Il 1º Reggimento fanteria "San Giusto" è stata un'unità militare dell'Esercito Italiano costituita nell'ambito delle milizie del Ducato di Savoia nel 1624 e sciolta solo nel 2008.

1624-1943: tre secoli di storia

Il 1º Reggimento "San Giusto" è stato il più antico dei reggimenti dell'Esercito Italiano, risalendo le sue origini al 1624 quando venne costituito quale Reggimento "Fleury", formato con truppe francesi dal marchese Trivier de Fleury al servizio di Carlo Emanuele I di Savoia. Nel 1625 partecipò alla guerra contro la Francia e nel 1625-1626 fu impiegato nei combattimenti in Valtellina. Guerra di successione di Mantova e del Monferrato All'epoca i reggimenti prendevano il nome del loro comandante e nel 1631, quando a Fleury successe Francesco di Mesmeis signore di Marolles, l'unità mutò nome in Reggimento “Marolles” e nello stesso anno prese parte alla guerra franco-piemontese.

Nel 1628-1631 prese parte alle campagne nella guerra di successione di Mantova. Nel 1635 combatté a Candia Lomellina e Luserna. Nel 1640 assunse la denominazione di Reggimento francese "di sua altezza reale". Nel 1659 prese parte alla guerra austro-spagnola con il nome di Reggimento "De Challes" su 10 compagnie di savoiardi. Nell'ambito delle riforme militari del duca Carlo Emanuele II, che riordinò l'esercito ducale basandolo su reggimenti nazionali, l'unità venne ridenominata Reggimento "di Savoia di sua altezza reale", diventando il secondo reggimento per anzianità dopo il Reggimento Guardie. Quale segno di onore e distinzione il Reggimento portava al collo una fettuccia di colore rosso, colore predominante dello stemma di Casa Savoia: per tale motivo il reggimento è anche noto come “Cravattes Rouges” (cravatte rosse).

La guerra della "Grande Alleanza"

Nella prima metà del XVIII secolo l'Europa fu scossa da un susseguirsi di conflitti e il reggimento partecipò a vari fatti d'arme e prese parte alle battaglie della guerra della Lega di Augusta (1690-97), combattendo nella battaglia di Staffarda nella quale l'Esercito sabaudo fu sconfitto dai francesi comandati dal generale Catinat.

La guerra di successione spagnola

Tra il 1703 ed il 1713 il reggimento partecipò agli scontri della guerra di successione spagnola (1701-1713) contro i francesi.

Il Reggimento combatté in varie battaglie tra cui la battaglia di Luzzara che ebbe luogo il 15 agosto 1702.

Nel 1704 il Reggimento si batté durante l'assedio di Vercelli da parte dell'esercito del duca di Vendome.

Nel 1706 il reggimento partecipò alla battaglia di Torino contro i soldati franco-spagnoli. I reggimenti che vi presero parte, in ordine di anzianità, furono i seguenti: Guardie, Savoia, Aosta, Monferrato, Piemonte, Croce Bianca, Saluzzo, Chablais, Fucilieri, Nizza, Cortanze, Trinità e Maffei.

Alla fine della guerra, i Savoia, con il trattato di Utrecht, si videro restituito il contado di Nizza e ricevettero la Sicilia, e con essa il titolo di re per Vittorio Amedeo II di Savoia ed i suoi successori, oltre a tutta l'alta valle di Susa, Pinerolo e parti del territorio milanese.

Nel 1713 re Vittorio Amedeo II nel suo viaggio in Sicilia per prendere possesso dei nuovi territori siciliani, venne seguito dal II battaglione del reggimento a cui si aggiunsero poi anche gli altri. Nel 1719 il reggimento combatté a Messina contro gli spagnoli.

Nel 1720 re Vittorio Amedeo II, con il trattato dell'Aia (20 febbraio 1720), ottenne l'isola di Sardegna con il titolo di re di Sardegna in cambio della Sicilia e il Reggimento al completo tornò ad avere sede in Piemonte.Bandiere Sabaude 001.

La guerra di successione polacca Nel 1733-1735 il reggimento partecipò alle campagne d'armi della guerra di successione polacca al fianco dei francesi a cui il Regno di Sardegna si era alleato contro l'Austria.

La guerra di successione austriaca Nel 1742-1748 il Reggimento prese parte alle campagne d'armi della guerra di successione austriaca.

