La battaglia di Culloden (gaelico: Blàr Chùil Lodair), combattuta il 16 aprile 1746 presso Inverness nelle Highlands scozzesi, vide i sostenitori di Carlo Edoardo Stuart, detto il "Giovane Pretendente" (The Young Pretender, detto anche "Bonnie Prince Charlie"), definitivamente sconfitti dalle forze lealiste comandate dal Duca di Cumberland, figlio di re Giorgio II, che per l'efferatezza della repressione portata avanti nei confronti dei giacobiti fu soprannominato "Billy il Macellaio".

Quella di Culloden fu l'ultima battaglia campale combattuta in Gran Bretagna: nonostante si fosse in piena età moderna gli scozzesi utilizzarono sul campo concetti e tattiche risalenti al Medioevo, fino a quel momento sempre vincenti contro la fanteria inglese, ma che risultarono fallimentari per via della superiorità numerica e di fuoco delle truppe Hannoveriane, portando quindi a una sconfitta totale degli Scozzesi.

Antefatto Dopo la Gloriosa Rivoluzione del 1688 e la cacciata dell'ultimo re cattolico, le speranze di una restaurazione giacobita sul trono dei tre "regni"Vale a dire Inghilterra, Scozia e Irlanda. non erano ancora tramontate in Gran Bretagna, ed anzi con il passare degli anni andavano sempre più riacquistando forza, specialmente in Irlanda e Scozia, dove le confische territoriali operate da Guglielmo d'Orange a favore dei protestanti, avevano destato forte malanimo da parte dei cattolici. Le speranze per i giacobiti sembrarono risollevarsi nel 1744, quando la causa del casato degli Stuart ottenne l'appoggio politico e militare del re di Francia, Luigi XV. Questi infatti vedeva di buon occhio sul trono britannico un suo candidato, per di più cattolico. Nel febbraio dello stesso anno, diecimila soldati francesi furono radunati a Dunkerque: il piano francese prevedeva di traghettarli fino alla costa meridionale dell'Essex, per poi avanzare da qui verso la capitale inglese. Rappresentante degli Stuart era il Principe di Galles Carlo Edoardo, figlio primogenito di Giacomo Edoardo Stuart e nipote dell'ultimo sovrano Stuart dei "tre regni", Giacomo II.

I piani francesi di invasione dell'Inghilterra furono però mandati all'aria dalle cattive condizioni atmosferiche, che portarono alla distruzione quasi totale della flotta francese. Sfumata anche questa occasione, Giacomo Edoardo, il "Vecchio Pretendente", perse ogni influenza nei giochi della politica europea; i suoi progetti passarono al figlio Carlo Edoardo, che da quel momento prese il soprannome di "Giovane Pretendente" nei salotti politici europei e l'appellativo di "Bel Principe Carlo" (Bonnie Prince Charlie) in quelli aristocratici e filo-giacobiti.

Nel 1745 Carlo Edoardo fu nominato reggente dal padre ed il 16 luglio cominciò una nuova spedizione. Insieme ad un ristretto numero di conoscenti e dotato di un'esigua quantità di armi e munizioni si diresse verso la Scozia a bordo della fregata Du Teillay, comandata da Antony Walsh, un noto corsaro. La fregata leggera era scortata dalla Elizabeth, un vascello francese di terza classeUna 64 cannoni. Per "terza classe" si intendono vascelli di linea tra 64 ed 80 cannoni.; a bordo di quest'ultima nave era imbarcato un gruppo di volontari, scarso per numero e per qualità dell'equipaggiamento. L'impresa iniziò in modo sfortunato: la Elizabeth, gravemente danneggiata in uno scontro con il vascello inglese Lyon avvenuto ad ovest delle coste irlandesi, fu costretta a tornare indietro verso Brest, portando con sé i soldati ed i viveri destinati a sostenere la rivolta scozzese.

