LAscensione (in greco antico ἀνάληψις anàlepsis «sollevamento»Atti degli Apostoli, 1:2.) è l'evento della elevazione di Gesù al cielo, avvenuta alla presenza degli apostoli presso il Monte degli Ulivi, quaranta giorni dopo la Risurrezione. Secondo il racconto dell'apostolo Luca, Gesù dopo aver parlato ai discepoli viene «sollevato in alto» (ἐπήρθη epèrtse) all'interno di una nuvola (νεφέλη nephélē), fino a scomparire. L'Ascensione al cielo costituisce l'ultimo episodio della presenza fisica terrena di Gesù secondo l'evangelista (Vangelo di Luca, 24:51 e Atti degli Apostoli, 1:1-11), rappresentando simbolicamente lEsaltazione di Gesù Cristo risorto, cioè la sua intronizzazione alla destra del Padre, in attesa del suo ritorno alla fine dei tempi (Parusia).
Interpretazione
L'Ascensione chiarisce il significato della risurrezione di Gesù mostrando che la risurrezione della carne non è un fenomeno temporaneo e perciò l'Ascensione esemplifica il destino di tutti i salvati.Si veda per esempio la stessa immagine simbolica applicata da Paolo di Tarso ai fedeli viventi in . Tale destino non è un perdere la propria individualità dissolvendosi in Dio, ma è un partecipare in anima e corpo alla vita trinitaria. Il resoconto dell'Ascensione, quindi, per i cristiani "non è pura invenzione, ma nemmeno una scena dal vero".Grande Enciclopedia Illustrata della Bibbia, Torino, Piemme, 1997, ad vocem (I 151).
L'Ascensione di Gesù in anima e corpo alla destra del Padre è oggetto del Credo niceno e del Credo apostolico. La festività che commemora l'Ascensione è celebrata dalla Chiesa cattolica, nell'Oriente cristiano e in diverse confessioni protestanti. Insieme a Pasqua e Pentecoste è una delle solennità più importanti. Essa è collocata liturgicamente il giovedì dopo la quinta domenica dopo la Pasqua, lasciando così un intervallo di quaranta giorni fra le due feste, in accordo con l'indicazione temporale del Libro degli Atti.
Nel Nuovo Testamento Secondo la narrazione dell'evangelista Luca ( e ), Gesù, dopo la sua Resurrezione ed essersi mostrato ripetutamente agli Apostoli, salì al cielo con il suo corpo per non comparire più sulla Terra fino alla sua Seconda venuta (detta anche "parusìa"). Le modalità di questa ascesa al cielo sono descritte soltanto nel Vangelo di Luca e negli Atti degli apostoli, un'opera attribuita anch'essa a Luca.
Una variante dell'ascensione si trova nella nota e molto dibattuta conclusione del Vangelo di Marco (), inserita intorno al secolo II e che manca in molti manoscritti autorevoli, ma fa comunque parte del testo ufficiale riconosciuto come canonico dalla Chiesa Cattolica. A parte questo passo, la dipartita di Gesù dagli Apostoli è assente negli altri Vangeli e nelle lettere di Paolo.
La visione di Gesù Cristo assiso alla destra del Padre Dio (accennata nel suddetto passo di Marco) è pronunciata solamente da santo Stefano protodiacono e martire:
Altri riferimenti si trovano nelle parole di Pietro alla folla () e poi davanti al Sinedrio insieme agli Apostoli ().
Nelle opere lucane Il resoconto dell'Ascensione di Gesù, pur essendo uno degli eventi centrali del cristianesimo, è riportato solo dal Vangelo secondo LucaIl primo giorno dopo il sabato, di buon mattino, si recarono alla tomba [...] ma, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. [...] Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus [...] Gesù in persona si accostò e camminava con loro [...] E partirono senz'indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro [...] Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via [...] Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». [...] Poi li condusse fuori fino a Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato verso il cielo. Ed essi, dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia. (). e dagli Atti degli ApostoliEgli si mostrò ad essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme [...] Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se n'andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: "Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato di tra voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo". Allora ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in un sabato. ()..
Il Vangelo di Luca riporta:
Negli Atti si legge una cronaca più dettagliata dell'evento:
Le due narrazioni sono diverse in alcuni dettagli significativi. In particolare negli Atti, l'evento avviene 40 giorni dopo la Risurrezione per il tempo necessario a fornirne le prove agli apostoli estremamente dubbiosi, mentre il Vangelo secondo Luca sembra collocarlo il giorno stesso della Risurrezione."Poi: tutto sembra accadere lo stesso giorno, quello della risurrezione" in: Bibbia di Gerusalemme, EDB, 2011, p. 2503, ISBN 978-88-10-82031-5. Questa discrepanza è sorprendente soprattutto perché entrambi i testi sono stati sempre attribuiti allo stesso autore e addirittura costituivano un unico documento, che fu diviso in due agli inizi del II secoloLa versione evangelica dell'ascensione sarebbe un'interpolazione inserita al momento della separazione in due libri e il testo di Lc 24,49 proseguiva direttamente e coerentemente in At 1,6 secondo: Ph. H. Menoud, 'Remarques sur les textes de l'ascension dans Luc-Acts', in W. Eltester (ed.), Neutestamentliche Studien für R. Bultmann, BNZW 21, Berlin: Töpelmann 1954, pp. 148-156., probabilmente per legare il vangelo di Luca agli altri tre vangeli canoniciGrande Enciclopedia Illustrata della Bibbia, PIEMME, Torino 1997, p. 172. in un solo codice: assemblando così il vangelo "quadriforme" di cui parla Ireneo di Lione.
