Il cavallo domestico (Equus ferus caballus ) è un mammifero perissodattilo di medio-grossa taglia appartenente alla famiglia Equidae. Con l'avvento della domesticazione, si è distinto dal cavallo selvatico., di cui è considerato una sottospecie.
L'evoluzione del cavallo è cominciata dai 55 ai 45 milioni di anni fa dal piccolo Hyracotherium con più dita, fino a diventare un grande animale odierno, a cui rimane un unico dito55 milioni di anni fa comparve in America settentrionale un equide erbivoro, antenato del cavallo: era l'Ehoippus angustidens.. L'essere umano ha iniziato a domesticare il cavallo più tardi rispetto ad altri animali, intorno al 5000 a.C. nelle steppe orientali dell'Asia, mentre in Europa lo si iniziò a domesticare non prima del III millennio a.C. I cavalli della sottospecie caballus sono tutti domesticati, sebbene alcuni di questi vivano allo stato brado come cavalli inselvatichiti, diversi dai cavalli selvatici che, invece, non sono mai stati domesticati.
Uno studio del 2018 dell'Università del Kansas ha rivelato che anche il cavallo di Przewalski, precedentemente ritenuto l'ultimo cavallo selvaggio rimasto, è, in realtà, il discendente inselvatichito di cavalli che erano già stati domesticati anni fa nel nord dell'attuale Kazakistan dal popolo BotaiPitture rupestri di cavalli si trovano in varie grotte preistoriche europee: ad esempio nelle Grotte di Lascaux in Francia e nelle Grotte di Altamira in Spagna. Tra il 3500 e il 2000 a.Cr. il cavallo viene domesticato, oltre che presso i Botai, anche nella cultura Sintashta, tra Kazakistan e Russia meridionale. Intorno al 1000 a. Cr. le più antiche cure veterinarie per cavalli sono attuate in Mongolia. Nel XII secolo con l'ascesa al trono di Gengis Khan, grazie al perfezionamento della staffa, gli arcieri a cavallo dell'Impero mongolo diventano un esercito molto forte. Cfr. . Il cavallo domestico ha accompagnato e accompagna l'essere umano in una notevole varietà di scopi: ricreativi, sportivi, di lavoro e di polizia, bellici, politici, agricoli, ludici e terapeuticiLa tradizione dei nomadi delle steppe continuò a vivere nell'Impero ottomano dove il principale simbolo della gerarchia di potere era la coda di cavallo, così come era stata utilizzata dai capitribù nomadi. Davanti al padiglione del sultano, quando era in marcia alla testa dell'esercito, si piantavano sette pali con sette code di cavallo; il gran visir aveva diritto a quattro code di cavallo; gli altri pascià, membri del governo ma inferiori al gran visir, potevano inalberare tre corde. E quando il sultano doveva prendere delle decisioni molto importanti e delicate convocava un diwan (Dîvân-i humâyûn) a cavallo con il gran visir e tutti i ministri. Cfr. . Tutte queste attività hanno generato vari modi di cavalcare e guidare i cavalli usando ogni volta i finimenti più appropriati. L'essere umano trae dal cavallo domestico anche carne, latte, ossa, pelle e capelli, nonché estratti di urine e sangue per scopi farmaceutici.
La femmina del cavallo, chiamata giumenta, ha un periodo di gestazione (gravidanza) dei puledri di circa undici mesi, al termine dei quali il piccolo, una volta partorito, riesce a stare in piedi e a correre da solo dopo pochissimo tempo. Solitamente, l'addestramento avviene dopo i tre anni di vita dell'animale. Dopo i sei anni, è completamente adulto, con una prospettiva di vita che si aggira sui 25-30 anni. Il cavallo domestico presenta un'elevata specializzazione morfologica e funzionale all'ambiente degli spazi aperti come le praterie. In particolare, ha sviluppato un efficace apparato locomotore e un apparato digerente adatto all'alimentazione con erbe dure integrate con modeste quantità di foglie, ramoscelli, cortecce e radici.
