Johann Maria Farina gegenüber dem Jülichs-Platz GmbH (letteralmente Giovanni Maria Farina di fronte allo Jülichs-Platz) è la più antica fabbrica di profumo al mondo. Fondata a Colonia il 13 luglio 1709 da Giovanni Battista Farina, fratello del profumiere italiano Giovanni Maria Farina, l'azienda produce da più di 300 anni l'Eau de Cologne.

Simbolo dell'azienda è il tulipano rosso, il nome venne usato a lungo nella sua traduzione francese Jean Marie Farina vis à vis la place Juliers depuis 1709 oppure nella sua abbreviazione Farina gegenüber.

Farina venne nominato, nel corso di decenni, fornitore ufficiale di numerosissime corti europee. Oggi la fabbrica di profumo è diretta dal quinto pronipote del fondatore, guida dell'ottava generazione della famiglia Farina. Casa Farina è la casa natale dell'Eau de Cologne e nella sua sede di Colonia è ubicato il Museo del profumo, esposizione dettagliata che racconta la storia del profumo più famoso del mondo.

Storia dell'azienda

Dalle origini alla morte di Giovanni Maria Farina, il profumiere (I), 1709–1766

Precursori

Le origini di Casa Farina risalgono al primo decennio del XVIII secolo. Il 24 luglio 1709 Giovanni Battista Farina si registrò presso il comune della città di Colonia come cittadino straniero, questo piccolo diritto di cittadinanza era la premessa necessaria per poter diventare commerciante indipendente nella città di Colonia. Il 1º agosto 1709, Giovanni Battista Farina (II) affittò, grazie al sostegno economico dello zio, membro del consiglio di Maastricht, e alla collaborazione del fratello Giovanni Maria Farina, un edificio con dodici stanze nella centralissima via Unter Goldschmidt a Colonia. Lì, insieme al cognato Francesco Baldassarre Borgnis, Giovanni Battista Farina fondò l'azienda Farina & Compagnie che venne rinominata Fratelli Farina & Comp., prima nel 1714 con l'aggiunta del fratello Giovanni Maria Farina (I), e poi con quella di Carlo Geronimo Farina nel 1716.

I Farina conducevano l'azienda fra commercio al dettaglio e vendita diretta di articoli di lusso: sete, nastri dorati ed argentati, passamanerie, calze di seta e fazzoletti, scatole porta tabacco, cera per sigilli, piume, parrucche, cipria e simili e si occupavano di una nicchia di mercato tipica dei commercianti italiani in Germania. Questi ultimi infatti si occupavano di beni di lusso già dal Medioevo.

Le origini di Giovanni Maria Farina di fronte alla piazza di Jülich Dopo che l'azienda Farina & Comp. ebbe ripetutamente problemi economici nel 1716, Francesco Baldassarre Borgnis e Carlo Geronimo Farina abbandonarono gli affari. Così Giovanni Battista (II) e Giovanni Maria Farina (I) subentrarono nella direzione dell'azienda denominandola Fratelli Farina o les frères Farina.

Nel 1718 i fratelli Farina vennero ad un accomodamento con i loro creditori. Negli anni successivi si concentrarono sul commercio su commissione e di spedizione, tuttavia non si verificarono sviluppi significativi a livello economico.

Giovanni Battista Farina (II) morì il 24 aprile 1732. Nei mesi seguenti Giovanni Maria Farina fece l'inventario e cambiò nuovamente nome all'azienda la quale, a partire dal 1733, venne chiamata con il nome che ancora oggi possiede: Giovanni Maria Farina.

La situazione economica dell'azienda parve migliorare subito dopo questo passaggio di proprietà. Giovanni Maria Farina (I) scrisse in una lettera del 31 maggio 1733 al cugino Francesco Barbieri di Santa Maria Maggiore:

Già due anni dopo il passaggio dell'azienda nelle sue mani, Giovanni Maria Farina (I) richiede il diritto di cittadinanza superiore al comune della città di Colonia. Il registro di accettazione dei nuovi cittadini presente all'epoca riporta che il negozio di Farina si era trasferito nel frattempo in via Ecke Obenmarspforten / Gülichsplatz, dove ha sede ancora oggi.

