Origine Secondo il monaco e cronista inglese, Orderico Vitale, Tebaldo era il figlio maschio secondogenito del conte di Blois, di Chartres, di Châteaudun, di Tours, di Provins, di Sancerre e di Meaux, Stefano II, e di Adele d'Inghilterra (circa 1062 - 1137), che, sia secondo il monaco e cronista normanno Guglielmo di Jumièges, autore della sua Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, che secondo il cronista e monaco benedettino dell'abbazia di Malmesbury, nel Wiltshire (Wessex), Guglielmo di Malmesbury e Orderico Vitale, ed ancora il cronista e monaco benedettino inglese, Matteo di Parigi, era figlia del duca di Normandia e re d'Inghilterra, Guglielmo il Conquistatore, e di Matilde delle Fiandre (1032 - 1083), che, secondo la Genealogica Comitum Flandriæ Bertiniana, era figlia di Baldovino V, conte delle Fiandre, e della sorella del re di Francia, Enrico I, Adele di Francia, che secondo la Genealogiæ Scriptoris Fusniacensis era figlia del re di Francia, Roberto II, detto il Pio.Stefano II di Blois, che era stato battezzato Enrico, poi però venne rinominato Stefano sia secondo la Genealogica ex Stirpe Sancti Arnulfi descendentium Mettensis, che secondo lHugonis Floriacensis, Liber qui Modernorum Regum Francorum continet Actus era il figlio primogenito del conte di Blois, di Chartres, di Châteaudun, di Tours, di Provins, di Sancerre e Reims, poi conte di Conte di Champagne (conte di Troyes e conte di Meaux), Tebaldo e, come riportano gli Actus pontificum Cenomannis, di Gersenda o Gondrada, figlia femmina secondogenita del conte del Maine, Eriberto I (come risulta dallActus pontificum Cenomannis, cap. XXXII, Gesta Domini Arnaldi Episcopi in cui, viene detto che il marito di Gersenda, definita figlia di Eriberto (filia Herberti) non governò il Maine, ma lo passò al figlio, Ugo sotto la tutela di Goffredo di Mayenne) e della moglie, di cui non si conosce né il nome né la casata.Suo fratello terzogenito, Stefano di Blois, fu re d'Inghilterra, mentre il fratello minore, il quartogenito Enrico di Blois fu vescovo di Winchester dal 1129 e legato papale per l'Inghilterra dal 1138.
Biografia Suo padre, Stefano, che, nel 1098, era tornato a casa dalla prima crociata, senza adempiere il suo voto di raggiungere Gerusalemme (secondo il cronachista della Prima Crociata, Alberto di Aquisgrana Stefano aveva abbandonato l'assedio di Antiochia perché era malato), fu spinto dalla moglie Adele ad unirsi alla Crociata del 1101 (ancora Alberto di Aqisgrana dice che lo fece per fare penitenza), riuscendo ad arrivare a Gerusalemme, all'inizio del 1102; questa volta, anziché ritornare ai suoi domini in quanto aveva ottemperato al suo voto, preferì restare a difendere la città dagli attacchi del visir egiziano Al-Afdal Shahanshah al neonato regno di Gerusalemme; ancora, secondo Alberto di Aquisgrana, assieme ad altri nobili cavalieri celebrò la Pasqua assieme a re Baldovino, e, a maggio, fu al fianco di Baldovino nella seconda Battaglia di Ramla; Stefano Enrico fu catturato e decapitato nella seconda Battaglia di Ramla del maggio 1102., dopo essere stato assediato nella torre della città. La Chronique de Robert de Torigni, abbé du Mont-Saint-Michel riporta la morte di Stefano Enrico nel mese di luglio (1102 XV Kal Aug), mentre tutti i necrologi riportano la data del 19 maggio.Alla notizia della sua morte, secondo Orderico Vitale, nella contea di Blois gli succedette il figlio maschio secondogenito, ancora minorenne, Tebaldo., mentre la contea di Meaux, andò al fratellastro di Stefano e zio di Tebaldo, Ugo; il fratello primogenito di Tebaldo, Guglielmo, era stato escluso dalla successione dalla madre, Adele, che lo aveva giudicato ritardato e quindi inadatto a governare una qualsiasi contea, lo fece sposare con una dama del suo seguito e pare lo avesse relegato nel nord dell'Inghilterra. Tebaldo, data la giovane età (nove anni), governò sotto tutela della madre, Adele d'Inghilterra, che continuò ad assisterlo, anche quando divenne maggiorenne, fino al 1120, anno in cui si ritirò nel monastero cluniacense di Marcigny, come ci confermano sia il cronista e monaco benedettino inglese, Matteo di Parigi che il cronista e monaco benedettino dell'abbazia di Malmesbury, nel Wiltshire (Wessex), Guglielmo di Malmesbury.
