Soprannominata l'Aquila di Ligonchio e definita da alcuni addetti ai lavori l'Amália Rodrigues italiana, fa parte del quintetto delle grandi voci femminili italiane degli anni sessanta e settanta, con Mina, la tigre di Cremona, Milva, la pantera di Goro, Patty Pravo, la Civetta di Venezia, e Orietta Berti, l'usignolo di Cavriago; si è esibita in alcuni dei più importanti teatri internazionali, come il Madison Square Garden di New York, l'Olympia di Parigi, il Teatro dell'opera di Sydney e il Teatro Colón di Buenos Aires, è entrata nelle classifiche discografiche di svariati paesi e ha tenuto lunghe tournée in quasi tutto il mondo: Stati Uniti d'America, Canada,. Australia, Francia, Spagna, Turchia, Argentina, Cile, Brasile, Giappone, Grecia, Unione Sovietica, Bulgaria, Malta, Romania e Cecoslovacchia.

Per lei hanno scritto, tra gli altri, Cristiano Malgioglio, Franco Califano, Paolo Conte, Lucio Battisti, Carla Vistarini, Roberto Vecchioni, Mogol, Umberto Balsamo, Umberto Bindi, Shel Shapiro, Giuni Russo, Donatella Rettore, Zucchero Fornaciari, Pino Donaggio, Mario Rosini, Mariella Nava, Tiziano Ferro, gli Avion Travel e Sal Da Vinci.

È la cantante donna nella storia che ha vinto più volte il Festival di Sanremo, avendo trionfato tre volte (1967, 1969, 1974) su undici partecipazioni e mettendo a referto anche un piazzamento sul podio (3º posto nel 1970). Biografia Gli anni 1960 Gli esordi e la Carnegie Hall di New York

Nata a Vaglie (frazione dell'allora comune di Ligonchio, oggi Ventasso) da Zefiro (1911-2004) ed Elsa Raffaelli (21 giugno 1914-26 settembre 2010), terza di quattro figli (oltre a lei due sorelle, Maria Rosa (1936) e Wiria (1938), e un fratello Antonio (1943-2020), dopo un'apparizione televisiva a Campanile sera con Mike Bongiorno, le lezioni di canto e un tour nelle balere romagnole, esordisce nel 1960 con la partecipazione a I due campanili di Silvio Gigli, un festival itinerante.

Nel 1961 partecipa al concorso Voci Nuove Disco d'Oro a Reggio Emilia, qualificandosi per la finale che si tiene il 15 aprile al Tarantola Club: arriva seconda dietro Paola Neri, e tra gli altri cantanti in gara vi sono Orietta Berti (sesta) e Gianni Morandi (nono).Il Disco d'Oro 1961, pubblicato su Musica e dischi nº 179 di maggio 1961, pag. 24.

Nel 1962, su incoraggiamento di Gianni Ravera, si iscrive al Festival Nazionale per voci nuove di Castrocaro. In vista del concorso si trasferisce a Reggio Emilia per prendere lezioni di canto dal maestro Bertani. e farsi un repertorio.

Si apre così la strada per Castrocaro. Data per favorita, arriva alla serata finale, ma non vince. La sua voce nera colpisce tuttavia i discografici della nuova etichetta Ri-Fi, che le fanno sottoscrivere un contratto. Nel maggio 1963 viene pubblicato il suo primo 45 giri contenente le canzoni Zero in amore/Come un tramonto, scritte per lei e arrangiate dal maestro Gorni Kramer. Nel giugno dello stesso anno viene pubblicato un altro 45 giri, composto dai brani Tu dirai e Sei ore.

Presto arrivano i primi riconoscimenti: nello stesso anno partecipa con successo al Festival della canzone italiana in Svizzera con il brano Quando verrai e ottiene il massimo dei voti al concorso Ribalta per Sanremo, antesignano di Sanremo Giovani. Un impresario italoamericano che l'ha sentita a Castrocaro le propone di cantare alla Carnegie Hall di New York:. accetta, viene molto apprezzata dai connazionali di oltreoceano e torna in Italia innamorata del jazz, del blues e del soul. Ecco che allora, nel 1964, incide la sua prima canzone di successo: Come ti vorrei, versione italiana di Cry to Me di Solomon Burke; il brano, presentato inizialmente al Burlamacco d'oro di Viareggio e per la prima volta in TV nel programma musicale di Giorgio Gaber Questo e quello, vende 400 000 copie e balza subito ai primi posti delle classifiche dei dischi più venduti.

