Il cimitero maggiore di Milano, o cimitero di Musocco, è il più grande cimitero della città, entrato in attività nel 1895. Si trova nella zona nord-occidentale, nel quartiere di Garegnano, all'epoca della costruzione frazione del comune di Musocco, poi accorpato a Milano nel 1923.

Storia

Negli anni ottanta del XIX secolo, non potendosi più tollerare per ragioni igienico-sanitarie la continua attività dei piccoli cimiteri ormai saturi e inglobati dai nuovi quartieri, posti in zone una volta periferiche ma ora completamente urbanizzatesi, si decise di edificare un unico grande cimitero in una zona lontana dal fulcro cittadino; venne scelta una zona dalle parti della Certosa di Garegnano, nel comune di Musocco, un terreno al di sopra delle falde acquifere, asciutto, nient'affatto paludoso e idoneo all'assimilazione delle decomposizioni organiche.

Anche se a Milano da ormai 20 anni era in funzione il cimitero Monumentale, la decisione di realizzare un secondo grande cimitero fu dettata dal fatto che il solo Monumentale non sarebbe stato sufficiente a ospitare i defunti di una città in forte espansione territoriale e demografica.

Così, nel 1886, si iniziò a costruire il Maggiore, su progetto affidato agli ingegneri Luigi Mazzocchi ed Enrico Brotti. Venne costruito dove sorgeva l'antico Bosco della Merlata, celebre per la presenza di briganti e dissodato a seguito dell'entrata in vigore della Legge Forestale 3917 dell'anno 1877, che aveva eliminato il vincolo di tutela praticamente da tutti i boschi di pianura e collina.Vedi art. 1. La legge è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 161 dell'11 luglio 1877.

Il cimitero iniziò la sua attività il 23 ottobre del 1895, per essere inaugurato con benedizione del cardinal Andrea Carlo Ferrari il 26 dicembre dello stesso anno.

L'apertura del cimitero maggiore coincise più o meno con la chiusura e la demolizione di buona parte dei vecchi cimiteri del comune di Milano (in origine posti all'uscita delle porte cittadine) e dai quali vennero traslati i cadaveri al fine di seppellirli in definitiva per l'appunto a Musocco: il cimitero di San Rocco al Vigentino (già chiuso e abbandonato fin dal 1826, tornò ad ospitare alcune sepolture in occasione delle Cinque Giornate di Milano nel 1848, per poi venire nuovamente abbandonato); il cimitero di Porta Garibaldi, la "Mojazza" (chiusura: 22 ottobre 1895); il cimitero di Porta Ticinese, il "Gentilino" (chiusura 22 ottobre 1895); il cimitero di Porta Magenta, già "Fopponino di Porta Vercellina", poi "Foppone di San Giovannino alla Paglia" (chiusura 30 novembre 1895); il cimitero di Porta Vittoria, o "di Porta Tosa" (chiusura 30 giugno 1896).

Dallo stesso giorno di apertura del cimitero maggiore, per agevolare il trasporto al nuovo cimitero ma anche al cimitero monumentale sia dei morti recenti e dei loro cortei funebri, sia dei resti mortali provenienti dai cimiteri dismessi (purtroppo i resti di molti defunti, anche illustri, andarono perduti), il comune, in collaborazione con la Edison, istituì un apposito percorso tranviario con nere vetture costruite ad hoc, le cui stazioni di partenza si trovavano la prima in via Bramante, la seconda (del 1906) accanto a Porta Romana; questa stazione, la Stazione funebre di Porta Romana, è ora l'edificio che ospita le Terme di Milano. I milanesi chiamavano ironicamente questo tram, che sarà attivo fino al 1925, "La Gioconda".

Il 23 dicembre 1923, in seguito a Regio Decreto, il comune di Musocco venne soppresso ed inglobato nel comune di Milano; il cimitero maggiore diviene a tutti gli effetti parte di Milano.

Negli anni venti e trenta, durante il ventennio fascista, con due interventi, il primo del 1924, il secondo del 1934, il cimitero maggiore è stato gradualmente ingrandito. La sua espansione si completò nel dopoguerra, quando oltre la parte posteriore, al di là dei cancelli e oltre una carreggiata da attraversare, venne costruito il cimitero ebraico.

La superficie complessiva del cimitero, originariamente di circa 400.000 m2, con gli ampliamenti è cresciuta fino a 678.624 m2, di cui circa 80.000 a giardino.