Nel 1798 il Reggimento venne sciolto e, con elementi dei Reggimenti di Aosta e di Lombardia, confluì nella 1ª Mezza brigata di linea, sciolta nel 1799.

Nel 1800 venne ricostituito quale Reggimento "Savoia" e partecipò assiduamente alle campagne contro la Francia, per essere poi sciolto dopo la battaglia di Marengo.

Nel 1814, con la restaurazione del Regno di Sardegna, il reggimento venne ricostituito. L'anno successivo diventò Brigata "Savoia". Nel 1831 la Brigata si strutturò su due reggimenti “gemelli”, il 1º e 2º Fanteria, dei quali il 1° è l'erede e prosecutore dell'antico reggimento.

Nel Risorgimento

Nel 1848 partecipò alla Prima guerra d’Indipendenza, meritandosi sul campo una medaglia d'argento al valor militare per le operazioni in Lombardia. Nel 1855-56 partecipò alla Guerra di Crimea contro la Russia inquadrato nella 3ª Divisione di Riserva.

Nel 1859 partecipò alla Seconda guerra d’Indipendenza, distinguendosi particolarmente nella battaglia di Madonna della Scoperta dove si guadagnò una medaglia di bronzo al valor militare. Il capitano garibaldino Giulio Adamoli così descrive l'azione della Brigata "Savoia":

Nel 1860, in seguito alla cessione della Savoia alla Francia, mutò denominazione in 1º Reggimento fanteria (Brigata "Re"). Nel biennio 1860-61 partecipò alla campagna di repressione del brigantaggio nell'Italia centro-meridionale. Nel 1866 partecipò alla Terza guerra d’Indipendenza.

1º Reggimento fanteria "Re" Nel 1871 assunse la denominazione di 1º Reggimento fanteria "Re". Durante la prima Campagna d’Eritrea (1887-88) il I Battaglione del reggimento partecipò al combattimento di Dogali, mentre in occasione della seconda Campagna d’Eritrea (1895-96) il reggimento concorse con proprio personale alla formazione dei reparti mobilitati. Anche durante la Guerra di Libia del 1911 il reggimento contribuì alla mobilitazione di vari reparti con aliquote di propri uomini.

Nel periodo 1890-1892 il reggimento fu comandato dall'allora colonnello Vittorio Emanuele di Savoia, Principe di Napoli, futuro Re d'Italia.

Le guerre mondiali La Grande guerra (1915-1918) All'entrata in guerra dell'Italia nel primo conflitto mondiale il 1º Reggimento fanteria "Re" si trovò insieme alla brigata di appartenenza nei pressi di Manzano-Dolegnano, occupando nella giornata del 24 maggio 1915, senza incontrare resistenza, le alture di Monte Quarin; la sera del 29 maggio reparti del 1º fanteria "Re" fecero il loro ingresso in Cormons. Il 9 giugno la brigata "Re" iniziò una lotta accanita e violenta contro le forti posizioni del Podgora, baluardo della testa di ponte austro-ungarica a difesa di Gorizia, che sarebbe durata, intervallata da brevi pause, tutto il 1915. Tra il giugno e il dicembre 1915 il reggimento prese parte alle prime quattro battaglie dell'Isonzo.

Durante la Grande guerra del 1915-1918 fu schierato dapprima nella Venezia Giulia, poi sul Monte Grappa. Nel corso del conflitto prese parte ai combattimenti di Oslavia, Podgora, Peuma, San Marco di Gorizia, Monte Tomba, Monfenera, Conca di Alano e Vittorio Veneto, meritando per i fatti d'arme di San Marco e di Alano di Piave una medaglia d'argento al valor militare.

Il Reggimento, di stanza a Cividale del Friuli, con l'applicazione della legge 11 marzo 1926 sull'ordinamento del Regio Esercito, che prevedeva l'articolazione della formazione delle Brigate su tre reggimenti venne inquadrato unitamente al 2º Reggimento tanteria "Re" ed al 55° Reggimento artiglieria "Marche" nella XIII Brigata di fanteria, poi 13ª Divisione fanteria "del Monte Nero", corrispondente alla divisione territoriale di Udine; nella occasione viene articolato su tre battaglioni. In occasione della Campagna d’Etiopia del 1935-36 concorse con proprio personale alla formazione dei reparti mobilitati con 12 ufficiali, 13 sottufficiali e 306 soldati.

