Il cinese standard, talvolta detto anche mandarino standard (dall'inglese Standard Mandarin)Il cinese standard è una standardizzazione della pronuncia della lingua cinese, definita ispirandosi sulla pronuncia delle parlate appartenenti alla famiglia linguistica del cinese mandarino, uno dei principali gruppi dialettali in cui si possono suddividere tutte le diverse varietà locali del cinese moderno. Da cui l'usanza, in lingua inglese, di riferirsi al cinese standard per mezzo del termine standard mandarin., mandarino moderno standard e cinese moderno standard, è la varietà standard per la lingua cinese, ufficializzata per la prima volta nel 1932 in quella che era allora la Repubblica di Cina. È una delle sei lingue ufficiali dell'ONU ed è adottata come lingua ufficiale dalla Repubblica Popolare Cinese (in base alla Costituzione del 1949), da Taiwan e da Singapore. In quanto varietà standard, è dotata di un vocabolario, grammatica e pronuncia standardizzati.

Sebbene si tratti della stessa lingua, essa ha nomi ufficiali diversi a seconda dello stato: nella Repubblica Popolare Cinese, si chiama putonghua (), a Taiwan si chiama guoyu (), mentre a Singapore e in Malaysia viene chiamata huayu ().

Il cinese standard, siccome si basa come pronuncia sul dialetto di Pechino, viene solitamente raggruppato nella famiglia detta "cinese mandarino", parlata nel settentrione. Questa varietà, secondo Ethnologue 2022, ha 1,118 miliardi di parlanti totali (la lingua cinese in totale ne ha 1,3 miliardi) e, come numero di parlanti madrelingua L1, è la lingua più diffusa al mondo. Come parlanti totali, nel mondo nel 2022 è appena dietro l'inglese (1,452 miliardi di parlanti totali).

Approfondimenti sui termini Si inseriscono sotto alcuni punti per distinguere dei termini precisi nel vasto gruppo della "lingua cinese" per non confonderli in toto con il concetto vasto e onnicomprensivo di "lingua cinese". In fondo, si parla pure del "cinese moderno standard".