Carlo Edoardo, a bordo della Du Teillay, riuscì comunque a raggiungere le Isole Ebridi, eludendo il blocco navale operato dagli inglesi, e da qui poté giungere sulla terraferma scozzese, il 25 luglio, esattamente nella rada di Loch nan Uamh, vicino ad Arisaig. Da qui il Bel Carlo cominciò a chiamare a raccolta i Clan delle Highlands. Il 9 agosto, a Glenfinnan, Carlo Edoardo fece innalzare lo stendardo degli Stuart, proclamandosi reggente in nome del padre. Il 16 agosto vennero aperte le ostilità. A Highbridge un piccolo gruppo di giacobiti guidati da Sir Tìr nan drìs attaccò due compagnie di fanteria inglese catturando il loro capitano. Iniziava così il "Quarantacinque".

Il "Quarantacinque"

Inizialmente l'esercito riunito da Carlo Edoardo consisteva in 1200 uomini appena, divisi più o meno equamente tra gli appartenenti al clan dei Cameron sotto il comando di Sir Lochiel ed ai membri del clan MacDonald agli ordini di Keppoch. Questo piccolo contingente si ingrandì man mano che avanzava verso le Highlands orientali fino a Badenonoch; ironia della sorte, l'esercito di Carlo Edoardo percorreva proprio quelle strade che erano state costruite dagli inglesi durante la precedente insurrezione giacobita del 1715 con lo scopo di facilitare il controllo della regione, rendendo più rapidi gli spostamenti delle truppe. L'esercito inglese capitanato da Sir John Cope, mandato precipitosamente contro la spedizione ribelle, procedette in direzione di Inverness, aprendo in questo modo a Carlo Edoardo la strada verso Edimburgo.

A Perth si unì all'esercito del Pretendente Lord George Murray, che si sarebbe in seguito rivelato un valente comandante. Nel frattempo, il 17 settembre il Principe Carlo entrò ad Edimburgo, stabilendosi ad Holyrood Palace, antica residenza degli Stuart; la guarnigione della città si arroccò nel castello. Cope provò a contrastare Carlo: raggiunta Aberdeen, il suo esercito si imbarcò per Dunbar per poi avanzare verso Edimburgo. All'alba del 21 settembre, a Prestonpans, i dragoni di Cope si trovarono davanti lo spettacolo della carica in massa degli Highlanders attraverso la fitta foschia «[...] tra le selvagge grida di guerra delle Highlands ed il lamento delle cornamuse».Cit. in: Brander, Michael. Scottish and Border Battles and Battles. New York, Random House, 1988. L'armata inglese fu sbaragliata e messa in rotta in appena dieci minuti e Cope dovette affrontare la Corte marziale.

Impadronitosi definitivamente della Scozia, Carlo Edoardo poté dedicarsi al suo obiettivo finale, raggiungere Londra: il suo esercito si mise in marcia verso la capitale il 1º novembre, coronando la sua avanzata con l'occupazione di Carlisle il 16 novembre, di Manchester il 28 e di Derby il 4 dicembre. Tuttavia, non tutto andava secondo i piani di Carlo, che ebbe dei forti contrasti con Lord Murray: gli aiuti da parte dei giacobiti inglesi furono più inconsistenti del previsto e giunsero in ritardo, e circa mille Highlanders disertarono, tornando nella loro patria. Oltre a questi problemi interni, il Pretendente si trovò a dover fronteggiare tre armate lealiste che, sotto il comando del Duca di Cumberland, figlio di re Giorgio II, succeduto come comandante-in-capo al Feldmaresciallo Wade, si stavano riunendo per accerchiare i giacobiti. Il Principe Carlo decise allora di ritirarsi, sebbene Londra distasse ormai solamente 127 miglia e la città, come lo stesso Horace Walpole riporta nel suo famoso epistolario, fosse in grande inquietudine per le notizie che circolavano riguardo ad un grande esercito francese imbarcato sulle coste di Calais e già in rotta attraverso il Canale della Manica, e di numerosi rinforzi giacobiti in arrivo dal Galles e dalle contee della stessa Inghilterra.Horace Walpole, Epistolario . Vol. I, lettere 185,186,187,188,189,190, 4 novembre-20 dicembre 1745.

