Le elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America nel 1860 furono la 19ª elezione quadriennale per la scelta del presidente e del vicepresidente degli Stati Uniti d'America; si svolsero martedì 6 novembre e videro la vittoria dei candidati del Partito Repubblicano Abraham Lincoln e Hannibal Hamlin.

Il Collegio elettorale fu composto da 303 grandi elettori, basandosi sui dati del censimento del 1850; la maggioranza era quindi di 152 voti. I voti per i quattro principali concorrenti diedero i seguenti risultati: Lincoln (180), John C. Breckinridge (72), John Bell (39) e infine Stephen A. Douglas (12).

La vittoria di Lincoln condusse all'immediata secessione di sette Stati federati, tutti appartenenti al Profondo Sud i quali giunsero a costituire gli Stati Confederati d'America nel febbraio dell'anno seguente. Le ulteriori azioni del nuovo presidente portarono altri quattro Stati sudisti ad aderire alla Confederazione allo scoppio della guerra di secessione americana.

La nazione si era trovata gravemente divisa nel corso degli anni 1850 sulle questioni riguardanti la produzione e le imposte sul cotone oltre che sui diritti dei proprietari di schiavi; il presidente uscente, il democratico James Buchanan e il suo predecessore Franklin Pierce erano stati uomini del Nord con spiccate simpatie nei confronti del Sud. Buchanan raccomandò al giudice della Corte suprema Robert Cooper Grier di votare a favore della schiavitù nel caso Dred Scott contro Sandford del 1857. Questo era risultato talmente impopolare da costare la ricandidatura a Buchanan, permettendo al contempo al neonato Partito Repubblicano di conquistare la maggioranza alla Camera dei rappresentanti nel 1858 e il pieno controllo del Congresso degli Stati Uniti d'America nel 1860; Buchanan venne così costretto a ritirarsi. Tali eventi spaccarono i democratici in una fazione settentrionale e una meridionale; nacque infine un "Constitutional Union Party".

Di fronte agli avversari politicamente divisi i Repubblicani si poterono assicurare la maggioranza dei Grandi elettori, insediando Lincoln alla Casa Bianca seppur senza essere riusciti ad ottenere alcun sostegno dal Sud; le divisioni degli avversari non furono comunque di per sé risolutive per assicurarsi la conquista della presidenza. Lincoln ricevette meno del 40% dei voti popolari, ma ebbe maggioranze assolute in Stati determinanti.

Questa elezione segnò la fine del predominio politico del Sud sulla nazione. Tra il 1789 e il 1860 i meridionali avevano espresso il presidente degli Stati Uniti, il presidente della Camera e il presidente pro-tempore del Senato per circa i due terzi del tempo; inoltre a partire dal 1791 gran parte della Corte suprema era del Sud. Nel periodo di transizione, tra l'elezione e l'insediamento di Lincoln, gli Stati schiavisti proclamarono la loro separazione dall'Unione. Le manovre militari e le contese per il possesso delle fortificazioni sparse nel territorio confederato culminarono nella battaglia di Fort Sumter; la situazione precipitò in aperta guerra civile; il conflitto durò fino al 1865. Le elezioni presidenziali del 1860 furono l'ultima di una serie di cinque consecutive in cui il presidente uscente non era il candidato alle elezioni presidenziali.

Nella cartina a fianco: in rosso gli Stati vinti da Lincoln/Hamlin; in verde da Breckinridge/Lane; in arancio da Bell/Everett e in blu da Douglas/Johnson.

Contesto Candidature Le Convention nazionali per indicare i candidati presenziali per le elezioni di novembre si rivelarono insolitamente tumultuose, ciò fu dovuto in particolare al fatto che i democratici si spaccarono nettamente sulle posizioni da adottare; la frattura condusse alla tenuta di convenzioni rivali.

Democratici Nordisti

I candidati alla nomination tra i Democratici rimasti fedeli all'Unione erano inizialmente: Stephen A. Douglas, senatore per l'Illinois. James Guthrie, ex segretario al tesoro per il Kentucky. Robert Mercer Taliaferro Hunter, senatore per la Virginia. Joseph Lane, senatore per l'Oregon. Daniel Stevens Dickinson, ex senatore per lo Stato di New York. Andrew Johnson, senatore per il Tennessee.