La parola "lingua cinese" (hanyu) include tutti i dialetti, le varietà storiche e la lingua moderna standard nell'istruzione, e fissata per Costituzione. I dialetti in Cina sono numerosi e non intelligibili tra loro e la dialettologia è solita dividerli in famiglie (ogni gruppo ha un suo nome per identificarlo al meglio). Per quanto non siano la lingua standard, alcuni di essi (per esempio cantonese e shanghaiese) sono molto diffusi e prestigiosi e, in generale, i dialetti meridionali conservativi vengono utilizzati per ricostruire e studiare il primo cinese medio (o anche il cinese antico, siccome i dialetti min insieme alle lingue bai discendono dal cinese antico), da cui nascono le pronunce di gran parte degli hanja, kanji e han tu' del chu' nom. Tale concetto non va confuso con il cinese mandarino, che è invece una delle famiglie dialettali della lingua cinese (dunque sono "lingua cinese", ma "cinese mandarino" si riferisce a questa precisa famiglia dialettale). La pronuncia standard del cinese moderno standard (vedi avanti) è stata infatti definita ispirandosi alla pronuncia delle parlate appartenenti al gruppo del cinese mandarino, la più grande famiglia linguistica tra quelle in cui si possono raggruppare e classificare i parlanti di cinese. Il più importante gruppo dialettale del cinese moderno è proprio il mandarino: si stima che almeno il 70% di tutti i parlanti nativi del cinese utilizzino una parlata appartenente al gruppo del mandarinoJerry Norman, The Chinese dialects:phonology in . Il dialetto più famoso è quello di Pechino. Il cinese non è da confondere con il dialetto settentrionale più prestigioso e che forma la base di gran parte della varietà standard, cioè il beijinghua (dialetto di Pechino): è una "lingua cinese", ma per la precisione è un dialetto in particolare. Esso include anche le varietà storiche, aventi comunque nomi precisi per identificarle al meglio ed evitare di fare confusione: cinese antico, cinese degli Han orientali, primo cinese medio, tardo cinese medio, primo mandarino, mandarino medio, mandarino tardo-imperiale, a cui si aggiungono anche le varietà base dei dialetti da cui discendono le parlate locali, ad esempio proto-, in e proto-yue. Il mandarino medio e il mandarino tardo-imperiale sono collegati direttamente alla varietà standard usata dagli amministratori della burocrazia imperiale, che è detta "guanhua" (官话), "la lingua degli ufficiali/il dialetto di corte", usato dunque durante la dinastia Ming e Qing. Lo standard di pronuncia di questa varietà koiné era quella di Nanchino, poi sostituita con quella di Pechino (in cui, per esempio, avvengono numerose palatalizzazioni di consonanti) durante il periodo di massimo splendore della dinastia Qing, che aveva peraltro spostato la capitale da Nanchino a Pechino. La grammatica usata per scrivere i documenti era quella del wenyan, cioè il cinese classico. "Cinese classico" si riferisce alla grammatica letteraria, la grammatica arcaica e colta del "wen" (con pronuncia in cinese antico e, a partire dal Rinascimento Cinese e khanato mongolo, rispettivamente in cinese medio e primo mandarino) in contrapposizione con il baihua e con la grammatica moderna standard. "Letteraria" comunque non indica un limite: il baihua è stato usato per scrivere famose opere letterarie, ad esempio Il sogno della camera rossa di Cao Xueqin, vissuto nel Settecento. Infine, il cinese include anche la varietà moderna standard imparata dagli stranieri di tutto il mondo come L2 a scuola o in famiglia o imparata come L1 (lingua nativa) accanto al dialetto, se si eccettuano i casi di parlanti nativi cinesi e non che imparano un dialetto prestigioso e/o conservativo come lo shanghaiese e il cantonese o un minnan/hokkien e simili. Il puntonghua o guoyu o huayu indicano tutti e tre il cinese moderno standard, cioè la parlata comune per Costituzione che si studia a scuola o quando si vuole imparare il cinese standard, che si parla all'ONU insieme ad altre cinque lingue e si usa nell'amministrazione nella RPC. Questa parlata è basata come pronuncia sul dialetto di Pechino ed è influenzata dal baihua (ma non solo) a livello grammaticale. In alcune espressioni proverbiali formate da 4 o 8 caratteri, i chengyu, si possono notare strutture del cinese classico. "Puntonghua" (普通话), "parlata comune/corrente" è il nome del cinese moderno standard in cinese utilizzato nella RPC, mentre "zhongwen" (中文) si riferisce per la precisione alla sua versione formale scritta (la grammatica è pressoché identica a quella colloquiale, ma chiaramente è scevra da colloquialismi), che sostituisce il wenyan (文言). Un terzo nome possibile è, letteralmente, "cinese-standard" 标准汉语. "guoyu" (国语), "parlata nazionale" è il nome del putonghua originale usato tuttora a Taiwan. "huayu" (华语), "parlata cinese/hua", è il nome usato a Singapore e nel resto dell'Asia ("gua" è diverso da "han" perché il primo si riferisce a tutti i cinesi in Cina, Asia e nel mondo, mentre "hàn" si riferisce all'etnia di maggioranza in Cina e nel mondo, a cui si affiancano le minoranze etniche; "hàn" deriva dal nome della dinastia Han, che a sua volta prende il suo nome da quello di un fiume in Cina, il fiume Han). Storicamente, il cinese moderno standard è stato creato e reso ufficiale già nel 1932 con il nome di "guoyu" dalla Repubblica di Cina a seguito della caduta della dinastia Qing con l'abdicazione dell'ultimo imperatore Puyi nel febbraio 1912 dopo la rivolta di Wuhan. La lingua, detta poi putonghua, è stata dichiarata standard dalla fondazione della Repubblica Popolare Cinese da parte del leader dei comunisti Mao Zedong, decisione presa il 1º ottobre 1949.

