La Kapitän era un'autovettura di fascia alta prodotta in più serie dal 1938 al 1970 dalla Casa automobilistica tedesca Opel.
Profilo e storia Lanciata nel 1938, la Kapitän fu chiamata a raccogliere il testimone della Super 6.
Il suo nome proseguì il corso ispirato ai gradi della marina militare, inaugurato due anni prima con la Kadett, seguita dalla Admiral.
Dopo la seconda guerra mondiale "Kapitän" fu il solo nome mantenuto di questa serie, ma dal 1962, con la nuova Kadett, Opel ricominciò a utilizzare le vecchie denominazioni, riprendendo nel 1964 il nome "Admiral" e arricchendo la serie con la Commodore (1967), avendo nel frattempo esteso questo schema anche alla sfera politica (Diplomat nel 1964 e poi Senator nel 1977).
La produzione della Kapitän, salvo la generale pausa del periodo bellico e degli anni immediatamente successivi a causa dei danni subiti dallo stabilimento Opel, è proseguita ininterrottamente dal 1938 al 1970 e si è articolata in ben nove serie, caratterizzate da numerosi aggiornamenti, sia di tipo tecnico che estetico.
Prima serie (1938-40)
Caratteristiche La produzione della prima serie della Kapitän iniziò nel novembre del 1938, con presentazione alla stampa avvenuta il 15 dicembre a Rüsselsheim e lancio commerciale in occasione del salone dell'automobile di Berlino, nel febbraio 1939. Ciò fece di questa vettura l'ultima Opel introdotta prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Fin dalla sua prima generazione, la Kapitän propose soluzioni tecniche ed estetiche innovative: sul piano tecnico vi era infatti l'utilizzo della scocca portante, che oramai stava cominciando a diffondersi in tutta Europa. In questo modo la Kapitän diede un taglio deciso con le ammiraglie Opel del passato, legate fino a quel momento (compresa la Super 6 appena uscita di produzione) alla vecchia architettura a telaio separato dalla carrozzeria.
Anche per quanto riguardava la linea, non pochi furono gli elementi moderni che caratterizzavano la Kapitän. L'influsso della statunitense General Motors, da quasi dieci anni proprietaria del marchio, si fece sentire in maniera consistente. La Kapitän sfoggiava infatti linee molto americaneggianti, che ricordavano da vicino i contemporanei modelli d'oltreoceano e che prefiguravano le linee delle grandi berline europee che verranno prodotte dieci anni più tardi. Tipico di tale stile era in generale la carrozzeria molto arrotondata con padiglione assai arcuato e più in dettaglio il frontale con massicci parafanghi in cui erano inglobati per intero i fari di forma esagonale. Tale soluzione portava a definitiva maturazione il processo di modernizzazione stilistica avviato già nel 1935 con la Olympia e proseguito con Kadett ed Admiral, nelle quali i fari anteriori furono semi-inglobati nella carrozzeria. Il cofano motore era solcato da lateralmente da alcune feritoie che andavano a congiungersi nelle ben più numerose feritoie orizzontali che formavano la calandra, quest'ultima assai bombata ed arrotondata. La visione d'insieme del frontale ricordava inoltre quella della Cord 812, innovativo modello statunitense di fine anni trenta. Caratteristico era anche il parabrezza in due pezzi.
La prima serie della Kapitän era equipaggiata dallo stesso motore della Super 6, vale a dire un sei cilindri in linea da 2.473 cm³ con distribuzione a valvole in testa ed in grado di erogare una potenza massima di 55 CV a 3500 giri/min, con un valore di punta della coppia massima di 145 N·m a 1600 giri/min. Il cambio era a tre marce con innesti silenziosi, mentre la frizione era monodisco.
Le sospensioni erano anteriormente a ruote indipendenti con doppi trapezi trasversali, molle elicoidali ed ammortizzatori idraulici a leva, mentre nella precedente Super 6 venivano invece montate sospensioni con schema Dubonnet, meno raffinate ed affidabili. Il retrotreno proponeva invece una più classica soluzione ad assale rigido, ma anch'essa con ammortizzatori idraulici a leva e con molle a balestra longitudinali. L'impianto frenante era a quattro tamburi.
