Trecase (noto anche come Trecase al Vesuvio, Treccàse in napoletanoAntonio Altamura, Dizionario dialettale napoletano, 1968, 2ª ediz., Fausto Fiorentino (Napoli)) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Napoli in Campania.
Geografia fisica Territorio Il territorio di Trecase occupa un'area di 6,14 km² adagiata lungo le pendici meridionali del complesso vulcanico Somma-Vesuvio. Lo spazio geografico si sviluppa come un piano inclinato che unisce le alte quote del parco vulcanico alla piana costiera del Golfo di Napoli, posizionando il nucleo cittadino a un'altitudine media di 99 metri sul livello del mare. Il suolo è composto interamente da secolari stratificazioni di prodotti piroclastici e colate di pietra lavica emesse dal vulcano, incluse alcune bocche e crateri minori risalenti alle attività eruttive del XVIII secolo. La decomposizione dei minerali vulcanici conferisce al terreno un'elevata porosità che assorbe rapidamente le piogge, alimentando la falda idrica profonda. Per questo motivo il territorio è privo di corsi d'acqua superficiali a regime costante; il deflusso meteorico avviene tramite avvallamenti e alvei naturali. Sotto il profilo sismico, il comune è inserito in Zona 2 (sismicità media). Clima Il clima è mediterraneo, fortemente influenzato dalla vicinanza del mare e dalla protezione dorsale offerta dal Vesuvio, con inverni miti ed estati calde ma ventilate (Zona Climatica C). La transizione altimetrica determina due fasce vegetative distinte: la zona medio-bassa è caratterizzata da colture agricole specializzate (vigneti, uliveti e frutteti), mentre l'area collinare e montana superiore, protetta dal Parco Nazionale, vede la diffusione di boschi di pino marittimo, leccio e macchia mediterranea a ginestre.
Origini del nome In epoca medievale, l'intera area boscosa alle pendici del Vesuvio era una riserva reale di caccia, nota con il nome di Silva malaCfr. portale istituzionale del Comune di Trecase, sezione Storia.. La svolta storica che determinò l'origine del toponimo attuale avvenne nel XIV secolo:
La donazione angioina: nel 1337 il re Roberto d'Angiò, su impulso della consorte Sancia di Maiorca, decise di cedere la gestione e lo sfruttamento economico di questa grande selva a tre specifiche istituzioni religiose di NapoliVedi i cenni storici curati dal Centro Studi Archeologici di Boscoreale, Boscotrecase e Trecase.. Le "Tre Case" religiose: le tre entità (storicamente definite "case") erano i monasteri di Santa Chiara, di Santa Maria Maddalena e di Santa Maria EgiziacaCfr. Angelo Bianco, Il Vesuvio e la Sylva Mala, in Sylva Mala (Bollettino del Centro Studi Archeologici di Boscoreale, Boscotrecase e Trecase), anno I, n. 1, 1980.. Il disboscamento e i tributi: i coloni inviati sul posto avviarono l'opera di bonifica e coltivazione della terra. A partire dal XVI secolo, i contadini stanziati nell'area furono assoggettati al pagamento delle imposte fondiarie direttamente ai tre monasteri citati, dinamica da cui si consolidò il toponimo "Trecase"Archivio storico del Periodico Sylva Mala, reg. Trib. Napoli n. 2967 dell'11/09/1980..
Storia Epoca classica e romana Comunemente alle altre località della fascia perivesuviana, il territorio dell'odierna Trecase affonda le sue radici storiche nella cultura della Valle del Sarno, subendo l'influenza delle civiltà osca, sannitica, greca e romana. Intorno all'80 a.C. l'area venne rinominata dai Romani Pagus Augustus Felix Suburbanus, un distretto amministrativo che comprendeva anche i territori di Boscotrecase e Boscoreale .
Nel 63 d.C. un violento terremoto colpì la zona, lasciando tracce evidenti nelle strutture di alcune ville sparse sul territorio. Fu tuttavia l'eruzione del Vesuvio del 79 a segnare profondamente l'area, distruggendo e seppellendo interamente gli insediamenti esistenti sotto i materiali eruttivi. Fino a quel momento, la zona era urbanisticamente caratterizzata dalla presenza di ville rustiche e residenze signorili suburbane di Pompei, focalizzate sulla produzione di vino e olio; ne è un esempio la villa d'epoca romana rinvenuta in via Capitano G. Rea.
