La provincia di Udine (, , ) è una provincia italiana del Friuli-Venezia Giulia, con capoluogo Udine, comprendente 134 comuni e una popolazione di abitanti.

L'ente provinciale italiano fu istituito nel 1866, in seguito all'annessione del Friuli centrale e occidentale al Regno d'Italia. Il regio decreto 2 dicembre 1866, n. 3352 estese infatti alle province venete, compresa quella di Udine, l'ordinamento comunale e provinciale italiano. Esso succedeva alla Provincia del Friuli del Regno Lombardo-Veneto, che aveva avuto anch'essa capoluogo a Udine.

La Provincia cessò l'esercizio ordinario delle proprie funzioni di ente locale il 22 aprile 2018, giorno successivo alla scadenza del mandato degli organi elettivi, quando ebbe inizio il procedimento di liquidazione e fu nominato un commissario liquidatore. Il procedimento si concluse il 31 dicembre dello stesso anno e la soppressione dell'ente ebbe effetto dal 1º gennaio 2019. La circoscrizione territoriale è tuttavia rimasta utilizzata dall'ISTAT, dalle amministrazioni statali e da altri enti pubblici come ambito statistico e territoriale.

Dal 1º luglio 2020 sul medesimo territorio opera l'Ente di decentramento regionale di Udine, istituito dalla legge regionale 29 novembre 2019, n. 21. L'EDR è un ente funzionale della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, dotato di personalità giuridica di diritto pubblico e di autonomia gestionale, patrimoniale, organizzativa e contabile; il suo ambito territoriale coincide espressamente con quello della soppressa Provincia di Udine. L'ente ha sede a Palazzo Antonini Belgrado, già sede della Provincia.

Nel 2026 è stato avviato il processo di ricostituzione delle province quali enti territoriali elettivi. Dopo la modifica dello Statuto speciale del Friuli-Venezia Giulia operata dalla legge costituzionale 26 gennaio 2026, n. 1, la legge regionale 14 luglio 2026, n. 7 ha istituito nuovamente le province di Udine, Gorizia, Pordenone e Trieste, con circoscrizioni corrispondenti a quelle degli attuali enti di decentramento regionale. Il relativo disegno di legge regionale era stato presentato il 4 giugno 2026. Dal 1º gennaio 2027 la nuova Provincia di Udine subentrerà all'EDR nella totalità delle funzioni, del patrimonio e dei rapporti giuridici pendenti.

Geografia fisica Territorio

Il territorio della provincia di Udine si estende per km² dalla catena alpina al Mare Adriatico e comprende 134 comuni. Nell'ambito delle quattro circoscrizioni provinciali del Friuli-Venezia Giulia è quella con la maggiore estensione territoriale, popolazione e numero di comuni.

Confina a nord con l'Austria, attraverso il Land della Carinzia, e a est con la Slovenia e con la provincia di Gorizia; a ovest confina con la provincia di Pordenone e, nel settore montano, con la provincia di Belluno, mentre a sud-ovest raggiunge la Città metropolitana di Venezia. Il Tagliamento costituisce per un lungo tratto il limite occidentale della circoscrizione, separandola soprattutto dal territorio pordenonese, prima di proseguire attraverso la pianura e raggiungere l'Adriatico.

Dal punto di vista morfologico il territorio presenta una notevole varietà. La parte settentrionale appartiene alle Alpi Carniche e alle Alpi Giulie e comprende la Carnia, il Canal del Ferro e la Val Canale. Nella Carnia, lungo il confine austriaco, sorge il Monte Coglians, che con i suoi costituisce la cima più elevata del Friuli-Venezia Giulia.

Alle Alpi succede verso sud la fascia delle Prealpi Carniche e delle Prealpi Giulie, caratterizzata da rilievi più bassi e da numerose vallate. A est si aprono le Valli del Natisone e le Valli del Torre, mentre fra la fascia prealpina e la pianura si sviluppa un'ampia zona collinare, in parte modellata dai depositi morenici delle glaciazioni quaternarie.