Con Mina alla Ri-Fi

Nel 1965, dopo il grande apprezzamento ricevuto l'anno prima, presenta al Festival di Sanremo il brano I tuoi anni più belli, composta da Mogol e Enrico Polito. Il brano, dal punto di vista musicale è costruito sulle escursioni tra alti e bassi e strizza l'occhio al genere rock in alcuni arrangiamenti. Non accede alla finale, ma Iva si crea un suo mercato, soprattutto tra i giovani.

Sempre nel 1965 partecipa a Un disco per l'estate, ma non arriva in finale, con il brano Accarezzami amore. Il pezzo ha un andamento trascinante, a metà tra blues e melodia, e si presta alla sua maniera di interpretazione. Il risultato di mercato rivela come il pubblico adesso abbini il volto alla sua particolare e inconfondibile voce. La sua casa discografica immette allora sul mercato il suo primo album Iva Zanicchi, contenente i brani già editi su 45 giri, più la rivisitazione in chiave moderna del brano storico Ma l'amore no, arrangiato da Augusto Martelli, che la cantante propone al programma La prova del nove presentato da Corrado. L'album ottiene il premio della critica discografica.

A ogni modo i primi anni alla Ri-Fi non sono facili per Zanicchi. Si trova nella stessa casa discografica di Mina, all'epoca già molto famosa e amata grazie a canzoni come Tintarella di luna e Il cielo in una stanza o a programmi televisivi come Studio Uno. I discografici la tengono un po' in disparte, inoltre le canzoni più prestigiose vengono sempre offerte prima a Mina, e solo dopo i suoi eventuali rifiuti, vengono successivamente affidate alla Zanicchi. È a partire da questo periodo che si comincia quindi a vociferare di una rivalità tra le due cantanti, vera o presunta, ma di certo alimentata dai giornali e da episodi come quello avvenuto nel 1966, quando, al tempo dell'uscita di Fra noi, il disco viene meno pubblicizzato rispetto a Breve amore e Se telefonando di Mina. E questo succede nelle trasmissioni radiofoniche curate appositamente dalla Ri-Fi. Sarà solo a partire dal 1967, a seguito del passaggio di Mina a un'altra casa discografica, la PDU, che la Ri-Fi incomincerà a concentrarsi seriamente su Iva Zanicchi e a darle la giusta considerazione.

Da La notte dell'addio a Zingara

Da un referendum della rivista Ciao amici del gennaio 1966 risulta comunque già la terza cantante italiana più popolare del periodo,. alle spalle di Rita Pavone e Mina. Partecipa, dunque, per la seconda volta al Festival di Sanremo con La notte dell'addio, composta da Alberto Testa e Memo Remigi. Il brano arriva in finale ma non vince. Tuttavia rimane una delle canzoni più importanti di tutta la sua carriera, dimostrandole che può affrontare anche generi diversi da quelli proposti fino ad allora.

Incoraggiata da questo risultato, torna in gara a Un disco per l'estate con Fra noi, scritta da Amadesi-Albula. La canzone entra in finale e diventa uno dei maggiori successi dell'estate. Il successo di La notte dell'addio e di Fra noi la impone quale "voce dell'abbandono", distinguendosi per il suo temperamento sanguigno e genuino. Questo spinge i suoi discografici a proporla anche come nuova interprete della melodia più passionale, la canzone napoletana. Partecipa infatti al Festival di Napoli, dove esegue i due brani Ma pecché e Tu saje 'a verità, eseguiti in abbinamento con Luciano Tomei e Michele Iuliano; il primo brano entrerà nella colonna sonora del film Operazione San Gennaro (1966) di Dino Risi.

A Scala reale, trasmissione abbinata alla Lotteria Italia, nella squadra di Claudio Villa, presenta alla prima fase della gara la già citata Fra noi e riesce a raggiungere la finalissima, dove propone il suo nuovo singolo Monete d'oro, che, però, non riscuote successo.

Il 1967 si apre con la sua prima vittoria al Festival di Sanremo con la canzone Non pensare a me, presentata in coppia con Claudio Villa. Ma la scelta di quest'ultimo non è in linea con il suo precedente percorso artistico. Le case discografiche interessate al pezzo sono tre: la Ri-Fi per Iva Zanicchi, la CGD per Dionne Warwick e la Fonit Cetra per Claudio Villa. Gianni Ravera sceglie l'accoppiata Villa-Zanicchi.