A parte le discrepanze, discusse nel seguito, le due narrazioni di uno stesso evento al termine del vangelo e agli inizi di Atti, svolgono una funzione di collegamento secondo una prassi scribale antichissima. Se ne trova un esempio analogo nell'annuncio della liberazione degli ebrei dall'esilio babilonese posto sia al termine del Libro delle Cronache e sia all'inizio del Libro di Ezra, che ne costituisce la continuazione e sarebbe opera dello stesso autore.La tradizione antichissima che i due libri siano entrambi di Ezra o comunque di uno stesso autore è stata accettata anche da molti studiosi del secolo XX, ma trova obiezioni negli studi più recenti. Per la discussione di questo paragrafo, tuttavia, è irrilevante chi siano stati gli autori dei due libri ma solo che i/il redattori/e finale della Bibbia ha inteso mostrare che essi sono l'uno la continuazione dell'altro. Già nelle cronache mesopotamiche abbiamo esempi di tavolette che si concludono con la stessa frase con cui inizia la tavoletta successivaWiseman, D. J., “Books in the Ancient World: Books in the Ancient Near East and in the Old Testament”, The Cambridge History of the Bible, Vol. 1: From the beginning to Jerome, Eds., P. R. Ackroyd and C. F. Evans, CUP, Cambridge, 1970, pp. 30-48.Patricia R. Jelbert, The Book of Chronicles and Colophonic Chronography, Tesi di dottorato presso la University of Gloucestershire, febbraio 2018, pp. 252-260.; un espediente scribale indispensabile in tempi in cui mancava il numero di pagina dei libri moderni.
Negli altri libri del Nuovo Testamento Nessun altro libro del Nuovo Testamento fornisce resoconti dell'Ascensione, e gli stessi vangeli non si dilungano molto. L'attenzione teologica di questi testi, infatti, è focalizzata non sulle modalità dell'Ascensione ma sulla cosiddetta "Esaltazione di Gesù Cristo", cioè sul ruolo conseguito da Gesù dopo la sua morte in croce ed essere "salito alla destra del Padre".
Giovanni conclude il suo Vangelo con un'apparizione di Gesù in Galilea, ma parla precedentemente dell'Ascensione in maniera indiretta, riportando una testimonianza di Maria Maddalena per cui non era necessario che lei lo trattenesse perché il momento della sua Ascensione, quaranta giorni dopo, non era ancora venuto e avrebbero avuto ancora tempo:
Il Vangelo secondo Matteo non parla nemmeno indirettamente di ascensione al cielo, anche se Gesù risorto dichiara: "A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra"; una frase che testimonia l'avvenuta Esaltazione di Gesù. Nel brano che conclude questo Vangelo, Gesù appare ai discepoli su un monte della Galilea dove li aveva convocati e li invia in missione nel mondo, congedandosi da loro con le parole: Il Vangelo secondo Marco ne fa un breve accenno in un versetto della cosiddetta "Finale lunga di Marco"; una pericope che secondo la maggior parte degli studiosi non era presente nella versione originale.:
La "finale lunga" del Vangelo secondo Marco non compare nei manoscritti più antichi e negli altri ci sono ben 9 versioni di diversa lunghezza (Marco 16:9-20). Essa è compresa nel testo evangelico adottato dalla chiesa, tuttavia, secondo gli studiosi - anche cristiani - sarebbe un'aggiunta successiva.Risuscitato al mattino nel primo giorno dopo il sabato, apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva cacciato sette demòni. Questa andò ad annunziarlo ai suoi seguaci che erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo ed era stato visto da lei, non vollero credere. Dopo ciò, apparve a due di loro sotto altro aspetto, mentre erano in cammino verso la campagna. Anch'essi ritornarono ad annunziarlo agli altri; ma neanche a loro vollero credere. Alla fine apparve agli undici, mentre stavano a mensa, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risuscitato. Gesù disse loro: "Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno". Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l'accompagnavano. (). Marco, infatti, focalizza il suo racconto esclusivamente sulla missione pubblica di Gesù e come trascura gli eventi precedenti il battesimo di Gesù adulto sul fiume Giordano, avrebbe trascurato anche gli eventi successivi alla sua morte e all'annuncio della sua risurrezione.
Anche nelle lettere canoniche non si descrive l'Ascensione, pur menzionando ripetutamente l'elevazione ai cieli di Gesù e le sue conseguenze. Per esempio: Efesini (), Timoteo, 1 (), Pietro, 1 ().
Confronto fra le due versioni lucane Il resoconto del Vangelo di Luca e degli Atti degli apostoli differiscono nei seguenti particolari: