 1:4; 3:25; 4:25; 8:3,4; 1 Gv 2:2; 4:10; Col 2:15; Fil 2:6-11).

L'esperienza della salvezza La dottrina avventista afferma che nel suo amore infinito e nella sua grande misericordia Dio considerò il Cristo, che non peccò, come peccatore al nostro posto affinché in lui potessimo diventare giustizia di Dio. Guidati dallo Spirito Santo ci rendiamo conto dei nostri limiti, riconosciamo la nostra colpevolezza, ci pentiamo dei nostri errori ed esercitiamo la nostra fede in Gesù accettandolo come Signore e Cristo, come Sostituto ed Esempio. Questa fede che riceve salvezza proviene dal divino potere della Parola ed è un dono della grazia di Dio. Tramite il Cristo siamo giustificati, adottati come figli e figlie di Dio e liberati dal dominio del peccato. Mediante lo Spirito nasciamo di nuovo e siamo santificati; lo Spirito rinnova le nostre menti, scrive la legge d'amore di Dio nei nostri cuori e ci dà la forza per vivere una vita santa. Rimanendo fedeli a lui diventiamo partecipi della natura divina e abbiamo la certezza della salvezza ora e nel giorno del giudizio (cfr. 2 Cor 5:17-21; Gv 3:16; Gal 1:4; 4:4-7; Tt 3:3-7; Gv 16:8; Gal 3:13,14; 1 Pt 2:21,22; Rm 10:7; Lc 17:5; Mc 9:23,24; Ef 2:5-10; Rm 3:21-26; Col 1:13,14; Rm 8:14-17; Gal 3:26; Gv 3:3-8; 1 Pt 1:23; Rm 12:2; Eb 8:7-12; Ez 36:25-27; 2 Pt 1:3,4; Rm 8:1-4; 5:6-10).

Crescere in Cristo La dottrina avventista afferma che con la sua morte sulla croce, Gesù ha trionfato sulle forze del male. Durante il suo ministero terreno ha soggiogato gli spiriti demoniaci, ha distrutto il loro potere e reso certa la loro sorte finale. La vittoria di Gesù ci dà la vittoria sulle forze del male che ancora cercano di dominarci, quando camminiamo con lui in pace e gioia, sicuri del suo amore. Ora lo Spirito Santo dimora in noi e ci conferisce potenza. Incessantemente consacrati a Gesù come nostro Salvatore e Signore, siamo resi liberi dal peso delle azioni passate. Non viviamo più nell'oscurità, nella paura delle potenze del male, nell'ignoranza e nell'insensatezza della nostra vita passata. Liberi di nuovo in Gesù, siamo chiamati a crescere all'altezza del suo carattere comunicando con lui quotidianamente in preghiera, nutrendoci della sua Parola, meditando su di essa e sulla provvidenza divina, cantando le sue lodi, incontrandoci insieme per adorarlo e partecipando alla missione della Chiesa. Quando impegniamo noi stessi nel servizio amorevole verso quelli che ci circondano e nella testimonianza della salvezza in Gesù, la sua costante presenza al nostro fianco santifica ogni momento e ogni nostra attività (Sal 1:1,2; 23:4; 77:11,12; Col 1:13,14; 2:6,14,15; Lc 10:17-20; Ef 5:19,20: 6:12-18; 1 Ts 5:23; 2 Pt 2:9; 3:18; 2 Cor 3:17,18; Fil 3:7-14; 1 Ts 5:16-18; Mt 20:25-28; Gv 20:21; Gal 5:22-25; Rm 8:38,39; 1 Gv 4:4; Eb 10.25).

La Chiesa La Chiesa è la comunità dei credenti che confessano Gesù Cristo come unico e sufficiente Signore e Salvatore. Come il popolo di Dio dell'Antico Testamento, gli avventisti si impegnano a distaccarsi dal mondo e unirsi per il culto, per la comunione fraterna, per lo studio della parola di Dio, per la celebrazione della Cena del Signore, per il servizio nei confronti di tutta l'umanità e per la proclamazione mondiale del Vangelo. La chiesa trae la sua autorità dal Cristo, che è la Parola incarnata, e dalle Scritture, che sono la Parola scritta. La chiesa è la famiglia di Dio: adottati da lui come figli, i suoi membri vivono secondo il nuovo patto. La chiesa è il corpo di Cristo, una comunità di fede della quale il Cristo stesso è il capo. La chiesa è la sposa per la quale il Cristo è morto per santificarla e purificarla. Al suo ritorno in gloria, egli la presenterà come chiesa gloriosa, chiesa fedele di tutte le epoche, acquistata con il proprio sangue, senza né macchia né ruga, ma santa e irreprensibile (cfr. Gn 12:3; At 7:38; Ef 4:11-15; 3:8-11; Mt 28:19,20; 16:13-20; 18:18; Ef 2:19-22;)

Il "rimanente" e la sua missione