È generalmente indicato come il Vecchio per distinguerlo dal figlio primogenito, Pieter Bruegel il Giovane. Anche il secondogenito Jan Bruegel il Vecchio seguì le orme paterne e così pure il nipote Jan Bruegel il Giovane.

Biografia Le informazioni sulla vita di Bruegel sono scarse e lacunose, talvolta contraddittorie; principalmente derivano dallo Schilderboek di Karel van Mander, una sorta di Vasari fiammingo (1604).

Origini e formazione

Data e luogo di nascita precisi sono ignoti, ricavabili solo in via deduttiva. A quei tempi non esistevano registri anagrafici delle nascite, e solo nel 1551 Pieter Bruegel venne citato per iscritto per la prima volta, quando entrò a far parte della Corporazione di San Luca di Anversa qualificandosi come maestroAllegretti, cit., p. 41; Savelkoul, L., Pieter Bruegel de Oude Plejdoe:j vuur Bruegel, 2023 www.PleaforBruegel.com. Essendo l'età di ingresso in tale corporazione fissata intorno ai 21/25 anni, si è collocata la data di nascita tra il 1525 o il 1530, mentre le origini si collocano a Breda o in un paese vicino a seguito di una menzione non documentabile di Lodovico Guicciardini, che nella sua Descrittione de' Paesi Bassi (edita ad Anversa nel 1567, quindi contemporanea al pittore) lo ricorda come "Pietro Brueghel di Breda". Van Mander lo voleva del villaggio di Bröghel nel Brabante Settentrionale, anche se nella registrazione alla corporazione di Anversa si firmò "Brueghels", con una "s" che farebbe pensare a un patronimico (Pietro figlio di Bruegel), come sottolineò Max Friedländer.

Luogo di nascita Le prime fonti a stampa collegano Pieter Bruegel a un villaggio chiamato Brueghel, situato non lontano da una città indicata in latino come Breda.

Esistono quattro riferimenti a stampa al luogo di nascita di Bruegel: Guicciardini,Guicciardini, Lodovico, Descrittione di tutti i Paesi Bassi altrimenti detti Germania inferiore, G. Silvius, Anversa, 1567, p. 99 (“Pietro Brueghel di Breda”). Vasari (due volte)Vasari, Giorgio, Delle Vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori, vol. II, parte III, Giunti, Firenze, 1568, pp. 858–859 (“Pietro Brueghel di Breda”; e “Pietro Broghel d’Anversa”). e Lampsonius.Lampsonius, Domenicus, Pictorum aliquot celebrium Germaniae Inferioris effigies, Volcxken Diericx – Hieronymus Cock, Anversa, 1572, n. 19 (“Pietro Bruegel (di Bruegel)”). Wikimedia Commons; Naming and implicit origin.

Sulla base di queste fonti primarie, Karel van Mander compose il suo noto ma ambiguo testo sull’origine di Bruegel.Van Mander, Karel, Het Schilder-Boeck, Haarlem, 1604, fol. 233.

Van Mander scrisse che Bruegel era nato non lontano da Breda, in un villaggio chiamato Brueghel, il cui nome egli portò e trasmise ai suoi discendenti. Van Mander ha introdotto anche il riferimento al Brabante, che non compare esplicitamente nelle fonti precedenti.

Van Mander apparentemente non era a conoscenza del fatto che la città di Bree, nella Contea di Loon, fosse indicata in latino come Breda.Vedi documentazione storica: “Bree vs Breda”, Wikimedia Commons; Paul Capals, Jo Corstjens, Jos Henckens, Pieter Bruegel, een Limburger?! De verborgen jeugd van een beroemd schilder. Een kritische analyse van de bronnen, Peer, 2019 (“Lampsonio come fonte per Karel Van Mander, menziona Bree come Breda”).

Nelle pubblicazioni scientifiche recenti, Breda non viene più menzionata come luogo di nascita.Orenstein, Nadine M. et al., Pieter Bruegel the Elder: Drawings and Prints, The Metropolitan Museum of Art / Yale University Press, 2001.

Breda e Brabante non sono più menzionati nelle pubblicazioni recenti.Sellink, Manfred, Pieter Bruegel the Elder, Ludion, 2007; Sellink, Manfred, Bruegel in Detail, Ludion, 2018 (“Biografie, 1525/1530: Geboorteplaats, mogelijk Breugel of Antwerpen”); Claes, Paul – Huet, Leen, Portretten van bekende Nederlandse schilders, 2020 (“Pieter Bruegel, ?, Brussel 1569”); Vari autori, De hand van de meester, Hannibal, 2018 (“Beknopte biografie, 1525/1530: Geboorte van Pieter Bruegel de Oude, vermoedelijk in Breugel of Antwerpen”).