Le razze di cavalli si dividono in base alla corporatura (dolicomorfi, mesomorfi e brachimorfi) e in base al temperamento (a sangue freddo, a sangue caldo e a sangue ardente, come i purosangue). Il tipo brachimorfo comprende i cavalli da tiro (Shire, Vladimir, Gypsy Vanner, ecc.), il tipo dolicomorfo le "razze leggere da sella" (purosangue inglese, arabo, trottatori, ecc.), mentre il tipo mesomorfo comprende le "razze da sella" (inglese e americana, Quarter Horse, trottatori, ecc.).
Secondo il Guinness dei primati, il cavallo più grande esistito in epoca recente è stato Big Jake, alto al garrese e pesante Whitaker, The Horse, p. 60.Encyclopedia of the Horse, Norris, Carlos R., 1998, p. 174..
Etimologia La parola cavallo deriva dal tardo latino căballus, che indicava però principalmente il cavallo da fatica o castrato. In latino, cavallo si dice ĕquus, da cui deriva equitazione. L'aggettivo ippico invece deriva .
Biologia A seconda dell'età e del sesso, ci si può riferire ad un cavallo in vari modi, alcuni mutuati dalla lingua inglese: Puledro: Cavallo con meno di due anni di vita.. Spesso si tende a chiamare puledro anche un cavallo fino agli 8 anni se esso dimostra comportamenti ancora infantili. Solitamente i puledri vengono svezzati dopo cinque o sette mesi, sebbene lo svezzamento possa essere attuato senza danni psicologici anche dopo il quarto mese. Colt: maschio di cavallo sotto i due anni.. Filly: femmina di cavallo sotto i due anni Giumenta: femmina adulta di cavallo "Giumenta", dal latino "jumenta", sta per "animale da tiro", "animale da soma" in generale; non quindi solo la femmina del mulo o dell'asino bensì anche la "cavalla da sea". Stallone: maschio adulto di cavallo capace di riprodursi.. Castrone: cavallo castrato di qualsiasi età
Nell'ippica, questi termini possono cambiare: ad esempio, nelle corse di purosangue inglesi che si svolgono nell'arcipelago britannico sono definiti "colt" e "filly" i cavalli con meno di cinque anni di vita, anziché quattro.
Per gran parte delle competizioni sportive l'età del cavallo è calcolata come se l'animale fosse nato il 1º gennaio nell'emisfero boreale. e il 1º agosto nell'emisfero australe, a prescindere dal vero giorno di nascita. Un'eccezione è l'endurance equestre, dove l'età minima del cavallo per partecipare è calcolata dall'effettivo giorno di nascita.
A seconda della razza, della cura con cui è stato mantenuto e dal modo in cui si è sviluppato, il cavallo domestico ha una vita media variabile dai 25 ai 30 anni;. più raramente, supera i 40 anni di vita. Il record è detenuto da Old Billy, un cavallo del XIX secolo morto all'età di 62 anni. Denti Alla nascita, il puledro è apparentemente privo di denti, ma già dopo la prima settimana di vita spuntano gli incisivi superiori, ai quali seguiranno gli altri.
La dentatura da latte è composta da 24 denti: 6 incisivi superiori, 6 incisivi inferiori, 6 premolari superiori, 6 premolari inferiori.
Nell'adulto, il numero dei denti dipende dal sesso: 40 nel maschio e 36 nella femmina, in particolar modo nel maschio sono presenti due canini (o scaglioni) superiori e due inferiori, che nella femmina compaiono raramente. In entrambi i casi la dentatura è caratterizzata da uno spazio vuoto di nuda gengiva denominato barra, tra incisivi e premolari nella femmina o tra canini e premolari nel maschio.
I denti sono un utile elemento di valutazione per determinare l'età del cavallo, sia per l'inclinazione visibile di profilo ("tutto sesto", "sesto ribassato", "sesto acuto"), che per l'usura, che più il cavallo è anziano, più sarà evidente.
Apparato digerente Il cavallo domestico è un erbivoro monogastrico (= all'esofago segue direttamente un solo sacco stomacale) anche se in parte atipico, perché riunisce i vantaggi di una digestione sia enzimatica (quale è quella dei monogastrici), sia microbica (propria dei ruminanti). La digestione enzimatica permette di ottenere il miglior rendimento dai glucidi, lipidi, proteine, e vitamine, mentre le fermentazioni microbiche offrono la possibilità di trarre vantaggio da alimenti fibrosi e da un riciclo di azoto. Per questo motivo il cavallo si adatta molto bene a svariati tipi di regimi alimentari.
