Olgiate Mòlgora (Ulgiàa in dialetto brianzolo, pronuncia fonetica IPA: , e semplicemente Olgiate fino al 1863) è un comune italiano di abitanti della provincia di Lecco in Lombardia, entro il distretto del Meratese situato a 287 metri s.l.m. La superficie del territorio corrisponde a circa 7,2 chilometri quadrati.

Il comune occupa una posizione centrale rispetto a Milano, Lecco, Como, Bergamo e Monza che lo pongono in una zona ben collegata con i principali centri urbani, turistici e produttivi. La presenza della stazione di Olgiate, servita dal Servizio ferroviario suburbano di Milano, ha collegamenti frequenti che permettono di raggiungere Milano (30 minuti), il lago di Como (20 minuti), nonché gli aeroporti di Milano-Malpensa, Bergamo-Orio al Serio e Milano-Linate.

Olgiate Molgora è gemellata con Huddersfield-Stocksmoor nel West Yorkshire in Regno Unito dal 1998, e con la città di Oisterwijk nei Paesi Bassi dal 2024.

Geografia fisica Territorio

Olgiate Molgora è un comune situato in Brianza, più precisamente nel territorio del Meratese, in provincia di Lecco.

Con una densità abitativa elevata – quasi 1000 ab./km² – Olgiate Molgora conserva un buon equilibrio tra presenza umana e spazi naturali. Questa elevata densità è indicativa della forte urbanizzazione dell'area, che sociologicamente e urbanisticamente rientra nell’area metropolitana di Milano, una delle più popolate d'Europa e la seconda dell'Unione europeaISTAT, Le aree metropolitane in Italia: caratteristiche socio-economiche e insediative, 2023..

Olgiate Molgora si distingue per il suo contesto ambientale, fortemente segnato dal verde e dalla qualità paesaggistica. Si estende su un territorio collinare, tipico delle prealpi lombarde, caratterizzato da un'alternanza di aree boschive, coltivazioni e insediamenti residenziali. Ha una superficie di 7,12 km² e un'altitudine media di 287 m s.l.m..

Confina con i comuni di Airuno, Brivio, Calco, Merate e Santa Maria Hoè.

Clima

Olgiate Molgora, secondo la classificazione dei climi di Köppen, gode di un tipico clima temperato delle medie latitudini, piovoso o generalmente umido in tutte le stagioni e con estati molto calde.

Le precipitazioni si concentrano nei periodi compresi tra marzo e maggio, con un leggero calo nei mesi estivi, e un riacutizzarsi nel periodo compreso tra ottobre e novembre inoltrato.

Origini del nome Il toponimo Olgiate deriverebbe del celtico olca e indicherebbe una zona pianeggiante oggetto di aratura..

L'aggiunta di Molgora, in riferimento all'omonimo torrente che attraversa il territorio, avvenne nel 1863, per distinguersi da Olgiate Comasco e Olgiate Olona.

Storia Il territorio olgiatese fu abitato fin dai tempi più remoti. Ancora oggi sono conservate diverse testimonianze romane ed altomedievali, la maggior parte delle quali si trovano a Beolco. Questa frazione custodisce una bella ara romana di epoca ignota e, nella chiesa di San Pietro risalente all'XI-XII secolo, la celebre lapide funeraria di Aldo e Grauso, nobili longobardi qui sepolti verso il 700 e ricordati da Paolo Diacono nella sua Historia Langobardorum. Beolco fu uno dei principali centri altomedievali della Brianza, tanto da dare i natali a Ferlinda, moglie dell'ultimo conte di Lecco, morto nel 975, e divenne sede di un canonicato privato, fondato forse dalla stessa Ferlinda, morta senza eredi diretti. Altri centri antichi sono Pianezzo e Porchera (Vicus Porcarius in un documento del 960) entrambi di origini romane, Olgiate vecchio (attuale villa Sommi Picenardi) e Borlengo (presso S. Zeno), nuclei di probabile origine longobarda o franca. Uno sviluppo agricolo della zona fu promosso dalla regina longobarda Teodolinda, la quale avviò una bonifica di una zona paludosa che, a causa dello straripamento del torrente Molgora, si veniva a formare tra Beolco e Casternago. A tal fine, le sponde del torrente Molgora alla convergenza dei colli di Monte e Buonmartino vennero sbancate, provocando un allargamento dell'alveo che permise di evitare l'allagamento delle terre.

