Traversetolo (Travarsèddol in dialetto parmigiano) è un comune italiano di abitanti della provincia di Parma, in Emilia-Romagna.

Fa parte dell'Unione Pedemontana Parmense.

Geografia fisica Territorio Il territorio comunale di Traversetolo è collocato in posizione pianeggiante e collinare, nella zona compresa tra i torrenti Parma a ovest ed Enza a est, che segna il confine con la provincia di Reggio Emilia; è inoltre attraversato dai due rami del torrente Termina, che, provenienti rispettivamente da Castione de' Baratti e da Torre, si uniscono a monte del capoluogo; è infine bagnato dal torrente Masdone, dal canale di Guardasone e dal canale Maggiore.. Mentre nella pianura a nord predominano le zone coltivate a cereali, frumento e ortaggi, sui rilievi a sud si alternano prevalentemente i vigneti alle zone boscose, ove predominano i querceti. Diffusi nei terreni scoscesi argillosi e sabbiosi sono anche i calanchi, coperti da rade vegetazioni e arbusteti.

Il capoluogo, attraversato da est a ovest dalla strada Pedemontana, sorge sulla riva sinistra del torrente Masdone e sulla destra del torrente Termina, al margine tra gli ultimi lembi pianeggianti e le prime colline dell'Appennino parmense..

Barboj A poca distanza dal borgo di Torre si trovano i piccoli vulcanelli di fango conosciuti come barboj, in riferimento ai borbottii che accompagnano l'emissione di gas metaniferi dal sottosuolo; queste manifestazioni geologiche, considerate le più importanti dell'Emilia occidentale, si estendono anche nella vicina località di Rivalta di Lesignano de' Bagni; le salse sono caratterizzate dalla fuoriuscita dalle pozze sorgentifere di acque melmose salate, utilizzate fino al XIX secolo a scopo curativo, che confluiscono nel piccolo rio dei Barboj, affluente del torrente Termina.

Clima Il clima di Traversetolo è tipicamente continentale, con estati calde ed afose ed inverni rigidi con temperature minime spesso al di sotto dello zero. La media annuale è pari a 12,3 °C, con estremi di 42,6 °C in luglio e 1,7 °C in gennaio. Per quanto riguarda la piovosità, la media annuale è pari a 862 mm, con estremi di 44 mm in luglio e 102 mm in novembre.

Origini del nome Il toponimo deriva probabilmente da traversa o traversus, dal latino transversus,. col significato di "obliquo", in riferimento forse alla posizione geografica del luogo, posto di traverso rispetto al sole.

Taluno sostiene invece che il nome abbia origine dal latino transducere, ossia "attraversare", in riferimento al fatto che i primi nuclei abitati sorsero probabilmente sulle colline circostanti, nella zona delle odierne frazioni di Cevola e Guardasone, raggiungibili pertanto attraversando gli acquitrini a fondovalle adiacenti al letto del torrente Masdone, ove fu fondato in epoca romana il primo villaggio.

Storia Origini La presenza dell'uomo nel territorio di Traversetolo è testimoniata fin dal Paleolitico, epoca alla quale risalgono numerosi manufatti rinvenuti in varie località dei dintorni.

Durante il Neolitico, all'incirca tra il 4800 e il 4700 a.C., fu fondato il più antico insediamento umano conosciuto della zona, scoperto nel marzo del 2017 in località Torrazzo alle porte del centro di Traversetolo: durante gli scavi per la realizzazione di un supermercato, furono portate alla luce 32 strutture e 4 tombe, contenenti anche alcuni oggetti.

All'età del bronzo risalgono invece le tracce di due terramare rinvenute nel 1863 da Luigi Pigorini nelle località di Cevola e il Monte.

In epoca romana sorsero alcuni insediamenti nei dintorni del capoluogo, a Cevola, Case Cavalli e La Costa.

Medioevo Il borgo di Traversetolo fu fondato in epoca alto-medievale; risale al 18 marzo 991 il più antico documento che testimoni l'esistenza della località di Traversitulo, menzionata in una pergamena redatta a Pavia relativa alla vendita di alcuni terreni da parte di Prangarda, figlia del marchese Adalberto Atto di Canossa e moglie del marchese Maginfredo, al diacono della pieve di Borgo San Donnino.. L'originaria pieve romanica, nominata per la prima volta nel 1005, fu invece costruita forse già nell'VIII secolo.

