Jan HusCognome Hus: "nativo di Husinec" secondo lo storico Count František Lützow (1909) viene considerato l'ultimo anticipatore della Riforma protestante prima di Martin Lutero. Dopo la sua morte, gli Hussiti si schierarono in massa contro la corruzione e contro la Chiesa cattolica, respingendo ben cinque crociate bandite contro di loroSigismund of Luxembourg, Radio Prague.. Un secolo più tardi, il 90% degli abitanti delle Terre ceche continuò a rimanere anti-cattolicoVáclavík, David (2010). Náboženství a moderní česká společnost. Grada Publishing a.s., aderendo alla Riforma protestante oppure entrando a far parte dell'Unione dei Fratelli Boemi, questi ultimi diretti successori del movimento hussita.
Biografia Giovane studente povero, giunse a Praga nel 1390 per studiare all'Università di Praga, dove erano vivi i fermenti del movimento riformatore boemo - fondato vent'anni prima fuori dell'università ma oggetto di una repressione che aveva portato alla chiusura della scuola dei predicatori aperta da Jan Milič, ispirato dall'austriaco Konrad Waldhauser (1326-1369), nel 1372 - che si proponeva il rinnovamento della chiesa attraverso il ritorno a un pauperistico cristianesimo primitivo e all'attesa del prossimo Nuovo Regno. Milič, che aveva individuato nell'eccessiva ricchezza accumulata dalla chiesa avignonese e romana una delle cause più importanti del decadimento dei costumi ecclesiastici, aveva inutilmente cercato di premere sulle gerarchie; sospettato di eresia e convocato ad Avignone per essere esaminato, vi era morto nel 1374. La sua dottrina fece proseliti e nel maggio del 1391 fu fondata a Praga la cappella di Betlemme, una nuova scuola ove si predicava in lingua boema e si ospitavano studenti universitari.
Nel 1393 Hus ottenne il baccellierato in filosofia, nel 1395 si laureò magister in artibus e nel 1398 iniziò a insegnare Filosofia nella stessa Università praghese; ordinato sacerdote nel 1400, continuò a studiare Teologia con Stanislao da Znojmo , divenne "Decano della facoltà delle Arti" nel 1401, dal marzo del 1402 predicò per la prima volta nella "Cappella di Betlemme". Fu un suo avversario, l'agostiniano norimberghese Oswald Reinlein, a lasciare una testimonianza della sua attività: «Le sue prediche erano frequentate dalla quasi totalità della popolazione praghese; nella Cappella di Betlemme egli predicava due volte nei giorni festivi e ancora due volte nel periodo di Quaresima. In tutti gli altri giorni teneva due lezioni e tre discorsi la domenica. Per i poveri che gli venivano raccomandati Hus chiedeva elemosine ai suoi conoscenti; usava invitare a tavola i maestri e ricevere con amore e bontà ogni visitatore».
Nei primi anni Hus si limitò a riportare quanto contenuto nelle Sacre Scritture ma in breve cominciò, nelle sue prediche, a richiedere una riforma dei costumi ecclesiastici. Influenza di Wyclif
Hus conobbe le opere di Wyclif (ca 1329 - 1384) verso il 1398. Il doctor evangelicus inglese considerava la gerarchia ecclesiastica romana profondamente corrotta, infatti in quel periodo erano presenti ben tre papi, non avendo alcuna fiducia nelle possibilità di autoriforma delle autorità ecclesiastiche, sperava che una riforma della Chiesa si potesse ottenere attraverso un'iniziativa dei governi; condannato nel concilio di Londra del 1382, i suoi scritti furono proibiti anche dall'Università di Praga nel 1403.
Jan Hus concordava pressoché in tutto con Wycliff (tranne che al riguardo della dottrina eucaristica, ove manteneva l'opinione ortodossa della transustanziazione) e, più ancora, vi concordavano i riformatori boemi, Stanislao da Znojmo e Stefano Páleč i quali infatti, convocati a Bologna per discolparsi del loro appoggio all'eresia wyclifiana, furono incarcerati e percossi su ordine del cardinale Baldassarre Cossa, futuro papa, ma poi considerato antipapa, Giovanni XXIII. Dopo quell'esperienza, il Páleč rientrò prontamente nei ranghi dell'ortodossia romana e divenne poi uno degli accusatori di Hus.