Fino al 1966 il cimitero maggiore è stato servito anche da un'apposita fermata della tranvia Milano-Gallarate, gestita dalla STIE.Alessandro Albè, Guido Boreani, Giampietro Dall'Olio, La tramvia Milano - Gallarate, Calosci, Cortona, 1993. ISBN 9788877850867

All'interno del cimitero è presente la chiesa di Santa Maria della Pietà, in cui quotidianamente (eccetto il giorno di chiusura settimanale di tutti i cimiteri milanesi, il lunedì non festivo), di mattina, si celebra Messa.

Da ottobre 2002 sono in funzione, in prossimità dell'ingresso frontale e degli ingressi laterali, alcune colonnine che forniscono informazioni sui luoghi di sepoltura o tumulazione.

All'interno del cimitero maggiore è presente un servizio di navetta lungo il vialone centrale, la linea 171 dell'Atm.

I defunti del Maggiore

Fin da principio è chiara la differenza rispetto al Monumentale; quest'ultimo è soprattutto sede di memoria duratura e di tombe, appunto, monumentali, mentre il Maggiore si presenta come un cimitero classico, principalmente con singole sepolture a terra in campi dalla concessione della durata di almeno 10 anni e non rinnovabili (i cosiddetti "Campi decennali"). I corpi in essi inumati, una volta scaduta la concessione, verranno esumati; se mineralizzati, le loro ossa verranno raccolte in un loculo di un riparto; se non mineralizzati, verranno invece riseppelliti in appositi campi, chiamati Campi indecomposti, per un ulteriore periodo.

Questo destino non ha risparmiato nemmeno molti personaggi celebri, come campioni di Milan e Inter, del ciclismo, stelle della danza e del canto, celebri attivisti e anarchici, vittime e carnefici di cronaca nera e protagonisti degli anni di piombo.

Prendendo sempre più piede la cremazione (in genere effettuata nel "Polo crematorio" del cimitero di Lambrate, l'unico attivo all'interno dei confini cittadini) e di conseguenza non rendendosi necessario un tempestivo riuso delle fosse, l'esumazione dai campi decennali quasi sempre avviene oltre i dieci anni dalla sepoltura e tarda sempre più.

Vi sono inoltre riparti con tumulazioni in colombari. Inoltre nel cimitero si trovano due ossari centrali, a loro volta suddivisi in riparti: il primo è stato costruito nel 1933, mentre il secondo, di epoca successiva, contiene un riparto dedicato alla tumulazione perpetua in loculi dei resti esumati delle "vittime civili da incursioni aeree".

Al cimitero Maggiore sono presenti anche dei campi destinati a tombe permanenti, generalmente di famiglia.

Al 2015, il totale dei defunti che il cimitero ospita va ben oltre il mezzo milione.

In questo luogo riposano vari personaggi famosi.

A Marco Achilli (1948 - 2009), calciatore Olga Amati (1924 - 1982), ballerina Luciano Anceschi (1911 - 1995), filosofo , critico letterario e accademico Renato Angiolini (1923 - 1985), compositore e pianista Giovanni Battista Ansoldi (1916 - 1979), imprenditore e produttore discografico Guido Artom (1931 - 2017), imprenditore e politico Claudia Artoni Schlesinger (1935 - 2012), psicoanalista Renzo Azaghi (1896 - 1965), calciatore Ernesto Azzini (1885 - 1923), ciclista su strada Luigi Azzini (1884 - 1937), ciclista su strada