Nel 1109, Tebaldo combatté sotto le bandiere del re di Francia, Luigi VI il Grosso contro il re d'Inghilterra e duca di Normandia, Enrico I Beauclerc, per poi passare nel campo di Enrico I, nel 1111, quando quest'ultimo era riuscito a mettere insieme una formidabile coalizione contro il re di Francia che comprendeva tra gli altri, anche suo zio, Ugo I di Champagne, conte di Troyes e Ugo signore di Le PuisetLouis Halphen, "La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180)", cap. XVII, vol. V, pag. 716, che solo pochi mesi prima, con le sue scorribande, terrorizzava la contea di Chartres, per cui Tebaldo, assieme ad altri notabili aveva richiesto l'intervento del re di Francia, Luigi VI il Grosso per liberarlo della presenza di Ugo di Le Puiset, considerato un volgare banditoLouis Halphen, "La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180)", cap. XVII, vol. V, pag. 707.La ribellione si concluse, nel 1113, con il trattato che riconosceva a Enrico I la sovranità anche sulla Bretagna e sul Maine e più o meno nello stesso periodo, verso il 1112, Tebaldo aveva abbandonato l'alleanza con Ugo di Le PuisetLouis Halphen, "La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180)", cap. XVII, vol. V, pag. 710, che fu combattuto e privato di tutti i suoi possedimenti ed inoltre il castello di Le Puiset fu raso al suolo da Luigi VI, con l'aiuto di Tebaldo, per ben due volte, tra il 1112 ed il 1113Louis Halphen, "La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180)", cap. XVII, vol. V, pag. 708; anche Orderico Vitale riporta della ribellione di Tebaldo al re Ludovico, e poi, della sconfitta e distruzione del castello di Le Puiset.
Nella guerra strisciante tra questo e Luigi VI ed Enrico I, Tebaldo continuò ad appoggiare quest'ultimo, sino al 1124, quando Enrico I si alleò col proprio genero, l'imperatore germanico, Enrico V, che invase la contea di Champagne, arrivando sino a Reims, dove si fermò, perché lo attendeva un imponente esercitoLouis Halphen, "La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180)", cap. XVII, vol. V, pag. 718; la maggior parte dei feudatari francesi si era allineata col proprio re, Luigi VI il Grosso, anche coloro che dieci anni prima si erano alleati col re d'Inghilterra, Enrico I Beauclerc, che lo costrinse a rientrare in Germania.Sugerio di Saint-Denis, nel suo libro Vie de Louis VI le Gros asserisce che Luigi VI beneficiò dell'aiuto di «una tale quantità di cavalieri e di gente che si sarebbero dette cavallette che nascondevano agli occhi la superficie della terra.» e facendo l'elenco dei nobili presenti, tra gli altri annovera il duca Ugo II di Borgogna, il conte Guglielmo II di Nevers, il conte Rodolfo di Vermandois, il conte Tebaldo IV di Blois, con lo zio paterno, il conte Ugo I di Champagne, il conte Carlo I delle Fiandre detto il Buono, il duca Guglielmo IX d'Aquitania, il conte Folco V d'Angiò e il duca Conan III di Bretagna.
