Don Giovanni (titolo originale: Il dissoluto punito ossia il Don Giovanni) K 527 è un'opera lirica in due atti di Wolfgang Amadeus Mozart.
È la seconda delle tre opere che il compositore scrisse su libretto di Lorenzo Da Ponte, il quale attinse a numerose fonti letterarie dell'epoca. Don Giovanni segue Le nozze di Figaro (K 492), precede Così fan tutte (K 588) e venne composta tra Vienna e Praga da marzo a ottobre del 1787, quando Mozart aveva 31 anni. Fu commissionata al musicista in seguito al notevole riscontro avuto da Le nozze di Figaro e da un altro lavoro teatrale, il Don Giovanni o sia Il convitato di pietra di Giuseppe Gazzaniga, che fu rappresentato a Venezia all'inizio del 1787. La prima del Don Giovanni mozartiano non andò in scena a Vienna come l'opera precedente, bensì a Praga nel Teatro degli StatiAi tempi di Mozart il teatro era denominato Teatro Nazionale del Conte Nostitz (Národní divadlo hraběte Nostice) in onore del suo costruttore; l'edificio fu progettato e fatto erigere infatti, tra il 1781 e il 1783, da Anton Haffenecker su commissione del conte Franz Anton von Nostitz-Rieneck. Cfr. dove il compositore ottenne il suo più grande successo sulla scena lirica..
Mozart e Da Ponte intesero realizzare un dramma giocoso e in tal senso venne scritto il libretto, ma in realtà tutta la composizione è pervasa da un pathos intenso che si rispecchia essenzialmente nella musica ricca di grande emotività, tanto che spesso il Don Giovanni viene considerata opera drammatica.
Don Giovanni provoca con la sua ironia, ma non tradisce la sua intenzione ben definita: mostra la supremazia delle leggi dell'universo sull'arbitrarietà della tirannia, lanciando una sfida. La grandezza di quest'opera risiede nella capacità di portare, senza tanta enfasi, a considerare valori eterni, implicando argomenti di portata straordinaria e superiore..
Estremamente complesso ed emblematico, Don Giovanni è considerato uno dei massimi capolavori di Mozart e uno dei più perfetti modelli di teatro lirico.
Storia Nel gennaio 1787, Mozart con la moglie Constanze, invitati dai coniugi Dušek, amici di vecchia data,Franz Duschek, compositore e clavicembalista, e la moglie Josepha Hambacher, celebre cantante, conobbero Mozart a Salisburgo nel 1777; il musicista compose per Josepha diverse arie importanti, tra cui Ah, lo previdi... Ah t'invola agl'occhi miei e Bella mia fiamma... Resta, o cara. Cfr. . giunsero a Praga dove poterono rendersi conto della grande popolarità raggiunta dall'opera Le nozze di Figaro, da poco rappresentata in città. Partecipando a feste e concerti, il musicista provò una gran gioia nel sentire che le melodie della sua composizione erano ormai popolari anche tra la gente comune.. Il 19 gennaio Mozart tenne un concerto al Teatro Nostitz dirigendo la Sinfonia Praga K 504 e improvvisando al pianoforte davanti a un foltissimo pubblico; diresse poi, tre giorni dopo, una rappresentazione de Le nozze.. In seguito a tanto riscontro, i due impresari Pasquale Bondini e Domenico Guardasoni, che gestivano il teatro praghese, chiesero al compositore di scrivere, per la somma di cento ducati, una nuova opera che sarebbe dovuta andare in scena entro la fine dell'anno. Poiché pochi mesi prima a Venezia aveva avuto un grande successo un'opera su libretto di Giovanni Bertati, Don Giovanni o sia il convitato di pietra, l'argomento scelto fu proprio Don Giovanni; il librettista, però, il solo in cui Mozart aveva piena fiducia, fu ancora Da Ponte..
Rientrato a Vienna i primi di febbraio con la commissione della nuova opera, Mozart dovette affrontare un periodo di preoccupazioni e dolore; il padre Leopold aveva gravi problemi di salute e, da Bonn, gli giunse la notizia della morte del suo amico fraterno August von Hatzfeld. In questo difficile momento il musicista si accinse a comporre la nuova partitura..