Contesto linguistico Analizzata dal punto di vista della linguistica, la lingua cinese è in realtà un vasto insieme di lingue, che raccoglie al proprio interno differenti famiglie linguistiche, a loro volta composte da centinaia di parlate locali e forme dialettali. Sebbene dotate di alcune caratteristiche comuni (quali la tonalità, l'ordine , ecc.), molte di queste lingue non sono mutuamente intelligibili, ma sono comunque tutte accomunate da un unico sistema di scrittura basato sui caratteri cinesi.

Questa miriade di parlate locali viene tradizionalmente classificata ricorrendo a pochi vasti raggruppamenti, famiglie di lingue affini che nella linguistica moderna vengono chiamati "gruppi dialettali". Ciascun gruppo dialettale raccoglie una vera e propria famiglia linguistica che contiene decine o centinaia di parlate locali. Nell'ambito della tradizione cinese, i gruppi dialettali erano visti come "dialetti" di un'unica lingua cinese, visione che veniva giustificata alla luce di considerazioni culturali, storiche e politiche.

A seconda delle classificazioni adottate, si possono distinguere da 7 a 15 gruppi dialettali per il cinese parlato. Il più importante gruppo dialettale è il cinese mandarino o lingua mandarina, una grande famiglia di lingue, varianti locali e dialetti caratteristici del nord-est della Cina (), che si stima vengano usati da almeno il 70% dei parlanti nativi di cinese.

Storia Agli inizi del Novecento, prendendo spunto da alcuni elementi fonetici provenienti da una variante locale della lingua mandarina parlata nei dintorni di Pechino, quello che si potrebbe chiamare "dialetto di Pechino" () ed elementi provenienti da altre varianti linguistiche (dialetti) appartenenti al cinese mandarino, venne elaborata e definita la pronuncia standard per la lingua cinese.

Questa pronuncia standard, battezzata pǔtōnghuà (), nasceva con l'intento di stabilire ufficialmente una lingua franca mediante la quale tutti i cittadini dello stato cinese fossero in grado di comunicare tra di loro a prescindere dalla propria parlata natìa. Il putonghua fu adottato come standard ufficiale dalla Repubblica di Cina nel 1932 e fu mantenuto dalla Repubblica Popolare Cinese, fondata nell'ottobre 1949. Da allora è divenuto la lingua di insegnamento del cinese tanto per i cinesi quanto per i non cinesi ed è la lingua usata da tutti i cinesi per capirsi tra loro, a meno che provengano dalla stessa area dialettale. È correntemente noto e parlato anche a Taiwan (in cui viene chiamato ancora "guoyu", cioè con il nome originale), Singapore, nella Malaysia e nelle Filippine. A questi parlanti nativi e non, si aggiungono i parlanti non nativi (L2) in tutto il mondo.

Scrittura, pronuncia, toni ed erizzazione Per la scrittura, il cinese moderno standard/putonghua utilizza i caratteri cinesi semplificati pochi anni dopo la fondazione della Repubblica Popolare Cinese. I caratteri tradizionali sono ancora usati a Singapore, Taiwan, Hong Kong e Macao. Si usa ancora la versione tradizionale per scrivere gli hanja e gli Han tu' e anche i kanji, che hanno subito poche semplificazioni in larga misura marginali. I caratteri cinesi/sinogrammi sono scomponibili in unità minime, i radicali, che hanno una classificazione standard in 201 componenti del 2010 per stilare i dizionari. Questa classificazione deriva da un rimaneggiamento parziale di una lista comune a tutte le altre lingue in cui si usano o si sono usati i sinogrammi, cioè i 214 radicali Kangxi, dal nome di un celebre dizionario che li ha standardizzati, il dizionario Kangxi.