L'apparato digerente è formato da: bocca esofago stomaco intestino tenue (piccolo intestino) intestino crasso (grande intestino, formato da: crasso, colon e retto)
Fondamentale per una buona digestione, è la masticazione. In un cavallo infatti la capacità in litri dello stomaco è pari a 13-15 L mentre quella dell'intestino cieco è di 30-35 L. Per questo motivo il cibo si ferma nello stomaco solo per breve tempo, mentre permane a lungo nell'intestino nel quale avvengono le fasi più importanti del processo digestivo e di assimilazione (la digestione gastrica dura circa 6 ore, mentre quella intestinale va da 12 ore a 3 giorni!).
Macchie e mantelli
La testa del cavallo può essere di colore uniforme o con chiazze bianche che possono essere classificabili in: La stella è una piccola macchia bianca a forma di rombo e ben definita sulla fronte del cavallo Il fiore è una piccola macchia bianca non ben definita sulla fronte del cavallo La lista è una lunga striscia bianca e stretta che, solitamente, parte dal ciuffo e arriva al naso ma può essere anche interrotta prendendo il nome di lista incompleta, oppure larga prendendo il nome di stella prolungata. La lista in bevente è uguale alla lista ma si prolunga fino alla bocca e può cadere di lato. La striscia: lunga e stretta striscia bianca che parte dal ciuffo e va a finire un po' sopra la bocca. Contorni abbastanza definiti. Il taglio: piccola macchia bianca in mezzo alle narici del cavallo, al di sopra della bocca. Contorni solitamente ben definiti e abbastanza visibili. Il bevente in bianco è una macchia bianca che interessa una o entrambe le labbra, chiamata anche infarinatura se si estende al di sopra delle narici. La bella faccia è una macchia bianca che comprende tutto il muso e, spesso, uno o entrambi gli occhi che diventano azzurri.
La testa in più è protetta dalla cosiddetta criniera, un ammasso di capelli che servono a proteggere la testa e il muso del cavallo dagli agenti atmosferici e dal freddo.
La testa e il corpo del cavallo possono presentare dei remolini ovvero dei punti in cui il pelo cambia direzione e possono essere classificabili in: Remolino semplice che si dirama intorno ad un punto centrale e sembra un piccolo vortice; Remolino spigato è una linea centrale che separa un tratto di peli indirizzato verso l'alto e un tratto verso il basso; Remolino sinuoso è un remolino la cui linea di separazione non è dritta ma a S mandando un ciuffo verso l'alto.
L'occhio, talvolta, può essere circondato da una sclera bianca e viene chiamato, in questo caso, occhio umano. È tipico della razza americana appaloosa.
I crini di cavallo maschio possono essere usati per gli archetti dei violini.
Il mantello (o manto) è il complesso dei peli che rivestono il corpo del cavallo, proteggendolo dagli agenti atmosferici. Il suo colore e disegno è l'elemento tra i più significativi nella distinzione tra i soggetti, ogni animale, anche se apparentemente sembra dello stesso colore, nel mantello ha caratteristiche e particolarità che servono per il suo riconoscimento. Alcune razze hanno mantelli caratteristici. A volte può risultare difficile determinare l'esatta classificazione di un mantello. Fenotipicamente possiamo suddividere i mantelli in: Semplici: monocromatici Composti: a due colori separati; a due colori mescolati; a tre colori mescolati A due pelami: a componente bianca
I mantelli base sono: Baio: Il baio presenta crini ed estremità nere e corpo marrone in tutte le sue gradazioni. Il baio, essendo il mantello ancestrale del cavallo (gene Agouti), è il più diffuso. Morello: È un manto completamente nero che caratterizza alcune razze, come il Frisone e il Murgese; il morello (gene E) è dominante autosomico nei confronti del sauro (gene A). Sauro: È marrone rossastro o color zenzero. Può variare dal marrone chiaro ai colori più scuri. La coda e la criniera sono dello stesso colore del mantello, o leggermente più chiari o più scuri.
Alimentazione