La deposizione di Gesù è l'episodio finale della passione di Gesù, dopo la sua morte. Si tratta di un episodio che ha avuto numerose raffigurazioni artistiche nel corso dei secoli. La sepoltura di Gesù si riferisce alla sepoltura del corpo di Gesù dopo la sua crocifissione, descritta nel Nuovo Testamento. Secondo i vangeli canonici, egli venne posto in una tomba da un uomo di nome Giuseppe d'Arimatea. In arte, l'atto è spesso chiamato deposizione di Cristo nella tomba o più impropriamente e semplicemente deposizione, che non è da confondere con la Deposizione dalla croce che è l'episodio evangelico immediatamente precedente.

Nel Nuovo Testamento

Uno dei primi riferimenti alla sepoltura di Gesù si ritrova in una lettera di San Paolo ai Corinzi dell'anno 54,Watson E. Mills, Acts and Pauline Writings, Mercer University Press 1997, p. 175. dove l'apostolo riferisce al resoconto che ha a sua volta saputo della morte e risurrezione di Gesù ("e che egli venne sepolto e che venne risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture").

I quattro vangeli canonici, redatti tra il 66 ed il 95, tutta la vicenda della Passione si riassume nei momenti salienti dell'arresto di Gesù, nel suo processo, nella crocifissione, nella sepoltura e nella risurrezione.Powell, Mark A. Introducing the New Testament. Baker Academic, 2009. In tutti e quattro i vangeli si fa menzione del fatto che la sera della crocifissione Giuseppe d'Arimatea abbia chiesto a Pilato il corpo di Gesù e, dopo averne ottenuto il permesso, lo avvolse in un telo di lino e lo calò in una tomba.

Vi sono delle differenze significative tra i quattro resoconti, ad ogni modo, nell'evoluzione del racconto stesso da Marco a Giovanni., , , I moderni studiosi tendono a vedere i racconti evangelici tra loro contraddittori e ritengono quello di San Marco come il più aderente alla realtà.Maurice Casey, Jesus of Nazareth: An Independent Historian's Account of His Life and Teaching, Continuum, 2010, p. 449.

Vangelo di Marco Nel primo vangelo, quello di San Marco, scritto attorno al 65-70 dopo Cristo e quindi probabilmente il più aderente al racconto reale, Giuseppe d'Arimatea è uno dei membri del sinedrio il quale desidera che il corpo di Gesù sia comunque sepolto secondo la legge ebraica, secondo la quale un corpo morto non può essere lasciato esposto di notte. È dunque lui a porre il corpo di Gesù nella tomba preparata per lui e scavata nella roccia.Douglas R. A. Hare, Mark, Westminster John Knox Press, 1996, p. 220. Lo storico dell'ebraismo Giuseppe Flavio, scriverà sul finire di quello stesso secolo, descrivendo come gli ebrei ritenessero questa legge importantissima al punto da prescrivere che persino i corpi dei criminali crocifissi dovessero essere rimossi e sepolti prima del calar del sole.James F. McGrath, "Burial of Jesus. II. Christianity. B. Modern Europe and America" in The Encyclopedia of the Bible and Its Reception. Vol. 4, ed. by Dale C. Allison Jr., Volker Leppin, Choon-Leong Seow, Hermann Spieckermann, Barry Dov Walfish, and Eric Ziolkowski, Berlin, de Gruyter, 2012, p. 923 Che il corpo fosse avvolto, lavato e unto, evidenziato nel vangelo di Marco, si evidenzia invece nel fatto che egli stesso fa ungere di profumo Gesù da una donna già in precedenza alla crocifissione (), quasi a prepararlo simbolicamente per la sua morte successiva.McGrath, 2012, p. 937