Fra il 1730 e 1740, l'azienda conobbe un grandioso periodo di rilancio, dovuto soprattutto al commercio di spedizione diretto da Farina, mentre la vendita dell'Acqua di Colonia rimase ancora temporaneamente in secondo piano. È nel 1760 che finalmente il profumo diventerà protagonista degli affari più importanti della famiglia Farina.

Eau admirable Lo storico flacone dell'Eau de Cologne dell'azienda Giovanni Maria Farina. Sullo sfondo un foglio con le istruzioni per l'uso in francese. Questo foglio accompagnava le consegne del prodotto ed è datato 1º gennaio 1811. Il recipiente è un rosolio una bottiglia verde e stretta chiusa con un tappo di sughero. Fino al 1832 l'Eau de Cologne di Casa Farina venne venduta esclusivamente in questi flaconi.

Già prima della sua riuscitissima partecipazione alla direzione dell'azienda Farina & Compagnie, nel 1714, Giovanni Maria Farina (I) aveva prodotto un'acqua profumata chiamata Eau admirable.

Lo storico Wilhelm MönckmeierOpera citata in bibliografia. ritiene che la ricetta e la fabbricazione dell'Eau de Cologne sia un'invenzione di Giovanni Maria Farina e del suo socio d'affari, mentre il termine Eau admirable (dal latino Aqua (ad) mirabilis) servisse come denominazione generica per diverse „acque miracolose“, prodotte grazie all'aiuto del processo di distillazione. Farina si servì di un nuovo processo di produzione nel quale venne creata una miscela di oli eterici uniti ad un'alta percentuale d'alcol etilico.

L'utilizzo di materie profumate sciolte in una soluzione alcolica era all'epoca un'innovazione importata in Germania dalle famiglie italiane, come quella dei Farina.

Un'ulteriore novità era sicuramente il profumo in sé: la sua freschezza e leggerezza si distingueva in modo eclatante dalle altre essenze pesanti e soffocanti spesso usate all'epoca, come ad esempio cannella, legno di sandalo o muschio. Giovanni Maria Farina (I) scrisse nel 1708 al fratello Giovanni Battista (II):

Per la nota di testa del bergamotto, si coglievano i frutti ancora acerbi e dalle loro bucce veniva estratta l'essenza profumata. Una particolare difficoltà nella produzione del profumo che emergeva di raccolto in raccolto, era che quest'ultimo, esattamente come nel caso del vino, dipendeva strettamente dalle condizioni climatiche. Per questo le note profumate cambiavano sempre leggermente dal profumo originario. Era dunque compito del profumiere accettare la sfida che gli proponeva la natura e, per mezzo della mescolanza di essenze differenti, creare la stessa composizione dettata dalla ricetta originaria. Per poter garantire la riproduzione esatta del profumo, Farina si serviva di campioni di essenze, alcune delle quali sono oggi conservate nella stanza delle essenze del Museo del Profumo a Colonia (Casa Farina).

Eau de Cologne conquista il mercato europeo

All'inizio il commercio dell´Eau Admirable di Giovanni Maria Farina (I) si riduceva alla vendita all´interno del negozio di Colonia ed a quella nelle fiere di Francoforte sul Meno.

Per la prima volta, nel 1716, è possibile rintracciare nei registri della corrispondenza aziendale una spedizione della merce verso una città esterna: Farina spedì dodici bottiglie ad una certa Madame Billy ad Aquisgrana. Nel 1720 la spedizione di profumo rimaneva piuttosto ridotta a livello quantitativo, tuttavia allargò i propri orizzonti in quanto si espanse e raggiunse Parigi, città nella quale Farina spedì le prime 24 bottiglie nel novembre del 1721. Nel 1730 la clientela si allargò. Lo storico Mönckemeier ha registrato una spedizione di circa 3700 bottiglie a 39 indirizzi differenti fra gli anni 1730 e 1739. Farina stesso cita ulteriori spedizioni verso Francia, Spagna, Portogallo, Inghilterra, Paesi Bassi, Germania ed Italia in una lettera del 9 agosto 1737. Era soprattutto la nobiltà ad accrescere sempre più il prestigio dell´Eau admirable. In una lettera datata 31 agosto 1734, Farina rende partecipe il commerciante berlinese Fromerey della sua consegna presso il re prussiano Federico Guglielmo I. Gli ufficiali dell´armata francese che, alla fine della guerra per la conquista del trono polacco, tornavano dalla Renania nella loro patria, crearono un mercato per la vendita del profumo in Francia. A quest´epoca risale la dicitura Eau de Cologne, la quale compare per la prima volta nei documenti dell´azienda grazie ad una lettera di Farina al barone Von Laxfeld di Münster, datata 22 giugno 1742:

