Chiamato Shaq ma noto con molti altri soprannomi (Big Diesel, Big Aristotle, Last Center Left, Most Dominant Ever...), ha giocato per diciannove anni in NBA vincendo tre titoli consecutivi con i Los Angeles Lakers (risultando in tutte e tre le occasioni MVP delle finali) e uno con i Miami Heat (il primo nella storia della franchigia).
Considerato tra i migliori giocatori nella storia della pallacanestro e uno dei più dominanti sul piano fisico, con il Team USA ha vinto il mondiale nel 1994 in Canada e il titolo olimpico ad Atlanta 1996. Nella sua lunga carriera in NBA ha vinto 1 MVP della stagione regolare nel 2000; 3 MVP delle finali consecutivi tra il 2000 e il 2002 (come lui solo Michael Jordan che è riuscito a farlo 2 volte) e uno dei 5 giocatori a vincerne almeno 3 (insieme a Michael Jordan, LeBron James, Magic Johnson e Tim Duncan); 3 MVP dell'All-Star Game (come lui solo Michael Jordan, Oscar Robertson e LeBron James, dietro a Kobe Bryant e Bob Pettit, entrambi a quota 4). È stato selezionato in 14 All-NBA Team (di cui 8 nel First Team NBA) e 3 All-Defensive Team e ha avuto 15 convocazioni all'All-Star Game. Si trova decimo per punti totali e ottavo per stoppate totali nella regular season. Prima scelta assoluta al Draft NBA 1992, nella medesima stagione è stato nominato "Rookie dell'anno".
Ai playoff è quarto per stoppate totali, quinto per rimbalzi e punti totali e sesto per minuti totali. È uno dei 3 giocatori, insieme a Tim Duncan e Lebron James, ad avere almeno 5.000 punti e 2.500 rimbalzi ai playoff NBA.
Alle NBA Finals risulta terzo per stoppate totali (dopo Tim Duncan e Kareem Abdul-Jabbar), decimo per rimbalzi totali e tredicesimo per punti totali.
Dopo il ritiro nel 2011 i Lakers hanno reso nota l'intenzione di ritirare il n. 34, indossato nella sua permanenza in California, e la cerimonia è avvenuta il 2 aprile 2013; analogamente il 22 dicembre 2016 gli Heat hanno ritirato la sua maglia n. 32. Il 13 febbraio 2024 anche gli Orlando Magic hanno ritirato il suo numero 32, il primo nella storia della franchigia. Ciò lo ha reso il terzo giocatore della storia il cui numero è stato ritirato da tre squadre, dopo Wilt Chamberlain e Pete Maravich.
Il 4 aprile 2016 è stato inserito nella Naismith Memorial Basketball Hall of Fame insieme a Yao Ming e Allen Iverson e dal 2017 fa parte anche della FIBA Hall of Fame.
Biografia O'Neal è nato il 6 marzo 1972 a Newark, nel New Jersey, da Lucille O'Neal e Joe Toney, quest'ultimo giocatore di basket al liceo, in una famiglia di origini giamaicane. Toney ha lottato contro la tossicodipendenza ed è stato arrestato ed imprigionato per possesso di droga quando O'Neal era un bambino. Dopo il suo rilascio, non ha più avuto un posto nella vita di O'Neal ed ha rinunciato ai suoi diritti genitoriali che sono passati al patrigno giamaicano di O'Neal, Phillip Arthur Harrison, un sergente dell'esercito di carriera. All'età di 13 anni O'Neal era già alto 1,98 m. A causa della carriera militare del suo patrigno, la famiglia lasciò Newark, trasferendosi nelle basi militari in Germania e Texas.
Caratteristiche tecniche Alto 216 cm per 147 kg, dotato di un piede numero 58 (23 in misura anglosassone), viene considerato uno dei giocatori più dominanti della storia NBA. Dotato di forte personalità, la sua imponente struttura fisica, supportata da una possente muscolatura, gli permetteva di combinare potenza ed esplosività insieme alla capacità di giocare spalle a canestro risultando davvero difficile da contenere, la sua schiacciata era talmente potente che in alcune occasioni ha compromesso la stabilità dell'impianto del canestro.