La Chiesa era allora divisa dallo Scisma d'Occidente, con un papa, Benedetto XIII, ad Avignone e un altro, Gregorio XII, a Roma, eletto nel 1406. Per porre termine alla scissione, alcuni cardinali delle due fazioni avevano progettato d'indire un concilio a Pisa che eleggesse di comune accordo un nuovo papa, ponendo termine alla divisione.
Di fronte alla scissione, Hus era favorevole a mantenere una posizione di neutralità, in attesa che il futuro concilio dirimesse lo scisma. Analogo atteggiamento fu deciso dal re boemo Venceslao IV, diversamente dall'arcivescovo di Praga Zajíc Zbynek, che insisteva sulla necessità di obbedire al papa di Roma. Sospettando in Hus un seguace di Wyclif l'arcivescovo costituì una commissione, presieduta dall'inquisitore Maurizio Rvačka, incaricata di valutarne l'ortodossia.
Dopo la morte di John Wyclif le sue istanze verranno portate avanti dal movimento dei "Lollardi"; con la bolla Inter Cunctas del 22 febbraio 1418, trentuno anni dopo la morte di Wyclif, verranno tutte condannate dal legittimato e riconosciuto pontefice Martino V. Tesi già affrontate al concilio di Costanza nel decreto Haec sancta.
Intanto, una riforma dell'amministrazione dell'Università di Praga, decisa da re Venceslao, rovesciava la norma vigente fino ad allora, in cui fra gli elementi nazionali lì rappresentati, quello tedesco aveva diritto a tre voti e ogni altro ad uno, attribuendo ora tre voti all'elemento nazionale boemo e uno a ciascun altro. In seguito a questa riforma, nel maggio 1409 i docenti e gli studenti tedeschi abbandonarono Praga per stabilirsi soprattutto a Lipsia, dove fu fondata una nuova Università, mentre a ottobre, grazie ai nuovi statuti, il boemo Hus poté essere eletto rettore dell'Università di Praga.
Il concilio di Pisa si era intanto concluso il 26 giugno 1409 con l'elezione di un nuovo papa, Alessandro V, non riconosciuto però da tutta la cristianità, cosicché ora risultavano in carica ben tre papi. A dicembre, Alessandro V firmava la bolla che, dopo aver nuovamente condannato gli scritti di Wyclif, autorizzò l'arcivescovo praghese a vietare a Hus di predicare, notifica comunicatagli solo nel giugno 1410, quando Alessandro V era già morto e gli era succeduto Giovanni XXIII
Hus decise di non obbedire e di appellarsi al papa; si rivolse ai fedeli nella cappella di Betlemme: «Il defunto papa, di cui non saprei dirvi se si trova in paradiso o all'inferno, scriveva nelle sue pergamene contro gli scritti di Wyclif in cui vi sono pure molte cose buone. Io ho presentato appello e mi appellerò nuovamente [...] Io devo predicare anche se un giorno dovessi lasciare il paese o morire in carcere. Poiché i papi possono mentire ma il Signore non mente».
Convocato a Roma per giustificare la propria posizione, Hus rifiutò con la protezione del re che, ambendo alla carica imperiale, voleva risolvere la disputa teologica per mostrare la propria autorità tanto nei problemi civili che in quelli religiosi. L'arcivescovo Zbynek bandì invano Hus il 15 marzo 1411 e altrettanto vanamente lanciò l'interdetto su Praga l'8 giugno: re Venceslao affidò a un collegio arbitrale la disputa tra l'arcivescovo e Hus e l'arbitrato stabilì che il bando e l'interdetto fossero rimessi e che Hus non fosse tenuto a presentarsi a Roma.
Il mercato delle indulgenze
Intanto Giovanni XXIII aveva proclamato la "guerra santa" contro Ladislao, re di Napoli, sostenitore di Gregorio XII, e iniziato la raccolta dei fondi necessari alla guerra mediante la vendita delle indulgenze, ossia la remissione delle pene temporali in cambio di denaro. Anche il re boemo appoggiava l'iniziativa papale, dal momento che una percentuale del ricavato sarebbe finita nelle casse statali.
