Pelecanus è un genere di uccelli acquatici, unico genere vivente della famiglia Pelecanidae.

Etimologia Il nome del genere viene dal latino tardo pelecanus, che a sua volta deriva dal greco πελεκάν (pelekán, "pellicano"). Si ritiene che la radice remota del termine sia il greco πέλεκυς (pélekys, "scure"), per la forma del becco. Dagli antichi greci il pellicano veniva chiamato onocrotalo, perché il suo strano grido, krotos, era simile a quello di un asino (onos) - o perché assomiglia al suono di un sonaglio (sempre krotos) appeso al collo di un asino.Alfredo Cattabiani, Volario. Simboli, miti e misteri degli esseri alati: uccelli, insetti, creature fantastiche, Mondadori, Milano, 2001, pg. 155

Descrizione Il genere comprende otto specie, tutte di grossa taglia, viventi sui grandi laghi o presso coste marine.

Loro caratteristica è il profondo sacco golare sotto il becco lungo e largo. Non hanno dimorfismo sessuale.

I pellicani hanno zampe corte e forti, piedi palmati che li fanno avanzare rapidi nell'acqua e ne facilitano il decollo, piuttosto goffo, dalla superficie liquida.

Biologia Sono uccelli gregari, forti volatori, che si cibano di pesce catturato mentre nuotano in acque poco profonde o, nel caso di una specie, tuffandosi mentre sono in volo. A volte si cibano anche di piccoli uccelli.

Tassonomia Secondo il Congresso ornitologico internazionale (aprile 2012) il genere comprende otto specie:: Pelecanus conspicillatus - pellicano australiano, diffuso in Oceania Pelecanus crispus - pellicano riccio, Europa, Asia e Egitto Pelecanus erythrorhynchos - pellicano bianco americano, America Settentrionale e Centrale Pelecanus occidentalis - pellicano bruno, America Settentrionale e Meridionale Pelecanus onocrotalus - pellicano bianco, Europa, Asia e Africa Pelecanus philippensis - pellicano grigio indiano, Asia Pelecanus rufescens - pellicano grigio africano, Africa e Arabia Pelecanus thagus - pellicano del Perù, America meridionale

Sono note anche alcune specie fossili, di cui riportiamo l'elenco secondo Avibase Avibase - The World Bird Database: † Pelecanus cadimurka † Pelecanus cauleyi † Pelecanus gracilis † Pelecanus halieus (Pliocene superiore, Idaho, USA) † Pelecanus intermedius † Pelecanus odessanus † Pelecanus schreiberi, Olson, 1999 (Pliocene, North Carolina, USA) † Pelecanus sivalensis

Altri autori aggiungono anche: † Pelecanus lazerus † Pelecanus tirarensis

Simbologia

Il fatto che i pellicani adulti curvino il becco verso il petto per dare da mangiare ai loro piccoli i pesci che trasportano nella sacca ha indotto all'errata credenza che i genitori si lacerino il petto per nutrire i pulcini col proprio sangue. L'apparente sacrificio del pellicano ha poi condotto, in Europa, a farne un simbolo del sacrificio di CristoGeorge Ferguson, Signs & Symbols in Christian Art, Oxford University Press, Oxford, 1959, pg. 23..

Antiche leggende raccontano che i suoi piccoli vengono al mondo talmente deboli da sembrare morti, o che la madre, tornando al nido, li trovi uccisi da un serpente o da una nitticora, suo rivale. Il Fisiologo nel suo inventario (II-IV secolo) afferma che il pellicano ama moltissimo i suoi figli: «quando ha generato i piccoli, questi, non appena sono un po' cresciuti, colpiscono il volto dei genitori; i genitori allora li picchiano e li uccidono. In seguito però ne provano compassione, e per tre giorni piangono i figli che hanno ucciso. Il terzo giorno, la madre si percuote il fianco e il suo sangue, effondendosi sui corpi morti dei piccoli, li risuscita». L'interpretazione del Fisiologo fu poi ripresa nei bestiari medievali, anche se con versioni che gradualmente riducevano fino a eliminare l'elemento della violenza sui figli da parte dei genitoriAlfredo Cattabiani, Volario. Simboli, miti e misteri degli esseri alati: uccelli, insetti, creature fantastiche, Mondadori, Milano, 2001, pg. 157..

Per tutte queste ragioni, l'iconografia cristiana ha fatto del pellicano un'allegoria del supremo sacrificio di Gesù Cristo, salito sulla croce e trafitto al costato da cui sgorgarono il sangue e l'acqua, fonte di vita eterna per gli uomini. Ne parla l'inno Adoro te devote (che recita: Pie pellicane, Jesu Domine...). Negli ultimi tre secoli del medioevo, sovente è stato al centro dell'attenzione artistica: rappresentato in scultura o in pittura col nido dei suoi piccoli sulla sommità della croce e nell'atto di straziarsi il petto con i colpi del suo beccoAlfredo Cattabiani, Volario. Simboli, miti e misteri degli esseri alati: uccelli, insetti, creature fantastiche, Mondadori, Milano, 2001, pg. 155 e 158..

Il pellicano è una figura rappresentativa anche in culture extraeuropee. Presso i popoli islamici esiste una leggenda secondo cui i pellicani parteciparono alla costruzione della Kaʿba.

In alchimia, il sangue scaturente dal petto del pellicano rappresenta la forza spirituale che alimenta il lavoro dell'alchimista che, con grande amore e sacrificio, conduce la ricerca della perfezioneBarbara Allen, Pelican, Reaktion Books, Londra, 2019, pg. 85.. Questo emblema è presente nell'iconografia alchemica: il pellicano dà il nome a un genere di storta, ossia un recipiente nel quale veniva riposta la materia liquida per la distillazione, il cui “beccuccio” è piegato in direzione della cupola convessa.

Il pellicano è il simbolo del 18º grado del Rito scozzese antico ed accettato.

Note

Bibliografia

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Collegamenti esterni

Categoria:Pelecanidae Categoria:Taxa classificati da Linneo Categoria:Taxa descritti nel 1758