La sindrome della guerra del Golfo, GWS (Gulf War Syndrome) o GWI (Gulf War Illness), è un disordine cronico e multi-sintomatico che colpisce i veterani militari di ritorno dalla guerra del Golfo. Una vasta gamma di sintomi acuti e cronici è stata collegata ad essa, tra cui affaticamento, dolore muscolare, problemi cognitivi, insonnia, eruzioni cutanee e diarrea. Circa dei veterani statunitensi che hanno prestato servizio nella guerra del Golfo del 1991 sono affetti da patologie croniche a più sintomi, una condizione con gravi conseguenze.
Dal 1995 al 2005, la salute dei veterani di combattimento è peggiorata rispetto ai veterani non impiegati, con l'insorgenza di più nuove malattie croniche, compromissione funzionale, visite e ricoveri ospedalieri ripetuti, malattia simile alla sindrome da affaticamento cronico, disturbo post traumatico da stress e maggiore persistenza di incidenti sanitari avversi.
Il governo degli Stati Uniti ha riconosciuto la causa di servizio ai veterani statunitensi che ne sono affetti, i quali, ai fini del conseguimento dell'invalidità, non hanno più bisogno di dimostrare una connessione tra l'impiego militare in Iraq e le seguenti affezioni croniche: CFS, fibromialgia, sindrome dell'intestino irritabile, dispepsia funzionale o altri disordini funzionali dell'apparato gastroenterico.
È stato scoperto che l'esposizione a pesticidi e pillole contenenti piridostigmina bromuro (usato come pretrattamento per proteggere dagli effetti degli agenti nervini) è associata agli effetti neurologici osservati nella sindrome della guerra del Golfo. Altre cause che sono state studiate sono il sarin, la ciclosarina e le emissioni di fuoco dei pozzi di petrolio, ma il loro rapporto con la malattia non è molto chiaro.
Gli studi hanno costantemente indicato che la sindrome della guerra del Golfo non è il risultato di combattimenti o altri fattori di stress e che i veterani della guerra del Golfo hanno tassi più bassi di disturbo post-traumatico da stress (PTSD) rispetto ai veterani di altre guerre.
Il Veterans Affairs Department del governo degli USA preferisce non servirsi più della dizione di "sindrome della guerra del Golfo", ma riferirsi alle sue varie manifestazioni col nome di "malattia cronica multisintomo" (CMI), per il cui trattamento nel 2014 ha pubblicato le linee guida.
Descrizione
I sintomi della malattia sono molti, seppure variabili da paziente a paziente. Essi comprendono: fatica cronica, fibromialgia, dolore neuropatico, muscolare e articolare, problemi dermatologici, problemi gastroenterici, intolleranza ortostatica, manifestazioni sensoriali e autonomiche (formicolii, parestesie, rossore, variazioni della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, incontinenza sfinterica), disturbi respiratori, cefalee, vertigini, perdita dell'equilibrio, perdita di controllo muscolare, problemi cognitivi e di memoria. Non si tratta di malattia psicosomatica o depressiva, sebbene alcuni malati possano contrarre forme depressive di tipo reattivo a causa della severità della patologia.
Dalla fine della guerra del Golfo, la United States Veteran Administration e il Ministero della difesa britannico hanno condotto numerosi studi sui veterani e nel 2005 sono giunti a riconoscere che nei militari impiegati nelle operazioni in Iraq, rispetto a quelli non impiegati, c'era un aumento di 4 delle 12 condizioni mediche riportate in associazione alla malattia: sindrome da fatica cronica, fibromialgia, eczema e dispepsiaAnnals of Internal Medicine. Gulf War Veterans' Health: Medical Evaluation of a U.S. Cohort. June 7, 2005. Anche le morti per tumore cerebrale e sclerosi laterale amiotrofica sono state riconosciute dal Defence and Veterans Affairs departments come potenzialmente connesse al servizio durante la guerra. Seattle Post-Intelligencer. January 16, 2006.