Aveva nel tiro libero il suo più evidente punto debole: la sua percentuale realizzativa in questa voce statistica è inferiore al 53%, con un record negativo NBA di 0/11 stabilito nella sfida interna contro i Seattle SuperSonics dell'8 dicembre 2000.Seattle SuperSonics at Los Angeles Lakers Box Score, December 8, 2000 Basketball-reference.com Vista l'elevata probabilità di errore, le squadre avversarie adottavano spesso una tattica, nota come Hack-a-Shaq, che consisteva nel mandare O'Neal in lunetta nei momenti decisivi della partita, sperando che sbagliasse. La sua difficoltà nel tiro libero è dovuta a una frattura del polso che ha subito quando era piccolo.
A fine dicembre del 2008 O'Neal ha raggiunto il poco ambito traguardo dei 5000 tiri sbagliati dalla lunetta, che fino ad allora era stato appannaggio del solo Wilt Chamberlain.
Carriera High School O'Neal frequentò la Robert G. Cole High School a San Antonio, Texas, con la quale giocò dal 1987 al 1989. Con lui in campo, la squadra ebbe un record complessivo di 68 partite vinte ed una sola sconfitta. Nel suo ultimo anno, Shaq fece registrare 32 punti, 22 rimbalzi e 8 stoppate di media, conducendo i Cougars al titolo dello Stato. Il 7 marzo 2014, in occasione del 25º anniversario di quel trionfo, la sua maglia n. 33 è stata ritirata.
College Finita la high school, si iscrisse alla Louisiana State University per studiare business. Iniziò a mettersi in luce giocando nei LSU Tigers e vestendo il numero 33. Sotto la guida di coach Dale Brown, militò ad LSU fino al 1992, chiudendo la sua carriera universitaria dopo tre anni con più di 20 punti e di 10 rimbalzi di media a partita e ricevendo, nel 1991, il premio come miglior giocatore della NCAA. Proprio nel 1992 decise di fare il salto tra i professionisti, dichiarandosi eleggibile per il Draft NBA.
NBA Orlando Magic Venne scelto con la prima chiamata assoluta al Draft NBA 1992 dagli Orlando Magic. Si impose subito nel panorama NBA per le doti atletiche già messe in mostra al college. Nei suoi primi anni NBA, schiacciando, fece addirittura collassare il canestro per ben due volte, una volta contro i New Jersey Nets e una contro i Phoenix Suns. In un'intervista Shaq dichiarò che nella partita contro i Nets cercò volontariamente di rompere il canestro per "farla pagare" a Derrick Coleman, che gli aveva schiacciato in faccia nel precedente incontro tra le due squadre.
Nella stagione 1994-95 gli Orlando Magic raggiunsero la prima finale NBA della loro storia, guidati in campo da O'Neal (media di 29,4 punti a gara) e Penny Hardaway. In finale vennero però sconfitti dagli Houston Rockets capitanati da un altro celebre centro, Hakeem Olajuwon. L'anno dopo i Magic riprovarono a raggiungere l'atto conclusivo: nella finale della Eastern Conference, tuttavia, incontrarono i Chicago Bulls del rientrante Michael Jordan e vennero eliminati in sole 4 partite.
L'estate 1996 è quella dell'addio a Orlando. O'Neal richiedeva alla sua squadra un prolungamento del contratto e delle cifre simili a quelle percepite da Alonzo Mourning, 112 milioni di dollari per 7 anni. I Magic, convinti anche da un sondaggio in cui il responso della tifoseria era del parere che Shaq non meritasse cifre simili, offrirono inizialmente un ingaggio totale che rasentava i 50 milioni, ma l'interessamento di altre squadre iniziò un vero proprio gioco all'asta per accaparrarselo. La dirigenza di Orlando, dopo un'intera offseason di trattative, decise di offrire oltre 117 milioni, mentre intanto i Los Angeles Lakers gliene promisero 6 in più: l'elevato ingaggio (122 milioni in 7 anni) e il richiamo di Los Angeles (O'Neal aveva sempre sognato di giocare in quella che era stata la squadra del suo idolo Magic Johnson, e inoltre non aveva mai nascosto le sue aspirazioni nel campo dello spettacolo) gli guadagnarono il trasferimento ai giallo-viola. In interviste molto più in là col tempo, O'Neal dichiarò che la sua intenzione primaria, durante quell'estate, era di continuare a giocare con i Magic poiché la squadra era ben strutturata, in grado di competere ad alti livelli e aveva anche un ottimo rapporto con Penny Hardaway, e avrebbe firmato l'estensione immediatamente se la dirigenza di Orlando avesse offerto subito i 117 milioni invece che proporli quando ormai era già praticamente promesso ai Lakers.