In sintesi: Breda non è più menzionata come luogo di nascita nelle pubblicazioni moderne e viene omessa anche la menzione del Brabante.

In base a quanto riferito da Karel van Mander, si formò a Bruxelles alla scuola di Pieter Coecke van Aelst, pittore di corte di Carlo V, architetto, disegnatore di arazzi, persona colta (autore di traduzioni del Vitruvio e di Sebastiano Serlio), che aveva viaggiato in Italia ed in Turchia. Tale ipotesi non è avallata da una parte della critica, che non ravvisa elementi di continuità stilistica tra Bruegel e van Aelst, sebbene Pieter ne sposasse la figlia Mayeken Verhulst BessemersAllegretti, cit., p. 42.. Può darsi quindi che Coecke sia stato per lui un amico paterno e un interlocutore da cui venire iniziato a specifici indirizzi culturali, piuttosto che un vero e proprio maestro di bottega.

Fu più fondamentale, per la sua carriera, il contatto con l'incisore ed editore di stampe Hieronymus Cock di Anversa, che ebbe il merito di avvicinarlo alle opere di Hieronymus Bosch. Cock infatti gli fece riprodurre una serie di disegni di Bosch, appartenente alla generazione precedente a quella di Bruegel, da usare come base per la traduzione in opere incisorieAllegretti, cit., p. 45.. Nello studio di Cock si ritrovavano artisti, letterati, studiosi e amatori, e circolavano sicuramente idee legate all'Umanesimo, in una versione molto intellettualeSellink, Manfred, Pieter Bruegel the Elder, Ludion, 2007; Sellink, Manfred, Bruegel in Detail, Ludion, 2018 (“Biografie, 1525/1530: Geboorteplaats, mogelijk Breugel of Antwerpen”); Claes, Paul – Huet, Leen, Portretten van bekende Nederlandse schilders, 2020 (“Pieter Bruegel, ?, Brussel 1569”); Vari autori, De hand van de meester, Hannibal, 2018 (“Beknopte biografie, 1525/1530: Geboorte van Pieter Bruegel de Oude, vermoedelijk in Breugel of Antwerpen”)., e all'alchimia.

Ad Anversa Il pittore mosse quindi i suoi primi passi nella ricca e cosmopolita Anversa, con una prima documentazione relativa a un perduto trittico per la cattedrale di Malines, realizzato in collaborazione con Pieter BaltenAllegretti, cit., p. 47.. Un primo contatto con l'arte di Bosch è documentato dall'incisione I pesci grandi mangiano i pesci piccoli, che Bruegel disegnò (non fu mai incisore, ma solo fornitore di disegni da riprodurre a stampa) e che l'editore Cock pubblicò con la firma di Bosch, giocando su una continuità che poteva garantire una facile presa commerciale.

Ma se Bruegel attingeva al repertorio (peraltro non esclusivo) dell'illustre collega, i risultati sono ben diversi: i "grilli" mostruosi di Bruegel erano ormai inseriti in uno spazio consapevolmente moderno, in cui paesaggio e figure si spartivano razionalmente la superficie disponibileAllegretti, cit., p. 48..

Viaggio in Italia

Nel 1551, forse su invito dello stesso Cock, Bruegel doveva essere pronto a partire per l'Italia. Non si conoscono i tempi esatti del viaggio, ma i luoghi visitati sono registrati precisamente in una serie di disegni. Dovette passare da Lione, come ricorda l'esistenza di due tempere con vedute di tale città (oggi perduti), già inventariati alla morte di Giulio Clovio nel 1577. Attraversò le Alpi (Paesaggio alpino, 1551 circa) e visitò il Lago Maggiore. Proseguì per Roma, dove si fermò certamente a lungo come ricordano un gran numero di opere, solo in parte pervenuteci: un disegno della Ripa Grande a Roma (1551-1553 circa), la menzione di un suo dipinto in un inventario romano seicentesco, due stampe derivate da disegni suoi (Psiche e Mercurio e Dedalo e Icaro, riferibili al 1553 circa), un'incisione con veduta di Tivoli sulle propaggini dei monti Tiburtini (Prospectus tyburtinus)Allegretti, cit., p. 52.. Non ci sono indizi di contatti diretti con gli artisti dei circoli romani, né di altre città, sebbene sia difficile immaginare che il pittore non abbia ammirato i capolavori di Michelangelo, come il recente Giudizio universale, da cui peraltro non fu influenzatoAllegretti, cit., p. 55..