Procedendo verso sud il paesaggio passa progressivamente alla Pianura friulana. Nell'alta e media pianura, costituita prevalentemente da potenti depositi ghiaiosi alluvionali, le acque superficiali tendono in parte a infiltrarsi nel sottosuolo; più a sud, in corrispondenza della fascia delle risorgive, la minore permeabilità dei terreni determina la ricomparsa delle acque e la formazione di numerosi corsi a regime perenne.

Il settore meridionale forma la Bassa friulana, caratterizzata da quote molto modeste e da un paesaggio prevalentemente pianeggiante, nel quale si sviluppano la rete delle risorgive, i corsi d'acqua di pianura e le zone umide costiere. La provincia raggiunge infine l'Adriatico attraverso il litorale di Lignano Sabbiadoro e la Laguna di Marano, che costituisce la porzione occidentale del sistema lagunare di Marano e Grado. La laguna è separata dal mare da cordoni litoranei e comprende barene, velme e una fitta rete di canali naturali e artificiali.

Geograficamente il territorio appartiene in massima parte al Friuli e viene tradizionalmente distinto in un settore settentrionale montano, generalmente indicato come Alto Friuli, comprendente in particolare Carnia, Canal del Ferro e Val Canale, in una fascia centrale collinare e pianeggiante gravitante attorno a Udine e nella Bassa friulana a sud.

Idrografia Il principale corso d'acqua è il Tagliamento, il cui bacino costituisce il maggiore sistema idrografico del Friuli-Venezia Giulia. Il fiume nasce nelle Alpi Carniche, attraversa longitudinalmente il settore montano e, dopo la stretta di Pinzano al Tagliamento, entra nella pianura friulana, dove presenta il caratteristico alveo molto ampio e ramificato; nel tratto inferiore costituisce per larga parte il confine con la provincia di Pordenone e successivamente con il Veneto, fino alla foce nell'Adriatico.

Il settore orientale della provincia appartiene invece principalmente al sistema idrografico dell'Isonzo. Il Natisone, proveniente dalla Slovenia e attraversante Cividale del Friuli, e il Torre ne costituiscono i principali corsi d'acqua nel territorio udinese; quest'ultimo, nell'alta e media pianura, presenta lunghi tratti nei quali le acque si infiltrano nei potenti depositi ghiaiosi alimentando la falda sotterranea.

Nella pianura centrale e meridionale assumono particolare rilievo il Cormor, il Corno, lo Stella e l'Aussa. Il sistema Corno-Stella è alimentato in larga parte dalle acque di risorgiva e conserva una portata perenne; lo Stella sfocia nella Laguna di Marano, insieme ad altri corsi della Bassa friulana. La laguna è inoltre attraversata longitudinalmente dalla Litoranea Veneta e da una rete di canali navigabili che complessivamente si sviluppa per circa 120 km.

Una particolarità idrografica interessa il settore nord-orientale del Tarvisiano, che non appartiene al bacino adriatico. Lo Slizza, insieme ai corsi d'acqua dell'area di Tarvisio, defluisce infatti verso la Gail e quindi nella Drava, entrando nel bacino del Danubio e raggiungendo infine il Mar Nero.

Nel territorio montano sono presenti numerosi laghi naturali e artificiali. Il maggiore bacino naturale regionale è il Lago di Cavazzo, detto anche Lago dei Tre Comuni, situato tra Cavazzo Carnico, Bordano e Trasaghis, con una superficie di circa 1,2 km². Nel Tarvisiano si trovano invece il Lago del Predil e i Laghi di Fusine, mentre in Carnia il Lago di Sauris costituisce uno dei principali bacini artificiali.

Clima

L'estensione del territorio dalle Alpi all'Adriatico determina una notevole varietà climatica. Secondo la climatologia elaborata dall'ARPA Friuli Venezia Giulia sul trentennio 1991-2020, temperatura e precipitazioni variano sensibilmente in funzione dell'altitudine, della distanza dal mare e dell'esposizione dei rilievi.

Nella pianura centrale, dove sorge Udine, il clima è temperato umido, con estati calde e inverni relativamente freddi. Nel periodo 1991-2020 la temperatura media annua a Udine è stata di circa 13,5 °C; nello stesso trentennio le temperature medie stagionali risultavano pari a circa 4,5 °C in inverno, 13,1 °C in primavera, 22,6 °C in estate e 13,8 °C in autunno.