Los Angeles Lakers
Nell'estate del 1996 O'Neal passò dunque ai Los Angeles Lakers come svincolato. La squadra, pur essendo una delle più quotate in Western Conference, e pur disputando ottime regular season, per tre anni si fermò prima dell'approdo in finale.
Con l'esplosione della giovane guardia Kobe Bryant e l'arrivo di Phil Jackson (già vincitore di sei titoli con i Chicago Bulls) come coach nel 1999, la squadra fece finalmente il salto di qualità. Per tre anni consecutivi i Lakers vinsero così il titolo NBA (2000, 2001 e 2002); in queste tre occasioni O'Neal venne anche votato come miglior giocatore delle finali (secondo giocatore nella storia della NBA a riuscirci dopo Michael Jordan), vincendo quasi all'unanimità il titolo di miglior giocatore della regular season nella stagione 1999-2000.
In seguito alla sconfitta subita nella finale NBA del 2004 da parte dei Detroit Pistons, però, O'Neal decise di lasciare Los Angeles, dopo otto stagioni e tre titoli NBA vinti. Si separò così anche da Kobe Bryant, l'altra stella della squadra, con cui aveva avuto diverse divergenze.
Il 14 luglio 2004 venne ufficializzato il trasferimento di O'Neal ai Miami Heat: ai Lakers andarono in cambio Caron Butler, Lamar Odom e Brian Grant, più una prima scelta per un draft futuro (che i Lakers utilizzarono per selezionare Jordan Farmar nel 2006).
Uno degli episodi più curiosi dell'avventura di O'Neal in maglia gialloviola si verifica il giorno del suo compleanno nel 2000: prima del derby contro i Los Angeles Clippers, i responsabili del palazzetto gli fecero pagare 6000$ per i biglietti destinati ai familiari: Shaq si vendicò segnando ai rivali ben 61 punti e conquistando 23 rimbalzi.
Miami Heat
Così, nell'estate 2004, O'Neal arrivò alla corte di Pat Riley, in Florida, ai Miami Heat, ai quali subito promise che nella sua permanenza agli Heat avrebbe portato alla franchigia almeno un titolo NBA.
Nel 2005 Miami, grazie a O'Neal e alla stella emergente di Dwyane Wade, arrivò ad un passo dalla finale e dall'impresa, dovendosi arrendere ai Detroit Pistons nelle finali della Eastern Conference, complice anche un infortunio allo stesso Wade.
Ma nel 2006 la promessa di O'Neal venne mantenuta. I Miami Heat batterono i Detroit Pistons, aggiudicandosi il titolo della Eastern Conference, e quindi il primo viaggio alle NBA Finals. In una serie lunga sei gare sconfissero i Dallas Mavericks, aggiudicandosi il titolo di campioni NBA per la prima volta nella loro storia. Fu quello il quarto titolo NBA della carriera del centro di Newark.
Nel 2007, invece, complice la tormentata stagione di Wade e dello stesso O'Neal dal punto di vista degli infortuni, gli Heat vennero eliminati nel primo turno dei play-off dai Chicago Bulls, con un perentorio 4 a 0 nella serie; playoff che del resto avevano conquistato solo con un buon finale di stagione raggiungendo il quarto posto della Eastern Conference.
Phoenix Suns
Il 6 febbraio 2008 il cestista viene scambiato dagli Heat ai Phoenix Suns, in cambio di Shawn Marion e Marcus Banks. Acquistato con lo scopo di aiutare soprattutto in difesa e a rimbalzo, O'Neal ha contribuito al raggiungimento delle 55 vittorie in stagione; al primo turno dei playoff Phoenix è stata però battuta nettamente dai San Antonio Spurs, perdendo la serie per 4 a 1. Intanto gli Heat, senza O'Neal, hanno chiuso la regular season come peggior squadra della lega, con sole 15 vittorie e ben 67 sconfitte all'attivo.
Sempre nella stagione 2007-2008, per la prima volta da quando è in NBA, O'Neal non è stato selezionato per l'All-Star Game 2008, dopo ben 14 selezioni consecutive (ha però saltato l'appuntamento in tre occasioni per infortunio); ma tornato nel successivo All-Star Game 2009, vince il premio come MVP dell'All Star Game a pari merito con Kobe Bryant.