Lista delle principali ville di Livorno, suddivise per località.
Storia
Le ville di Livorno costituiscono un'importante testimonianza storica e architettonica della storia cittadina. Già dal XVI secolo sono diverse le ville costruite nella campagna per diporto, caccia o semplice residenza estiva. Tra le più antiche si ricorda il "Palazzotto" di Stagno, concepito in forma fortificata come casino di caccia dei Medici.Il palazzotto ricade all'interno del comune di Pisa. La tradizione racconta che vi sia stato compiuto il 20 novembre 1562, il fratricidio del principe don Giovanni de' Medici ai danni del cardinale don Garzia, durante una caccia nelle paludi circostanti. Cfr. G. Vivoli, Annali di Livorno, tomo III, 1844, p. 51. A partire dal XVIII secolo, parallelamente all'introduzione di un regime fiscale che favoriva i possedimenti in campagna a discapito di quelli in città, il circondario di Livorno divenne una rinomata meta di villeggiatura. Non a caso Carlo Goldoni ambientò sul vicino colle di Montenero le sue celebri commedie sulla villeggiatura, mentre il letterato scozzese Tobias Smollett trascorse l'ultimo periodo della sua vita nella villa della famiglia Gamba, ad Antignano. Anche George Byron soggiornò a Livorno, dove affittò la villa che Francesco Dupouy possedeva nei pressi di Montenero.
Numerose infatti erano le residenze signorili ubicate nei dintorni di Livorno, a margine della città fortificata e dei cosiddetti borghi suburbani; spesso erano proprietà dei ricchi mercanti appartenenti a quelle "Nazioni" richiamate a Livorno sin dalla fondazione della città medicea. Tuttavia, alcune di esse hanno perso nel tempo il loro ruolo di residenza di campagna, essendo state inglobate nei quartieri cittadini: è il caso ad esempio di Villa Fabbricotti, il cui parco fu oggetto di una parziale lottizzazione avviatasi negli anni 1930.
Ville in città
Villa Aghib: ubicata nella zona di via Montebello, ridotta ad un rudere, risale al XVIII secolo e fu costruita per volere di Jacob Aghib. Completamente trasformata negli interni, una volta completamente affrescati con eleganti vedute della città, di recente è stata suddivisa in appartamenti.R. Ciorli, Livorno, storia di ville e di palazzi, Ospedaletto (Pisa) 1994, p. 88. Villa Attias: scomparsa, sorgeva in pieno centro cittadino, dove si apre piazza Attias. La villa, di origini settecentesche, fu ampiamente rimaneggiata negli anni 1870, ma dopo il 1968 fu demolita per far posto ad alcuni vasti complessi edilizi. La piazza antistante ne mantiene il nome.R. Ciorli, cit., p. 26. Villa Borsi: si trova in via dell’Ambrogiana e la prima notizia certa risale al 1782. Era corredata di pubblica cappella posta sull'angolo della via. Apparteneva al conte Finocchietti che la usò per la sua famiglia come residenza estiva. Tipico esempio di residenza signorile settecentesca toscana, l'edificio rivela nelle sue linee semplici un gusto raffinato e classicheggiante, seppure con gli apporti barocchi del suo tempo, evidenziato nel timpano della facciata e nelle decorazioni di ornato in marmo. L'ingresso principale è in asse con la porta posteriore che si affaccia sul grande giardino, innescando un proporzionato equilibrio tra le volumetrie della villa ed il verde circostante. Interessante l'imponente cancello d'ingresso. Il parco che si trova sul lato ovest, confinante con la villa Cardinali Micheli al quale era collegata da un ingresso interno ai parchi, possedeva un doppio filare di palme, distrutte dalla gelata dei primi anni del 1980. Oltre la cappella e ai vari edifici posti a ridosso dei muri di cinta, nella zona sud si trovava una fontana di marmo di Carrara. Nel parco, abitato da decine di tartarughe centenarie, vi era anche una storica voliera. La villa passò in eredità alla famiglia Borsi a inizio dell’Ottocento. Villa Cheloni: si apre col suo imponente ingresso sul tratto rettilineo della via dell'Ambrogiana. È ritenuta una delle ville storiche più eleganti e signorili della zona. Il conte Gaetano Cheloni ne divenne proprietario nel 1864. Dall'ingresso si apre in prospettiva un breve viale circondato da piante ed alberi secolari che si biforca davanti alla villa con un'ampia aiuola centrale. La villa si rivela come un corpo rettangolare e massiccio su due piani in uno stile estremamente semplice e sobrio, ma non privo di quelle piccole decorazioni delle cornici e delle lunette che ne ornano le finestre del piano nobile, che riflettono l'eleganza e la dignità dell'edificio. Al centro della facciata si apre un balcone con una ricca ringhiera in ghisa. L'interno, viceversa, era ricco e curato anche con un'ornamentazione plastica e pittorica, rappresentata da stucchi, affreschi con soggetti floreali, pavimenti a mosaico, porte con legni intarsiati, vetrate colorate, ampi saloni di rappresentanza. Dopo anni di semiabbandono la villa è ritornata in un'unica proprietà e restaurata. Villa Ciano nei Virgilo: ubicata in via Cecconi, costruita nel 1850, appartenuta a Raimondo Ciano, padre di Costanzo, Alessandro e Arturo Ciano. Arturo abitò la villa fino alla sua morte. La villa presenta ancora alcune interessanti decorazioni e una facciata con timpano e terrazza sorretta da quattro colonne.
