La Casa d'Orange-Nassau (in olandese Huis van Oranje-Nassau) è l'attuale famiglia reale dei Paesi Bassi, e ha svolto un ruolo centrale sia nella storia di questo Stato sia dell'intera Europa.

La dinastia fu, in origine, un ramo cadetto del Casato di Nassau, d'origine tedesca: nel maggio 1515 Enrico III di Nassau-Breda sposò Claudia di Chalon, di origine borgognona. Il loro figlio Renato di Chalon, dopo aver ereditato il Principato di Orange, adottò, per primo, il nuovo cognome "Orange-Nassau" e fu cugino di Guglielmo I d'Orange (noto come "Guglielmo il taciturno" e "Pater Patriae"), il quale si pose a capo della Rivolta Olandese del 1568, che portò alla nascita della Repubblica delle Sette Province Unite.

Alla fine del XVII secolo, un membro della casata divenne anche re d'Inghilterra, nella persona di Guglielmo III, compiendo la Gloriosa rivoluzione, ai danni del cattolico Giacomo II Stuart. Ancora oggi in molti ogni anno celebrano la sua battaglia vittoriosa e i progressi che la democrazia ottenne durante il suo regno, in cui venne pubblicato il Bill of Rights del 1689, con un controverso festival chiamato "The Twelfth".

Storia Origini La prima persona a essere chiamata conte di Nassau fu Enrico I, vissuto nel XII secolo. La famiglia di Nassau si sposò con la famiglia dei conte di Arnstein (ora Kloster Arnstein): i figli di Enrico II (vissuto nella prima metà del XIII secolo), Valderamo ed Ottone, si divisero i possedimenti di Nassau.

I discendenti di Valderamo sono conosciuti come "linea valderamica" e sono stati dapprima duchi di Nassau e nel 1890 granduchi del Lussemburgo; i discendenti di Ottone sono conosciuti come "linea ottoniana" e hanno ereditato parti della contea di Nassau, proprietà in Francia e nei Paesi Bassi; da essi deriva la Casa di Orange-Nassau.

Ad Ottone succedette due secoli dopo Engelbert I, che offrì i propri servigi al Duca di Borgogna e sposò una nobildonna olandese ereditandone le terre, rendendo così la baronia di Breda il nucleo dei possessi olandesi.

L'importanza dei Nassau si sviluppò durante il XV ed il XVI secolo. Enrico III di Nassau-Breda fu creato nel 1515 statolder d'Olanda e di Zelanda dal prossimo imperatore Carlo V; nel 1538 gli succedette il figlio Renato di Chalon che aveva ereditato dallo zio materno Filiberto di Chalon, nome e titolo di Principe d'Orange. Alla prematura morte di Renato sul campo di battaglia nel 1544, i suoi possedimenti passarono al cugino Nassau, Guglielmo, passato alla storia come Guglielmo I d'Orange. Dopo di lui il cognome assunto dalla famiglia divenne quello definitivo di "Orange-Nassau". Guglielmo I fu amico di Carlo V e di suo figlio Filippo II di Spagna.

Ribellione olandese Benché Carlo V avesse contrastato la Riforma protestante, governò saggiamente i territori olandesi con moderazione e riguardo per le consuetudini locali, senza perseguitare i suoi sudditi protestanti. Il figlio Filippo II ereditò l'avversione per i protestanti ma non la sua moderazione. Sotto Filippo iniziò una reale persecuzione dei protestanti (pari alla coeva persecuzione cattolica in Inghilterra) e le tasse raggiunsero dei livelli insopportabili. Il malcontento aumentò e Guglielmo d'Orange (nell'infanzia vagamente educato alla religione luterana) si mise alla testa dei rivoltosi (in gran parte calvinisti) dei Paesi Bassi. All'inizio della Guerra degli ottanta anni le cose andarono male per i rivoltosi, ma la fortuna si volse in loro favore quando attaccarono dal Mare del Nord e conquistarono Brielle, una città litoranea nell'attuale Olanda Meridionale: in seguito a questo molte città cominciarono a sostenere Guglielmo I. Durante il decennio a partire dal 1570 dovette difendere il centro dei territori a lui fedeli parecchie volte, ma già a partire dal 1580 le città all'interno erano del tutto sicure: Guglielmo I, così grave ostacolo alle armate spagnole, fu assassinato nel 1584 da un sicario di Filippo II.

