Fu messo sul trono d'Occidente dall'imperatore d'Oriente Leone I, con la missione di restaurare il controllo sulle province perse, Africa e Gallia, ma fallì miseramente e fu ucciso dal proprio generale di origine germanica, Ricimero.
Origini e inizi della carriera
Antemio era di famiglia illustre e patrizia. Per parte di madre era discendente di Filippo, prefetto del pretorio d'Oriente nel 346 e console nel 348, e nipote di Antemio, prefetto e console nel 405;PLRE, v. III, p. 697 il padre ProcopioSidonio Apollinare, Carmina, II.68. era stato magister militum per Orientem dal 422 al 424, e vantava una discendenza dal Procopio nipote di Costantino I e usurpatore contro Valente.Sidonio Apollinare, Carmina, II.68–69.
Studiò presso il filosofo neoplatonico Proclo, ad Alessandria d'Egitto, ed ebbe come condiscepoli Marcellino (magister militum e governatore della Dalmazia), Illo Puseo (Prefetto del pretorio in Oriente e Console del 467), Flavio Messio Febo Severo (console nel 470 e praefectus urbi) e Pamprepio.O'Meara, Dominic, Platonopolis: Platonic Political Philosophy in Late Antiquity, Oxford University Press, 2003, ISBN 0-19-925758-2, p. 21.
Nel 453 sposò Elia Marcia Eufemia, la figlia dell'imperatore d'Oriente Marciano; dopo il matrimonio, fu innalzato al rango di comes e inviato alla frontiera danubiana, per ricostruirne le difese. Nel 454 fu richiamato a Costantinopoli, dove ricevette il titolo di patricius e divenne uno dei due magistri militum d'Oriente. Nel 455 esercitò il consolato come prescelto dell'Impero d'Oriente, con l'imperatore d'Occidente Valentiniano III come collega.
Il matrimonio con la figlia di Marciano; una promozione ad un rango militare di rilievo ma con compiti organizzativi, senza scontri militari; la nomina al prestigioso rango di patricius e al massimo grado della gerarchia militare; la nomina alla prestigiosa magistratura del consolato con un imperatore come collega: tutti questi indizi hanno fatto pensare che Marciano avesse scelto Antemio come possibile candidato alla porpora imperiale, d'Occidente o d'Oriente. Questa ipotesi è rafforzata dal fatto che il prestigio ottenuto da Antemio indusse lo storico Giovanni Malalas (VI secolo) ad affermare erroneamente che Marciano avesse effettivamente nominato Antemio imperatore d'Occidente.Giovanni Malalas, Chronicon, 368-369, citato da Mathisen.
Antemio andò vicino ad ottenere la porpora per due volte, in rapida successione. Nell'ottobre 456, infatti, morì l'imperatore d'Occidente Avito: è probabile che Antemio fosse tra i candidati più forti a disposizione di Marciano per la scelta di un imperatore, ma il suocero di Antemio morì nel gennaio 457, prima di scegliere il proprio collega. A questo punto entrambi gli imperi si trovarono senza imperatori: gli uomini forti erano in Occidente il magister militum Ricimero, di origine germanica, e in Oriente l'altro magister militum, l'alano Ardaburio Aspare. Aspare, non potendo aspirare al trono a causa della sua origine, spinse per impedire ad Antemio di ottenere il trono, in quanto per il suo prestigio il genero di Marciano era difficilmente controllabile; scelse allora come nuovo imperatore d'Oriente un semplice tribuno, il militare di carriera Leone I. Sul trono d'Occidente salì invece Maggioriano.
Antemio continuò a servire il nuovo imperatore: come magister militum conseguì due vittorie di rilievo contro popolazioni barbare che avevano invaso l'Impero; in una occasione, in Illyricum, intorno al 460, sconfisse gli Ostrogoti al comando di Valamiro. Durante l'inverno 466/467, sottomise un gruppo di Unni, comandati da Hormidac, che avevano attraversato il Danubio ghiacciato e stavano depredando la Dacia: gli Unni avevano catturato la città di Serdica e Antemio li assediò; quando i barbari accettarono lo scontro frontale (le truppe di Antemio avevano sofferto la fame, ma ancor di più l'avevano sofferta gli Unni), il comandante della cavalleria di Antemio, forse un unno anche lui, passò al nemico; quando, dopo aver vinto la battaglia con la sola fanteria, Antemio ricevette la proposta di pace da parte di Hormidac, accettò a condizione che il traditore gli fosse consegnato.Thompson, Edward Arthur, The Huns, Blackwell Publishing, 1996, ISBN 0-631-21443-7, p. 170.