La ricchezza della storia di Olgiate Molgora si riflette nell'alto numero di frazioni e cascine sparse nell'intero territorio comunale. Molti di questi nuclei hanno avuto una storia ed uno sviluppo urbanistico peculiari. Per esempio, nel basso medioevo si svilupparono centri abitati come Mondonico o Olcellera, con funzione di colonizzazione agraria dei territori acquitrinosi. Alcuni insediamenti furono fondati o sviluppati da monasteri importanti; Porchera, infeudata all'abbazia di San Pietro al Monte di Civate, e ancora Olcellera, soggetta al monastero di San Dionigi di Milano per via di una donazione da parte dell'arcivescovo Ariberto da Intimiano (cessione suggellata da Corrado II in un documento datato 23 marzo 1026). Altri nuclei abitati piuttosto consistenti, come Canova e Pilata, furono edificati da contadini emigrati dai vicini nuclei di Beolco e Olgiate, allora residenze di nobili o ecclesiastici quali i Vimercati, i Calchi o i Cittadini, mentre il nucleo di Monticello sembra essere stato fondato da famiglie provenienti dal Monte di Brianza e dalla Valletta di Hoè.

Una rivolta capeggiata da Giovanni da Cicognola contro i feudatari del luogo fu repressa nel sangue: chi non morì durante gli scontri fu messo al rogo davanti al monastero di Santa Maria Hoe o lasciato morire di stenti nelle prigioni del castello di Viganò.

Dagli Statuti delle strade milanesi del 1345 emerge che i nuclei autonomi più importanti erano Beolco, Porchera, Olgiate e Mondonico, accanto ai centri minori di Pianezzo e Monticello. Nel corso dei secoli Olgiate, Pianezzo, Porchera, Mondonico, Olcellera e Borlengo divennero comuni autonomi, ai quali nel XVII secolo si aggiunse Valicelli, piccola cascina nei pressi di S. Zeno. Sembra, inoltre, che le frazioni di Monticello, Brugo, Buonmartino, Pilata, Stalli e Beolco abbiamo vissuto una breve stagione di autonomia amministrativa tra il Quattrocento e il Cinquecento. Gli austriaci fusero tutte queste entità autonome in due comuni (Olgiate e Mondonico).

Al tempo di Francesco Sforza, la zona dell'olgiatese costituì un feudo dei Del Corno. Con l'unione, da parte di Gian Galeazzo Maria Sforza, delle pievi di Brivio, Missaglia, Oggiono e Garlate nel cosiddetto "Feudo delle Quattro Pievi", nel 1491 il territorio fu infeudato da Bartolomeo Calco.

Nel 1646 Olgiate ottenne il riscatto dall'infeudazione.

Nel 1854 nel Dizionario corografico della Lombardia, di Olgiate Molgora viene scritto:

Nel 1863, dopo l'Unità d'Italia, il comune di Olgiate assunse la denominazione di Olgiate Molgora, per distinguersi da altre località omonime.Regio Decreto 8 febbraio 1863, n. 1192

Nel 1927 furono aggregati a Olgiate Molgora i comuni di Calco e Mondonico;Regio decreto 2 giugno 1927, n. 1032. in conseguenza di ciò, l'anno successivo il comune di Olgiate Molgora mutò la propria denominazione in Olgiate Calco.Regio decreto 15 gennaio 1928, n. 79.

Dopo la seconda guerra mondiale, nel 1953, venne ricostituito il comune di Calco, e Olgiate Calco recuperò la denominazione di Olgiate Molgora.D.P.R. 30 maggio 1953, n. 616.

La ferrovia e le trasformazioni del territorio La ferrovia ebbe un ruolo significativo nello sviluppo moderno di Olgiate Molgora, sia per i collegamenti con Milano e Lecco sia per le trasformazioni urbanistiche e viabilistiche connesse alla presenza della stazione di Olgiate-Calco-Brivio. Già nel 1934, quando il territorio era compreso nel comune di Olgiate Calco, amministratori e rappresentanti locali si riunirono nel municipio per chiedere l'avvio del raddoppio del binario tra Monza e Calolziocorte, il completamento dell'elettrificazione tra Monza e Milano, tariffe ridotte e la fermata di tutti i treni nella stazione di Olgiate-Calco. All'epoca il bacino d'utenza della stazione era stimato in 24.700 abitanti.