Il brano riesce a vincere, tuttavia sia Iva che Claudio Villa vengono travolti da un mare di polemiche. Una giuria composta per tre quarti di giovani, l'anno successivo all'esplosione del "beat", finisce per premiare un brano di impianto più tradizionale, in un Festival segnato anche dal decesso di Luigi Tenco, la cui canzone viene esclusa dalla finale. Anni dopo Iva dichiarerà in una intervista che Lucio Dalla le rivelò la sua delusione per quella svolta melodica dopo gli inizi blues. Decisa a rilanciare la sua "immagine giovane" e a rassicurare i suoi fan con incisioni più in linea con il genere iniziale, a Un disco per l'estate presenta la canzone Quel momento. Inoltre, pubblica il suo secondo album dal titolo Fra noi contenente tra l'altro il brano Le montagne (Ci amiamo troppo), cover di River Deep - Mountain High di Ike & Tina Turner, che presenta tra l'altro durante il programma televisivo Il tappabuchi, condotto da Corrado. Tuttavia, il successo del brano è inferiore alle aspettative. Nella puntata del 12 marzo 1967 del programma Musica da sera, dedicato a Ennio Morricone, oltre alla sua Non pensare a me, interpreta Se telefonando di Mina e una canzone appositamente scritta per lei da Ennio Morricone, Se non ci fosse una storia.

Intanto accetta di girare un musicarello (così vengono chiamati all'epoca i film musicali con trame banali per dare al cantante-protagonista i pretesti narrativi per riproporre i suoi brani più famosi), la pellicola si intitola Una ragazza tutta d'oro e racconta di un famoso pianista che, in rotta con la moglie, incontra per caso la cantante dei suoi sogni, la giovane Iva Zanelli (alias Zanicchi): se ne innamora e decide di lanciarla nel suo programma televisivo. E proprio durante le riprese, Zanicchi si accorge di aspettare un bambino da Antonio Ansoldi, direttore artistico della Ri-Fi e suo nuovo compagno..

La scoperta della gravidanza spinge la cantante a dare la precedenza alla vita privata. Annulla la sua partecipazione al Cantagiro e il 19 luglio si sposa a Bologna. Il 19 dicembre 1967 nasce Michela. La figlia assorbe tutte le sue attenzioni, finché si ritrova nuovamente iscritta dalla sua casa discografica al Sanremo con la canzone Per vivere, scritta da Umberto Bindi. La canzone però non arriva alla serata finale e anche commercialmente passa quasi inosservata, complice la scarsa attenzione che Iva può dedicarle in quel periodo.

Torna a Un disco per l'estate, dove presenta Amore amor e, in autunno, a Canzonissima canta Come ti vorrei (scelta dalla commissione di Canzonissima), e incide Senza Catene, cover di Unchained Melody dei The Righteous Brothers. Unchained Melody è anche il titolo del suo terzo album, ricco di brani stranieri, che esce in quei giorni. Altro brano di successo inciso nell'anno è La felicità. Il 1969 si apre con una nuova partecipazione al Sanremo. Iva propone, in coppia con Bobby Solo, Zingara.

Il brano si aggiudica la diciannovesima edizione del festival e conquista il pubblico, riscuotendo un grande successo di vendite. Diventa un evergreen e si lega indissolubilmente alla virtuosa interpretazione di Iva. Questa vittoria le permette di rappresentare l'Italia al quattordicesimo Eurovision Song Contest (all'epoca noto in Italia come Eurofestival) a Madrid, con il brano Due grosse lacrime bianche con cui si piazzerà tredicesima.

Contemporaneamente decide di partecipare al Cantagiro, ma si trova coinvolta in un mare di polemiche, poiché la sua casa discografica è accusata di avere comprato una giuria.. Quindi è costretta ad abbandonare la competizione. Decide dunque di prendere parte al Canta Celentanotto, una sorta di contro-Cantagiro organizzato da Adriano Celentano e la sua etichetta. In autunno torna a Canzonissima per presentare il brano Vivrò, cover di My Prayer dei Platters, che riscuote un ottimo successo di vendite.

Gli anni 1970 Il grande successo: Endrigo, Theodorakis, Aznavour, Vecchioni