Gli Stati Uniti della Grande Austria () furono un progetto mai realizzato di riforma radicale dell'Impero austro-ungarico proposto da un gruppo di studiosi vicini all'arciduca Francesco Ferdinando d'Asburgo-Este e a sua moglie Sophie Chotek von Chotkowa. La proposta fu concepita da Aurel Popovici nel 1906.

Conflitto etnico-culturale

Uno dei maggiori problemi che della monarchia duale austro-ungarica era la composizione etnica dell'Impero, formato da dieci o undici diverse etnie nazionali, delle quali solo due, i tedeschi e gli ungheresi (che assieme costituivano il 44% della popolazione complessiva), detenevano tutto il potere politico. Gli altri nove raggruppamenti (cechi, polacchi, ruteni, romeni, croati, slovacchi, serbi, sloveni, italiani) non ne avevano quasi alcuno. Tra questi, solo i croati godevano di una limitata autonomia all’interno del Regno di Croazia e Slavonia. Nel Regno d’Ungheria, invece, numerose minoranze etniche subirono crescenti pressioni di magiarizzazione, volte a favorire l’assimilazione culturale e linguistica alla maggioranza magiara.

La monarchia duale era stata istituzionalizzata da Francesco Giuseppe nel 1867 con l'Ausgleich: l'unione dell'Impero d'Austria, a guida tedesca, e del Regno d'Ungheria, a guida magiara. In seguito però a diverse manifestazioni, rivolte ed atti di terrorismo, fu presto chiaro che l'idea del dominio di due nazioni sulle altre nove non poteva realisticamente durare in perpetuo. Tale accordo ristabilì parzialmente la sovranità del Regno d’Ungheria, che tornò a essere distinto e non più soggetto all’Impero austriaco. Tuttavia, il favoritismo riservato ai magiari, il secondo gruppo etnico per numero dopo quello tedesco, suscitò malcontento tra le altre popolazioni dell’impero, in particolare tra slovacchi e romeni.

Francesco Ferdinando aveva intenzione di ridisegnare radicalmente la mappa dell'Austria-Ungheria, creando una serie di stati semiautonomi su base etnico-linguistica, che sarebbero stati parte di una grande confederazione. Il progetto favoriva l'identità linguistica e culturale e riequilibrava in qualche modo i rapporti di potere tra le diverse etnie. Il piano era destinato a incontrare pesanti opposizioni da parte magiara, poiché prevedeva un drastico ridimensionamento territoriale dell'Ungheria. Sembra che anche l'imperatore Carlo d'Austria, nipote di Francesco Ferdinando che poi fu l'ultimo imperatore d'Austria-Ungheria, fosse stato informato ed educato dallo zio su questo progetto, che aveva pienamente condiviso e voleva realizzare.

Francesco Ferdinando fu poi assassinato tragicamente a Sarajevo (1914) nell'attentato che provocò lo scoppio della prima guerra mondiale. Morto Francesco Giuseppe, il giovane Carlo divenne imperatore con i suoi territori in guerra, ereditando una situazione non voluta ed ormai irreversibile, tanto che - a guerra iniziata - non riuscì ad avviare il progetto di Francesco Ferdinando. Al termine del conflitto l'impero sconfitto si dissolse, Carlo fu mandato in esilio e sorsero nuovi stati, mentre altri territori asburgici passarono ai paesi confinanti in seguito alla conferenza di pace di Parigi del 1919. Negli anni 90 del '900 si è ricominciato a guardare a questo progetto, con nuovo slancio e prospettiva, pensandolo ad una valida alternativa - più compiuta e compatta - rispetto al modello di Unione europea preferito dopo la seconda guerra mondiale.

Stati proposti da Aurel Popovici

I seguenti territori dovevano diventare stati federati secondo la proposta di riforma:il termine tedesco è relativo alle popolazioni parlanti la lingua tedesca e non ha alcun riferimento alla Germania

Deutsch-Österreich (Austria tedesca, odierne Austria e parte dell'odierna Italia (Alto Adige) e Repubblica Ceca meridionale), di lingua tedesca Deutsch-Böhmen (Boemia tedesca, parte nordoccidentale dell'odierna Repubblica Ceca), di lingua tedesca Deutsch-Mähren (Moravia tedesca, parte nordorientale dell'odierna Repubblica Ceca), di lingua tedesca Böhmen (Boemia, parte meridionale e centrale dell'odierna Repubblica Ceca), di lingua ceca Slowakenland (Slovacchia), di lingua slovacca West-Galizien (Galizia occidentale, parte dell'odierna Polonia), di lingua polacca Ost-Galizien (Galizia orientale, parte dell'odierna Ucraina), di lingua ucraina o rutena Ungarn (Ungheria), di lingua magiara Seklerland (Szeklerland, parte dell'odierna Romania), di lingua magiara Siebenbürgen (Transilvania, parte dell'odierne Romania e Ungheria), di lingua romena Trient (Trentino, parte dell'odierna Italia), di lingua italiana Triest (Gorizia, Trieste, parte dell'odierna Italia, e Istria occidentale, tra le due guerre parte dell'Italia, oggi divisa tra Slovenia e Croazia), di lingua italiana Krain (Carniola, corrisponde all'odierna Slovenia, più parti dell'odierna Carinzia austriaca, del Tarvisiano e dell'Oltremura ungherese), di lingua slovena Kroatien (Croazia), di lingua croata Woiwodina (Voivodina, parte dell'odierna Serbia e dell'odierna Croazia), di lingua serbo-croata

Inoltre, numerose enclavi a maggioranza linguistica tedesca, situate nella Transilvania orientale, nel Banato, in altre aree dell’Ungheria, nella Slovenia meridionale e in varie grandi città - tra cui Praga, Budapest e Leopoli - avrebbero dovuto godere di una forma di autonomia interna all’interno dei rispettivi territori.

Altre proposte Il nobile ungherese Miklós Wesselényi, propose un programma volto alla federalizzazione dell’Impero asburgico. Nella sua opera intitolata Szózat a magyar és a szláv nemzetiség ügyében, pubblicata in ungherese nel 1843 e in tedesco nel 1844, egli propose non solo riforme sociali, ma anche una revisione della struttura statale dell’Impero e della sua politica delle nazionalità. L’obiettivo era sostituire l’impero centralizzato con una federazione di cinque stati: uno tedesco, uno comprendente Boemia e Moravia, Galizia come stato polacco, la parte italiana costituita da Lombardia e Istria, e infine lo stato dell’Ungheria storica.

Il rivoluzionario ungherese Lajos Kossuth, sosteneva che "la vera libertà è impossibile senza il federalismo". Kossuth suggerì di trasformare l’Impero asburgico in uno "Stato danubiano", una repubblica federale composta da regioni autonome.

Note

Bibliografia Erich Kowalski, Die Pläne zur Reichsreform der Militärkanzlei des Thronfolgers Franz Ferdinand im Spannungsfeld von Trialismus und Föderalismus, Universitätsbibliothek Wien, Vienna, 2005 Aurel Popovici, Die Vereinigten Staaten von Groß-Österreich. Politische Studien zur Lösung der nationalen Fragen und staatrechtlichen Krisen in Österreich-Ungarn, Lipsia 1906.

Voci correlate Austroslavismo Lajos Kossuth Karl Sigmund von Hohenwart Kazimierz Badeni Aurel Popovici Milan Hodža Karl Renner Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi Wolfgang Schüssel

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