Villa Dello Strologo: posta nelle adiacenze della Villa Maria, fu costruita su progetto di Piero Bottoni tra il 1934 ed il 1935. Si tratta di un edificio che si richiama ai modelli del razionalismo europeo. Villa Desguigues: del suo ingresso, in via dell'Ambrogiana, rimangono solo pochi resti. mentre il viale d'accesso è diventato strada pubblica. Probabilmente, la villa, ancora esistente, fu costruita nel Seicento dal capitano Sante Franceschi, proprietario di tutta la zona. Nel XVIII secolo fu abitata da Filippo Desguigues. Dopo vari passaggi di proprietà, passò a Innocenzo Benci, parente del letterato Antonio Benci. In seguito appartenne ad altre famiglie; ad esempio, nel 1928 risulta intestata a Giovan Battista Paolieri, fondatore del noto stabilimento balneare a Quercianella. La villa è ricordata anche per il soggiorno che vi ebbe Francesco Domenico Guerrazzi negli anni caldi del Risorgimento. In occasione dell'invasione austriaca del 1849, presso la villa ci fu un breve scontro tra una colonna austriaca ed alcuni contadini del luogo che uccisero un ufficiale e ferirono alcuni soldati. Per ritorsione gli Austriaci fucilarono i custodi della villa, e poiché i detti custodi avevano prudentemente sotterrato nel giardino tutta l'argenteria dei padroni, questi non furono più in grado di ritrovarla.R. Ciorli, cit., pp. 22-23. Villa Fabbricotti: l'edificio si fa risalire a un'antica residenza medicea (Villa dell'Imbrigiana o Ambrogiana) del 1660 poi ceduta alla famiglia Franceschi. L'aspetto attuale risale alla seconda metà dell'Ottocento, quando Vincenzo Micheli, su incarico del nuovo proprietario, l'industriale Bernardo Fabbricotti, trasformò l'edificio preesistente in una sontuosa dimora signorile. È circondata da un grande parco, ora pubblico, in gran parte ridotto per le lottizzazioni urbanistiche del nuovo quartiere circostante "Fabbricotti". L'estensione del parco è ancora intuibile dai superstiti viali di accesso (via Accademia Labronica, viale dei Pini, va Bartolena). Villa Henderson: sorge in via Roma e ospita dagli anni 1980 il Museo di storia naturale del Mediterraneo. Deve il nome al capitano marittimo scozzese George Henderson che nel 1917 acquistò l'antica dimora, già proprietà, alla fine del Settecento, di Antonio Orlandi.R. Ciorli, cit., p. 174. Villa Maria: nel XIX secolo, dopo essere appartenuta ai fiorentini Capponi, passò alla famiglia Rodocanacchi e subì notevoli ampliamenti, con la costruzione, dopo la metà del medesimo secolo, di un castelletto all'ingresso lungo la via Calzabigi. Fu donata al comune nel 1962 dalla famiglia Lazzara, che vi aveva impiantato la propria attività commerciale di lavorazione del corallo, e ospita alcuni locali della Biblioteca Labronica. Il vasto parco si estendeva lungo la via Calzabigi fino a Via delle Grazie, quando negli anni trenta del XX secolo fu progressivamente lottizzato con condomini e ville.R. Ciorli, cit., p. 42. Villa Mimbelli: costruita da Vincenzo Micheli per Francesco Mimbelli tra il 1865 ed il 1875, ospita il Museo civico Giovanni Fattori, mentre i vicini granai sono destinati all'allestimento di mostre temporanee.R. Ciorli, cit., p. 170. Villa Perti: risalente al Settecento, appartenne al negoziante inglese