In attesa del libretto che Da Ponte stava scrivendo, il compositore, pur seguendone assiduamente la stesura con suggerimenti e nuovi spunti, si dedicò a realizzare altri lavori, tra cui il Rondò in La minore K 511 e i due quintetti per archi K 515 e K 516. Leopold nel frattempo peggiorò e morì a Salisburgo il 28 maggio. Mozart, che da tempo non era più in buoni rapporti con il padre, non andò a trovarlo quando era in fin di vita, rimase sempre a Vienna e non presenziò nemmeno al funerale.Sembrerebbe che Mozart non sia stato particolarmente turbato all'avvenimento; molti però hanno poi voluto vedere riflessa una sua inquietudine nel delineare la figura del Commendatore che, con la sua autorevolezza e prestigio soprannaturale, diventava un puntuale riferimento alla severa figura di Leopold Mozart. Comunque il compositore scrisse una lettera al padre per prepararlo con pacatezza a una morte serena; la lettera è rimasta celebre per la profondità dei sentimenti e i concetti espressi, anche se, in realtà, il musicista si era rifatto a un testo del filosofo Moses Mendelssohn da cui aveva tratto spunti di riflessione. Cfr. e .
Non vi è notizia certa sulla stesura del Don Giovanni, ma è probabile che Mozart, via via che le prime pagine venivano terminate dal librettista, abbia iniziato a comporre, intervenendo con suggerimenti e, appena ottenuto da Da Ponte il libretto definitivo nel mese di giugno, abbia scritto quasi tutta la partitura.. Nel settembre 1787 il musicista ritornò a Praga e soggiornò a Villa Bertramka nel sobborgo di Košíře, ospite di Duschek,Da Ponte invece era arrivato a Praga l'8 ottobre e soggiornò alla locanda Zum Platteis situata proprio di fronte alla villa di Duschek; il librettista e Mozart poterono così parlarsi e scambiarsi opinioni dalla finestra, senza necessità di uscire. Cfr. . dove terminò l'opera il 28 ottobre, a poche ore dalla prima programmata proprio per il giorno successivo.. Secondo Nissen lOuverture fu scritta soltanto la notte precedente la rappresentazione. Mozart si sarebbe attardato in compagnia di amici per poi ritirarsi in una stanza attigua dove a mezzanotte iniziò la stesura terminando alle prime luci dell'alba;. l'orchestra fu per questo costretta a leggere la partitura a prima vista. Molto probabilmente il racconto corrisponde a verità, d'altronde Mozart aveva sempre già in mente la musica da scrivere, mettendola su carta all'ultimo minuto, inoltre molto del materiale musicale apparteneva anche alla scena finale dell'opera, già composta da tempo..
La prima rappresentazione La prima rappresentazione era prevista inizialmente per il 14 ottobre in occasione di una serata di gala per l'arciduchessa d'Austria Maria Teresa d'Asburgo-Lorena e il marito, futuro re di Sassonia, che erano di passaggio a Praga; poiché l'opera in effetti non era ancora ultimata e il teatro non ancora pronto per la rappresentazione, l'inaugurazione fu rimandata e venne data invece una ripresa de Le nozze di Figaro. La nuova opera andò finalmente in scena al Teatro del Conte Nostitz il 29 ottobre, come poi stabilito. Protagonista nel ruolo di Don Giovanni fu il pesarese Luigi Bassi, celebre, nonostante i soli 22 anni, per le doti vocali e ancor più in quanto idolo delle donne praghesi. Donna Anna era interpretata da Teresa Saporiti, soprano di bell'aspetto che intraprese da allora una lunga e brillante carriera. Caterina Bondini, moglie del capocomico, era Zerlina. Il basso Felice Ponziani, che interpretò Leporello, nelle successive rappresentazioni si alternò nelle parti del Commendatore e di Masetto.. Mozart dovette faticare non poco per tenere a bada gli interpreti; il suo intento non fu quello di scrivere una parte "su misura" per ciascuno, ma quello di far adeguare ogni cantante alla natura particolare del singolo personaggio. Luigi Bassi, che aveva una voce dalla grande sonorità, dovette pertanto adattarsi a non aver arie di rilievo e ad accettare un ruolo più da attore che da cantante; Caterina Bondini, assai nota e stimata a Praga, che pretendeva brani con colorature e cadenze che non rientravano nella parte di Zerlina, dovette limitarsi ad arie più semplici..
