Considerata tra le maggiori interpreti della musica leggera italiana, dotata di una voce da contralto molto duttile, capace di sonorità timbriche peculiari, nonché di un solido vibrato e di un melisma preciso e personale, era soprannominata la Pantera di Goro; fu una delle protagoniste della musica italiana negli anni sessanta e settanta, assieme a Ornella Vanoni, Patty Pravo, Mina, Iva Zanicchi e Orietta Berti.
Molto popolare anche in Germania, si è esibita nei maggiori palcoscenici del mondo: dalla Scala al Piccolo Teatro di Milano, dallo Châtelet all'Opéra di Parigi, dallo Schauspielhaus di Zurigo alla Konzerthaus di Berlino, dal Concertgebouw di Amsterdam alla Suntory Hall a Tokyo, fino alla Carnegie Hall a New York e al Teatro Colon di Buenos Aires. In totale, ha venduto oltre 80 milioni di dischi in tutto il mondo. A oggi detiene il primato di artista italiana con il maggior numero di album realizzati: ben 173 tra album in studio, album dal vivo e raccolte, di cui 39 per il solo mercato italiano e 126 singoli. Il suo repertorio spazia fra generi diversi: infatti, è una delle poche cantanti italiane ad aver lavorato sia nel mondo della musica leggera sia nell'impegnato teatro di Brecht e Strehler. La sua carriera artistica è stata ufficialmente riconosciuta dalle Repubbliche italiana, francese e tedesca, che le hanno conferito alcune tra le più alte onorificenze.
Per il colore dei suoi capelli era anche nota come La Rossa (titolo di una canzone scritta per lei da Enzo Jannacci, al quale dedicò l'omonimo album La Rossa del 1980); il colore caratterizzava anche la sua fede politica di sinistra, rivendicata in numerose occasioni. Fra i numerosi successi di Milva si ricordano: Milord (cover italiana dell'omonima canzone di Édith Piaf, alla quale la cantante dedicò un intero LP); La filanda, cover del brano É ou não é della cantante di fado Amália Rodrigues; Alexander Platz, di Franco Battiato, Giusto Pio e Alfredo Cohen; Canzone, di Don Backy e Da troppo tempo, pubblicata anche in Giappone.
Biografia Gli inizi negli anni sessanta
Maria Ilva Biolcati nacque a Goro, in provincia di Ferrara, il 17 luglio 1939, da Pescariello Biolcati, commerciante di pesce noto come "Mimì", e Noemi Farinelli, sarta.“Biografia ufficiale di Milva”, milva.it, https://www.milva.it/biografia/ Era la più giovane di tre figli. Cresciuta in un contesto umile nella zona del Delta del Po, fin da giovane mostrò un forte interesse per la musica e il canto, partecipando a spettacoli locali e ricevendo una formazione musicale da autodidatta, prima di accedere a corsi più strutturati. Adottò il nome d’arte Milva unendo le prime lettere del proprio nome (Milva da Maria Ilva), su suggerimento dei primi collaboratori artistici. Il nome, facilmente riconoscibile e internazionale, le fu utile nel lanciare la propria carriera in Italia e all’estero, soprattutto in Germania e in Francia“Milva, la pantera di Goro che cantò Brecht, Piazzolla e Battiato”, La Repubblica, 24 aprile 2021. https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2021/04/24/news/milva_morta_la_pantera_di_goro-296077564/ RAI Cultura, “Milva: la carriera e la vita”, https://www.raicultura.it/milva
Inizia giovanissima a cantare nelle balere del basso ferrarese con il nome d'arte Sabrina, e lì viene notata per la sua grinta e la sua straordinaria voce. La prima incisione è un EP per la Republic, pubblicato nel 1958 come Milva Biolcatihttp://www.raropiu.com/milva-discografia-cetra-58-66/. Dopo aver trionfato in un concorso di voci nuove della Rai nel 1959 (Giudicateci voi), arrivando prima su ben partecipanti con le canzoni Acque amare di Carla Boni e Dicembre m'ha portato una canzone di Nilla Pizzi, comincia a incidere per la Cetra, la casa discografica di Stato, partecipando al Festival di Sanremo 1961, nel quale arriva terza con Il mare nel cassetto. A giugno dello stesso anno partecipa alla manifestazione canora napoletana Giugno della Canzone Napoletana, in cui vince il primo premio con Credere, in coppia con Nunzio Gallo, e il secondo premio con Mare verde, in coppia con Mario Trevi.TV Sorrisi e Canzoni nº 28, 9 luglio 1961. Articolo di Maso Biggero
