La Silver Age () è il periodo della storia dei fumetti statunitensi che va dal 1956 al triennio 1969-1971. Mentre è generalmente accettata la data di inizio (ma con alcune riserve), la fine del periodo è difficilmente inquadrabile con un avvenimento preciso. Per questo si indica un triennio (1969-1971) nel quale si sono verificate una serie di circostanze che hanno modificato il panorama editoriale del fumetto statunitense.

Questo periodo è caratterizzato da alcuni elementi di baseQuesta suddivisione temporale e la presenza di determinati elementi creativi e circostanze storiche è convalidata da Overstreet Comic Book price guide, la rivista periodica per collezionisti di fumetti americani più diffusa.: Si riprende e aggiorna a livello creativo principalmente il genere supereroi dei fumetti statunitensi. Il punto di partenza sono i supereroi creati nella Golden Age (1938-1951). Sul piano geografico e culturale ha un impatto che si manifesta inizialmente solo nel panorama fumettistico degli USA. Gli effetti si hanno in Italia solo a partire dagli anni settanta. Dal punto di vista commerciale il mercato è di nuovo recettivo al genere dei supereroi dopo il collasso di vendite che aveva caratterizzato i primi anni cinquanta. Autori e artisti riescono a trovare nuove idee per proporre le storie di supereroi alle nuove generazioni.

Bisogna sottolineare che il primo nuovo supereroe Silver Age di una certa rilevanza non è stato Flash II (Barry Allen) ma piuttosto Martian Manhunter (J'onn J'onzz). Questo personaggio è stato creato su Detective Comics n.225 (novembre 1955) da Jack Miller - Joe Samachson (testi) - Joe Certa (disegni). La sua importanza risiede nel fatto che si tratta di un supereroe alieno (come Superman) e che diverrà membro fondatore della Justice League of America. Anche se non sarà mai popolare come altri supereroi DC Comics diviene il punto di riferimento di uno dei supergruppi più importanti dei fumetti.

Storia

Il nuovo Flash (1956) Ufficialmente la Silver Age inizia quando il direttore editoriale della DC Comics Julius Schwartz decide di riproporre alcuni supereroi che avevano avuto grande successo negli anni quaranta. Per adattarli al nuovo pubblico ne modifica le origini e il contesto narrativo. Anche il nome dell'alter ego del personaggio così come la grafica dei costumi e i lineamenti del viso vengono di regola cambiati. Ciò che non varia sono il tipo di superpoteri. Il primo supereroe della Silver Age è Flash. Il nuovo personaggio si chiama Barry Allen e debutta su Showcase n.4 (ottobre 1956). Si ispira al supereroe Golden Age dal nome Flash ma il cui alter ego era Jay GarrickFlash Comics n.1, DC Comics, gennaio 1940.. I due hanno però gli stessi superpoteri (cioè la supervelocità). Il costume di Barry cambia e viene aggiornato e reso più accattivante per le nuove generazioni.

Rinascita dei supereroi DC Comics

Dopo il successo del nuovo Flash, Julius Schwartz decide di utilizzare la serie antologica Showcase (Vol.1) per rivitalizzare altri personaggi della Golden Age. Sul n.22 (novembre-dicembre 1958) viene presentato il nuovo Lanterna Verde dal nome Hal Jordan. Anche in questo caso le origini vengono completamente riviste. Rimangono i poteri generati da un anello e la sua batteria di ricarica ma il contesto delle avventure diventa più ampio. Hal ottiene questi poteri da un corpo di polizia spaziale che è stato creato da una razza aliena denominata Guardiani dell'Universo. Tali elementi non erano presenti in Alan Scott, il primo Lanterna Verde pubblicato negli anni quaranta.

Su Showcase (Vol.1) n.34 debutta Atomo II (Ray Palmer). Qui ci troviamo di fronte ad un personaggio che riprende il nome di un supereroe Golden Age ma, oltre ad avere un alter ego differente, ha poteri e caratteristiche diverse. Difatti Atomo I (Al Pratt) aveva puramente doti fisiche e di determinazione superiori alla mediaAll-American Comics n.19, ottobre 1940. mentre Atom della Silver Age è uno scienziato che scopre accidentalmente la capacità di rimpicciolirsi anche a livello microscopico.

