L'A.S.D. Football Club Rieti 1936, meglio nota come Rieti, è una società calcistica italiana con sede nella città di Rieti. Milita in Eccellenza, quinta serie del campionato italiano di calcio.

Nata nel 1936, ha assunto la denominazione di F.C. Rieti nel 1996, in seguito all'ultima rifondazione del club. I suoi principali successi sono stati il biennio giocato nella Serie B del Centrosud dal 1946 al 1948, la promozione in Serie C2 ottenuta nel 2005 e la promozione in Serie C ottenuta nel 2018. Nel 2022 non si iscrive al campionato di Serie D causa problemi economici, salvo ricomparire nel 2023.

I suoi colori sociali sono l'amaranto e il celeste. Disputa gli incontri casalinghi allo stadio Centro d'Italia-Manlio Scopigno, ancor prima allo stadio di Viale Fassini.

Storia Gli albori del calcio a Rieti Prima del 1936, furono diverse le squadre di calcio che si succedettero a Rieti: tra di esse c'erano il Victoria Rieti e il Rieti Football Club. Il loro campo di gioco era inizialmente il largo in terra battuta all'esterno di Porta Cintia, per poi divenire il campo in carbonella di Molino della Salce.

I protagonisti di questa fase furono Italo Carotti, Nemesio Ferroni, Ottorino Rocchetti, Tommaso Tomassoni, Gigino Catini, il portiere "Fischittu" e altri.

Una svolta si ebbe nel 1927, con l'arrivo in città del grande stabilimento industriale della Supertessile voluto dal barone Alberto Fassini: insieme ad esso, infatti, venne creato anche il primo vero campo da calcio della città, lo stadio di viale Fassini, che prese il nome dello stesso industriale piemontese.

Dalla fondazione alla Serie B (1936-1948) La fondazione del primo vero club che rappresentasse la città avvenne solo nel 1936, anche in questo caso grazie alla presenza della Supertessile: in quell'anno, infatti, nacque ufficialmente il Gruppo Sportivo Supertessile Rieti, dalla fusione delle due formazioni preesistenti Victoria Rieti e Rieti Football Club.

Sotto la guida dell'allenatore Mario Magnozzi, (ex-giocatore di Serie A e della Nazionale di calcio dell'Italia), gli amarantocelesti della Supertessile arrivarono rapidamente al campionato di Serie C, per poi lasciarlo all'inizio della seconda guerra mondiale. Con Magnozzi iniziò un ciclo di indimenticate annate calcistiche.

Al termine della guerra il club venne rifondato: grazie al presidente Florido Floridi, il 17 gennaio 1945 nacque la Società Sportiva Vaccarezza Rieti. Il nome alla squadra venne dato in memoria di Bruno Vaccarezza, studente diciannovenne, caduto, insieme ad altre 12 vittime, nella rappresaglia nazista di Roccaranieri del 6 giugno 1944. Nel giro di appena un anno, il club venne ammesso d'ufficio alla Serie B Sud, dove rimase per due stagioni consecutive (1946-1947 e 1947-1948).

Questo periodo viene ancor oggi ricordato da tutti i tifosi storici come il più glorioso nella storia del club, che vedeva il presidentissimo Floridi accompagnare il Rieti in scontri leggendari nel Fassini contro le corazzate del Centro-Sud, impianto che nell'unica tribuna a disposizione non riusciva nella maggior parte degli incontri a contenere tutto il pubblico (2000 spettatori al massimo).

In queste annate la formazione reatina si scontrò con società di rilievo del calcio italiano, come il , il , il , il , il e il (allora Arsenale Taranto), riuscendo talvolta anche ad avere la meglio.

La formazione amarantoceleste aveva come fulcro principale Manlio Scopigno, il longilineo bomber Luciano Rossi Levi e l'allenatore-giocatore Ermes Borsetti già campione d'Italia con la nella stagione di Serie A 1941-1942.

Dopo un biennio, tuttavia, i soldi finirono e la società fallì.

Dagli anni cinquanta agli anni novanta Dopo il fallimento, la società cambiò nome in Società Sportiva Rieti e attraversò un periodo di forte crisi. Fu Sabatino Jacoboni a ricostruire la compagine: grazie allo spuntare dei primi grandi campioni reatini, come Attilio Galassini e Antonio Tomassoni, e a tanti altri giocatori di assoluto talento, il Rieti altalenava tra la Promozione Laziale e la IV Serie, ma furono le vicissitudini societarie a non permettere il tanto atteso ritorno tra i professionisti.