A seguito del disastro vulcanico, il territorio fu lentamente ripopolato da comunità di contadini, come testimoniato dal ritrovamento nel 1932, in contrada Colonna, di un edificio rurale risalente al III secolo.
Il Medioevo e la "Silva Mala" Intorno all'anno 1000 l'area di Trecase fu annessa al Ducato autonomo Napoletano. Nel corso del Medioevo, la vasta zona boschiva vesuviana denominata "Silva Mala" divenne sede di diverse comunità religiose; nel 1093 si registra infatti la presenza della chiesa di S. Januari in Sylva (San Gennaro nel bosco) .
Nel 1200 l'imperatore Federico II di Svevia individuò nella zona compresa tra Trecase, Boscoreale e Boscotrecase un'eccellente riserva di caccia reale. Successivamente, nel 1322, il principe Filippo di Taranto, fratello del re Roberto d'Angiò, donò a Guglielmo di Tocco un terreno situato nella località già denominata "Trecase". Nel 1337 lo stesso re Roberto d'Angiò, su richiesta della consorte Sancia di Maiorca, cedette la proprietà della Silva Mala a favore di tre monasteri femminili di Napoli.
Dal Rinascimento all'Età Moderna Un tessuto urbano strutturato cominciò a definirsi stabilmente a partire dal Rinascimento. Intorno al 1500 sorsero le prime abitazioni rurali stabili; la nascita del toponimo "Trecase" risale proprio a questo periodo e deriva dai censi (le imposte fondiarie) che i coloni dovevano versare ai tre monasteri napoletani proprietari del terreno.
A partire dal XVI secolo, l'abitato di Trecase, insieme ai quartieri di Oratorio, Annunziatella e Terra Vecchia, andò a costituire l'Università di Boscotrecase. Il centro urbano si sviluppò in modo organico tra il 1550 ed il 1590, epoca in cui ebbero inizio le opere pubbliche, l'apertura delle strade e la costruzione dei palazzi residenziali. Nel 1587, mediante una bolla di papa Sisto V, l'umile cappella del paese fu elevata al rango di parrocchia e intitolata a Santa Maria delle Grazie. Divenuta ben presto insufficiente per la popolazione in crescita, nel 1589 la chiesa fu ristrutturata e ampliata, dando vita all'attuale struttura in stile barocco.
Nel 1631 il villaggio venne interamente distrutto da una violenta eruzione del Vesuvio, ma fu prontamente ricostruito sul medesimo sito.
Il Settecento rappresentò l'epoca d'oro delle ville vesuviane: numerose famiglie della nobiltà napoletana e locale scelsero Trecase per l'edificazione delle proprie residenze estive, tra cui si ricordano le ville Langella, Filippone, Lebano, Ducoster e Ruta. Il 23 dicembre 1760 una forte eruzione vulcanica investì l'abitato, distruggendo con una colata lavica la strada di collegamento con Torre del Greco. Nel 1791 nacque a Trecase Isabella Langella, innalzata in seguito alla dignità di Serva di Dio.
Il XIX e il XX secolo: l'autonomia comunale Nel 1808 il re Gioacchino Murat istituì formalmente il Comune di Boscotrecase, del quale Trecase divenne una frazione. Per tutto l'Ottocento e la prima metà del Novecento, Trecase seguì le sorti amministrative del capoluogo (la cui sede municipale si trovava nel quartiere Annunziatella). Durante la seconda guerra mondiale, la cittadina subì gravi perdite tra la popolazione civile a causa dei bombardamenti aerei alleati.
Nel secondo dopoguerra la cittadinanza avviò le iniziative politiche per l'indipendenza amministrativa. Nel 1967 si costituì il comitato per l'autonomia, che ottenne il parere favorevole del Consiglio Provinciale di Napoli nel 1974. Nel 1978 il Consiglio regionale della Campania indisse il referendum consultivo per il distacco. L'iter si concluse nel 1980 con l'emanazione della legge regionale istitutiva del nuovo comune e la firma del relativo decreto del Presidente della Repubblica. Il Comune di Trecase divenne ufficialmente autonomo il 5 aprile 1980, con l'insediamento del commissario prefettizio P. Vetrano.