La Convention nazionale democratica si tenne inizialmente all'"Institute Hall" di Charleston (Carolina del Sud) tra il 23 aprile e il 3 maggio; i delegati sudisti si prepararono a un'accesa disputa sul programma politico da presentare. Il giudice William Waightstill Avery propose, ma senza trovare molto successo, un documento politico che includeva una dichiarazione esplicita pro-schiavitù. Si presentarono sei candidati, ma anche altri tre ricevettero voti: I. Toucey del Connecticut, J. A. Pearce e J. Davis (futuro presidente degli Stati Confederati d'America). Douglas, un moderato sulla questione della schiavitù e propugnatore della "sovranità popolare", dopo lo spoglio della prima votazione si classificò al primo posto, non fu però abbastanza per assicurargli la nomina, per la dura opposizione degli schiavistiHeidler, David S. Pulling the Temple Down: The Fire-Eaters and the Destruction of the Union , p. 149. Jefferson Davis, a relative moderate, saw this coalition of the Deep South with Douglas's enemies in the Buchanan administration as potentially dangerous, and called for abandoning a platform as the Whigs had in 1840, just settling on an agreed-to candidate. The moderates, principally found in Alabama and Georgia, were outvoted in caucus..

I cosiddetti "Fire-Eaters", cioè gli estremisti favorevoli alla schiavitù, come il giornalista William Lowndes Yancey e i rappresentanti dell'Alabama furono tra coloro che abbandonarono per primi la convenzione; furono seguiti dai delegati della Florida, della Georgia, della Louisiana, del Mississippi, della Carolina del Sud, del Texas, a cui si aggiunsero tre dei quattro delegati dell'Arkansas e da uno dei tre del Delaware. Al 57° ballottaggio Douglas rimaneva ancora in vantaggio, ma non riuscì ad ottenere la nomination. Il 3 maggio, in uno stato di profondo scoramento, i delegati concordarono di porre termine alle votazioni e di aggiornare la Convention. Votazioni per la presidenza di CharlestonVotazione 1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° 8° 9° 10° 11° 12° 13° 14° 15° 16° 17° 18° 19° 20° 21° 22° 23° 24° 25° S A. Douglas 145 147 148 149 149 149 150 150 150 150 150 150 149 150 150 150 150 150 150 150 150 150 152 151 151 J. Guthrie 36 36 42 37 38 40 39 39 41 40 40 40 40 41 41.5 42 42 41.5 41.5 42 42 42 42 42 42 R. M. T. Hunter 42 42 36 42 41 41 41 40 40 39 38 38 28 27 26 26 26 26 26 26 26 26 25 25 35 J Lane 6 6 6 6 6 7 6 6 6 5 6 6 20 20 21 20 20 20 20 20 20 20 19 19 9 D. S Dickinson 7 7 7 5 5 3 4 5 1 4 4 4 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 2 2 A. Johnson 12 12 12 12 12 12 11 11 12 12 12 12 12 12 12 12 12 12 12 12 12 12 12 12 12 I. Toucey 2 2 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 J. Davis 2 1 1 1 1 0 1 1 1 2 2 2 2 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 A. Pearce 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 Votazioni per la presidenza di Charleston Votazione 26° 27° 28° 29° 30° 31° 32° 33° 34° 35° 36° 37° 38° 39° 40° 41° 42° 43° 44° 45° 46° 47° 48° 49° 50°Douglas 151 151 151 151 151 151 152 152 152 152 151 151 151 151 151 151 151 151 151 151 151 151 151 151 151Guthrie 41 43 42 42 45 48 48 48 48 47.5 48 65 66 67 67 67 67 66 66 66 66 66 66 66 66Hunter 25 25 25 25 25 32 22 22 22 22 22 16 16 16 16 16 16 16 16 16 16 16 16 16 16Lane 9 8 8 8 6 6 15 15 13 13 13 12 13 12 12 13 13 13 13 13 13 13 13 14 14Dickinson 12 12 13 13 13 3 3 3 5 5 5 6 5.5 6 5.5 5 5 5 5 5 5 5 5 4 4Johnson 12 12 12 12 11 11 11 11 11 12 12 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0Davis 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 0 0 0 0 0 1 1 1 1 1 1 1 1 Votazioni per la presidenza di Charleston Votazione 51° 52° 53° 54° 55° 56° 57°Douglas 151 151 151 151 151 151 151Guthrie 66 66 66 61 66 66 66Hunter 16 16 16 21 16 16 16Lane 14 14 14 16 14 14 14Dickinson 4 4 4 2 4 4 4Davis 1 1 1 1 1 1 1