Nel 2014 uno studio dell'Università della California ha dimostrato per la prima volta che i soldati arruolati nel conflitto del 1990-1991 affetti dalla “Gulf War illness” mostrano alterazioni delle funzioni dei mitocondri, le “centrali energetiche” delle cellule. L'indagine ha utilizzato la spettroscopia fosforica (31P MRS) che rivela le quantità di composti contenenti fosforo nelle cellule. Dagli esami è emerso che i veterani affetti dalla sindrome della guerra del Golfo manifestano un significativo ritardo del recupero della fosfocreatina dopo una serie di esercizi. Secondo l'autrice dello studio, Beatrice Golomb, “la funzione mitocondriale alterata è correlata a molti sintomi della malattia della guerra del Golfo simili a quelli che emergono nelle malattie mitocondriali, tra cui affaticamento, problemi muscolari e cognitivi, disturbi gastrointestinali e neurologici e intolleranza agli esercizi”.
Il Veteran Affairs (VA) e l'Istituto di Medicina (IOM) collaborano per rivedere scientificamente le attuali cognizioni circa i collegamenti possibili fra le malattie dei veterani della guerra del Golfo e l'esposizione agli agenti ambientali e fra dette malattie e la medicina preventiva durante il servizio (come per esempio le vaccinazioni), nonché per individuare i migliori trattamenti per queste malattie. In fase di revisione sono anche i rapporti dello IOM su guerra del Golfo e salute: "Effetti a lungo termine alle esposizioni di scoppio" e "Trattamento per la malattia cronica multisintomo" .
La ricerca pubblicata dalla rivista Cortex nel gennaio 2016 qualifica la malattia della guerra del Golfo come una "patologia persistente a causa di intossicazione da sostanze chimiche". I ricercatori sono giunti alle seguenti conclusioni: l'esposizione a pesticidi e/o a PB (piridostigmina bromuro) è connessa in nesso causale con la GWI e le disfunzioni neurologiche nei veterani della guerra del Golfo; l'esposizione ad agenti nervini sarin/cyclosarin e alle emissioni dovute all'incendio dei pozzi petroliferi è anch'essa associata con i sintomi neurologici, benché il loro contributo allo sviluppo della GWI sia meno chiaro; le interazioni tra geni e ambiente hanno probabilmente contribuito allo sviluppo della GWI nei militari impiegati. Le conseguenze sulla salute delle esposizioni chimiche nella guerra del Golfo e in altri conflitti sono state chiamate dai veterani "ferite tossiche", su cui la ricerca ha sollecitato ulteriori studi e attività di ricerca concentrati sui trattamenti, di cui potrebbero beneficiare anche altri gruppi con patologie simili da esposizione.
Questo spiega perché sia assolutamente auspicabile una sempre maggiore comunicazione e integrazione tra le ricerche realizzate in ambito civile e in ambito militare.
Per quanto riguarda il trattamento della malattia cronica multi-sintomo che si caratterizza prevalentemente con sintomi da fatica cronica e intolleranza agli sforzi (SEID), le linee guida per i veterani potrebbero integrarsi, per esempio, con le più recenti linee guida dell'Institute of Medicine IOM sulla CFS, pubblicate nel febbraio 2015. Ci si può aspettare una svolta fondamentale nell'approccio a queste malattie dell'aumento di finanziamenti alla ricerca, da un rafforzato impegno del National Institutes of Health e anche a seguito della recente scoperta da parte della Columbia University di specifici marcatori nei pazienti affetti da CFS, sia nel plasma, che nel liquido cerebrospinale.
Epidemiologia
Circa il 30% dei 700 000 soldati statunitensi impiegati nella prima guerra del Golfo riferirono sintomi che vennero inseriti in un database medico(Associated Press, August 12, 2006, free archived copy at: Retrieved 7 giugno 2007). Siccome i soldati di ogni nazione della coalizione parteciparono in diverse aree geografiche, gli epidemiologi utilizzarono queste statistiche per trovare una connessione con l'esposizione a diverse cause ipotizzate. Gli USA e l'Inghilterra, con i tassi maggiori di malattia, sono distinti dalle altre nazioni per un uso maggiore di fitofarmaci, per l'uso di vaccini per l'antrace, l'esposizione ai fumi derivati dagli incendi dei pozzi di petrolio ed altri fattori. I soldati francesi, con il tasso minore, hanno fatto minore uso di fitofarmaci e non sono stati vaccinati contro l'antrace, 12-13 dicembre 2005, Committee Meeting Minutes (page 78). Inoltre furono dispiegati a nord e ad ovest, lontani e sopravvento rispetto ai luoghi delle principali battaglie.