Nel 1125, secondo la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, suo zio Ugo I di Champagne (fratellastro del padre), rinunciò alla contea di Champagne a favore del nipote, Tebaldo, e Ugo, per la terza volta, si recò in Terra Santa, a combattere a fianco dei Cavalieri templari, e dove morì nel corso del 1126 (suo zio, Ugo, non aveva riconosciuto come suo il figlio, Oddone de Champlitte, avuto dalla seconda moglie, Isabella,, in quanto, sempre secondo la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, Ugo non poteva avere figli, per cui era figlio di qualcun altro). Tebaldo divenne così il secondo conte di Champagne, ma continuò a portare unicamente il titolo di conte di Blois. Comunque da questo momento Tebaldo depose le armi e abbracciò la causa dei Capetingi.
Alla morte del re Enrico I nel 1135, i baroni inglesi e normanni si ritenevano svincolati dal giuramento che avrebbero accettato come regina, sua figlia, MatildeWilliam John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 80, nel quale era stata posta come condizione, non rispettata dal re, l'approvazione preventiva di tutta la nobiltà su un eventuale matrimonio di MatildeWilliam John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 81 con Goffredo il Bello o Plantageneto, di dieci anni più giovane, figlio del conte d'Angiò, Folco V. Tra i baroni nacque in quella circostanza una discussione se era il caso di eleggere re, Tebaldo, conte di Blois e conte di Champagne. Ma, suo fratello, il terzogenito, Stefano, che si trovava a Boulogne, signoria di sua moglie, si imbarcò immediatamente per l'Inghilterra per imporre la propria candidatura, in quanto aveva quasi sempre vissuto in Inghilterra, mentre Tebaldo si era creato un grande prestigio solo in FranciaWilliam John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 82, e, con l'aiuto del fratello minore, il quartogenito Enrico di Blois, vescovo di Winchester, riuscì a convincere i baroni ad appoggiarlo, come ci narra Guglielmo di Malmesbury, facendosi incoronare re d'Inghilterra, il giorno di Natale del 1135, nell'abbazia di Westminster.La cugina Matilde non gradì e si aprì in Inghilterra un periodo di guerre e contese, conosciuto come l'“Anarchia (o guerra civile) inglese”. All'inizio del 1141, durante l'assedio di Lincoln, suo fratello Stefano fu catturato dai suoi nemici e condotto al castello di Bristol, dove fu trattenuto sino al mese di novembreWilliam John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 89; in quel periodo, secondo Orderico Vitale, i baroni anglo-normanni offrirono a Tebaldo sia il regno d'Inghilterra che il ducato di Normandia, ma Tebaldo rifiutò.
Nel 1139, Tebaldo fece una donazione all'abbazia di Montiérender, assieme alla moglie, Matilde, ed al figlio primogenito Enrico, come ci viene confermato dal documento n° 77 delle Chartes de Montiérender, Collection des principaux cartularies du diocèse de Troyes Tome IV (Paris, Troyes) ("Montiérender").
Nel frattempo Tebaldo, dopo essere entrato in possesso della contea di Champagne, impose la sua signoria a cinque vassalli dell'arcivescovo di Reims e ad altrettanti del vescovo di Langres, espandendosi quindi anche nel ducato di Borgogna. Troyes fu fatta capoluogo della contea e Tebaldo divenne uno dei maggiori vassalli del re di Francia, conte palatino e Pari di Francia.Nel 1141 e 1142, Tebaldo ebbe contatti con Pietro Abelardo, che, sotto la protezione del Venerabile Pietro di Cluny, si era rifugiato nell'abbazia di Cluny, che Tebaldo, come i suoi predecessori, continuava a sovvenzionare.