Roccalumera (Roccolumera in ) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Messina in Sicilia.

È conosciuta per essere la città di origine del poeta Salvatore Quasimodo — premio Nobel per la letteratura 1959, che vi trascorse l'infanzia e la giovinezza e a cui dedicò diverse liriche — e la sede della casa madre delle suore Cappuccine del Sacro Cuore di Francesco Maria Di Francia e madre Veronica Briguglio.

Storia Dalle origini al XVI secolo Per tutta la durata del Medioevo, e fino al XVII secolo, il territorio di Roccalumera era diviso tra le due baronie di Savoca e di Fiumedinisi. Più precisamente: la zona meridionale del paese (fino al piccolo torrente Pagliara) apparteneva a Savoca, tutto il resto, comprese le borgate di Allume e Sciglio, erano sotto la giurisdizione politico-amministrativa di Fiumedinisi.

Nel 1540 re Carlo V concesse al Viceré di Sicilia don Ferrante I Gonzaga le miniere vicino al bosco di San Michele, allora facente parte della Baronia di Fiumedinisi, quale ricompensa per essersi distinto nella conquista di Tunisi. Nella parte meridionale del paese si trovava (e si trova) la torre Sollima o Ficara (detta anche Zi Paola), inserita nel complesso di fortificazioni alle quali faceva capo il castello di Pentefur di Savoca. Nel 1606, le miniere di Ferrante Gonzaga vennero acquistate dalla famiglia La Rocca, che verso il 1610 ottenne il permesso di popolare quelle terre.

Nel 1613 Giovanni La Rocca sposò Isabella Lanza Abbate, vedova del Barone di Fiumedinisi Antonino Romano Colonna Statella, che gli portò in dote il bosco di San Michele; Giovanni La Rocca allora riunì sotto la sua giurisdizione il territorio del bosco di San Michele con quello delle miniere che già possedeva, formando il primo nucleo denominato "Roccalumera" (toponimo che deriva da Roccae Alumeriae cioè Rocca dell'Allume, Rocca dal nome del proprietario, Allume, per indicare le importanti miniere).

Tale nucleo, corrispondente all'attuale Allume, può dunque dirsi a ragione il "centro storico" della cittadina roccalumerese.

Tuttavia esso doveva esistere già prima del 1610, essendo presente nell'abitato una chiesa in stile siculo-bizantino dedicata a san Michele Arcangelo, probabilmente risalente al 1100/1200. Nel 1530 risultano esistere ad Allume ben 115 case, per cui è facile ipotizzare che in quel periodo vi dimorassero almeno 350/400 abitanti. Possiamo ben dire che questo piccolo borgo traeva il suo sostentamento dalla produzione mineraria, ma anche da agricoltura, allevamento e pastorizia.

XVII-XVIII secolo Nel periodo che va dal 1613 al 1816, la Terra di Rocca Alumarie fu un marchesato, sottoposto al mero e misto imperio della famiglia La Rocca, incastonato tra la Terra di Savoca a sud e la Baronia di Fiumedinisi a nord.

In occasione della rivolta antispagnola di Messina del 1674/1678, il paese di Rocca Alumarie venne posto sotto la supremazia militare di Savoca, pur rimanendo sempre in possesso della famiglia La Rocca. Risale a questo secolo (Seicento) la costruzione della Matrice di Roccalumera, e sede dell'omonima Arcipretura, dedicata alla Madonna del Rosario, che proprio nel 1674 viene proclamata patrona principale della città, ruolo che conserva tutt'oggi.

Nel 1695, il paese di Pagliara, emancipandosi dalla Terra di Savoca, acquistava la piena autonomia amministrativa, sicché nel suo territorio vennero inserite le borgate rivierasche di Botteghelle, Palma, San Niccolò e Calleggi che costituirono la cosiddetta Marina di Pagliara.

XIX secolo Nel 1812 la nuova costituzione del Regno di Sicilia abolì il feudalesimo: il marchesato di Rocca Alumarie divenne il comune di Roccalumera, inserito nel Circondario di Alì, facente parte del Distretto di Castroreale.