Si ritrovarono nuovamente al "Front Street Theater" di Baltimora il 18 giugno. Questa volta tutti i rappresentanti meridionali abbandonarono la sala quando si resero conto che la Convention non avrebbe adottato una risoluzione a sostegno dell'estensione della schiavitù nei territori del West. Alcuni considerarono Horatio Seymour come un buon candidato di compromesso; egli scrisse però una lettera al direttore del suo giornale locale dichiarando senza riserve che non si considerava disponibile a essere candidato, né a presidente né a vicepresidente.

Votazioni per la presidenza di BaltimoraVotazione 1° 2° Douglas 173 181 Guthrie 9 6 J. C. Breckinridge 5 7 H. Seymour 1 0 T. S Bocock 1 0 D. S. Dickinson 1 0 H. A. Wise 1 0 Dopo due ulteriori votazioni i democratici rimasti elessero Douglas, affiancato da Benjamin Fitzpatrick (senatore dell'Alabama); quest'ultimo rifiutò la proposta, cosicché la nomina venne dirottata su Herschel V. Johnson (ex governatore della Georgia). Era il 23 giugno.

Votazioni per la vicepresidenzaVotazione 1°Fitzpatrick 199 Candidati del Partito Democratico, 1860 per Presidenteper Vice Presidente Senatore per l'Illinois(1847-1861) 41°Governatore della Georgia(1853-1857)

Democratici Sudisti I candidati democratici sudisti furono i seguenti: John C. Breckinridge, vicepresidente degli Stati Uniti in carica. Daniel Stevens Dickinson. Robert Mercer Taliaferro Hunter. Joseph Lane. Jefferson Davis.

I delegati del Sud che avevano abbandonato la Convention di Charleston si riunirono a Richmond (Virginia) l'11 giugno, ma quando il resto dei democratici si ritrovarono a Baltimora, i delegati del Sud parteciparono anch'essi, con l'eccezione dei rappresentanti del Sud Carolina e della Florida, che rimasero a Richmond. Quando la Convention nominò dei sostituti per queste due delegazioni il 18 giugno, i delegati del Sud se ne andarono ancora una volta, ora accompagnati dal precedente presidente di Convention, il diplomatico Caleb Cushing (ex membro del governo di Franklin Pierce). Questo gruppo s'incontrò immediatamente all'"Institute Hall", sotto la presidenza dello stesso Cushing. Adottarono il programma pro-schiavista respinto a Charleston e nominarono il vicepresidente in carica John C. Breckinridge alla candidatura presidenziale, affiancato da Joseph LaneHeidler, p. 157. Baltimore's Institute Hall, not be confused with Charleston's Institute Hall also used by the walk-out delegations.. Yancey e alcuni degli altri secessionisti della prima ora, si incontrarono il 28 giugno a Richmond insieme alle delegazioni di Florida e Carolina del Sud; questa Convention 'approvò le nomine di Breckinridge e Lane.

Votazioni per la presidenza dei SudistiVotazione 1°Breckinridge 81Dickinson 24 Candidati del Partito Democratico Sudista, 1860 per Presidenteper Vice Presidente 14º Vicepresidente(1857-1861) Senatore per l'Oregon(1859-1861) Oltre ai democratici sudisti, i candidati Breckinridge/Lane furono sostenuti anche da James Buchanan. Il prestigio di lunga data del presidente nel suo Stato d'origine, la Pennsylvania, assicurò che Breckinridge sarebbe stato il principale candidato democratico in quella popolosa regione. Breckinridge fu l'ultimo vicepresidente in carica che conquistò la candidatura fino a quella di Richard Nixon nelle elezioni del 1960.

Repubblicani I candidati repubblicani furono inizialmente i seguenti:* William H. Seward, senatore per lo Stato di New York. Abraham Lincoln, ex deputato per l'Illinois. Simon Cameron, senatore per la Pennsylvania. Salmon Portland Chase, governatore dell'Ohio. Edward Bates, ex deputato per il Missouri. John McLean, giudice associato della Corte Suprema. Benjamin Wade, senatore per l'Ohio. William Lewis Dayton, ex senatore per il New Jersey.