Questa serie di successi spinge Julius Schwartz e Gardner Fox a rilanciare un supergruppo come lo era stato la Justice Society of America. Con questo intento sul n.22 (febbraio-marzo 1960) di The Brave and the Bold (Vol.1) debutta la Justice League of America. Anche se il nome è leggermente differente (si usa League invece Society) l'analogia è evidente e si tratta di un momento storico per il fumetto supereroistico. Difatti l'evento culmine che viene indicato comunemente come la fine della Golden Age del fumetto è la pubblicazione di una storia della Justice Society su All-Star Comics n.57 (febbraio-marzo 1951). Il successo definitivo del nuovo supergruppo è sancito con l'inizio della serie regolare Justice League of America (ottobre-novembre 1960). Ci si rende conto che si ha di fronte un mercato editoriale disposto ad assorbire l'offerta di numerosi nuovi albi di supereroi. L'occasione viene subito sfruttata dall'editore Martin Goodman, proprietario dell'Atlas Comics dalla quale nasce la nuova linea editoriale Marvel Comics.

La Marvel Comics (1961-1971)

L'editore Martin Goodman aveva prodotto fumetti di supereroi nel periodo Golden Age con la casa editrice Timely Comics e dopo il declino del genere ha continuato (sin dal 1951) a produrre fumetti di vario tipo. Spaziavano dal genere horror al romantico per adolescenti (teen-age romance) all'avventura. Visto il deciso successo ottenuto dalla DC Comics decise di far creare a Stan Lee una nuova linea di fumetti di supereroi (denominata Marvel Comics, in seguito darà il nome all'intera casa editrice). La prima serie fu Fantastic Four (Vol.1/prima serie) realizzata da Lee (testi) e Jack Kirby (matite). La data di copertina è novembre 1961. L'anno successivo debuttano l'Uomo Ragno, Hulk, Thor e Ant-Man. Subito si nota il diverso approccio della Marvel:

La maggior parte dei personaggi proposti sono idee nuove, non sono semplici riproposte o nuove versioni di personaggi della Golden Age (ma ci sono anche quelli, con la riproposta dei personaggi Timely). L'editore Goodman detiene i diritti sui personaggi pubblicati dalla Timely Comics nella Golden Age. Tra questi vi sono supereroi quali Capitan America e Namor. La Marvel li ripropone ad una nuova generazione in maniera differente dalla rivale DC. Infatti non ricrea le loro origini in nuovo contesto storico (come per Flash II) oppure ne ignora il passato e li ringiovanisce (come per Superman o Batman). Si introduce il concetto di Retold Origins (rinarrazione delle origini) con il quale la storia del personaggio viene leggermente modificata e inserita nella nuova continuity. Ne è un esempio Capitan America che di fatto è lo stesso supersoldato che ha combattuto nella seconda guerra mondiale e ha ottenuto i suoi poteri grazie ad un sieroTales of Suspense (Vol.1/prima serie) n.63 Editore Marvel Comics, marzo 1965. Per spiegare poi la sua ricomparsa a distanza di vent'anni si usa un espediente narrativo (in questo caso l'ibernazione). Con supereroi come l'Uomo Ragno/Peter Parker, Stan Lee introduce il concetto di "supereroi con superproblemi". Per la prima volta vengono raccontate storie di supereroi che, al di là delle scazzottate con l'antagonista di turno, devono vedersela con i propri problemi personali e relazionali. Ne è un esempio proprio Peter Parker, secchione malvisto dai compagni di scuola che deve prendersi cura della zia rimasta vedova. Questa nuova prospettiva contribuisce a differenziare l'immagine dei supereroi Marvel da quella DC. Da qui, l'intero periodo della Silver Age, per ogni casa editrice, sarà caratterizzato da un approccio diverso al supereroe e al suo alter ego. Si cercherà di dare più spazio all'uomo e alle sue vicissitudini quotidiane, oltre che all'eroe e alle sue lotte in costumeDaniel Herman, Silver Age: the second generation of comic artist..

