I limitanei o ripariani (riparienses) erano unità militari di confine dell'esercito romano nel tardo Impero romano.. Erano truppe armate alla leggera che avevano il compito di tenere a bada i barbari invasori in attesa dell'arrivo delle truppe pesanti, cioè i comitatensi.

Storia Le disfatte militari del III secolo portarono alla riforma dapprima dioclezianea e poi costantiniana dell'esercito romano, volte a rinforzare le frontiere tramite la creazione di una frontiera fortificata.. A tal fine i reggimenti romani vengono suddivisi in reggimenti di comitatenses, appartenenti all'esercito centrale, e in reggimenti di limitanei, a difesa delle fortezze di frontiera.

I limitanei sono menzionati per la prima volta nella legge del 325, contenuta nel Codice teodosiano, come riparienses, in contrapposizione alle forze mobili dei comitatensi.Codice teodosiano, VII, 20.4.

La loro funzione fu molto importante nelle fasi finali dell'Impero. Secondo gli storici del VI secolo Giovanni Malala e Zosimo le riforme militari iniziarono nel tardo III secolo ad opera dell'imperatore Diocleziano; in particolare Giovanni Malala scrisse che «Diocleziano eresse delle fortezze sul limes, dall'Egitto fino alle frontiere persiane, e vi insediò dei soldati limitanei». Ma fu con Costantino I che le riforme presero davvero forma e fecero vedere i loro effetti.

Il primo riferimento scritto ai limitanei come categoria distinta di truppe è in una legge romana del 363 (Codice Teodosiano, XIII,1.56, dove, ad essere precisi, si parla di limitanea militia).. La creazione dei limitanei sembra contemporanea a quella dei comitatensi. La qualità di queste truppe leggere andò però rapidamente declinando a causa delle condizioni di povertà in cui vivevano lungo la frontiera, a differenza dei comitatensi che vivevano nelle città in ottime condizioni.

Struttura

L'esercito posto "lungo le frontiere" (limes), era costituito anche da unità di Riparienses (poste a protezione delle frontiere fluviali di Reno, Danubio ed Eufrate). Si trattava si unità "fisse" di frontiera aventi compiti principalmente difensivi e costituenti il primo ostacolo contro le invasioni esterne. Erano poste solitamente sotto il comando di un dux limitis; (p 997); ; . o di un praepositus limitis.; ; ; ; ; (p 1960). Queste unità erano a loro volta suddivise, ordine di importanza gerarchica in: legiones limitaneae, ovvero la fanteria pesante dell'esercito stabile lungo le frontiere (formate da Zosimo, Storia nuova, V, 45.1. fino a armati ciascuna; normalmente quelle in Occidente erano di consistenza inferiore, rispetto a quelle della parte orientale); Auxilia (o auxiliares o auxilium), di difficile interpretazione allo stato attuale delle conoscenze, ma comunque di dimensioni e qualità inferiori rispetto alle legiones di limitanei; Milites o Numeri, i primi rappresentavano forse dei distaccamenti di altre unità, mentre i secondi, erano unità di dimensioni sempre più ridotte e di formazione "indigena"; Equites e Cunei, erano invece reparti di cavalleria limitanea; Alae e Cohortes erano forse i residui di vecchie unità alto-imperiali.

Funzione I limitanei (noti anche come milites castellani, castriciani o riparienses castriciani in caso di stanziamento presso un fiume) erano i soldati posti a difesa delle frontiere (limes). Una legge di Giustiniano I volta a ricostituire reggimenti di limitanei nell'appena riconquistata Africa, li definiva dei soldati «che possono difendere i castelli e le città del confine e coltivare le terre». I limitanei, in genere, si occupavano anche di sorvegliare la frontiera in modo da impedire il contrabbando..

Secondo la visione tradizionale, i Comitatenses erano soldati regolari, mentre i limitanei erano una sorta di milizia di soldati-contadini che coltivavano le terre loro concesse dal governo e che nel tempo libero sorvegliavano la frontiera. Le leggi del IV secolo contenute nel Codice Teodosiano, in realtà, non sembrerebbero confermare questa tesi. È da tenere presente che l'assegnazione di terre da coltivare ai limitanei è attestata solo nella parte orientale e solo a partire dal V secolo, mentre non vi è evidenza che anche nella parte occidentale i limitanei ricevessero tali terre dallo stato.. Contro la tesi che i limitanei già nel IV secolo disponessero di terre da coltivare, andrebbe fatto notare che le leggi attestano che il governo romano approvvigionava di annona i limitanei per tutto l'anno fino al 364, e successivamente per nove mesi all'anno fino agli inizi del V secolo; ciò implica che i limitanei non fossero autosufficienti dal punto di vista alimentare, come invece sarebbe successo se effettivamente fossero stati soldati-contadini già nel IV secolo..

Nelle fonti del V e del VI secolo risulta che i limitanei coltivassero terreni concessi dallo stato e in genere esenti da tasse. Per lungo tempo si era ritenuto che la concessione di terreni da coltivare alle truppe di frontiera risalisse addirittura all'Imperatore Alessandro Severo (222-235), sulla base di un passo della Historia Augusta; in seguito, però, la Historia Augusta ha perso credibilità agli occhi degli studiosi in quanto si è scoperto essere un falso storico, e si preferisce dare rilevanza alle altre fonti, che attestano la concessione di terre da coltivare ai limitanei solo a partire dal V secolo..