L'anno dopo è seconda con Tango italiano, che arriva in prima posizione nella classifica dei 45 giri. In questo periodo sono tantissimi i 45 giri incisi, tra i quali si ricordano due successi come Flamenco Rock (1960) e Blue spanish eyes (1966). Milva conquista immediatamente un'enorme popolarità, e per la linea melodica e tradizionale che caratterizza le sue canzoni, viene fin dall'inizio contrapposta dalla stampa a quella che per molti anni verrà identificata come la sua storica rivale, e cioè Mina. La rivalità, in realtà, non è mai esistita ed è stata più volte smentita dalla stessa Milva. Le due si esibirono anche in duetto in una puntata di Teatro 10 cantando un medley di Motherless Child e Non Arrenderti Uomo.
Nel 1961 sposa il regista Maurizio Corgnati (1º agosto 1917-30 marzo 1992) e nel 1963 i due avranno una figlia, Martina Corgnati, curatrice e critica d'arte. Milva ha definito Corgnati l'uomo più importante della sua vita anche se è stata lei a lasciarlo nel 1969. Milva viene a contatto attraverso il marito, con una dimensione culturale che le permetterà una progressiva e rilevante evoluzione artistica. Nel tempo avrà una relazione sentimentale con l'attore Mario Piave, in seguito con il paroliere Massimo Gallerani e poi con l'attore e doppiatore Luigi Pistilli, anche lui considerato uno dei migliori interpreti delle opere di Bertolt Brecht.
Dopo la sua partecipazione al Festival di Sanremo 1962, dove presenta Tango italiano (2º posto) e Stanotte al luna park, Bruno Coquatrix, storico patron dell'Olympia di Parigi, la chiama per un eccezionale esordio oltralpe. Verso la metà del decennio si avvicina a un repertorio più ricercato, attraverso gli LP Le canzoni del Tabarin - Canzoni da cortile (1963) e Canti della libertà (1965), dove incide la prima versione di Bella ciao, una delle sue più famose interpretazioni, che alcuni anni dopo Milva riproporrà in una puntata di Canzonissima.
Nel Festival di Sanremo del 1968 si classifica al terzo posto in coppia con Adriano Celentano con Canzone, brano al centro di una celebre diatriba tra il molleggiato e il suo autore, Don Backy, e dedica un intero album al Tango.
Nel 1969 recita il ruolo della prostituta in quello che è il suo primo ruolo brillante nel musical di Garinei e Giovannini Angeli in bandiera, al fianco di Gino Bramieri; nello stesso anno incide Aveva un cuore grande, altro suo successo.
La recitazione in teatro e il successo
Ma soprattutto si avvicina alla recitazione lavorando nel teatro leggero con Gino Bramieri e David Riondino, per poi passare a Giorgio Strehler, figura-chiave per la crescita artistica di Milva, la quale diviene in pochi anni una delle più importanti attrici teatrali italiane. In particolare, si specializza nella rappresentazione del repertorio brechtiano, diventandone la maggiore interprete italiana, nonché una delle più apprezzate in assoluto in ambito internazionale. Alle canzoni di Bertolt Brecht Milva ha dedicato ben quattro progetti discografici e innumerevoli recital teatrali (i famosi Milva canta Brecht). Famosissima la sua interpretazione di Jenny dei Pirati nell'allestimento de L'opera da tre soldi (1973). Parallelamente continua la sua carriera come cantante attraverso l'incisione di importanti album, ai quali collaborano Ennio Morricone (che la omaggia con un intero LP, Dedicato a Milva da Ennio Morricone), Francis Lai, Mikīs Theodōrakīs, fino a Vangelis, Enzo Jannacci e Franco Battiato (siamo già negli anni ottanta).