Aumento dei sintomi (solo per le forze della coalizione impiegate in scontri diretti): December 12-13, 2005 Committee Meeting Minutes (page 70) SintomoStati UnitiRegno UnitoAustraliaDanimarcaAffaticamento23%23%10%16%Cefalea17%18%7%13%Problemi di memoria32%28%12%23%Dolori muscolari/articolazioni18%17%5%<2%Diarrea16% 9%13%Dispepsia/indigestione12% 5%9%Problemi neurologici16% 8%12%Tumori terminali33% 9%11%
Aumento di disturbi medici riconosciuti: December 12-13, 2005 Committee Meeting Minutes (page 71) DisturboStati UnitiRegno UnitoCanadaAustraliaDisturbi alla pelle20-21%21%4-7%4%Artrite/problemi alle articolazioni6-11%10%(-1)-3%2%Problemi gastrointestinali15% 5-7%1%Problemi respiratori4-7%2%2-5%1%Sindrome da fatica cronica1-4%3% 0%Disturbo da Stress Post-Traumatico2-6%9%6%3%Disturbo cronico polisintomatico13-25%26%
Malattie congenite sono state suggerite come conseguenza dell'impiego nella guerra del Golfo. Tuttavia, nel 2006 una revisione di diversi studi sui figli dei veterani internazionali della coalizione ha mostrato l'assenza di prove forti o consistenti nell'aumento di malattie congenite, trovando un aumento modesto di malattie congenite che era all'interno del range standard della popolazione generale, oltre a non poter escludere il recall bias come spiegazione per i risultati. Un report del 2008 ha concluso che "è difficile tracciare conclusioni nette circa le malattie congenite e gli esiti della gravidanza nei veterani della guerra del Golfo", osservando che sebbene vi sia stato un "significativo, ma modesto, aumento nella percentuale di malattie congenite nei figli dei veterani della guerra del Golfo, le percentuali totali rimangono pur sempre all'interno del range normale osservato nella popolazione generale". Lo stesso report ha auspicato maggiori ricerche sulla questione.
Comorbilità I veterani della guerra del Golfo hanno mostrato un maggior rischio di sclerosi multipla.
Uno studio del 2017 svolto dal Dipartimento per gli affari dei veterani degli Stati Uniti ha scoperto che i veterani che probabilmente sono stati esposti ad agenti tipici delle guerre chimiche nel Khamisiyah hanno sperimentato un maggior aumento del rischio di mortalità da cancro al cervello rispetto ad altri gruppi, e un maggior rischio di sviluppare cancro al cervello nel periodo immediatamente successivo alla guerra del Golfo.
Cause possibili Come si è già detto, una ricerca pubblicata a inizio 2016 sulla rivista scientifica Cortex sancisce un nesso causale tra GWI ed esposizione a pesticidi e/o a PB (piridostigmina bromuro), un'associazione tra GWI ed esposizione ad agenti nervini sarin/cyclosarin e alle emissioni dovute all'incendio dei pozzi petroliferi, nonché un contributo all'insorgere della malattia da parte delle interazioni tra geni e ambiente.
Al meeting nel dicembre 2005 del Research Advisory Committee on Gulf War Veterans' Illnesses furono considerate le seguenti cause: prodotti della combustione di munizioni contenenti uranio impoverito malattie infettive provocate da parassiti effetti collaterali dal vaccino contro l'antrace utilizzato nei primi anni '90 armi chimiche come gas nervino o iprite combinazioni dei fattori precedenti
Le seguenti sostanze furono riscontrate in associazione con incrementi nei sintomi della sindrome nei soldati impiegati: insetticidi e repellenti per insetti piridostigmina bromuro, un farmaco utilizzato per la protezione contro agenti nervini December 12-13, 2005 Committee Meeting Minutes
Altre cause sono state scartate dalle autorità: fumo derivato dagli incendi nei campi petroliferi disturbo post-traumatico da stress ed altre cause psicologiche e psicosomatiche