Visitò poi Napoli (dipinto con Veduta del porto di Napoli, data imprecisata) e nel 1552 circa rappresentò Reggio Calabria in un disegno (Veduta di Reggio conservato al Museo Boijmans Van Beuningen di Rotterdam) in cui la città è in fiamme per un attacco dei Turchi. Infine, in un'incisione del 1561 di Frans Huys, basata su un suo disegno perdutoI disegni perduti di Bruegel furono fortunatamente incisi da Frans Huys su stampe poi riprodotte nei cataloghi di René Van Bastelaer (1908) e Louis Lebeer (1969), è raffigurata una battaglia nello Stretto di Messina che presume una conoscenza precisa dei luoghi. L'apocalittica visione di Reggio devastata dalle incursioni piratesche impressionò talmente Bruegel da costituire un tema ricorrente nei suoi dipinti successivi.Fonte: Domenico ROTUNDO, "Il Misterioso Viaggio di Bruegel a Reggio" [in] Calabria Sconosciuta n. 9 · Frama Sud, Chiaravalle, Gen-Mar 1980.

Altre informazioni si ricavano da lettere successive, indirizzate dal geografo bolognese Scipio Fabus all'amico e collega Abraham Ortelius nel 1561, in cui si ricorda la visita del maestro fiammingo. Echi del viaggio in Italia si colgono inoltre, oltre che nei paesaggi, in alcuni dettagli delle sue opere successive, come il Trionfo della morte, che ricorda quello di Palermo, o la Torre di Babele, la cui struttura architettonica richiama la mole del ColosseoAllegretti, cit., p. 62..

Nel 1555 circa dovette rimettersi in viaggio per tornare ad Anversa, ritraendo durante il tragitto la valle del Ticino e passando forse da Innsbruck. Vedute alpine e prealpine si ritrovano negli sfondi di molte opere note.

Attività nei Paesi Bassi

Negli anni successivi l'artista continuò a occuparsi di disegni da tradurre in incisioni e di dipinti, che eseguì in maniera continuativa solo a partire dal 1562. Ad Anversa entrò in circoli intellettuali che furono per lui stimolo, ma anche principale bacino di committenza. Tra i partecipanti c'erano il cartografo Ortelius, il filosofo e incisore Coornhert, il tipografo Plantin, l'incisore Goltzius, oltre all'editore Cock. Uno dei suoi più attivi collezionisti fu il cardinale Antoine Perrenot de Granvelle, governatore dei Paesi Bassi e amico di Filippo II di SpagnaAllegretti, cit., p. 66..

Tra le opere che possono certamente essere ricondotte alla sua mano, classificabili nella pittura di paesaggio, si ricorda Paesaggio fluviale con la parabola del seminatore (prima tavola firmata e risalente al 1557). Sempre nel 1557 realizzò la serie calcografica dei Sette peccati capitali.

Fino al 1559 si firmò come "Brueghel", per poi passare, non si sa come mai, alla firma "Bruegel". Nel 1562 probabilmente compì un viaggio ad Amsterdam e a Besançon e lo stesso anno realizzò il Suicidio di SaulAllegretti, cit., p. 67..

Trasferimento a Bruxelles

Nell'estate del 1563 si sposò ad Anversa con Mayeken Coecke (figlia di Pieter Coecke, suo maestro) e si trasferì quindi a Bruxelles, dove riprese a dipingere. Se Bruxelles e Anversa distavano appena una quarantina di chilometri, l'ambiente dei due centri era molto diverso, aristocratica la prima quanto mercantile la seconda. In quegli anni la città di Bruxelles era ricca, ma funestata da condanne, esecuzioni ed episodi sanguinosi; nonostante ciò, qui Bruegel trascorse gli anni più fecondi. Già nel 1563 vide la luce una delle sue opere più celebri: la Torre di Babele.

Nel 1564 venne alla luce Pieter, suo primogenito, anche lui destinato a diventare pittore; nello stesso anno dipinse la Salita al Calvario. Il periodo compreso tra il 1565 ed il 1568 fu abbastanza prolifico per la produzione pittorica dell'artista, con la realizzazione di pregevoli opere quali la serie dedicata ai Mesi, da alcuni indicata come la prima rappresentazione di paesaggi indipendenti in pittura su scala monumentale. Nel 1566 Nilaes Jonghelinck possedeva ben sedici opere di Bruegel, comprese le sei tavole dei Mesi.

Ultimi anni e morte