La Fine della Silver Age (1969-1971)

A partire dal 1969 l'editoria di fumetti di supereroi si trova ad affrontare un periodo di svolta. Gli elementi fondamentali sono:

Riduzione delle vendite di albi a fumetti dopo il picco raggiunto tra il 1966 e il 1968. Tra la fine degli anni sessanta e l'inizio degli anni settanta il mercato non sembra più essere in grado di sostenere l'espansione nelle proposte di nuove serie a fumetti di supereroi. L'artista Jack Kirby lascia polemicamente la Marvel Comics nel 1970 per passare alla DC Comics. Si tratta del co-creatore (insieme a Stan Lee) della maggior parte dei personaggi Marvel. Il suo ultimo numero di Fantastic Four è il n.102 con data di copertina settembre 1970. Stan Lee lascia il ruolo di Redattore-capo (Editor-in-Chief) Marvel a partire dal 1972. Lo stesso artefice della Silver Age Julius Schwartz è costretto a lasciare progressivamente le redini creative delle serie DC Comics. Schwartz rimane solo come supervisore senza una reale partecipazione nella creazione delle storie.

Il caso Julius Schwartz Il redattore-supervisore Julius Schwartz ha avuto un ruolo fondamentale nel ricreare un motivo di interesse intorno al genere supereroi. La sua idea di riprendere i personaggi anni trenta e quaranta e cercare di riproporli ad una nuova generazione non era così scontata e votata al successo come sembrerebbe apparire con il senno di poi. Ovviamente c'è chi obietta che non fu di Schwartz l'iniziativa di rilanciare il personaggio di Flash (come affermato dal Direttore Editoriale DC Comics Irwin Donenfield). Forse è altrettanto vero che la volontà di creare un nuovo costume per il personaggio è di Carmine Infantino ma sembra attestato che fu Schwartz a volere rinnovare i personaggi e addirittura cambiarne l'identità per dare nuova linfa alle storie da proporre.Les Daniels, DC Comics a celebration of the world's favorite comic book heroes Editore Watson-Guptill Publications, 2003.

Nonostante l'indubbio ruolo nel creare la Silver Age, Schwartz ne pone anche le basi per l'inevitabile fine creativa. Il sistema di lavoro da lui creato non permette di fatto nessun tipo di interazione tra scrittore e disegnatore. Entrambi fanno riferimento a lui in persona che ne sottoscrive l'operato e spesso ne altera profondamente il processo creativo. Si crea un Sistema Editoriale di creazione dei fumetti. Difatti è sempre Schwartz e il suo gruppo di redattori e collaboratori che hanno le redini di ogni singola serie. Ne è un esempio la Justice League of America dove lo scrittore Gardner Fox spesso è un mero esecutore delle idee del suo supervisore e non ha contatti con il disegnatore Mike Sekowsky se non tramite gli uffici redazionali. In questo modo si arriva presto ad una eccessiva ripetitività delle storie e conseguente perdita di lettori.

Periodo pre-Crisis Il periodo successivo alla Silver Age viene spesso indicato come periodo pre-Crisis soprattutto con riferimento alla casa editrice DC Comics (coincide in gran parte con la Bronze Age del fumetto). Questo arco di tempo parte dalla fine della Silver Age e si conclude con la pubblicazione della miniserie Crisi sulle Terre infinite (in originale Crisis on infinite earths). Dal titolo in inglese deriva la terminologia pre-Crisis. Con questa storia la DC ristruttura la sua intera produzione editoriale e rivede completamente la continuity dei suoi personaggi. Prendendo come riferimento questa vicenda editoriale, il personaggio cardine risulta essere Supergirl I (Linda Danvers). La supereroina di Krypton si vede dedicare una serie a partire da Adventure Comics n.381 (giugno 1969) mentre fino al n.380 la serie era dedicata alla Legione dei Supereroi. Infine Linda muore durante Crisis on Infinite Earths n.7 (ottobre 1985). Il suo percorso narrativo ed editoriale si dipana lungo il periodo pre-Crisis e per questo ne diviene un personaggio simbolo. Dal punto di vista cronologico si annota che la sua esistenza così come tutte le sue storie vengono rimosse dall'Universo DC negli albi pubblicati dopo il 1986.