Simboli
Stemma
Gonfalone Il gonfalone è un drappo di giallo.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose Santuario di San Gennaro: principale luogo di culto cattolico del territorio, risalente nella sua struttura originaria al XVI secolo e centro delle celebrazioni cittadine e del culto legato al santo patrono, San Gennaro. Risale al 1587, la più antica dell'area boschese, che conserva numerose opere d'arte.
Aree naturali L'area urbana presenta piccoli giardini pubblici e spazi verdi a ridosso del centro storico. Il vero patrimonio verde cittadino è integrato nell'architettura storica: i parchi e i giardini delle Ville Vesuviane presenti nel comune costituiscono aree verdi urbane di pregio storico e botanico, dove si mescolano piante ornamentali ed essenze tipiche del panorama vesuviano. Il territorio comunale alle pendici meridionali del Vesuvio, è fortemente caratterizzato da un patrimonio naturalistico unico. Nonostante le sue dimensioni ridotte, racchiude aree protette di rilevanza internazionale e foreste vulcaniche di pregio. Di seguito le aree protette di Trecase:
Parco Nazionale del Vesuvio: Trecase è uno dei comuni della comunità del parco ed è considerato una delle porte d'accesso più importanti al complesso vulcanico Somma-Vesuvio. Gran parte del territorio comunale montano rientra nei confini del parco nazionale, istituito per proteggere un ecosistema vulcanico unico al mondo.
Foresta Demaniale e Riserva Naturale Tirone-Alto Vesuvio: Nel territorio montano di Trecase si estende una fitta foresta caratterizzata principalmente da pino marittimo e leccio. Questa foresta rappresenta il polmone verde della riserva naturale, un'area biogenetica protetta fondamentale per la biodiversità locale e per il ripopolamento della fauna vesuviana.
Strada Matrone: Storica via d'accesso al Gran Cono del Vesuvio che parte proprio da Trecase. Questa strada forestale attraversa i boschi storici e i campi lavici della cittadina ed è oggetto di costanti interventi di naturalizzazione e piantumazione di alberi nativi per preservare il paesaggio forestale dai passati incendi.
Crateri Avventizi Settecenteschi: Nei pressi dei boschi e dell'abitato sono visibili piccoli crateri "bocche" nate da eruzioni laterali del Settecento. Queste formazioni geologiche sono oggi inglobate dalla macchia mediterranea e da pinete, costituendo un ecosistema misto di straordinario valore geologico e botanico.
Società
Evoluzione demografica
Tradizioni e folclore Le tradizioni e il folclore di Trecase affondano le proprie radici nella cultura rurale dell'area vesuviana, nella devozione cattolica e nel legame secolare con l'attività agricola e la viticoltura sui terreni vulcanici del Vesuvio. Essendo stato storicamente legato al vicino comune di Boscotrecase, da cui si è separato solo nel 1980, Trecase condivide con i comuni limitrofi una forte identità culturale, pur conservando peculiarità religiose e rievocazioni storiche uniche.
Feste religiose e patronali Festa di San Gennaro Il principale evento religioso e folcloristico della comunità è la festa patronale in onore di San Gennaro, che si tiene annualmente il 19 settembre. La venerazione del Santo è storicamente legata alle invocazioni della popolazione locale per la protezione dalle eruzioni del Vesuvio. La processione: La statua lignea del Santo patrono viene portata a spalla per le vie cittadine, partendo dal Santuario diocesano di Santa Maria delle Grazie e San Gennaro. L'Incendio del Campanile: Al rientro della processione, si tiene uno spettacolo pirotecnico e coreografico che simula l'incendio del campanile del Santuario. L'evento richiama tradizionalmente visitatori e fedeli da tutta l'area metropolitana di Napoli.
Rievocazioni storiche e manifestazioni popolari Festa Contadina e gli Antichi Mestieri La *Festa Contadina* è una manifestazione storico-folcloristica che si svolge nel centro storico di Trecase allo scopo di valorizzare la memoria storica della civiltà contadina locale.