La prima serie della Kapitän raggiungeva una velocità massima di 126 km/h e fu proposta in tre varianti di carrozzeria: berlina a due o quattro porte e cabriolet due porte.
La GAZ-M20 Pobeda sovietica fu fortemente influenzata sia nello stile che nel layout meccanico dalla Opel Kapitän di questi anni. In effetti, le sospensioni anteriori sono quasi identiche e la maggior parte delle parti può essere sostituita. Inoltre, entrambe le auto avevano all'incirca le stesse dimensioni.Dolmatovskiy, Yu.; Trepenyenkov, I. (1957). Traktory i avtomobili (in Russian). Moscow, USSR. p. 122.
Produzione
La produzione della Kapitän ebbe luogo presso lo stabilimento di Rüsselsheim: fin da subito vennero previste tre varianti di carrozzerie, ossia berlina a 2 porte, berlina a 4 porte e cabriolet a 4 posti. La capote di quest'ultima versione venne realizzata dalla carrozzeria Hebmüller, ma l'assemblaggio finale avvenne comunque sempre e solo a Rüsselsheim.
Fu tolta di produzione nell'ottobre del 1940, un anno dopo lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. In totale ne vennero realizzati 25.374 esemplari, di cui 3.422 berline a 2 porte, 17.144 berline a 4 porte, 4.560 cabriolet a 4 posti e 248 telai nudi allestiti da carrozzieri esterni. In realtà la produzione venne fatta cessare già nel mese di maggio, sempre a causa della guerra, ma nonostante il periodo fosse tutt'altro che adatto, si decise di produrne altri quattro esemplari per raggiungere e festeggiare la milionesima Opel prodotta dalla sua fondazioneOpel Fahrzeug-Chronik Band 1 1899-1951, Eckhart Bartels - Rainer Manthey, 2012, Podszun, pag.116. Altri tre esemplari vennero assemblati nel settembre del 1943 per vagliare la possibilità di un ritorno alla produzione alla fine della guerra.
Seconda serie (1948-51)
Dopo il conflitto gli stabilimenti Opel uscirono seriamente danneggiati dai bombardamenti, ragion per cui la produzione cominciò letteralmente con il contagocce e limitatamente a poche unità di camion Blitz, prodotti a partire dal 1946 ed equipaggiati, fra l'altro, proprio con motori di origine Kapitän. Inoltre, la Germania era stata costretta a pesanti risarcimenti nei confronti degli Stati vincitori. Parte di questi risarcimenti fu costituita da diverse strutture e macchinari utilizzati proprio dalla Casa di Rüsselsheim fino al 1940 per produrre vetture come la Kadett d'anteguerra, che sarebbe stata in seguito prodotta in Unione Sovietica. Come se non bastasse, in un primo tempo alla Germania non fu concesso di produrre vetture di cilindrata superiore al litro e mezzo, per questo la prima vettura Opel posta in commercio nell'immediato dopoguerra fu la Olympia di fine 1947.
Per questi motivi, la nuova generazione della Kapitän non poté che arrivare solo nel 1948, quando le autorità d'occupazione americane concessero l'autorizzazione alla produzione di modelli di cilindrata superiore. In realtà, già dal 1947 erano stati ultimati i primi esemplari di questa nuova produzione, nella prospettiva di poterli effettivamente lanciare sul mercato non appena possibile e in quantità superiori. Per questo la nuova Kapitän, prodotta a partire dall'ottobre 1948, viene spesso indicata come Modell 47.
Caratteristiche
La seconda generazione della Kapitän riprendeva quasi del tutto il modello d'anteguerra, del quale fu in pratica un restyling: tra le piccolissime differenze estetiche, la più evidente era costituita dai nuovi fari anteriori di forma circolare anziché esagonale. Identica anche la meccanica, consistente nello stesso sei cilindri da 2,5 litri del modello precedente. Alcune modifiche di dettaglio furono apportate al radiatore, lla leva del cambio, alle sospensioni, all'impianto frenante e all'alloggiamento del differenziale. Rimasero invariate anche le prestazioni, con una punta velocistica di 126 km/h, esattamente come nel modello d'anteguerra.