Agli inizi degli anni '60 l'avvento di Giovanni Fioravanti alla presidenza del club di piazza Vittorio Emanuele rinvigorì le speranze di promozione, deluse dalla sconfitta nello spareggio di Viterbo contro il Tivoli nel 1958. Successivamente, Fioravanti richiamò Ermes Borsetti, ex allenatore del Rieti ai tempi della Serie B e mise assieme una formazione composta principalmente dai reatini Aldo Mosconi, Alberto Tomassoni oltre al capitano Brusadin, “Lillo” Galassini e al centravanti Cesare Jovino. Solo nel 1964, con il vittorioso, doppio spareggio contro il Formia di Amos Cardarelli i reatini tornarono in IV Serie dopo anni di purgatorio rimanendoci però appena tre anni di fila.

Per il ritorno in Serie D, si dovrà attendere la stagione di Promozione Lazio 1973-1974 e la presidenza del cavalier Marino Camponeschi a cui seguirono stagioni di ottimo calcio, con allenatori come Roberto Melchiorri, Valentino Persenda e Marcello Alberici, insieme a giocatori talentuosi e carismatici quali Rucci, Porzia, Campidonico, Solfanelli, Motti, Daldin, Passarani, Petrangeli e Del Pelo.

Successivamente, dopo la presidenza Mele seguirono ancora anni bui con stagioni altalenanti tra Promozione e Campionato Interregionale, fino alla vittoriosa stagione del campionato di Promozione 1978-1979 a cui seguì la promozione in Serie D: a conquistarla fu una squadra con Nazzareno Cerusico in panchina, Rolando Schifi, Cantera e Lelli alla presidenza, e Rocco Cignitti capitano, insieme al portiere Gianni Bianchetti e al redivivo uomo-simbolo Emidio Di Carmine (già compagno di Gigi Riva e di Manlio Scopigno ai tempi del Cagliari).

Dopo tre anni, gli amarantocelesti retrocessero in Promozione rimanendoci per otto stagioni consecutive.

Fu solo nella stagione di Promozione Laziale 1988-1989 che il Rieti tornò nel Campionato Nazionale Dilettanti con Carlo De Angelis che, chiamato dal duo Chiani - Chiavolini, si affidò a una squadra capeggiata dal capitano Sergio Pirozzi, Ivano Zangrilli e da Gianni Bianchetti. Con la promozione, la società cambiò nome in Società Calcio Rieti, e venne avviata la realizzazione del nuovo stadio Centro d'Italia inaugurato nel 1990 e completato nel 1997. Il Rieti partecipò per sei stagioni nella massima serie dilettantistica, per poi retrocedere in Eccellenza nel 1995.

Nel 1991 divenne presidente Gaetano Papalia, mentre nell'estate del 1996 la presidenza passò a Nunzio Rucci (ex storico capitano) e la società cambiò nome in Football Club Rieti.

Nunzio Rucci e il portiere Gianni Bianchetti sono gli unici due calciatori della storia del calcio reatino che sono riusciti a vincere due tornei in campo

Il 1º giugno 1997, un incontro del Rieti con il Pomezia fu all'origine di uno degli episodi più clamorosi della storia delle scommesse in Italia: l'arbitro, su pressioni del presidente della Lega Nazionale Dilettanti, ritoccò il referto per falsare il gioco del Totogol. Il 29 giugno dello stesso anno, nella finale play-off di Castelvetrano, un gol di Massimo Gregori al 92' sancì il ritorno del calcio reatino nel Campionato Nazionale Dilettanti.

In questa stessa stagione, la compagine reatina degli Juniores Nazionali, allenata da Francesco Boccaccio e Guglielmo Bacci, vince il Campionato Italiano Juniores.

Poi, con il passaggio di Alberto Gianni alla presidenza amarantoceleste, proseguirà una lungimirante politica di valorizzazione dei giovani.

