Il metolazone è un composto chimico di formula C16H16ClN3O3S che in condizioni normali si presenta come un solido cristallino inodore e insapore. Il composto considerante dopante e pertanto vietato.
Struttura e caratteristiche fisiche Il composto è una chinazolina formata da 1,2,3,4-tetraidrochinazolin-4-one che presenta quattro sostituenti: metil in posizione 2, 2-tolil in posizione 3, sulfamil in posizione 6 e cloro in posizione 7. Esso presenta le seguenti caratteristiche:
2 donatori di legami a idrogeno 5 accettori di legami a idrogeno 2 legami che possono ruotare massa monoisotopica = 365,0600902 g/mol area polare = 101 Ų sezione d'urto trasversale = 181.2 Ų [M+H]+ 24 atomi pesanti un elemento stereogenico
Il composto risulta inoltre sensibile alla luce.
Reattività e caratteristiche chimiche
Spettri analitici Sono disponibili i seguenti spettri del composto:
spettro GC-MS: tre picchi a 350, 352 e 259 m/z spettro MS-MS: 5 picchi principali a 259, 366, 261, 260 e 368 m/z spettro LC-MS: 5 picchi principali a 259, 366, 261, 260 e 368 m/z spettro ATR-IR: tre picchi principali a ravvicinati a 570, 510 e 630 cm-1 spettro Raman: un picco principale a 715 cm-1
Farmacologia e tossicologia
Farmacocinetica Il composto viene assorbito rapidamente dopo somministrazione orale con il raggiungimento della concentrazione plasmatica massima dopo 1,5 ore.
Il volume di distribuzione varia tra 108,7± 21,3 L e 126,3 ± 53,4 L, raggiungendo una percentuale di legame con le proteine plasmatiche pari al 95%.
Il composto è sottoposto alla circolazione enteroepatica.
Viene eliminato mediante le urine e ha un'emivita di 6 - 8 ore.
Farmacodinamica Il composto agisce inibendo il trasporto attraverso l'epitelio dei tubuli renali, specialmente quelli distali, diminuendo il riassorbimento del sodio e aumentando l'escrezione di sodio, cloruro e acqua.
Effetti del composto e usi clinici Appartiene alla classe dei diuretici tiazidici che aumenta la produzione di urina da parte dei reni e previene il riassorbimento dell'acqua. Viene utilizzato per il trattamento dell'ipertensione da solo o, nelle forme più gravi, associato ad altri medicinali antiipertensivi. Risulta inoltre indicato per la ritenzione idrico-salina. Il composto è in grado di attraversare la placenta ed è presente nel latte materno.
Esso ha effetti su:
la carbonato deidratasi 1 (CA1), 2 (CA2), 3 (CA3), 4 (CA4), 5A (CA5A), 5B (CA5B), 6 (CA6), 7 (CA7), 9 (CA9), 12 (CA12), 13 (CAr13) e 14 (CA14) le proteine SLC12A1 e SLC12A3 l'idrossisteroid 17-β deidrogenasi 10 (HSD17B10) il recettore NR1I2 il citocromo CYP3A4 le proteine codificate dai geni HLA-B e HLA-DQB2
Tossicologia Sono disponibili le dosi tossiche minime per l'uomo:
TDLO (uomo) = 2 mg/kg/2W-I -> effetto: vasocostrizione TDLO (donna) = 150 µg/kg -> effetto: anestetico generale, convulsioni, epilessia, spasticità
Controindicazioni ed effetti collaterali Il medicinale è controindicato in pazienti con:
ipersensibilità al composto insufficienza epatica insufficienza renale bassi livelli di potassio nel sangue iperuricemia sintomatica malattia di Addison donne in gravidanza durante l'allattamento
Tra gli effetti collaterali troviamo:
comuni cefalea anoressia vomito disturbi addominali crampi muscolari vertigini iperuricemia iperazotemia rari leucopenia anemia aplastica piastrinopenia attacchi di gotta sonnolenza parestesia agitazione difficoltà a prendere sonno sincope annebbiamenti della vista palpitazioni dolori al torace ipotensione ortostatica ipovolemia trombosi venosa stitichezza secchezza della bocca nausea produzione di gas peso allo stomaco pancreatite colestasi intraepatica epatite esantemi alcalosi ipocloremica glicosuria iperglicemia orticaria porpora trombotica trombocitopenica angiopatia necrotizzante brividi
Interazioni Interagisce con moltissimi farmaci e se assunto con il cibo si riduce l'irritazione, ma si riduce l'assorbimento. L'alcol può aumentare gli effetti del farmaco sulla pressione sanguigna.
Note
Bibliografia
Altri progetti
Categoria:Antiipertensivi Categoria:Diuretici tiazidici Categoria:Solfonammidi