La concessione di terre ai limitanei deriva dalla tradizione di distribuire terre ai veterani. Come attestano numerose leggi, ai veterani venivano distribuite terre vacanti o incolte: una legge del 325 attesta che ai veterani erano assegnate «terre vacanti» da tenere «in perpetuo con piena immunità» (Codice Teodosiano, VII,20.3), mentre un'altra legge del 364 attesta che ai veterani erano assegnate anche «terre incolte, lasciate dai loro proprietari e piene di rovi a causa del prolungato abbandono» (Codice Teodosiano, VII,20.8 e VII,20.11). Secondo l'anonimo autore del De rebus bellicis (IV secolo), i veterani ricevevano terre lungo la frontiera «per arare quei luoghi che prima avranno difeso». Anche se l'ultima legge sul reclutamento dei figli dei veterani risale al 398, nel V secolo sembra che molti di quanti entravano nei limitanei ereditavano questa professione dai padri; non vi erano, tuttavia, leggi che impedivano ai figli di limitanei di essere promossi nell'esercito mobile o altri ranghi più onorevoli. A partire dal regno di Anastasio I uno dei requisiti richiesti alle reclute per essere arruolati nei limitanei era essere figli di soldati. Poiché il lavoro di soldato era ereditario e i figli ereditavano dai padri veterani anche le terre assegnate dallo stato, nel giro di tre o quattro generazioni gran parte dei limitanei divennero possessori di terre..

In genere queste terre vacanti o incolte assegnate ai limitanei, e perciò denominate agri limitanei, erano esenti da tasse, come ribadisce peraltro la novella 24 di Teodosio II (443), che tra l'altro impose ai civili che si erano impossessati di terre esenti da tasse di restituire le suddette terre ai limitanei. In Egitto, tuttavia, le terre possedute dai limitanei non erano affatto esenti da tasse; questo perché, mentre in altre regioni di frontiera vi era disponibilità di terre vacanti, e quindi esenti da tasse, da assegnare alle truppe, in Egitto non vi erano terre abbandonate, a causa del suo suolo molto fertile..

Alcune leggi, datate 386, 415, 439 e 441, attestano la presenza nella diocesi d'Oriente, e in particolare in Mesopotamia, Osroene e in Armenia, di terre denominate fundi limitotrophi, la cui alienazione era vietata: tali terre avevano la funzione di approvvigionare gli eserciti di frontiera. Se tali terre fossero o meno possedute dai limitanei è tuttavia controverso: per il Jones, in ogni caso, non si trattava di terre coltivate dai limitanei.. Una legge del 409 attesta che nella diocesi d'Africa alcune terre erano state concesse in proprietà a gentiles, barbari (probabilmente Mauri) a cui era stata affidata la difesa del limes africano in cambio di terre da coltivare lungo il limes.. La legge attesta che quelle terre potevano essere concesse solo ai Barbari, o, in alternativa, ai veterani. I gentiles erano posti sotto il comando di praepositi limitum romani o dei loro subordinati (come praefecti, tribuni e decuriones). Agostino narra che molti di questi gentiles si erano convertiti al Cristianesimo. Questo sistema di difesa sembra fosse in rigore già nel corso del III secolo, a giudicare da un'iscrizione di metà III secolo che attesta la presenza già a quell'epoca di praepositi limitum in Tripolitania.. Anche in Cirenaica, in Pannonia I e in Rezia furono assegnate terre da coltivare a barbari sotto il comando di ufficiali romani, che tuttavia, come nel caso dei gentiles in Africa, devono essere distinti dai limitanei.. Una legge del 398 attesta la presenza in Spagna di burgarii, soldati occupati in postazioni di guardia e legati ereditariamente al lavoro; se questi burgarii siano da identificare con i limitanei è tuttavia controverso.

Solo a partire dal V secolo vi è evidenza che i limitanei possedessero e coltivassero terre. Una legge del 443 proibiva l'alienazione in favore di estranei delle terre di frontiera (agri limitanei) destinate esclusivamente ai limitanei milites, ed esortava i duces frontalieri ad addestrare quotidianamente le loro truppe e a completare i ranghi delle loro unità con nuove leve. I limitanei, anche una volta diventati possessori di terre, avrebbero comunque continuato a ricevere la propria paga in denaro anche se con una detrazione di un dodicesimo, come conferma la già citata legge del 443 sugli agri limitanei.. La paga ricevuta dai limitanei era tuttavia alquanto bassa, a giudicare da una legge del 438 che descrive le difficoltà dei limitanei «che a stento respingono le miserie della fame con la loro magra paga».

In alcuni casi alcuni reggimenti di limitanei venivano aggregati all'esercito mobile ricevendo la qualifica di pseudocomitatenses. Poteva accadere altresì il contrario, ovvero che alcuni reggimenti comitatenses potessero prendere residenza fissa in una città, perdendo quindi la loro mobilità. Tra gli esempi di reggimenti dell'esercito mobile diventati sedentari si possono citare i Ballistarii di stanza a Cherson, che, nonostante fosse in origine un'unità di comitatenses, venne descritta da fonti successive come una guarnigione autoctona posta a difesa della città.. Preso atto della tendenza da parte dei reggimenti dell'esercito mobile a sedentarizzarsi, l'Imperatore Anastasio I, nel tentativo di migliorare il sistema di difesa del limes (che presentava falle), promulgò una legge che poneva queste unità dell'esercito mobile diventate di fatto sedentarie sotto il comando dei duces (Codice Giustinianeo, XII,35.18).

Efficienza A lungo andare questa riforma fece sì che gli unici reggimenti adeguati per un'azione efficace contro il nemico fossero i comitatenses, che però avevano sede distante dalle frontiere e spesso intervenivano tardivamente in caso di invasione, mentre i limitanei, peggio addestrati e mal pagati rispetto ai comitatenses, andavano in forte difficoltà contro il nemico.