Seconda guerra mondiale (1940-1943) Con la formazione delle divisioni binarie nel 1939, insieme al gemello 2º fanteria "Re" e al 23º artiglieria, confluì nella 13ª Divisione fanteria "Re" (ex “Monte Nero”). Il 10 giugno 1940. giorno dell'entrata in guerra dell'Italia nel secondo conflitto mondiale. il Reggimento, schierato verso la frontiera orientale, aveva la seguente struttura organica: comando e compagnia comando, tre battaglioni fucilieri, compagnia mortai da 81, batteria armi di accompagnamento da 65/17.

Durante la seconda guerra mondiale il reggimento operò in Jugoslavia, prima alle dipendenze del Gruppo d'armate Ovest e poi del Comando Superiore FF.AA. Albania, con compiti prevalentemente di presidio e di controguerriglia, divenendo per i partigiani croati le temutissime "cravatte rosse".

Nel 1943 fece rientro in territorio metropolitano, alle dipendenze del Comando Difesa territoriale di Bologna, prendendo parte alla proclamazione dell'armistizio dell'8 settembre alla difesa di Roma; in seguito alle vicende che seguirono l'armistizio il Comando di reggimento, il Deposito e il II Battaglione vennero sciolti, così come accadde dopo qualche giorno al I e al III Battaglione, che erano stati schierati a difesa di Roma.

Dal dopoguerra ai giorni nostri 1975-1991: a difesa di Trieste

Nell'ottobre 1975, per trasformazione del I Battaglione del disciolto 151º Reggimento Fanteria “Sassari”, si costituì a Trieste presso la Caserma “Vittorio Emanuele III” il 1º Battaglione Fanteria motorizzato “San Giusto”, erede della Bandiera di Guerra, delle glorie e delle tradizioni del 1º Reggimento Fanteria “Re”. In regime repubblicano, non potendosi intitolare un reparto ad un sovrano del passato, fu scelto il nome di San Giusto in omaggio al patrono della città di Trieste, sede del battaglione.

Il neo costituito “San Giusto” era inquadrato nel Comando Truppe Trieste, assieme a altri due battaglioni motorizzati (43° “Forlì” e 255° “Veneto”, tenuti però a livello quadro), un gruppo di artiglieria (14° “Murge”), un plotone genio, un plotone trasmissioni e un plotone sussistenza. Il Comando Truppe Trieste in caso di conflitto avrebbe dovuto difendere la città di Trieste e la sua provincia fino alle foci del Timavo, nonché svolgere azione di ritardo e logoramento in modo da rallentare quanto più possibile l'avanzata delle forze del Patto di Varsavia.

Il “San Giusto” aveva la struttura standard del battaglione di fanteria, ossia una Compagnia Comando e Servizi, tre Compagnie Fucilieri e una Compagnia Mortai; a queste si aggiungeva però la Compagnia Fanteria “Truppe Trieste”, che svolgeva compiti di CAR in favore di tutte le unità del Comando Truppe Trieste.

Un'altra particolarità del “San Giusto” era il reclutamento regionale del personale (come negli Alpini e nei Lagunari): i militari di leva del battaglione erano infatti triestini, monfalconesi e veneti, integrati da lombardi e emiliani. Gli incarichi principali erano affidati in genere ai triestini e monfalconesi, in quanto meglio conoscevano il territorio di operazione. Il reclutamento regionale garantiva inoltre un rapido afflusso dei richiamati in caso di mobilitazione, così da facilitare l'attivazione dei due battaglioni quadro (43° “Forlì” e 255° “Veneto”) le cui armi ed equipaggiamenti erano custoditi presso la caserma del “San Giusto”.

Il “San Giusto” aveva anche la particolarità di essere l'unico battaglione motorizzato del 5º Corpo d'Armata poiché nel probabile scenario d'impiego, ossia il terreno carsico, pietroso e accidentato, soltanto le fanterie leggere sarebbero riuscite a muoversi agevolmente, mentre le unità corazzate o meccanizzate si sarebbero trovate limitate e costrette a percorsi obbligati e strade prevedibili. Dall'agosto 1981 diventò battaglione meccanizzato avendo trasformato già dal 1980 una compagnia da motorizzata a meccanizzata con M113 e la compagnia mortai in compagnia mortai meccanizzata com M106.