Gli succedette il secondogenito Maurizio (creato nel 1585 statolder della Repubblica delle Sette Province Unite), protestante: si dimostrò un comandante militare eccellente. Le sue capacità e la mancanza di un sovrano deciso in Spagna (nel 1598 era morto Filippo II ed il trono era passato al figlio Filippo III) permisero a Maurizio di conquistare gran parte del territorio olandese. Durante i primi anni del XVII secolo dovette scontrarsi anche contro la nobiltà locale, capeggiata da Johan van Oldebarnevelt, poiché cercava di avere più potere all'interno delle istituzioni della Repubblica. Maurizio vinse questa prova di forza organizzando l'omicidio di Oldebarnevelt.

Espansione dinastica Maurizio morì celibe nel 1625 e senza figli e gli succedette il fratellastro Federico Enrico d'Orange, ultimo figlio di Guglielmo I. A questi Maurizio rivolse l'invito di sposarsi appena possibile: alcune settimane dopo la morte del fratellastro, il nuovo stadtholder sposò Amalia di Solms-Braunfels, da cui ebbe un figlio e molte figlie. Le figlie sposarono membri degli Hohenzollern e dei Nassau di Frisia (stadtholders in Frisia) mentre l'unico maschio, Guglielmo, sposò Maria Enrichetta Stuart, la prima figlia di Carlo I d'Inghilterra.

Dall'esilio al trono inglese Federico Enrico morì nel 1647 e gli succedette il figlio Guglielmo II. Nel 1648 egli si oppose alla pace di Vestfalia, malgrado essa riconoscesse l'indipendenza dei Paesi Bassi e ponesse fine ad ottant'anni di guerre, poiché segretamente meditava di allearsi con la Francia per aumentare i propri poteri, non solo militari ma anche in tempo di pace. Ciò portò allo scontro con i reggenti delle varie province: nel 1650 venne coinvolto in una discussione con la Provincia d'Olanda e con la potente confederazione dei mercanti di Amsterdam sul tema della riduzione delle truppe sulla linea imposta dalla pace di due anni prima.

Guglielmo si oppose alla riduzione delle armate, fatto che avrebbe diminuito una delle sue basi più potenti. Per evitare questo, Guglielmo imprigionò otto membri dell'assemblea provinciale nel Castello di Loevestein. Inoltre egli inviò il cugino Guglielmo Federico di Nassau-Dietz con un'armata di 10.000 uomini a prendere possesso di Amsterdam con la forza, ma l'intento fallì anche a causa delle pessime condizioni atmosferiche che resero impossibili alcune azioni militari fondamentali. Guglielmo II morì di vaiolo il 6 novembre 1650, lasciando soltanto un figlio postumo, Guglielmo, nato il 14 novembre 1650. Poiché alla morte di Guglielmo II non c'era alcun principe d'Orange, i reggenti colsero l'occasione per dichiarare vacante la carica di statolder.

Al principe neonato si prospettava una vita piena di problemi: dissidi sulla sua educazione sorsero fra sua madre e sua nonna Amalia (che sopravvisse al marito per 28 anni). Se quest'ultima voleva dargli una formazione atta ad aiutarlo nel riappropriarsi del potere avuto finora dalla Casa di Orange, la madre voleva per lui una formazione inglese pura. Il 13 agosto 1651 l'Hoge Raad (l'Alta Corte) stabilì che la potestà fosse affidata congiuntamente a Maria, Amalia e Federico Guglielmo, Elettore di Brandeburgo: il principe prussiano – di confessione protestante – fu scelto per tale onore come parte neutrale, al fine di mediare tra le due donne. Il 25 settembre 1660 le Province Unite decisero di farsi carico dell'educazione di Guglielmo per assicurarsi che egli avrebbe acquisito le necessarie abilità per assolvere le future ed ancora non ben determinate funzioni.

La Repubblica delle Province Unite fu attaccata dalla Francia e dall'Inghilterra nel 1672: la carica militare di statolder non era più superflua e - con il supporto degli orangisti - Guglielmo tornò e fu nominato statolder come Guglielmo III, respingendo con successo l'invasione ed ampliando il proprio potere di molto rispetto ai suoi predecessori durante la Guerra degli Ottant'anni. Nel 1677 sposò Maria Stuart, figlia del futuro re Giacomo II d'Inghilterra e nel 1688 sbarcò in Inghilterra dove depose il suocero, in quanto cattolico, venendo incoronato con la moglie sovrani dell'Inghilterra l'11 aprile 1689. Divenne così uno dei sovrani più potenti in Europa, l'unico in grado di sconfiggere il Re Sole: molti membri della Casa d'Orange in seguito furono ardenti ammiratori del Re-Statolder. Guglielmo III morì senza lasciare eredi per una caduta da cavallo l'8 marzo 1702, lasciando la Casa d'Orange estinta e l'Inghilterra alla cognata Anna I.