Nel settore alpino le temperature diminuiscono sensibilmente con la quota e assumono caratteri maggiormente continentali, particolarmente marcati nella conca di Tarvisio. L'influenza marittima produce invece una maggiore attenuazione degli estremi termici lungo la fascia costiera di Lignano e della Laguna di Marano.

Anche le precipitazioni presentano forti differenze territoriali. La fascia costiera è la meno piovosa, con valori medi annui intorno a 900- mm; nella pianura e nella fascia collinare gli accumuli salgono generalmente a - mm. I valori più elevati si registrano sulle Prealpi, dove le precipitazioni medie raggiungono - mm annui, tra i valori più alti d'Europa; nell'interno alpino della Carnia e del Tarvisiano diminuiscono nuovamente fino a circa - mm.

Il regime pluviometrico presenta generalmente un primo massimo primaverile e un massimo principale in autunno, mentre febbraio è mediamente il mese meno piovoso. La frequenza delle precipitazioni aumenta procedendo dalla costa alla montagna: nel mese di giugno, ad esempio, la climatologia 1991-2020 registra mediamente circa sette giorni piovosi sulla costa e fino a quindici nelle zone montane.

Come nel resto della regione, anche il territorio udinese è interessato dal recente aumento delle temperature. A Udine la temperatura media annua è passata da circa 12,8 °C nel trentennio 1961-1990 a 13,5 °C nel 1991-2020; ARPA rileva inoltre una diminuzione statisticamente significativa delle precipitazioni estive nelle aree di pianura e prealpine a partire dagli anni Sessanta.

Storia

Dall'annessione al Regno d'Italia alla prima guerra mondiale L'attuale circoscrizione provinciale trae origine dalla sistemazione amministrativa conseguente all'annessione del Friuli centro-occidentale al Regno d'Italia nel 1866, al termine della terza guerra d'indipendenza italiana. Il territorio proveniva dalla provincia del Friuli del Regno Lombardo-Veneto, avente anch'essa capoluogo a Udine.

Con il regio decreto 2 dicembre 1866, n. 3352, l'ordinamento comunale e provinciale italiano venne esteso alle nuove province venete; pochi giorni dopo cessarono le funzioni dei commissari regi e furono istituite le prefetture secondo l'ordinamento del Regno. Il territorio entrato nel Regno come provincia di Udine si estendeva allora dal Livenza allo Judrio e dal mare sino alla fascia alpina di Pontebba, mentre Gorizia, Gradisca d'Isonzo, Cervignano del Friuli, Aquileia, Tarvisio e altri territori del Friuli orientale e settentrionale rimasero ancora sotto l'Impero austriaco.

L'organizzazione territoriale mantenne inizialmente diversi elementi della precedente amministrazione austriaca. Soltanto nel 1912 la provincia fu organicamente ripartita nei quattro circondari di Udine, Cividale del Friuli, Pordenone e Tolmezzo, con Udine sede della prefettura e gli altri tre centri sedi di sottoprefettura.

L'ampliamento del 1923 e la provincia del Friuli La prima guerra mondiale e il successivo passaggio all'Italia dei territori già appartenenti all'Austria-Ungheria modificarono profondamente i confini amministrativi del Friuli. Con il regio decreto 18 gennaio 1923, n. 53, furono aggregate alla provincia di Udine ampie parti della Venezia Giulia già sottoposte all'amministrazione austriaca.

Il provvedimento assegnò alla provincia i territori dei distretti giudiziari di Tarvisio, Tolmino, Caporetto, Circhina, Plezzo, Idria, Gorizia, Aidussina, Canale, Vipacco, Gradisca, Cormons, Cervignano e Comeno, con alcune eccezioni destinate alle nuove circoscrizioni di Trieste e dell'Istria. Contestualmente furono istituiti i nuovi circondari di Tolmino, Gorizia e Gradisca, mentre il territorio di Tarvisio fu aggregato al circondario di Tolmezzo.

In seguito all'ampliamento la provincia di Udine assunse ufficialmente la denominazione di provincia del Friuli. Per alcuni anni essa comprese pertanto gran parte del Friuli storico e vaste zone dell'attuale Slovenia occidentale.

Il riordinamento del 1927 e il ritorno alla denominazione di Udine