Ascesa al trono
Uno dei problemi maggiori di Leone era costituito dal re dei Vandali Genserico. Dalla morte di Libio Severo (465), l'Impero d'Occidente non aveva ancora ricevuto un nuovo imperatore. Genserico insisteva che la porpora fosse conferita ad Anicio Olibrio, marito di Placidia, figlia di Valentiniano III: dietro questa scelta apparentemente legalista c'era la sua volontà di mettere sul trono d'Occidente un imperatore da lui controllabile, anche in virtù del fatto che sua nuora era la sorella di Placidia. Leone, al contrario, voleva tenere Genserico lontano dalla corte di Ravenna, e temporeggiava a nominare un imperatore. Per mettere pressione su Leone, Genserico e i suoi Vandali, che già da lungo tempo ogni primavera attraversavano il Canale di Sicilia e attaccavano l'Italia saccheggiando e riducendo in schiavitù, iniziarono a portare attacchi all'Impero d'Oriente, organizzando incursioni che colpirono l'Illyricum, il Peloponneso e il resto della Grecia: Leone fu quindi obbligato ad agire.
Nella primavera del 467, l'imperatore d'Oriente nominò Antemio imperatore d'Occidente, inviandolo in Italia accompagnato da un esercito comandato dal magister militum per Illyricum Marcellino. Antemio fu proclamato imperatore al terzo o all'ottavo miglio da Roma, il 12 aprile.Fasti vindobonenses priores, no. 597, s.a. 467: «his cons. levatus est imp. do.n. Anthemius Romae prid. idus Aprilis.», citato in Mathisen. L'elezione di Antemio fu celebrata a Costantinopoli con un panegirico di Dioscoro.Dioscoro era l'educatore delle figlie di Leone; in seguito sarebbe divenuto prefetto del pretorio in Oriente.
La scelta di Leone aveva un triplice vantaggio per l'imperatore d'Oriente: gli permetteva contemporaneamente di allontanare un possibile rivale dalla corte di Costantinopoli, di frustrare le mire di Genserico riportando un imperatore in Occidente, e di inviare in Italia un generale capace con un esercito efficiente nell'ottica di un attacco contro i Vandali. Ma ciò poteva avvenire solo con l'accordo col goto Ricimero, magister e patricius, che controllava de facto Roma in quel momento. Nel 467 Antemio giunse così a Roma e vi pose la residenza, condividendola con Ricimero e siglando con lui un'alleanza matrimoniale, dandogli in sposa la figlia Alipia.Il poeta Gaio Sollio Sidonio Apollinare giunse a Roma in occasione del matrimonio e descrisse i festeggiamenti per le nozze, che coinvolsero tutte le classi sociali, in una lettera ad un amico; il poeta fa intuire come la sposa non fosse contenta del marito, un rozzo barbaro (Epistulae, i.5.10-11).
Regno Politica estera Relazioni con l'Oriente
Il regno di Antemio fu caratterizzato dai buoni rapporti con il suo omologo d'Oriente: Antemio fu l'ultimo imperatore d'Occidente a figurare in una legge dell'impero d'Oriente.Codice giustinianeo, i.11.8, promulgata il 1º luglio 472, citata in Mathisen. I legami tra le due case regnanti furono rafforzati dal matrimonio tra Flavio Marciano, figlio di Antemio, e Leonzia, figlia di Leone I, nel 471. Anche la scelta dei consoli fu fatta nuovamente in maniera concorde, con ciascuna corte che designava un console e riconosceva quello dell'altra: Antemio fu onorato con un consolato sine collega nel 468, come pure aveva fatto Leone nel 466; Flavio Marciano fu console nel 469 e nel 472.
Campagne contro i Vandali
Il primo dei problemi da affrontare era quello dei Vandali di Genserico. Nel tardo 467 fu organizzata una spedizione dell'esercito occidentale, probabilmente sotto il comando del comes dell'Illiria Marcellino, che però non ottenne i risultati sperati, in quanto la flotta, scesa in mare d'inverno, fu obbligata a tornare indietro a causa del maltempo.