Nel 1740 il volume d´affari aumentò in modo repentino. Regolarmente venivano effettuate spedizioni verso Rouen, Parigi, Strasburgo, Magdeburgo, Treviri, Wesel, Kleve, Lione e Vienna. Ulteriori spedizioni venivano inviate da Farina ad Amsterdam, L'Aia, Liegi, Lilla, Aquisgrana, Düsseldorf, Bonn, Braunschweig, Francoforte sul Meno, Lipsia, Stoccarda, Bamberga, Magonza e Coblenza.

In una lettera, datata 9 aprile 1747, Farina affermava che l´ Eau de Cologne era conosciuta in tutt´Europa. Un´ulteriore, consistente miglioramento del commercio di Eau de Cologne si ottenne durante la Guerra dei sette anni. Farina riforniva gli ufficiali di entrambe le truppe francesi sul Reno le quali, nel frattempo, vedevano ormai il profumo come un bene indispensabile all´interno del loro equipaggiamento, esattamente come le parrucche, la cipria ed altri beni di lusso. Gli ufficiali francesi, a loro volta, inviavano l´Eau de Cologne alle loro mogli, agli amici o alle promesse spose rimaste in patria. Il numero dei clienti francesi era così elevato da far pensare allo storico Mönckmeier che il commercio dell´Eau de Cologne di Farina potesse essere denominato quasi esclusivamente commercio esclusivamente francese durante gli anni ´50 e ´60 del XVIII secolo. Per quanto riguarda la portata di questo commercio, Mönckmeier conta, fra il 1750 ed il 1759, l'invio di 12.371 bottiglie e negli ultimi 7 anni di vita di Giovanni Maria Farina (I), si erano raggiunte le 27.393 bottiglie. Alla morte di Farina (1766) il commercio dell´Eau de Cologne era quasi diventato l'attività principale della sua azienda.

Confezionamento, sigillo originale e pubblicità Durante il XVIII secolo ogni bottiglia di profumo venne contrassegnata dallo stemma rosso della famiglia per provare l'autenticità del prodotto. Giovanni Maria Farina faceva confezionare la sua Eau de Cologne in lunghe bottiglie verdi, dette rosolie. Le rosolie messe in vendita sul mercato contenevano 8 o 4 once di profumo. Nel 1760 vennero prodotte anche le bottiglie da quarto, cioè da due once. Il formato preferito sul mercato era comunque la bottiglia mezzana, venduta da Farina a 6 talleri o 9 fiorini la dozzina. All'inizio il profumo veniva venduto a bottiglie singole, più avanti Farina avrebbe provveduto all´invio di cassette di profumo contenenti 4, 6, 8, 12 o 18 bottiglie. L'autenticità della merce veniva testimoniata dallo stemma familiare apposto sul sigillo rosso. Oltre a ciò ogni spedizione veniva accompagnata da una stampa delle istruzioni per l'uso sotto forma di un biglietto firmato direttamente dal produttore. Su queste istruzioni per l'uso di legge che l'Acqua di Colonia non serviva solo per la profumazione esterna del corpo, bensì poteva essere utilizzata anche per l'igiene orale, l'annullamento dell'alitosi e la cura ideale contro molte altre malattie contagiose.

Nell'agosto 1785 Madame Duplessis da Nogent fece recapitare un messaggio a Farina a Colonia con il quale gli chiedeva se l´Eau de Cologne avrebbe potuto curare la paralisi del marito. Giovanni Maria Farina (III) le rispose di bagnare delle tele di lino nel profumo e di sfregarle sulle parti doloranti del corpo. Inoltre, per tre volte alla settimana, poteva aggiungervi 50 gocce d´acqua di fonte. Concluse la sua lettera affermando: perlomeno così facendo non correte il rischio di provocargli alcuna lesione.