B Carlo Bagno (1920 - 1990), attore Tiziano Ballarin (1899 - 1978), calciatore Francesco Maria Barracu (1895 - 1945), militare e politico Don Marino Barreto Junior (1925 - 1971), cantautore e contrabbassista cubano Luigi Beccali, detto Ninì (1907 - 1990), mezzofondista Mario Begni (1924 - 1965), calciatore Gaetano Belloni (1892 - 1980), ciclista su strada e pistard Ottorino Beltrami (1917 - 2013), militare e dirigente d'azienda Cathy Berberian (1925 - 1983), mezzosoprano, compositrice e traduttrice statunitense Remo Bertoni (1909 - 1973), ciclista su strada Osvaldo Biancardi (1929 - 1988), calciatore Gianfranco Bianchi (1915 - 1992), giornalista, storico e partigiano Renato Bianconi (1928 - 1993), editore Giuseppe Biscottini (1909 - 1992), giurista Giovanna Boccalini (1901 - 1991), docente, partigiana e sindacalista Gino Boccasile ( 1901 - 1952), illustratore e pubblicitario Giorgio Bolza (1880 - 1945), commediografo, poeta e paroliere Nicola Bombacci (1879 - 1945), politico e rivoluzionario Bruno Bonazzelli (1895 - 1984), ingegnere e divulgatore scientifico Rodolfo Bonetto (1929 - 1991), batterista, designer e docente Ernesto Bonino (1922 - 2008), cantante Egidio Boninsegna (1869 - 1958), scultore, medagliata e pittore Gennaro Bonsanto (1912 - 1992), calciatore Wanda Bontà (1902 - 1986), scrittrice e giornalista Franco Bontadini (1893 - 1943), calciatore Lauro Bordin (1890 - 1963), ciclista su strada, fotografo e fotoreporter Giovanni Borgonovo (1881 - 1975), pittore Pompeo Borra (1898 - 1973), pittore Carlo Borsani (1917 - 1945), militare, giornalista, poeta e attivista Roberto Bortoluzzi (1921 - 2007), giornalista e conduttore radiofonico Giovanni Brambilla (1910 - 1994), politico, sindacalista e partigiano Alessandro Brissoni (1913 - 1980), regista, sceneggiatore, scrittore, traduttore e illustratore Rinaldo Bronzini, noto come Pietro (1898 - 1962), calciatore Alberto Bruciamonti (1891 - 1963), calciatore Mario Bruschera (1887 - 1968), ciclista su strada Pietro Bruzzi (1888 - 1945), anarchico, operaio e partigiano Luciano Budigna (1924 - 1988), poeta, critico d'arte e traduttore Renzo Burini (1927 - 2019), calciatore e allenatore Fabrizio Busticchi (1953 - 2017), fumettista Giovanni Buttafava (1939 - 1990), critico cinematografico, saggista e traduttore Vittorio Buttafava (1918 - 1983), giornalista e scrittore Carlo Butti (1891 - 1971), dirigente sportivo, multiplista e discobolo

C Luigi Calabresi (1937 - 1972), poliziotto commissario capo Nicola Calefato, in arte Lino Robi (1931 - 1991), attore Angelo Cameroni, detto Arturo (1891 - 1961), allenatore di rugby a 15 e calciatore Romeo Campanini (1887 - 1956), politico e sindacalista Giuseppe Campari (1892 - 1933), pilota automobilistico Luigi Cangiullo (1897 - 1930), tuffatore Decio Canzio (1930 - 2013), curatore editoriale e fumettista Adone Carapezzi (1919 - 2008), giornalista, radiocronista sportivo e conduttore Achille Cardani (1859 - 1935), progettista e dirigente d'azienda Maria Caserini (1884 - 1969), attrice Franco Cassano, detto Franco (1922 - 2016), pianista, compositore, arrangiatore, direttore d'orchestra e produttore discografico Gustavo Bonaventura Castelbolognesi (1884 - 1947), rabbino Armando Castellazzi (1904 - 1968), calciatore e allenatore Ernesto Castelli (1869 - 1939), lottatore, pioniere della lotta greco-romano Osvaldo Cavandoli (1920 - 2007), animatore, regista e fumettista Federico Cesarano (1886 - 1969), schermidore Bixio Cherubini (1899 - 1987), paroliere, poeta, editore musicale e autore di rivista Daniele Chiappa (1944 - 2013), attore Calogero Ciancimino (1899 - 1936), scrittore e comandante marittimo Gina Cigna (1900 - 2001), soprano francese naturalizzato italiano Carlo Cocchi (1889 - 1951), calciatore Francesco Colombo (1899 - 1945), militare e poliziotto Innocente Colombo (1895 - 1963), calciatore Agostino Mario Comanducci (1891 - 1939), critico e storico d'arte Mario Consiglio (1907 - 1975), musicista Leopoldo Conti (1901 - 1970), calciatore Vincenzo Coppo (1905 1960), calciatore Romolo Corona (1893 - 1965), compositore, produttore discografico, editore e paroliere Mario Corso (1941 - 2020), calciatore e allenatore Vincenzo Costa (1900 - 1974), politico e militare Mimmo Craig (1925 - 2016), attore e doppiatore Alberto Crivelli (1883 - 1961), calciatore, allenatore e arbitro di calcio Alberto Croce (1933 - 2014), pittore e scultore Eugenio Curiel (1912 - 1945), partigiano e fisico Achille Cutrera (1929 - 2018), avvocato e politico

D Bassano Daccò (1898 - 1977), calciatore