Nel 468 fu programmata una gigantesca operazione militare contro l'Africa, sede del regno vandalo, organizzata da Antemio, Leone e Marcellino, e affidata al genero di Leone, Basilisco; l'armata romana fu fornita di una larga flotta, e ingenti spese furono sostenute dal tesoro d'Oriente, ma anche Antemio contribuì con il denaro dell'Impero d'Occidente, nonché con sue spese personali (un terzo delle spese venivano da sue entrate personali). L'operazione però fallì miseramente, con gravi perdite di uomini e navi, e la morte di Marcellino. A causa di tale disfatta, Leone decise di tirarsi fuori dal conflitto e di accordarsi separatamente con Genserico. Antemio, rimasto da solo e con le finanze dello stato seriamente segnate dalla spesa per la campagna infruttuosa, rinunciò a riprendere l'Africa, e si concentrò sul secondo problema che affliggeva l'impero, il mantenimento delle province occidentali minacciate dai Visigoti. Per quanto riguarda invece Ricimero, preso atto dell'esito disastroso della campagna vandalica, nel 470, approfittando dell'uccisione di un suo fedele collaboratore, Romano (ex magister officiorum), ruppe con Antemio e si ritirò a Mediolanum con 6000 guerrieri e i suoi bucellarii personali.Cassiodoro, Chronicon, 1289; Paolo Diacono, Historia Romana, xv.2; Giovanni di Antiochia, frammento 209.1-2, frammento 207.
Campagne contro i Visigoti
Dopo il disastro in Africa, Antemio passò ad occuparsi della riconquista della Gallia. Qui si erano stanziati i Visigoti, guidati dal capace e ambizioso re Eurico, approfittando dell'indebolimento del potere romano causato dall'instabilità politica. Eurico era riuscito a ritagliarsi una zona di influenza, separando di fatto alcune zone della provincia dal controllo centrale: se la Gallia meridionale, con le città di Arelate e Marsiglia, era ancora sotto controllo della corte ravennate, l'Alvernia si era trovata separata dal resto dell'impero, ed era governata da Ecdicio, il figlio di Avito, mentre ancora più a nord c'era quel dominio che sarebbe poi diventato il cosiddetto Regno di Soissons.
Come prima cosa, Antemio si rivolse ai Bretoni stanziati in Armorica, assoldandoli per attaccare Eurico.Chronica gallica anno 511, n. 649, s.a. 470; Sidonio Apollinare, iii.9. Inizialmente i Bretoni ebbero successo, occupando sotto il comando di re Riotamo la città di Bourges con dodicimila uomini. In seguito, però, i Bretoni attaccarono il territorio visigoto, tentando di conquistare Délos, ma furono sconfitti da un esercito visigoto più numeroso e Riotamo fu costretto a rifugiarsi presso i Burgundi, alleati dei Romani. I visigoti furono sconfitti da Paolo di Soissons.Iordanes, 237-238; Gregorio di Tours, ii.18.
Nel 471 decise di affrontare direttamente i Visigoti. Raccolse un esercito che mise sotto il comando nominale del figlio Antemiolo ed effettivo dei generali Torisario, Everdingo ed Ermiano in disaccordo fra loro e di scarsa affidabilità. Antemiolo si mosse da Arelate, passando il Rodano; Eurico affrontò le milizie imperiali sconfiggendole e uccidendone i generali, devastando poi la zona. Lo stesso Antemiolo cadde in battaglia.Chronica gallica anno 511, n. 649 s.a.471, citata in Mathisen.
Politica interna
Un punto cruciale del regno di Antemio fu il fatto che deteneva il potere solo sull'Italia, e che all'interno della sua corte molti gli si opponevano per la sua origine greca, oltre che per le sue simpatie pagane. Papa Ilario lo esortò fermamente a controllare l'operato di un suo favorito che frequentava una setta eretica.Antemio ebbe come collaboratori molti pagani: Marcellino era pagano, così come era pagano il filosofo Flavio Messio Febo Severo, console nel 470 e praefectus urbi.
Relazioni con la classe senatoria