Il piccolo villaggio, sviluppato intorno all'importante luogo di culto, viveva all'epoca all'ombra del vicino castello di Guardasone appartenente al ramo Baratti dei conti di Canossa, edificato a presidio del guado sul torrente Enza forse già nel X secolo, anche se la prima testimonianza della sua esistenza risale al 1165.

Il territorio di Traversetolo fu interessato nel 1248 dagli scontri tra il Comune di Parma e l'imperatore del Sacro Romano Impero Federico II di Svevia: durante la battaglia di Parma, il castello di Guardasone fu occupato dalle truppe imperiali guidate da Enzo di Sardegna e riconquistato dai guelfi parmigiani capitanati da Rolando Rossi.. Il maniero fu poi occupato nel 1296 dai ghibellini appoggiati dal marchese di Ferrara Azzo VIII d'Este, che lo distrusse. dopo la riconquista da parte dei guelfi..

Nel 1316 Giberto III da Correggio, dopo essere stato cacciato da Parma, prese possesso del ricostruito castello.. Nel 1334 i reggenti della città, all'epoca ghibellini, dichiararono guerra ai Da Correggio e inviarono le truppe, capitanate da Marsilio de' Rossi, a distruggere il borgo di Traversetolo e depredare il maniero di Guardasone.. Nel 1341 Azzo da Correggio, figlio di Giberto, fortificò notevolmente il castello,. che fu nuovamente attaccato nel 1346 dal marchese Francesco d'Este. e nel 1391 dalle truppe bolognesi e fiorentine, alleate contro il signore di Milano Gian Galeazzo Visconti..

Alla morte nel 1402 di Giberto da Correggio, figlio di Azzo, le sue numerose terre furono incamerate dal duca di Milano Gian Galeazzo, che le assegnò in gran parte a Ottobuono de' Terzi.. Negli anni seguenti il territorio fu sconvolto dagli scontri tra i Terzi e i Rossi, che depredarono il borgo e il maniero di Guardasone nel 1403..

Nel 1409, dopo l'uccisione a tradimento di Ottobuono per mano di Muzio Attendolo Sforza, il fratello Giacomo fece rifugiare per sicurezza la vedova di Ottobuono e i figli nel castello, ove inviò 300 cavalieri guidati da Giovanni Malvicino; le truppe furono però intercettate a Traversetolo dal marchese di Ferrara Niccolò III d'Este e sconfitte dopo un'aspra battaglia. Il maniero fu assediato dagli abitanti di Cazzola, Sivizzano e Rivalta, che furono respinti dal castellano,. ma dopo alcuni mesi fu attaccato nuovamente da parte delle truppe estensi, guidate da Uguccione dei Contrari, che in tal modo si impossessò del feudo di Guardasone. e, nel 1417, di quello di Castione de' Baratti..

Nel 1421, dopo la cessione di Parma in cambio di Reggio Emilia da parte di Niccolò III d'Este a Filippo Maria Visconti, Guardasone, con Traversetolo e Castione de' Baratti, fu incamerato dal Duca di Milano,. che nel 1431 lo assegnò al condottiero Niccolò de' Terzi, il Guerriero, figlio di Ottobuono, per ricompensarlo degli aiuti ricevuti..

Nel 1449 Francesco Sforza confermò al Guerriero il possesso di tutti i suoi feudi;. ciò nonostante Niccolò, che non sopportava lo Sforza quale signore di Parma, cercò l'appoggio del re di Napoli Alfonso V d'Aragona allo scopo di cacciarlo dalla città; non appena lo seppe, il condottiero Alessandro Sforza,. con l'aiuto dei fratelli Giberto VI, Manfredo I e Niccolò II da Correggio,. cinse d'assedio la fortezza di Guardasone, i cui occupanti si arresero dopo pochi giorni.. La custodia del castello fu quindi affidata inizialmente a Manfredo e Giberto da Correggio e, nel 1452, a Pier Maria II de' Rossi..

Età moderna Nel 1466 il duca Galeazzo Maria Sforza assegnò il feudo a Giovanni e Vitaliano II Borromeo..