Successivamente, nel 1851, mediante regio decreto di re Ferdinando II delle Due Sicilie, viene istituito il novello comune autonomo di San Ferdinando (oggi Nizza di Sicilia) al quale vennero assegnati le borgate di San Giovanni e di Ciumareddu, appartenenti alla Marina di Fiumedinisi e i territori della Marina di Roccalumera. Il comune di Roccalumera vide ridursi la propria estensione territoriale. Solo poco tempo dopo, però, nel settembre 1851, sempre con Regio Decreto di re Ferdinando II, si dispose che le borgate di Botteghelle, Palma, San Niccolò e Calleggi, appartenenti al comune di Pagliara venissero assegnate a Roccalumera che così veniva "ripagata" per le consistenti rinunce territoriali subite a favore di San Ferdinando. Lo stesso regio decreto del 1851 dispose, altresì, che la sede municipale di Roccalumera venisse trasferita da Allume alla borgata rivierasca di Botteghelle. Fu allora che Roccalumera assunse i confini che tuttora, grossomodo, ancora conserva; essendo ricompresa tra il torrente Pagliara e il torrente Allume.

Fu poi a partire dal 1851 che si ebbe un grande incremento edilizio sul litorale, precisamente sulla vecchia trazzera che collegava Messina a Catania (l'attuale S.S. 114, detta anche corso Umberto I). Molte famiglie aristocratiche di latifondisti provenienti dai paesi collinari circostanti (Pagliara, Locadi, Mandanici, Savoca, Fiumedinisi) si stabilirono lungo il corso principale del paese, edificandovi eleganti e sontuose residenze tuttora visibili; tra queste famiglie si ricordino i Mastroeni, gli Scuderi, gli Argiroffi, i Nicòtina, i Mazzullo, i Parisi, i De Luca e gli Interdonato. Insomma, si sviluppò l'abitato entro la conformazione che lo denota a tutt'oggi, comprendente sia i borghi collinari che la sempre più popolata marina. Sorsero chiese, case, palazzi nobiliari e alcuni opifici dediti alla lavorazione della seta e degli agrumi ricavati negli ubertosi agrumeti locali. Roccalumera (come la vicina Santa Teresa di Riva) divenne un importante centro agricolo, artigianale e commerciale. Tra il 1880 e il 1914, il limitrofo comune di Pagliara risulta soppresso e inglobato a quello di Roccalumera.

XX-XXI secolo La Roccalumera del XX secolo è stata teatro delle vicende di alcuni personaggi di rilievo internazionale a livello culturale e religioso, a cui ha dato i natali.

Al paese è infatti legata inscindibilmente la figura di Salvatore Quasimodo, premio Nobel per la letteratura 1959: qui nacque ed è sepolta tutta la famiglia del poeta; qui egli trascorse l'infanzia e la giovinezza; qui fece immediatamente ritorno dopo il conferimento del Premio Nobel per consegnarlo al padre novantenne; e molte furono le poesie che dedicò al paese, tra cui la più nota Vicino ad una Torre Saracena per il fratello morto, oggi riprodotta su una lapide di marmo posta alla base della torre.

La storia di Quasimodo si intreccia, all'inizio del secolo, con quella di un'altra figura eminente: il poeta fu infatti battezzato nel 1901 nella chiesetta delle Anime purganti e di Maria Bambina, in via Caminiti, dal canonico Francesco Maria Di Francia, venerabile dalla Chiesa cattolica. Egli, fratello di sant'Annibale — entrambi nipoti di roccalumeresi — giunse nella cittadina nel 1897 per seguire l'opera di quattro suore, guidate dalla roccalumerese suor Veronica Briguglio, poi riconosciuta Serva di Dio dalla Chiesa cattolica. Essi fondarono in questo modo proprio a Roccalumera la Congregazione delle Suore Cappuccine del Sacro Cuore, istituto che nel corso del secolo si diffonderà in molte nazioni del mondo e che ha dunque in Roccalumera la sua Casa Madre, il suo punto di riferimento principale. Essi affidarono ben presto la loro opera alla custodia di sant'Antonio di Padova, a cui intitolarono l'Istituto e di cui promossero il culto. Al Santo di Padova fu costruito un grande santuario - che conserva le spoglie mortali di entrambi i fondatori. Sant'Antonio inoltre è oggi venerato come compatrono dai Roccalumeresi (eletto protettore di Roccalumera nel 2004 dall'amministrazione comunale, si affianca così alla storica patrona).