Le proteste di Hus, che riteneva ogni guerra santa incompatibile col messaggio evangelico, di Girolamo da Praga e di molti cittadini furono represse; lo stesso Stefano Páleč, divenuto dottore in teologia dell'Università, esortò il re a soffocare la protesta; tre giovani furono condannati e decapitati.
Hus si spinse oltre: sosteneva la tesi di Wyclif secondo la quale un predicatore poteva predicare senza il permesso del vescovo, dal momento che il dovere di annunziare il Vangelo è un comandamento di Cristo. Scomunicato alla fine del luglio 1412, il cardinale Pietro Stefaneschi, che presiedeva il processo ordinato dalla Curia romana, ne ordinò l'arresto e la demolizione della Cappella di Betlemme; il cardinale João Afonso Esteves da Azambuja (1340?-1415) recò a Praga l'atto di scomunica, promulgato nel sinodo della diocesi praghese il 18 ottobre 1412.
L'appello a Cristo
In risposta, Hus aveva già esposto, il 12 ottobre, sul ponte di Praga, nei pressi del palazzo arcivescovile, il suo "appello a Cristo", rivolto da:
Poi, sottolineando la legittimità del suo ricorso:
Ricordava che, convocato, non si presentò a Roma perché «Lungo la strada mi erano tese ovunque insidie e il pericolo corso da altri mi rese prudente» citando il trattamento riservato a Bologna ai suoi procuratori, i teologi Stanislao da Znojmo e Stefano Páleč, e menzionava il concordato raggiunto con l'arcivescovo di Praga ZbynekZbyněk Zajíc z Hazmburka: Arcivescovo di Praga dal 1402 al 1411., al quale «non era noto in tutto il regno di Boemia un solo eretico e nemmeno nella città di Praga e nel Margraviato di Moravia».
Concludeva come, a suo avviso, «tutte le antiche leggi divine dell'Antico e del Nuovo Testamento, nonché le leggi canoniche dispongano che i giudici debbano visitare i luoghi dove si dice che sia stato commesso un delitto ed ivi esaminare l'accusa fatta [...] debbano rivolgersi a quelli che conoscono la condotta dell'accusato che non siano malevoli né gelosi verso di lui [...] poiché l'incolpato o accusato deve avere sicuro e libero accesso al luogo di giustizia e il giudice, come i testimoni, non debbano essere suoi nemici: è dunque evidente che non sussistevano queste condizioni per farmi comparire in giudizio».
Il Concilio di Costanza
All'ordine del re di non predicare, in un primo momento obbedì ma qualche settimana dopo riprese le sue prediche nei paesi della Boemia. Nel 1413 concluse quello che resta il suo scritto più noto, il De ecclesia, e scrisse Sulla simonia e la raccolta di sermoni Postilla.
Dopo il fallimento del concilio di Pisa nel 1409, il re d'Ungheria Sigismondo di Lussemburgo (che l'8 novembre 1414 sarebbe poi stato incoronato re dei Romani) convocò il 30 ottobre 1413 un nuovo concilio, da tenersi a Costanza il 1º novembre 1414, che affrontasse il problema dell'unità della Chiesa, eleggendo un nuovo papa, e che combattesse la corruzione ecclesiastica e ponesse fine alle dispute dottrinali, affrontando anche il caso Hus. A questo scopo Hus fu sollecitato a raggiungere Costanza, con la garanzia dell'incolumità. Hus partì per Costanza l'11 ottobre, sostando a Norimberga, a Ulma e a Biberach, e giungendo nella città tedesca il 3 novembre.
Giovanni di Chlum (Jan di Chlum, 1381–1424) fu l'unico cavaliere rimasto a proteggere Hus e il barone Jindrich Lacembok si presentarono al pontefice annunciando l'arrivo imminente di Hus. Mentre quest'ultimo passava i giorni a pregare chiedendo aiuto per il comportamento da tenere ma cercando di rimanere fermo nel proposito di non cedere al compromesso.