Biografia
Nonostante la famiglia Burzagli fosse una delle famiglie storiche di MontevarchiLeone Ugo Masini, Delle Antiche Famiglie Montevarchine in Montevarchi attraverso i secoli, Firenze, Bemporad Marzocco, 1960, pagg. 140-41 e che fin dal Settecento risultasse residente al Poggiolo di Moncioni, Ernesto nacque a Modena in quanto suo padre Vincenzo, di natali moncionesi, vi si era trasferito nella seconda metà dell'Ottocento perché titolare della cattedra di Fisica presso la Reale Scuola Militare di Modena.
Ernesto comunque preferì il mare alla terraferma e dunque entrò all'Accademia Navale nel 1887 per uscirne guardiamarina nel 1892. Dopo le propedeutiche esperienze come ufficiale su numerose navi, dal 21 maggio 1904 al 21 aprile 1906 ricoprì l'incarico di addetto navale a Tokio. Proprio in questa veste diplomatica, tra il 29 dicembre 1904 e il 1º gennaio 1905, fu invitato a seguire le operazioni della guerra russo-giapponese nel teatro di Port Arthur appena caduta in mano nipponiche. Il suo soggiorno nella capitale giapponese non passò del tutto inosservato se, poco prima della sua partenza per l'Italia, fu ricevuto in udienza dall'imperatore Meiji.
Nel 1912 rientrò nel gruppo di capitani di corvetta che avrebbero comandato le nuove unità di cacciatorpediniere della classe Intrepido. Promosso al grado di capitano di fregata nel 1914, combatté la prima guerra mondiale prima sul campo come comandante di una squadriglia di cacciatorpediniere sul R.C.T. Orsini e poi, dal maggio 1916 al marzo 1917, come sottocapo di Stato Maggiore del comandante in capo dell'armata che gli valse la promozione, a scelta eccezionale, a capitano di vascello perché «assunta la carica [...] vi ha dedicato con devozione esemplare tutto il corredo delle sue qualità d'intelletto e della sua perizia militare e di comando riuscendo collaboratore prezioso del Comandante in Capo dell'Armata»Ministero della Difesa, Estratto matricolare dell'Ammiraglio di Squadra Burzagli Ernesto, Roma, prot. 609/3-A, 26 ottobre 1950.
Nell'ultimo scorcio del conflitto fu nominato capo di gabinetto del ministero della guerra e il 28 febbraio 1918 insignito dell'Ordine Militare di Savoia.
Alla fine della guerra, nel 1919, fu inviato in Albania a comandare la Base navale di Valona e, allo scoppio dell'insurrezione albanese del 1920, monitorò il succedersi degli eventi come ufficiale osservatore su vari voli di ricognizione oltre le linee nemiche per i quali ricevette la medaglia di bronzo al valor militare. «Quale comandante della Base navale di Valona durante la rivolta albanese si è volontariamente offerto osservatore d'idrovolante compiendo numerosissime missioni di guerra, scendendo a bassa quota sulle posizioni nemiche, malgrado l'intenso e ben concentrato fuoco avversario dimostrando in ogni circostanza sangue freddo, coraggio ed alto sentimento del dovere»Ibid.. Tra il settembre e l'ottobre del 1920 fu anche presidente della commissione mista italo-albanese per la definizione dell'assetto dell'Albania.
Al comando dell'incrociatore Libia, dal febbraio 1921 al febbraio 1923, fu con successo protagonista di un viaggio di circumnavigazione del globo che gli fruttò il grado di contrammiraglio e il comando dell'Accademia Navale e dell'Istituto di Guerra Marittima.
Come accademico dedito agli studi sulla condotta della navigazione pubblicò a Genova, nel 1927, un trattato in quattro volumi dal titolo Manuale dell'Ufficiale di Rotta che divenne subito un classico e fu successivamente tradotto in varie lingue.
