Biografia Figlio di Stefano Nemanja ("Nemanjić" è il patronimico, significa "figlio di Nemanja") e di sua moglie Anna, alla morte del padre ricevette la corona di Principe di Rascia. Gli altri suoi fratelli ebbero il potere sui diversi principati serbi: Vukan governava la Doclea e Rastko la Zahumlje. Ben presto Stefano e Vukan vennero in conflitto, sostenuti rispettivamente da Kalojan di Bulgaria e da Emerico d'Ungheria con Papa Innocenzo III: la Bulgaria e l'Ungheria miravano, infatti, entrambe alla conquista della Serbia.

Nel 1202 le Armate di Vukan sconfissero l'esercito di Stefano e la Serbia passò completamente in mani ungheresi. Fino al 1205 la guerra civile non smise mai, fino a che i due fratelli siglarono un accordo di pace: Vukan sarebbe restato a capo della Doclea, mentre Stefano sarebbe diventato sovrano di tutta la Serbia; ovviamente l'Ungheria fu estromessa da questo accordo.

La politica diplomatica La Quarta crociata non riuscì a liberare la Terra santa, ma gli eserciti cristiani occuparono Costantinopoli e vi fondarono nel 1204 l'Impero latino: questo causò la dissoluzione dell'Impero bizantino.

Kalojan di Bulgaria che aveva combattuto a fianco dei Crociati decise di muovere loro guerra, ma nel 1207 fu ucciso in battaglia. Stefano decise di attaccare la Bulgaria: riconquistò le città di Vranje, Polog, Prizren e soprattutto Niš, strategica perché posta lungo la strada tra l'Europa centrale e Costantinopoli. Presa Niš, la Serbia ebbe un ruolo cruciale nella politica commerciale nei Balcani. Strinse, allora, un'alleanza con Roma e con la Repubblica di Venezia: ottenne nel 1207 dal Doge Pietro Ziani la mano della nipote del suo predecessore Enrico Dandolo, Anna, e chiese al Pontefice di incoronarlo re.

Stefano "primo incoronato"

Papa Onorio III mandò in Serbia nel 1217 i suoi emissari che portarono a Stefano la corona di Serbia. Con questo atto, Stefano, che fino ad allora era Gran principe di Rascia, divenne il primo sovrano dell'intera Serbia: per questo gli fu dato l'appellativo di "primo incoronato", .

La corona concessa da un pontefice romano era un problema per il sovrano di un popolo ortodosso. Dopo la presa di Costantinopoli il vecchio Impero bizantino aveva due sovrani: mentre Isabella di Brienne, succeduta ad Enrico di Fiandra, regnava sull'Impero latino, Teodoro Ducas governava il Despotato d'Epiro col titolo d'imperatore e a Nicea Teodoro Laskaris aveva fondato un suo impero, entrambi rivendicando la legittimità del trono di Bisanzio. Laskaris godeva dell'appoggio della nobiltà bizantina e del Patriarcato di Costantinopoli.

Stefano condusse trattative con Laskaris e con il Patriarcato: chiese ed ottenne l'autocefalia della Chiesa ortodossa serba in cambio dell'abbandono dell'appoggio del Papa, e ne affidò la guida al fratello Rastko che divenne Arcivescovo e che sarà conosciuto in seguito come San Sava. Nel 1219, Sava incoronò Stefano re ortodosso dei Serbi e il potere di Roma fu allontanato definitivamente.

Qualche tempo prima di morire, Stefano si fece monaco. A succedergli fu il primo figlio Stefano Radoslav, avuto dal suo precedente matrimonio con la figlia dell'imperatore Alessio Angelo, Eudocia. Altri suoi figli furono Komnena Nemanjić, Stefano Vladislav I di Serbia (1233-1243) e Saba II di Serbia.

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