Incertezza dinastica

La Dieta delle Province Unite, ritenendo di avere perso gran parte delle proprie libertà, dichiararono la carica di statolder vacante per la seconda volta, approfittando anche dell'incertezza su chi fosse il nuovo Principe d'Orange, conteso tra Giovanni Guglielmo Friso d'Orange ed il re Federico I di Prussia. Entrambi discendevano da Federico Enrico d'Orange: il re Federico I era suo nipote per parte di madre, Luisa Enrichetta d'Orange-Nassau ed era stato nominato successore da Federico Enrico nel caso di estinzione della linea maschile della Casa; Giovanni Guglielmo Friso era un pronipote in linea femminile di Federico Enrico per parte di entrambi i genitori, ed era stato nominato erede da Guglielmo III d'Inghilterra. La soluzione fu di lasciar portare ad entrambi i pretendenti il titolo mentre il problema riguardante il territorio del principato si risolse da sé, quando Luigi XIV lo conquistò nel 1713. Giovanni Guglielmo Friso d'Orange annegò nel 1711 nell'Hollands Diep vicino a Moerdijk e lasciò un figlio postumo, Guglielmo, che fu proclamato statolder di Frisia, Groninga, Gheldria e Drenthe nel 1722 e, in occasione dell'invasione francese del 1747, nominato statolder della Repubblica delle Sette Province Unite, carica ereditaria sia nella linea maschile che femminile.

Fine della Repubblica delle Province Unite Guglielmo IV morì nel 1751, lasciando un figlio di tre anni, Guglielmo V di Orange-Nassau come statolder. Poiché era ancora minorenne, i reggenti governarono in sua vece, indebolendo però deliberatamente il carattere del futuro sovrano, educandolo all'indecisione, caratteristica che avrebbe perseguitato Guglielmo per tutta la vita. Il suo matrimonio con Guglielmina di Prussia in parte alleviò questo difetto. L'incapacità di Guglielmo V a governare correttamente ebbe la sua parte di importanza nel crollo della Repubblica olandese, benché le colpe maggiori fossero nei reggenti corrotti. Lo statolder nel 1787 sopravvisse ad un tentativo di rivoluzionari democratici di deporlo (noto come 'Prima Rivoluzione batava') solo grazie all'intervento della Prussia. Quando le armate rivoluzionarie francesi invasero lo stato nel 1795 dovette fuggire per non tornare mai più. Dopo il 1795 la Casa d'Orange-Nassau passò degli anni difficili, vivendo in esilio presso altre corti europee, in particolare quelle di Prussia ed Inghilterra. Guglielmo V morì nel 1806.

Regno Unito dei Paesi Bassi I ribelli olandesi cacciarono le truppe napoleoniche nel 1813 e diedero per scontato che qualsiasi tipo di futuro governo avrebbe dovuto essere presieduto dal Principe d'Orange e statolder Guglielmo VI, figlio di Guglielmo V; inoltre furono dell'idea che sarebbe stato meglio se fossero stati loro stessi a restaurarlo nella carica, invece di lasciarlo fare a potenze stranierie.

Dietro invito del governo provvisorio, il principe tornò nei Paesi Bassi il 30 novembre, sostenuto anche dal Regno Unito, che cercava di rafforzare i Paesi Bassi a discapito della Francia, in modo da renderle difficile eventuali accessi ai porti della Manica. Il 6 dicembre Guglielmo iniziò il suo regno da principe sovrano ereditario (precedentemente aveva rifiutato il titolo regio). Nel 1814 gli ex Paesi Bassi Austriaci (ora Belgio) furono aggiunti ai territori da lui governati. Il 15 marzo 1815, con l'approvazione delle grandi potenze riunite nel congresso di Vienna Guglielmo si proclamò re Guglielmo I dei Paesi Bassi e fu inoltre creato granduca del Lussemburgo. I due paesi rimasero comunque separati malgrado l'unico sovrano.