Nel 1558, il duca di Ferrara Ercole II d'Este, dopo aver conquistato i castelli di San Polo, Canossa e Rossena, assaltò inaspettatamente il possente maniero di Guardasone, mal presidiato, e ne entrò facilmente in possesso; conquistò in breve tempo anche la vicina Guardiola di Montelugolo.. Il duca di Parma Ottavio Farnese reagì attaccando a colpi di bombarda dapprima la torre di Montelugolo, distruggendola quasi completamente; spostò poi il tiro sul castello, in cui si era rifugiato tutto il presidio ferrarese guidato dal conte Alessandro Rangoni; nella notte gli occupanti scapparono di soppiatto durante i cannoneggiamenti,. che rasero al suolo la maggior parte della fortezza e del borgo adiacente.

Da quel momento Guardasone perse la centralità fino ad allora mantenuta, a vantaggio della vicina Traversetolo, già dal 1449 sede di mercato settimanale per concessione da parte di Alessandro Sforza; nel paese gli scambi commerciali aumentarono notevolmente, favorendo l'apertura di nuove osterie e locande per i viaggiatori.

Il territorio fu funestato dalla peste del 1630, che decimò la popolazione; particolarmente colpita fu la località di Torre, ove morì il 73% degli abitanti.

Nel 1652 il conte Renato II Borromeo sposò Giulia Arese, figlia del conte Bartolomeo III, ed ereditò metà del patrimonio del suocero; aggiunse al proprio anche il cognome della moglie, dando origine alla casata dei Borromeo Arese.. La famiglia mantenne i diritti sulla zona fino alla loro abolizione sancita da Napoleone nel 1805 nell'ex ducato di Parma e Piacenza.

Età contemporanea Nel 1806 Traversetolo divenne sede di comune (o mairie), comprendente anche le vicine località di Guardasone, Vignale, Bannone, Sivizzano e Mamiano.

Nel 1861 il centro abitato fu elevato a capoluogo di mandamento.

Nel 1894 il paese fu raggiunto dalla tranvia Parma-Traversetolo, attiva fino al 1940.

L'importanza del mercato settimanale di generi vari, localizzato inizialmente nella piazza a nord del municipio, favorì notevolmente l'economia del capoluogo; agli inizi del XX secolo gli ambulanti trovarono spazio anche nella nuova piazza Guglielmo Marconi, mentre per il mercato di legnami fu tracciata, sul luogo del frutteto della corte Pavesi-Paolotti, la piazza del Mercato e della Legna, ribattezzata nel 1922 piazza Fanfulla da Guardasone..

Nel corso della seconda guerra mondiale, tra il 1941 e il 1943, Traversetolo fu uno dei comuni della provincia di Parma adibiti a località di internamento libero per ebrei stranieri. Vi soggiornarono a domicilio coatto 14 profughi, provenienti dai Balcani.Ebrei stranieri internati in Emilia Romagna. Nel settembre 1943, con l'occupazione tedesca e la Repubblica Sociale Italiana, gli ebrei internati si dettero alla fuga e si dispersero. Un gruppo di essi fu aiutato dalla popolazione locale a rifugiarsi in Svizzera.A Alberto Buffetti, Enrico Molinari, Clemente Montanarini e Mecha Vismara è dedicato un cippo in via Rimembranze, all’incrocio tra via Falcone e strada del Cimitero, a memoria del loro coinvolgimento nella fuga degli ebrei perseguitati. Cf. Il Parmense, settimanale online (20 gennaio 2023). Una coppia anziana rimasta in paese fu arrestata a fine novembre 1943 e perirà nei campi di sterminio. Ai coniugi Alkalay sono dedicate due pietre di inciampo poste davanti al municipio nel gennaio 2023. Insieme a loro furono catturati anche altri tre ebrei, giunti a Traversetolo dal vicino campo di internamento di Montechiarugolo, ma essendo di nazionalità inglese furino deportati come ostaggi a Bergen-Belsen dove sopravvissero. Tutti gli altri riuscirono in vario modo ad evitare la cattura e la deportazione.

Al termine della seconda guerra mondiale Traversetolo fu decorata al Valor Militare per la Guerra di Liberazione con la Medaglia di bronzo, in riconoscimento dei sacrifici subiti dalla popolazione del territorio e dell'aiuto fornito nella Resistenza.

Nel 1951, per decreto del presidente della Repubblica, la frazione di Castione de' Baratti fu annessa al comune di Traversetolo.