La sera della prima Mozart si presentò nella buca dell'orchestra per sedersi al clavicembalo e fu accolto da applausi fragorosi da tutta la sala.. Nonostante il poco tempo avuto a disposizione per le prove, tutti, dall'orchestra ai cantanti alle maestranze del teatro, riuscirono a dare una rappresentazione eccellente, riconosciuta dal plauso del grandioso numero di spettatori presenti.. Dopo l'esito fortunato di quella "prima", anche le repliche successive ottennero un grande successo, sempre alla presenza di un folto pubblicoIl 25 ottobre era arrivato a Praga Giacomo Casanova ed è presumibile che abbia assistito alla prima del Don Giovanni e incontrato Mozart. Cfr. Il fatto sembrerebbe comprovato da alcuni versi scritti da Casanova stesso che fanno riferimento a un momento scenico successivo al sestetto del secondo atto; le carte sono oggi conservate a Hirschberg. Cfr. . e il compositore scriveva, con comprensibile entusiasmo, all'amico Jacquin von Gottfried: «Don Giovanni è andato in scena con i più fragorosi applausi. Vorrei augurare ai miei cari amici [...] di poter essere qui anche solo per una sera per condividere il mio piacere!». La sera del 3 novembre vi era stata la quarta recita, con incasso "a beneficio del compositore" e in seguito l'opera rimase in cartellone per parecchie settimane, ricevendo anche recensioni positive tra cui quella dell'autorevole Prager Oberpostamts-Zeitung che scrisse:
Molti insistettero per trattenere Mozart a Praga onde commissionargli una nuova opera, ma il musicista, nonostante la proposta fosse lusinghiera, non accettò, preferendo rientrare a Vienna certo di trovare un teatro più organizzato e personale più esperto per le sue opere. L'impresario Guardasoni, proprio in quei giorni, si affrettò a scrivere a Da Ponte: «Evviva Da Ponte! Evviva Mozart! Tutti gli impresari, tutti i virtuosi devono benedirli. Finché essi vivranno, non si saprà mai cosa sia la miseria teatrale».. Mozart rientrò a Vienna a metà del mese di novembre e ottenne pochi giorni dopo da Giuseppe II la nomina a Kammermusicus, incarico prima detenuto da Gluck, scomparso proprio il 15 di quel mese; l'impiego non era gravoso e permetteva al musicista di dedicarsi ad altri impegni.. Il Don Giovanni, dopo il grande successo di Praga, proprio secondo le aspettative del compositore, il 7 maggio dell'anno successivo fu rappresentato a Vienna al Burgtheater..
Le due versioni
Il pubblico viennese, piuttosto conservatore, avrebbe probabilmente accettato malvolentieri l'opera nella sua versione originaria; per questo motivo l'autore eseguì alcuni tagli e altre rilevanti modifiche. Poiché il tenore (Francesco Morella) non eccelleva nelle colorature e non era in grado di interpretare adeguatamente l'aria Il mio tesoro intanto dopo il sestetto del secondo atto, Mozart sostituì il brano con Dalla sua pace, ponendolo però nel primo atto subito dopo Or sai chi l'onore, cantato da Donna Anna. L'aria di Leporello Ah pietà signori miei fu eliminata e sostituita con un duetto, Per queste tue manine. Il soprano Caterina Cavalieri pretese per Donna Elvira una scena aggiuntiva che fu concessa dal musicista creando In quali eccessi e Mi tradì quell'alma ingrata, arie inserite nel secondo atto.. Il principale ritocco però interessò il finale dell'opera, dove venne eliminata la scena 20, in cui si ritrovano tutti i personaggi a commentare la fine di Don Giovanni, con il concertato finale in Re maggiore che contiene la morale conclusiva..