Robert Bateman. Nell'ultimo scorcio del medesimo secolo fu affrescata dal Terreni. Nel 1899, dopo vari passaggi di proprietà, passò ai Perti. Il 26 ottobre 1921 nel vasto parco, caratterizzato da imponenti palmeti, Benito Mussolini, ancora deputato socialista, vi sfidò a duello con la spada il compagno di partito Francesco Ciccotti Scozzese, direttore de "Il Paese". Fu poi sede della caserma della polizia stradale dagli anni 1950 fino agli anni 1980 quando fu venduta a privati. Villa del Presidente: in via Marradi, in origine appartenne a diversi esponenti delle Nazioni che animarono Livorno tra il Seicento e l'Ottocento, per poi passare ad Achille e Aristide Nardini Despotti Mospignotti, che la cedettero alla Provincia di Livorno nel 1889. È stata sede dell'Istituto musicale "P. Mascagni". Villa Pozzi: è adiacente alla villa Borsi, in via dell'Ambrogiana. D'origini antiche, risulta già essere esistente nel XVII secolo. Villa Queirolo: scomparsa, si trovava a lato dell'Hotel Palazzo. Risaliva ai primi anni del Novecento ed era residenza del direttore dello stabilimento termale Acque della Salute. Villa Regina: era situata lungo la via dei Cappuccini, dove, nel Settecento si trovava una vigna che Luigi Lorenzi lasciò in eredità a Joseph Miranda Leone. Su questo terreno, tra il 1767 ed il 1782 fu costruito il nucleo originario della villa. L'edificio fu completamente trasformato nel 1936 sulla base del gusto eclettico. Nel dopoguerra la villa divenne sede del PCI e nel 1975 fu venduta ed abbattuta per la costruzione di imponenti condominii, mentre il parco divenne proprietà comunale. Villa Rodocanacchi: fu voluta dalla famiglia Rodocanacchi intorno alla metà dell'Ottocento ed in seguito passò anche ai Chayes, industriali del corallo e proprietari anche di una villa sul lungomare d'Antignano. Si trova in via Calzabigi. Al nome dei Rodocanacchi, proprietari anche della suddetta Villa Maria, è legata anche una vasta residenza sul colle di Monterotondo. Denominata "Villa Pia" è proprietà privata.R. Ciorli, cit., pp. 41-42. Villa Tavani: è uno dei migliori esempi di architettura razionalista a Livorno. Fu progettata nel 1936 dall'architetto Giancarlo Palanti. È situata nei pressi della Villa Dello Strologo. Molto interessante il giardino riprogettato negli anni sessanta. Fu costruita su un lotto dell'antico parco di Villa Maria. Villa Valsovano: ubicata sulla via del Fagiano, fu edificata nel Settecento e sul finire del medesimo secolo passò alla famiglia Valsovano. Nel 1793 la villa fu dotata di cappella pubblica, poi demolita. Tra il 1819 ed il 1821 la villa fu residenza del poeta Percy Bysshe Shelley. Attualmente circondata da moderni condominii ha perduto l'intero parco circostante e risulta frazionata in varie proprietà.R. Ciorli, cit., pp. 83-84.
Ville di Antignano Ville di Antignano
Villa Peyron: è situata sul viale di Antignano. Fu progettata secondo i canoni dello stile georgiano che nacque in antitesi al barocco. Residenza estiva della famiglia Peyron che possiede un'omonima villa nei pressi di Firenze. Villa Baiocchi: è situata su una piccola scogliera a picco sul mare. Fu progettata secondo i canoni del Razionalismo italiano intorno alla metà degli anni trenta del Novecento.