Gli anni duemila

Nella stagione di Serie D 2004-2005 il Rieti conquista la promozione Serie C2 vincendo il campionato con una giornata di anticipo nell'ultima gara casalinga, nella quale pareggia 1-1 contro la dinnanzi a oltre 2500 spettatori. La squadra era sotto la guida del presidente Stefano Palombi, dell'allenatore Sergio Pirozzi (che nel 2010 è stato all' con la formazione Primavera), e del direttore sportivo Pierluigi Di Santo.

L'esordio tra i professionisti, nella stagione di Serie C2 2005-2006 vide schierata una squadra ricostruita quasi da zero con solo la conferma di alcuni giovani reduci dalla stagione precedente. Il girone, per gli amarantocelesti fu particolarmente ostico ma al termine del campionato la squadra conquistò la salvezza nel girone C del campionato di Serie C2 dopo i play-out vinti contro il Latina (0-0, 1-0 rete di Gentile) con una amplissima cornice di pubblico: circa 3500 spettatori paganti (5000 totali).

Nella stagione successiva in Serie C2, la società voltò pagina sciogliendo il rapporto con l'allenatore Sergio Pirozzi e con il direttore sportivo Di Santo, chiamando Giuseppe Ferazzoli in panchina e Roberto Ottaviani direttore sportivo. Durante la stagione, la squadra non riuscì a sbloccarsi e dopo una serie di sconfitte, Ferazzoli venne esonerato e sostituito da Roberto Borrello già in passato giocatore nella formazione reatina. Successivamente, dopo sedici partite, a tre giornate dalla fine, venne richiamato Ferazzoli, che giocò tre incontri di campionato più i play-out, persi sfortunatamente contro la (0-1 a Rieti, 1-2 a Carrara, con le reti amarantocelesti di Cacciatore e Ippoliti) determinando la retrocessione del Rieti in Serie D.

La stagione di Serie D 2007-2008, iniziò prima con Luciano Marini in panchina, esonerato dopo quattordici giornate e sostituito dal tecnico siciliano Pietro Infantino ove al termine del campionato la squadra si salvò contro l' all'ultima giornata.

Nella successiva stagione, la squadra reatina concluse il campionato all'ottavo posto con 57 punti mantenendo la categoria a soli tre punti dalla zona play-off, prima con Tonino Pezzotti esonerato alla prima di campionato e sostituito nuovamente da Pietro Infantino.

La stagione di Serie D 2009-2010 partì con grandi propositi, prima con la scelta di Marco Schenardi come allenatore, che però lascerà la squadra dopo pochi mesi per divergenze con la società, e poi l'alternata dai due allenatori (Mario Apuzzo e Pietro Mariani, quest'ultimo giunto in prima fase come collaboratore), fino al mese di marzo, quando viene scelto l'ex tecnico della Pistoiese, Salvatore Polverino, per cercare di ottenere una difficile salvezza, ma la stagione si concluse amaramente con la retrocessione in Eccellenza.

Gli anni duemiladieci Il campionato di Eccellenza Lazio 2010-2011, alla guida del tecnico Simone Onesti approdato alla prima squadra dal settore giovanile della società amarantoceleste portò il Rieti al quarto posto, vicino alla zona play-off.

Nell'estate del 2011, l'allora presidente Stefano Palombi ebbe l'intenzione di lasciare la società, ma l'arrivo di Alberto Gianni, già alla presidenza amarantoceleste dal 1997 al 2003, cambiò la situazione e il duo Palombi-Gianni promise la rinascita del calcio a Rieti. Nella stagione 2011-2012, con Fabrizio Paris come allenatore, dopo un avvio incerto e pieno di problematiche il Rieti riuscì ad arrivare fino in fondo, togliendosi anche delle grandi soddisfazioni. Nel corso della stagione, poco prima di Natale, c'è stato il rischio che tutto saltasse a causa di un paventato ridimensionamento del presidente Palombi (che aveva indotto i calciatori ad una sorta di ammutinamento che poi, alla fine, non c'è stato). Anzi, il braccio di ferro rinvigorì i ragazzi di Paris che nel giro di un mese dapprima conquistarono la Coppa Italia dilettanti regionale, battendo in finale davanti ad oltre 6000 spettatori il Pisoniano per 2-1 con i gol di Ippoliti e Marcheggiani, e successivamente in campionato infilando una serie di risultati utili che hanno portato i reatini ad avere le giuste chance per la promozione, fallita per poco.