Mostrando scarso acume strategico e politico, invece di marciare celermente ad occupare Londra, Carlo Edoardo preferì tornare indietro verso la Scozia, entrando a Glasgow il giorno di Natale, nonostante la città gli fosse ormai ostile. Addirittura la città di Stirling lo fece entrare solo malvolentieri, sebbene i governativi rimanessero rinchiusi nel castello. La fortuna però sembrò essere ancora favorevole al Principe Carlo. Lady Anne MacKintosh, il cui marito, capo del clan omonimo, militava nelle truppe governative, gli inviò segretamente 400 uomini, guadagnandosi dai giacobiti l'appellativo di "Colonnello Anne". Infine arrivarono anche i tanto attesi aiuti francesi. Il 17 gennaio 1746, a Falkirk, i giacobiti sconfissero l'esercito del Tenente-Generale Henry Hawley. Il 1º febbraio l'esercito delle Highlands passò a guado il Forth per dirigersi verso nord.

Nonostante il suo segretario, John Williams O'Sullivan, insistesse per riprendere l'avanzata verso sud, il Principe Carlo preferì dare ascolto a Lord Murray, che suggeriva la strategia opposta, e stabilì il proprio quartier generale ad Inverness, dove rimase per sette settimane a svernare. Nel frattempo, però, la sua situazione stava peggiorando, in quanto con l'avanzata dell'armata del Duca di Cumberland, che si era stabilita ad Aberdeen, molti capi scozzesi avevano cominciato ad abbandonarlo, mentre gli aiuti economici inviati dalla Francia erano stati neutralizzati dagli inglesi. Il Duca di Cumberland, insieme a numerosi alleati tedeschi dell'Hannover e dell'Assia, lasciò Aberdeen l'8 aprile, dirigendosi verso Nairn. Il 14 aprile, l'esercito giacobita si preparò allo scontro, schierandosi il giorno successivo nella brughiera di Drumossie.

La battaglia

Nonostante l'esercito giacobita fosse schierato, il 15 aprile 1746 si concluse senza combattimenti, in quanto l'esercito inglese aveva festeggiato il compleanno del proprio comandante con una distribuzione supplementare di brandy ed era rimasto nel proprio accampamento a festeggiare. L'esercito ribelle non sfruttò questa occasione perché i propri comandanti non avevano ancora raggiunto un accordo sulla scelta del campo di battaglia adatto. Mentre infatti O'Sullivan ed il Principe Carlo sostenevano che la brughiera fosse un buon terreno per le proprie truppe, Lord Murray obiettava (e i fatti gli avrebbero dato ragione), che un simile campo di battaglia avrebbe fiaccato le temute cariche degli Highlanders, permettendo invece agli inglesi di sfruttare al meglio la potenza di fuoco di moschettieri ed artiglieria.

Queste discussioni durarono tutto il giorno, mentre le truppe giacobite rimanevano schierate immobili, preda di freddo e fame. A notte inoltrata, fu ordinato un attacco al campo inglese, che fu però respinto.

Demoralizzati, affamati e sconcertati dall'assurda gestione della situazione da parte dei loro comandanti, i soldati giacobiti si ritirarono, senza avere la possibilità di riposarsi durante la notte. Alcuni, stremati, si gettarono in preda al sonno lungo la strada e vennero sorpresi e massacrati da picchetti di soldati inglesi.

All'alba del 16 aprile, Carlo Edoardo schierò le sue truppe; tutto il suo esercito consisteva di poco più di uomini, inclusi i due battaglioni dei reggimenti giacobiti dell'esercito francese, gli Écossais Royaux e la Brigade Irlandaise, e qualche centinaio di cavalieri malamente armati. L'artiglieria contava solo tredici vecchi cannoni leggeri da campo di provenienza francese. Gli Highlanders si disposero in ordine per clan formando due linee, mentre in riserva stava la debole cavalleria di Lord Kilmarnock e le truppe franco-irlandesi. Dall'altra parte del campo di battaglia si dispiegarono i diciotto battaglioni ottimamente addestrati di fanteria di linea del Duca di Cumberland, di cui tre scozzesi dei clan fedeli agli Hannover, e due reggimenti di dragoni.