Lasciò il suo posto all'accademia nel 1927 per andare ad occupare quello di Capo di Stato Maggiore della Marina, dove restò fino al 1931. L'addetto navale britannico lo descriveva così:
«Devoto alla sua professione ha una visione chiara e moderna su tutte le questioni navali; energico, attivo e molto intelligente; parla francese e inglese correntemente; non sposato. Molto popolare , specialmente tra gli ufficiali inferiori che hanno servito con lui nell'accademia navale di Livorno. Un futuro ammiraglio della flotta.»Fabio De Ninno, Fascisti sul mare, La marina e gli ammiragli di Mussolini, Laterza, Roma-Bari, 2017, p. 132
Così, anche lui, fece parte della delegazione italiana, sezione marina, in qualità di consigliere tecnico dei delegati alla conferenza navale di Londra del 1930 per la riduzione degli armamenti. Passato ad essere ammiraglio di divisione già nel 1926, due anni più tardi ottenne il grado di ammiraglio di squadra che, nel 1934, si trasformò in quello di ammiraglio di squadra designato d'armata. Intanto il 3 novembre 1933 fu nominato senatore del Regno.
Si ritirò dal servizio attivo in marina, per raggiunti limiti d'età, il 7 giugno 1936. Dopo il ritiro a Montevarchi presso la tenuta di famiglia di Moncioni entrò in attrito con Mussolini per la sua netta opposizione all'entrata in guerra dell'Italia. Fu nominato Ammiraglio d'armata della riserva il 25 gennaio 1940.
Nella primavera del 1944, si rifiutò di collaborare con le autorità della Repubblica Sociale Italiana che infatti decisero il suo arresto. Si legge infatti in un rapporto dei Carabinieri di Montevarchi, datato 5 luglio 1951:
Rilasciato in considerazione della tarda età e delle precarie condizioni di salute, morì pochi mesi dopo. È sepolto in una tomba monumentale nel cimitero di Montevarchi.
Onorificenze
Onorificenze italiane
Onorificenze estere
Note
Bibliografia Fascicolo Personale di Ernesto Burzagli, Roma, Ufficio storico della Marina. Discursos y documentos oficiales en el primer centenario de la Independencia, Ministerio de Relaciones Exteriores de Peru', 1922. Almanacco italiano, Firenze, Marzocco, 1930. Documents of the London Naval Conference, London, H.M.S.O., 1930. Herbert Francis Wright, Proceedings of the London Naval Conference of 1930 and Supplementary Documents, U.S. Govt. print. off., 1931. Fausto Leva, Storia delle campagne oceaniche della R. Marina, Roma, Ufficio Storico della Marina, 1936. Emilio Canevari, La guerra italiana, retroscena della disfatta, Tosi, 1948. Massimo Adolfo Vitale, L'Italia in Africa: serie storico-militare, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 1959. Romeo Bernotti, Cinquant'anni nella Marina militare, Milano, Mursia, 1971. Alberto Rea, L'Accademia aeronautica: cronistoria dalle origini al 1975, Roma, Ufficio Storico SMA, 1977. Lucio Ceva, Le forze armate, Torino, UTET, 1981 Claudio G. Segre, Italo Balbo: A Fascist Life, University of California Press, 1990. Fabio De Ninno, Fascisti sul mare. La Marina e gli ammiragli di Mussolini, Bari, Laterza, 2017.
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Ammiragli della Regia Marina Categoria:Militari italiani della prima guerra mondiale Categoria:Cavalieri della Legion d'onore Categoria:Medaglie di bronzo al valor militare Categoria:Capi di Stato Maggiore della Regia Marina Categoria:Cavalieri di gran croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro Categoria:Cavalieri di gran croce dell'Ordine della Corona d'Italia Categoria:Ufficiali dell'Ordine militare di Savoia Categoria:Decorati di Medaglia mauriziana Categoria:Decorati di Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia Categoria:Decorati di Medaglia commemorativa delle campagne d'Africa Categoria:Decorati di Medaglia commemorativa della guerra italo-turca Categoria:Decorati di Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca Categoria:Decorati di Medaglia interalleata della vittoria Categoria:Decorati di Medaglia d'onore di lunga navigazione marittima Categoria:Commendatori dell'Ordine della Rosa bianca Categoria:Cavalieri dell'Ordine del Sol Levante Categoria:Cavalieri dell'Ordine del Sacro Tesoro Categoria:Grand'Ufficiali dell'Ordine di Orange-Nassau Categoria:Cavalieri dell'Ordine di Sant'Anna Categoria:Decorati con la Navy Cross