Carife (Carìfë in dialetto irpino) è un comune italiano di abitanti della provincia di Avellino in Campania.

Geografia fisica

Territorio Il paese è situato in Irpinia, nel cuore della Baronia, a 740 su di un colle alle falde del contrafforte di Trevico, in posizione dominante sull'intera valle dell'Ufita.

Origini del nome Il toponimo è di origine pre-romana e si ricollega a numerose altre forme simili (Callifae, Corifa-, Codifla-) attestate in ambito osco-umbro.

In epoca pre-romana il territorio era infatti abitato da popolazioni sannitiche, come attestato dai copiosi reperti rinvenuti nell'area archeologica di Carife, una delle più importanti dell'Irpinia.

Storia Nel corso dei secoli il comune fu assoggettato alla baronia di Vico e ripetutamente danneggiato da diversi eventi sismici, specialmente dal terremoto dell'Irpinia del 1732.

Nell'Ottocento il comune fece parte del circondario di Castelbaronia ricadente nel distretto di Ariano nell'ambito del principato Ultra all'interno del regno delle Due Sicilie. In epoca postunitaria Carife fu parte del mandamento di Castelbaronia nell'ambito del circondario di Ariano di Puglia all'interno della provincia di Avellino.

Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR del 17 maggio 1985, annotato dall'Ufficio Araldico il 15 ottobre 1986. Si presenta d'argento, alla fede di carnagione, con gli avambracci, vestiti di rosso con polsini d'azzurro, moventi dai fianchi dello scudo. Il comune aveva adottato questo emblema nel 1742 ed era quello della chiesa collegiata di S. Giovanni Battista. La sigla RPQC, presente nell'arma civica che sovrasta il portale della chiesa, potrebbe stare per Respice Popule Quantam Caritatem ("guarda o popolo quanto amore"), secondo altri invece la sigla significherebbe Res PopulusQue Carifii. Il gonfalone è un drappo partito di rosso e d'azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa madre di San Giovanni Battista: l'edificio di origine medievale subì diversi rifacimenti legati ai diversi eventi sismici. Completamente distrutta dal sisma del 1732 venne ricostruita, la riapertura al culto del 1754 è testimoniata dalla data riportata sullo stemma del portale barocco. La ricostruzione con facciata a capanna con un portale barocco in pietra, finestrone centrale e lesene laterali e pianta a croce latina ad unica navata sembra attribuibile alla scuola del Vanvitelli. All'interno si trova un reliquiario di origine spagnola con una reliquia del legno della Croce giunto a Carife tramite un dono fatto dai Borboni ai marchesi Capobianco, un grande crocifisso ligneo datato 1757 e un polittico della Madonna del Rosario risalente al 1585 opera della scuola di Andrea Sabatini da Salerno.

Convento di San Francesco o della Madonna delle Grazie. Chiesa dell'Addolorata. Risale al 1770.

Architetture civili Palazzo Marchesale: Nel 1646 il feudo di Carife fu venduto dal barone Carlo Vecchione per 17.400 ducati a Laura Ciaccio di Cosenza, vedova di Giovanni Francesco Capobianco. Tre anni dopo fu donato al figlio primogenito, Antonio Capobianco, avvocato fiscale della Gran Corte della Vicaria insignito nel 1677 del titolo di marchese di Carife da Carlo II di Spagna che si trasferì a Carife dove fece costruire il vecchio Palazzo Marchesale nell'antico Rione dei Fossi che venne distrutto dal sisma del 1732. Il palazzo attuale fu ricostruito utilizzandola tecnica alsaziana alternando travi orizzontali e verticali per dare maggiore stabilità alla struttura. L'ingresso del palazzo è tramite un portale ad arco con bugnato rustico da cui si accede ad un ampio cortile interno con pavimento in ciottoli e cotto. Caratteristiche seicentesche si sono conservate nelle varie sale.

Siti archeologici Area archeologica di Carife. Tutto il territorio comunale è stato oggetto di scavi e ritrovamenti archeologici; in particolare in località Addolorata, nei pressi della chiesa omonima, si trova un importante sito archeologico, in cui sono state rinvenute le tombe sannitiche che componevano la necropoli irpina, resti di attrezzi risalenti al neolitico e vari monili.

Aia di Cappitella, dove sono venuti alla luce reperti del neolitico, reperti litici e in ossidiana, ceramiche e resti cdi combustione, risalenti al IV-III millennio a.C. .

Società Evoluzione demografica

Carife è in costante declino demografico, sin dal primo dopoguerra. Il tasso di natalità si attesta al 9‰ (tasso regionale 11,1‰; tasso nazionale 9,5‰) nel 2009 i nati sono stati 14, i morti 23 con un saldo naturale di -9. Il saldo migratorio è stato -10.

Etnie e minoranze straniere Al 31 dicembre 2010 risultavano residenti nel territorio di Carife 28 cittadini stranieri, pari all'1,83% della popolazione comunale.

Lingue e dialetti Accanto alla lingua italiana, a Carife è in uso una varietà del dialetto irpino.

Religione Il comune appartiene alla diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia.

Cultura Musei Il museo archeologico di Carife raccoglie reperti e manufatti di epoca sannitica provenienti dalle vaste necropoli ricomprese nella vicina area archeologica.

Amministrazione Altre informazioni amministrative Il comune fa parte della Comunità montana dell'Ufita.

Note

Voci correlate Area archeologica di Carife Baronia (Italia) Comunità montana dell'Ufita Irpinia - Colline dell'Ufita Valle dell'Ufita

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