Dal punto di vista della gamma, invece, più notevoli furono le differenze tra la prima e la seconda serie: la Kapitän del dopoguerra era infatti proposta unicamente come berlina a quattro porte e non più a due porte o come cabriolet.
Produzione
Nelle primissime fasi della produzione, la Kapitän fu destinata esclusivamente ad alcune cariche istituzionali delle autorità americane. Fra l'avvio della sua produzione e la fine del mese di dicembre del 1948, furono 213 gli esemplari consegnati alle autorità d'occupazione americane. Ma non molto tempo dopo, la produzione venne estesa anche a livello di vettura regolarmente a listino e rivolta a tutti i potenziali clienti, ad un prezzo di 9.950 DM.
Nel maggio 1950 vi furono alcuni lievissimi aggiornamenti di dettaglio, specialmente nella leva del cambio, spostata dal pavimento al volante, nel comando degli indicatori di direzione, anch'esso spostato al volante (prima era sul cruscotto) e nei nuovi rivestimenti. L'unico aggiornamento al motore fu l'innalzamento del rapporto di compressione da 6:1 a 6,1:1, un aggiornamento non tanto mirato all'aumento delle prestazioni, che rimasero invariate, quanto al maggior rendimento e quindi alla diminuzione dei consumi.
Nel febbraio del 1951, la seconda generazione della Kapitän uscì di produzione, dopo essere stata prodotta in 30.406 esemplari, di cui 12.936 con cambio al pavimento e 17.470 con cambio al volante.
Terza serie (1951-53)
Caratteristiche
Nel marzo 1951 fu presentata la terza generazione della Kapitän. Pur basandosi sulla scocca della Kapitän d'anteguerra, il nuovo modello proponeva delle novità più consistenti, specialmente a livello estetico, di quanto non aveva fatto a suo tempo la seconda serie. Innanzitutto la nuova Kapitän era più lunga e più larga. Più in particolare, il frontale fu radicalmente rinnovato: fermi restando i proiettori circolari, la calandra fu ridisegnata, risultando così formata non più da fitti listelli ma da soli tre listelli più spessi, sempre disposti orizzontalmente e cromati. Inoltre, questi listelli non si prolungavano più lungo i lati del cofano motore, ma rimasero confinati nella zona frontale. Più massicci divennero anche i paraurti, sia l'anteriore che il posteriore, che furono dotati di rostri. Rimasero immutate altre soluzioni come quella del parabrezza in due pezzi. Lateralmente furono ridisegnati i passaruota, meno arcuati e leggermente più schiacciati, mentre la forma dei parafanghi rimase pressoché immutata. Il cofano motore non presentava più ai suoi lati i lunghi listelli cromati longitudinali, ma un semplice elemento cromato nella parte posteriore. Il parafango posteriore era tagliato a metà da una linea cromata orizzontale. La coda era di forma più allungata, in modo da migliorare la capacità di carico del bagagliaio e fu il principale motivo delle aumentate dimensioni della Kapitän. Nel complesso la linea non si discostò di molto da quella del modello precedente, ma risultava decisamente aggiornata e attualizzata in numerosi particolari, condividendo così molte similitudini stilistiche con la contemporanea Olympia.
Internamente, la Kapitän del 1951 si distingueva per alcuni particolari, come ad esempio il nuovo volante a due razze. Il bagagliaio, nonostante fosse stato ridisegnato, non riusciva ad offrire molto spazio per i bagagli a causa della presenza della ruota di scorta al suo interno.
Di fronte a tanti aggiornamenti estetici, la meccanica rimaneva pressoché immutata. Si ritrovava così il consueto sei cilindri in linea a valvole in testa da 2.473 cm³, che fu leggermente rivisto in modo da erogare 58 CV a 3700 giri/min di potenza massima e 147 Nm a 1600 giri/min di coppia massima. La velocità massima salì così a 128 km/h.