Come cantante, Milva sembra proporsi al pubblico sotto due aspetti fondamentali: uno, più tradizionale, che comprende la pubblicazione di numerosissimi singoli di tipo abbastanza convenzionale e il relativo presenzialismo televisivo attraverso la partecipazione a popolarissime gare canore. L'altro, quello più impegnato, vede la riproposizione di un repertorio colto, importante, secondo un accordo con la casa discografica Ricordi (dove incide dal 1966 al 1993), grazie alla quale Milva può permettersi la pubblicazione di lavori di grande spessore, impegnandosi però a presentarsi annualmente al Festival di Sanremo e a lavorare parallelamente su una produzione più popolare. Nella prima metà degli anni settanta escono, dunque, i suoi primi due LP dedicati al mondo brechtiano e curati da Giorgio Strehler: Milva canta Brecht (1971) e Brecht (1975), quest'ultimo registrato dal vivo al teatro Metastasio di Prato. Sempre nel 1975 esce l'LP Libertà, dieci anni dopo Canti della libertà, col quale Milva aveva coraggiosamente dato una svolta alla propria carriera senza per altro voler sfuggire a una ben precisa connotazione politica.
Ma sono questi gli anni anche dei grandi successi commerciali di brani come La filanda, Mediterraneo, E per colpa tua, Da troppo tempo, Fine settimana e molti altri.
Nel 1977 pubblica l'album Milva, che si avvale della collaborazione di Cristiano Malgioglio e Corrado Castellari, e che contiene una versione in italiano per opera di Luigi Albertelli di Non piangere più Argentina, celebre brano tratto dal musical Evita. Alcuni brani dell'album sono eseguiti dal vivo dalla cantante, accompagnata dalla grande orchestra, nel programma diffuso da Rai 2 Auditorio A.
Nel 1978 è in teatro con ben due spettacoli: Diario dell'assassinata, per la regia di Gino Negri e Orfeo all'inferno, per la regia di Vito Molinari.
Nel 1979 pubblica l'album La mia età che si avvale di canzoni scritte dal compositore greco Mikīs Theodōrakīs e delle prestigiose firme di poeti greci tra i più importanti del Novecento come Giorgos Seferis, Premio Nobel per la letteratura nel 1963, Tasos Livaditis, poeta greco di estrema sinistra, considerato tra i più eccezionali della sua generazione, Manos Eleutheriou e Iakovos Kambanellis.
Nello stesso anno è nuovamente in teatro con lo spettacolo Canzoni tra le due guerre, per la regia di Filippo Crivelli, immortalato anche in un album registrato dal vivo e nel recital Io, B.B.
Dal 1973 al 1980, sotto la guida dell'impresario Elio Gigante, realizza molte tournée internazionali, che la portano al grande successo discografico in Francia e soprattutto Germania, dove vince numerosi dischi di platino, grazie anche all'incisione di molti suoi lavori in lingua tedesca.
Anni ottanta: l'incontro con Battiato e Pio
Dagli anni ottanta in poi, il suo curriculum si arricchisce considerevolmente, grazie ad altre prestigiose collaborazioni, che ne esaltano le capacità artistiche: Luciano Berio (del quale interpreta il Primo cantastorie nella prima assoluta di La vera storia al Teatro alla Scala di Milano diretta dal compositore con Mariana Nicolesco, Oslavio Di Credico e gli Swingle Singers nel 1982, Une Chanteuse ne La vera storia diretta da Sylvain Cambreling con Antonio Savastano all'Opéra National de Paris nel 1985) e al Teatro Comunale di Firenze diretta da Berio nel 1986; Astor Piazzolla, che la elegge come sua interprete favorita e le dedica l'opera da lei interpretata Maria de Buenos Aires e poi, ancora, con gli scrittori Umberto Eco, Andrea Zanzotto ed Emilio Villa. Sempre nel 1986 è Spelunken-Jenny in Die Dreigroschenoper al Théâtre du Châtelet di Parigi per la regia di Giorgio Strehler.