Nello stesso periodo la questione ferroviaria si intrecciava con quella stradale. Il completamento della strada Lipomo-Brivio risultava bloccato in corrispondenza del sovrappasso ferroviario tra Olgiate Molgora e Calco, mentre il passaggio a livello presso la stazione di Olgiate, situato in un'area di manovra dei treni merci, rimaneva chiuso per lunghi periodi della giornata. Tali criticità erano percepite anche come ostacolo alla connessione materiale tra gli ex comuni riuniti in Olgiate Calco.

Nel corso dell'iter di approvazione del raddoppio della tratta Carnate-Airuno, il Comune di Olgiate Molgora sostenne una soluzione alternativa per l'attraversamento del territorio comunale, consistente nell'interramento della linea ferroviaria in prossimità della stazione. Il Consiglio comunale, riunito il 19 novembre 2001, deliberò di chiedere lo stralcio del progetto nella zona della stazione per valutare tale ipotesi; nella Conferenza di servizi del 22 novembre 2001 il progetto fu tuttavia approvato a maggioranza, con il formale dissenso del Comune.

A seguito del mancato accoglimento dell'ipotesi di interramento, nel 2002 venne sottoscritto un protocollo d'intesa tra i comuni di Olgiate Molgora e Calco, la Provincia di Lecco e Rete Ferroviaria Italiana, finalizzato a integrare il progetto ferroviario con opere di mitigazione, riqualificazione urbana e miglioramento della viabilità locale. Gli interventi connessi al raddoppio interessarono in particolare l'area della stazione, la frazione di Olcellera, la zona di Valmara e alcuni collegamenti stradali e ciclopedonali.

I lavori del raddoppio Carnate-Airuno, iniziati ufficialmente nel settembre 2004, comportarono modifiche rilevanti al territorio comunale, fra cui la realizzazione della galleria di Olcellera, l'abbassamento dei binari presso la stazione, la soppressione di passaggi a livello, la realizzazione di sottopassi e percorsi ciclopedonali e il riassetto degli spazi di interscambio. Durante una fase del cantiere la stazione fu provvisoriamente trasferita in alcuni container all'inizio di via Papa Giovanni XXIII; l'impianto definitivo fu ripristinato il 29 luglio 2008, con l'attivazione della variante a doppio binario tra Olgiate-Calco-Brivio e Airuno. Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR dell'8 ottobre 1976.

Il gonfalone è un drappo partito di azzurro e di rosso.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose Parrocchiale di San Zeno pluricentenaria a San Zeno (XVIII secolo) Parrocchiale di Maria Madre della Chiesa (1978) Chiesa di San Miro (XVII-XVIII secolo) Chiesa di San Pietro a Beolco (XI-XII secolo), la cui zona absidale ospita sculture romaniche. Chiesa di San Carlo al Foppone (1630) Chiesa di San Biagio a Mondonico (1536) Chiesa della Beata Vergine Addolorata a Porchera (1587) Chiesa di San Michele a Pianezzo (XVI secolo) Chiesa dei Santi Rocco e Sebastiano a Monticello (1919) Oratorio di San Giuseppe a San Zeno (1840 ca.)

Architetture civili Torre di Porchera, edificata nel XIII secolo ma rimaneggiata nel XV secolo. Villa Sala Sommi Picenardi (XVII secolo), immersa in un giardino formale., ospita una collezione di modellini di mobili. La villa, che si presenta in stile neoclassico, originariamente era un edificio barocco. La villa ospita la chiesetta dedicata ai santi Ambrogio e Galdino (1702). Villa Gola (XVI secolo), detta "il Buttero", dimora della nobile famiglia dei Gola, tra i quali il pittore Emilio. La villa nacque a partire da un primo nucleo del XV secolo, eretto laddove si trovava una torre della famiglia Calchi. Ulteriori strutture vennero aggiunte nei secoli XVI, XVIII e XIX. Il cardinal Dugnani fu il committente della cappella dedicata a Santa Maria della Neve (inizio XIX secolo). Cascina Buon Martino Cascina Casino (XVIII secolo) Villa Maria (XVII-XVIII secolo) Villa Guzzoni, all'interno della quale si trova la chiesetta dei Santi Pietro e Paolo. Villa Gerli (XVIII secolo) Villa Lucini Villa del Corno-Porchera Municipio: Via Stazione 20, Olgiate Molgora Casa all'indirizzo Via Oratorio 6 (XIX secolo) Casa Riva Casa Bonfanti