Demaréteion () è il nome di una moneta di Siracusa, così chiamata da Diodoro Siculo ed Esichio. Si tratta di una moneta rara, coniata già in origine in pochi esemplari, del valore di dieci dracme e una delle poche ad essere descritte nei classici greci.

La storia La moneta, attribuita al periodo del tiranno Gelone, prende il nome dalla sua consorte Demarete. L'origine di tale dedica, secondo Diodoro, sarebbe da ricercare nell'intervento della donna a favore dei prigionieri cartaginesi, che sarebbero stati liberati grazie a lei e che per gratitudine avrebbero regalato alla città cento talenti d'oro:

Esichio di Alessandria, un grammatico greco, nel suo glossario, dà alla moneta questo nome con le stesse motivazioni di Diodoro:

Datazione Secondo Erich Boehringer il più antico decadrammo di Siracusa risaliva al 480 a.C. ed era proprio il suddetto Demareteion; l'ipotesi venne però confutata dal numismatico Colin M. Kraay, che invece datava la moneta al 461 a.C. sostenendo che il vero Demareteion fosse sconosciuto. Ulteriori studi di Christof Boehringer sostennero che fosse stata battuta da Gerone I intorno al 470 a.C. per propagandare il suo governo. Altri studi, come quelli dell'archeologo Denis Knoepfler, datano la moneta intorno al 472 a.C. (ovvero gli anni successivi alla battaglia di Imera) poiché si pensa che sia stata coniata in occasione della vittoria di Gerone I su Terillo: ciò troverebbe conferma nella sostituzione del qoppa col kappa su alcuni esemplari della moneta, un processo avvenuto posteriormente al 478 a.C. Di parere più estremo fu il numismatico Neville Keith Rutter, che in un articolo del 1993 sostenne che la moneta fosse un’invenzione creata dalle fonti letterarie antiche. Oggi è considerata un’emissione successiva alla battaglia di Imera del 480 a.C.

La moneta

Al dritto è rappresentato un auriga con il kentron nella mano destra e le redini in entrambe le mani, mentre guida lentamente una quadriga verso destra. Sopra di lui, in alto, si trova la dea Nike in volo verso destra, mentre incorona i cavalli con una corona tenuta con entrambe le mani.

Al rovescio è raffigurata una testa femminile rivolta a destra, identificabile come Demarete nei panni di Aretusa. I capelli dietro sono raccolti, sul capo reca una corona di foglie d'alloro e indossa dei gioielli: degli orecchini a cerchio con un pendente e una collana di perle. Intorno ha quattro delfini che nuotano in senso orario.

L'etnico, cioè il nome degli abitanti al genitivo plurale, è scritto in senso antiorario ed intervallato ai delfini: ΣV-RAK-OΣI-ON (syrakosion): quest'ultimo è scritto utilizzando la rho arcaica (R) piuttosto che la classica (Ρ, ρ); inoltre non c'è alcuna differenziazione tra la omicron e la omega.

Conii e catalogazione

Del Demareteion sono noti tre conii d'incudine (dritto) e cinque conii di martello (rovescio). Questi coni sono associati in sette diverse combinazioniSchwabacher: Das Demareteion:

combinazionedrittorovescioesemplari noticollezioniC1O1R13Berlino, Londra, ParigiC2O1R22Londra, coll. privataC3O2R12Boston, New YorkC4O1R23Londra, Glasgow, San PietroburgoC5O2R22Berlino, LisbonaC6O2R41AcirealeC7O3R54Bruxelles, coll. privata, Vienna, coll. privata

CatalogazioneSear920Boehringer 375BMC63Gulbenkian254

Il maestro del demareteion

Il nome dell'incisore dei conii del Demareteion non è noto, tuttavia allo stesso artista, noto come "Maestro del Demareteion", sono attribuite altre monete, coniate nello stesso periodo e con alcune caratteristiche simili

tetradracma di Siracusa che ha la stessa descrizione del demareteion (Boehringer 380, B.M.C. 64) tetradracma di Leontini: la quadriga è molto simile al demareteion, all'esergo presenta il leone. La testa è di Apollo ed è circondata da quattro chicchi di orzo (B.M.C. 9) tetradracma di Leontini: la quadriga è molto simile al demareteion, all'esergo presenta il leone. La testa è femminile ed ai lati sono raffigurate tre foglie di alloro. Un leone è raffigurato anche sotto la testa femminile (B.M.C. 10) tetradracma di Leontini: simile alla precedente. La testa al rovescio è di Apollo. (B.M.C. 10)

Note

Bibliografia

E.S. G. Robinson, M. Castro Hipolito: A Catalogue of the Calouste Gulbenkian Collection of Greek Coin. Lisbona 1971 Willy Schwabacher: Das Demareteion; Brema, Dorn, 1958. B.M.C. (British Museum Coins) vol. 2°: Sicily (a cura di Poole, Head e Gardner, 1876). (ristampa anastatica, Forni, ISBN 8827150021)

Voci correlate Monetazione di Siracusa

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