Lākāśa, con grafia inglese akasha (), è il termine sanscrito per indicare l'etere.

Nell'Induismo il termine è utilizzato per indicare l'essenza base di tutte le cose del mondo materiale, l'elemento più piccolo creato dal mondo astrale. Akasha è uno dei Pañca-mahā-bhūta (), la cui principale caratteristica è Shabda, il suono. La qualità dell'Etere o Spazio è la capacità di far esistere delle cose al suo interno. In hindī il significato di ākāśa è cielo.Dictionary of World Philosophy di A. Pablo Iannone, Taylor & Francis, 2001, p. 30. ISBN 0415179955

Per le scuole filosofiche indù Nyāya e Vaisheshika lākāśa è la quintessenza, substrato della qualità del suono, una sostanza fisica eterna, impercettibile e che tutto pervade.Indian Metaphysics and Epistemology di Karl H. Potter, Usharbudh Arya, Motilal Banarsidass Publications, 1977, p. 71. ISBN 8120803094

Nell'esoterismo Negli ambienti teosofici fondati da Madame Blavatsky alla fine dell'Ottocento, il termine indiano fu identificato con l'analogo concetto di etere appartenente alla tradizione filosofica occidentale.H.P. Blavatsky, La chiave della teosofia (1889).

Una diversa interpretazione compare nelle opere di Rudolf Steiner, per il quale Akasha, in virtù della sua capacità di contenere e collegare insieme ogni evento dello spazio e del tempo, rappresenta una sorta di biblioteca universale che riunisce tutte le conoscenze del mondo, da lui perciò denominate «cronaca di Akasha».Rudolf Steiner, , trad. it. di Lina Schwarz, Roma-Milano, Fratelli Bocca Editori, 1953.

Note

Voci correlate Etere (elemento classico) Cronaca dell'akasha

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