Dal punto di vista topografico, il XX secolo è segnato invece dall'accorpamento, durante il regime fascista, del limitrofo comune di Nizza di Sicilia (soppresso con R.D. n. 655/1929). Nel 1948 la Regione Siciliana con la legge n. 42 separò nuovamente i due comuni statuendo definitivamente i confini attuali.

Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 20 marzo 1980.

Il gonfalone è un drappo di bianco.

Cultura Dal punto di vista culturale, Roccalumera è una città particolarmente fiorente, in relazione alla sua storia, ai suoi monumenti e ai grandi personaggi che l'hanno animata.

Città di Salvatore Quasimodo Roccalumera è nota per essere il luogo di origine del premio Nobel Salvatore Quasimodo. Ne ospita la casa di famiglia, dove fece immediatamente ritorno subito dopo aver ricevuto il premio per consegnarlo all'anziano padre, i luoghi dell'infanzia e della giovinezza, nonché i diversi luoghi suggestivi a cui ha dedicato i suoi versi.

Oggi parte dei familiari del poeta, tra cui la sorella Rosina, moglie di Elio Vittorini, sono sepolti nel cimitero di Roccalumera.

Parco letterario Salvatore Quasimodo

È ubicato nella vecchia stazione ferroviaria. All'interno del giardino-museo sono parcheggiati cinque vagoni ferroviari merci trasformati in treno-museo con una galleria fotografica sul poeta. Nella biglietteria si trovano molti cimeli, tra i quali lo studio originale di Milano, il diploma di laurea dell'Università di Messina e i certificati vari sia del poeta ma anche della sua famiglia, inoltre, è conservata la corrispondenza privata con personalità estere e ammiratori. È possibile visionare i filmati delle teche Rai e di televisioni estere, tra cui la cerimonia del premio Nobel. Fa pure parte del Parco Letterario la Torre Saracena. Al suo interno conserva un quadro del Settecento raffigurante il maniero stesso e le gouaches, acquarelli frutto dell'estro artistico di Salvatore Quasimodo. Il Parco Letterario Salvatore Quasimodo è gestito dal Club “Amici di Quasimodo”.

Città di Francesco e Veronica Roccalumera è nota per aver dato i natali a Madre Veronica Briguglio, oggi riconosciuta Serva di Dio, ed essere stata teatro della fondazione della Congregazione delle Suore Cappuccine del Sacro Cuore ad opera della giovane religiosa e del canonico Francesco Maria Di Francia, oggi riconosciuto Venerabile dalla Chiesa cattolica. La città ospita dunque i luoghi della fondazione, la casa madre dell'istituto (punto di riferimento mondiale della congregazione) e il santuario di Sant'Antonio di Padova, che conserva le loro spoglie mortali e un museo a loro dedicato.

Città dei borghi e delle Chiese Caratteristica di Roccalumera è l'essere costituita fin dall'epoca più remota dall'unione di diversi borghi secolari, i Bagli (da "baglivo", un giudice che decideva nelle controversie tra proprietari terriere e animali), di cui restano ancora diversi anfratti tipici, che creano angoli pittoreschi e suggestivi; Il borgo di Allume, con la chiesetta di San Michele risalente al XII secolo e la chiesa barocca del Rosario, matrice della città; Il borgo di Sciglio, con la chiesa dei Santi Cosma e Damiano e la Contrada Contrisa, con la chiesa di San Vito Martire; Il quartiere Ficara, con la Torre Saracena (Sollima-Ficara) e la chiesa della Madonna della Catena e il borgo del Baglio con la chiesetta del Crocifisso; Il quartiere Botteghelle nei pressi della Chiesa Madonna del Carmelo, con l'antica filanda e anticamente con la chiesa della Madonna Bambina (oggi custodita al Carmelo).

Città del Folklore Roccalumera, sede di diverse associazioni folkloristiche note a livello internazionale e impegnate annualmente in lunghe tournee all'estero, è stata dichiarata "Città del Folklore" — la prima in tutta la Sicilia — con solenne cerimonia il 10 marzo 2023 dalla Federazione Italiana Tradizioni Popolari. La città, inoltre, è sede storica del Festival Internazionale del Folklore.

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