Vangelo di Matteo Il Vangelo di Matteo venne scritto attorno all'anno 85-90, utilizzando il Vangelo di Marco come fonte.Harrington, 1991, p.8 In questo racconto Giuseppe d'Arimatea non è indicato come un membro del sinedrio, ma come un ricco discepolo di Gesù.Daniel J. Harrington, The Gospel of Matthew, Liturgical Press, 1991, p. 406.Donald Senior, The Passion of Jesus in the Gospel of Matthew (Liturgical Press, 1990) pag. 151. Molti hanno letto questo come un tentativo dell'autore di rivolgersi anche ai ricchi cristiani, mentre altri credono che questo sia il compimento della profezia di Isaia 53:9:Questa versione suggerisce una sepoltura più onorevole: Giuseppe avvolge il corpo di Gesù in un sudario pulito e lo pone nella sua tomba, e la parola usata è soma (corpo) anziché ptoma (cadavere).Donald Senior, The Passion of Jesus in the Gospel of Matthew, Liturgical Press, 1990, pp. 151-152. L'autore aggiunge anche che le autorità romane "resero la tomba sicura apponendovi un sigillo sulla pietra e posizionandovi delle guardie". Questo dettaglio potrebbe essere stato aggiunto perché molti contemporanei obiettavano al fatto che il corpo di Gesù avesse potuto essere rubato dai suoi discepoli.Harrington, 1991, p. 407

Vangelo di Luca Il Vangelo di Marco è la fonte del racconto fornitoci anche dal Vangelo di Luca, scritto attorno al 90 d.C.Davies, 2004, p.xii Come nella versione marciana, Giuseppe d'Arimatea viene descritto come un membro del sinedrio,N. T. Wright, Luke For Everyone (Westminster John Knox Press), p. 286. ma lo si trova in disaccordo con la decisione dello stesso tribunale nei confronti di Gesù; egli viene descritto come un uomo "in attesa del regno di Dio" più che come un discepolo di Gesù.

Vangelo di Giovanni L'ultimo vangelo, quello di Giovanni, differisce da Marco in un punto, nella rappresentazione di Giuseppe d'Arimatea come il discepolo che diede a Gesù una sepoltura onorevole. Giovanni dice che Giuseppe venne assistito nel processo di sepoltura da Nicodemo, che portò con sé un misto di mirra e aloe secondo il costume di sepoltura ebraico. Toccando un cadavere, entrambi gli uomini erano consci del fatto che sarebbero stati visti come "impuri" per i sette giorni successivi come stabilito dalla legge ebraica ().

Comparazioni + Sinossi della sepoltura di GesùBart Ehrman, Il Nuovo Testamento, Carocci Editore, 2015, ISBN 978-88-430-7821-9. Matteo Marco Luca Giovanni Giuseppe e Pilato Giuseppe d'Arimatea, uomo ricco e discepolo di Gesù, chiede a Pilato il corpo di Gesù entro sera. Pilato ordina che gli sia dato.() Giuseppe d'Arimatea, membro del sinedrio e persona in attesa del regno di Dio, chiede a Pilato il corpo di Gesù prima della sera del sabato. Pilato ne è sorpreso e chiede al centurione se Gesù sia già morto. Dopo la conferma del centurione, Pilato da il corpo di Gesù a Giuseppe. () Giuseppe d'Arimatea, membro del senato e buon uomo in attesa del regno di Dio e che non aveva concordato con la decisione del sinedrio, chiede a Pilato il corpo di Gesù. [Non viene menzionata la risposta di Pilato] () Giuseppe d'Arimatea, segretamente discepolo di Gesù (perché temeva ritorsioni da parte dei capi ebrei), chiede a Pilato il corpo di Gesù. Pilato da il permesso a Giuseppe di prendere il corpo.() Sepoltura Giuseppe prende il corpo di Gesù e lo avvolge in un drappo di lino. Giuseppe pone il corpo nella sua tomba nuova che aveva fatto scavare nella roccia e vi pone davanti una pietra, lasciandola in seguito. Maria Maddalena e altre Marie siedono di fronte alla tomba.() Giuseppe acquista del lino e vi avvolge dentro il corpo di Gesù. Gesù pone il corpo in una tomba scavata nella roccia e vi fa rotolare davanti all'entrata una grande pietra. Maria Maddalena e Maria la madre di Giuseppe assistono.() Giuseppe cala il corpo dalla croce e lo avvolge in un drappo di lino. Lo pone quindi in una tomba nuova scavata nella roccia. Era la sera prima del sabato. Le donne della Galilea, seguirono Giuseppe ed assistettero alla deposizione del corpo di Gesù nella tomba. Si portarono da casa spezie e profumi. Riposarono il sabato per obbedire al comandamento.() Nicodemo acquista una mistura di mirra e aloe. Nicodemo e Giuseppe avvolgono il corpo di Gesù, con spezie, in bende di lino. Nel giardino, nei pressi del luogo ove Gesù venne crocifisso, si trovava una tomba nuova. Dato che era il giorno della preparazione del corpo, la tomba servì alla sepoltura di Gesù.() I grandi sacerdoti e Pilato Il giorno successivo alla preparazione del corpo, i capi dei sacerdoti e i farisei si portano da Pilato dicendo a lui: 'Quel mentitore [Gesù] disse che sarebbe risorto dopo 3 giorni, perciò siano poste delle guardie alla sua tomba per 3 giorni per evitare che i suoi discepoli possano rubarne il corpo, e pretendere così che egli sia risorto dai morti.' Pilato: 'Potete disporre una guardia.' I capi dei sacerdoti ed i farisei sigillano la tomba e vi pongono delle guardie.() - - - Le Marie Dopo il sabato, il primo giorno della settimana, Maria Maddalena e le altre Marie si portano a far visita alla tomba [non viene indicata la ragione].() Dopo il sabato, Maria Maddalena, Maria la madre di Giacomo e Salomè portano delle spezie per ungere il corpo di Gesù, e si portano alla tomba il primo giorno della settimana.() Il primo giorno della settimana, le donne della Galilea portano con sé spezie alla tomba.() Maria Maddalena si porta alla tomba il primo giorno della settimana [non viene indicata la motivazione].()

Atti degli apostoli Gli Atti degli apostoli () riportano che Gesù fu deposto dalla croce e messo in un sepolcro, ma non si soffermano sui particolari.

Lettere di Paolo Nella Prima lettera ai Corinzi () san Paolo afferma che Gesù, dopo essere stato crocifisso, fu sepolto e risuscitò dai morti, senza fornire alcun particolare.

Discussione sulla storicità

Sulla deposizione e sepoltura di Gesù, i vangeli canonici concordano tutti in tre particolari: la sepoltura fu curata da Giuseppe di Arimatea; la salma venne tumulata in una tomba scavata nella roccia; il corpo fu avvolto in un lenzuolo (solo il vangelo di Giovanni parla di "teli" e di un "sudario" ma si tratta di particolari aggiuntivi, dato che venivano usati anche teli di lino per bloccare le mani e i piedi e un fazzoletto per coprire il voltoGianfranco Ravasi, I Vangeli del Dio risorto, Edizioni Paoline, 1995). Il racconto differisce in alcuni dettagli minori: i vangeli di Marco e Luca riportano che Giuseppe di Arimatea era un membro del Sinedrio, quelli di Matteo e Giovanni che era un discepolo di Gesù; solo il vangelo di Matteo afferma che la tomba apparteneva a Giuseppe di Arimatea, mentre solo il vangelo di Luca e quello di Giovanni affermano che la tomba non era stata mai usata; solo il vangelo di Marco afferma che il lenzuolo era nuovo e acquistato per l'occasione. Data l’ostilità dei primi cristiani nei confronti delle autorità ebraiche che condannarono Gesù, l’appartenenza di Giuseppe di Arimatea al Sinedrio è ritenuta altamente probabile, altrimenti non si spiegherebbe come mai questa storia possa essere stata immaginata dal nullaRaymond Brown, The Death of the Messiah, Garden City, 1994, p. 1240-1241. È invece improbabile che Giuseppe possa essere stato semplicemente un discepolo di Gesù: all’epoca, se una persona che richiedeva il corpo di un crocifisso per dargli una degna sepoltura non era un suo parente, correva il rischio di essere considerato un sostenitore del condannato. L’informazione secondo cui la tomba non era stata mai usata è plausibile: un giustiziato non poteva essere sepolto nella tomba occupata da normali defunti, altrimenti avrebbe contaminato le loro ossaAA.VV., Nuovo commentario biblico. I Vangeli, Borla, 2005, p. 866. Sembra invece piuttosto improbabile che Giuseppe di Arimatea, come dichiarato dal Vangelo secondo Matteo, si fosse fatto costruire una tomba a Gerusalemme, proprio nei pressi del Golgota. Infatti - a parte la coincidenza che la tomba fosse proprio nel luogo della crocifissione di Gesù - per gli Ebrei era molto importante essere sepolti nella propria terra nativa con i loro padri che, nel caso di Giuseppe e dei suoi famigliari, era appunto la città di Arimatea - identificabile come l'attuale Rantis, a oltre trenta chilometri dalla capitale giudaica - e non Gerusalemme.