È stato inoltre un teorico dell'arte contemporanea. Ordinario di estetica all'"Università degli Studi di Roma Tor Vergata", diresse il Centro di Studio e di Documentazione "Linguaggio e pensiero" presso la stessa Università e la rivista di studi culturali e di estetica Agalma.
Biografia Si forma filosoficamente sotto la guida di Luigi Pareyson presso l'Università di Torino, dove conosce Gianni Vattimo e Umberto Eco. Dal 1966 al 1969 è in stretto contatto col movimento d'avanguardia "Internazionale Situazionista", fondato dal francese Guy Debord con il quale ha intrattenuto un lungo legame di amicizia e di confronto teorico. Nel 1968 si trasferisce a Roma. Professore di estetica all'Università di Salerno dal 1970 al 1983 e successivamente all'Università di Roma Tor Vergata. È stato professore invitato in molte università straniere e centri di ricerca, in Francia, Danimarca, Brasile, Canada, Giappone, USA e Australia. Le sue opere sono state tradotte in molte lingue, anche orientali. È stato ideatore e direttore di Agaragar (1971-1973), espressione dell'avanguardia post-situazionista (in una intervista di Marc Tibaldi a Mario De Paoli, condirettore dei primi tre numeri della rivista, viene raccontata una breve storia di Agaragar). Ha inoltre diretto Clinamen (1988-1992), Estetica news (1988-1995) e, ultimamente, ha ideato il progetto di Ágalma. Rivista di studi culturali e di estetica che ha iniziato le pubblicazioni nel 2000. Muore in seguito ad una malattia il 9 gennaio 2018.
Pensiero Filosofia della letteratura Il primo interesse della ricerca di Perniola è stato la filosofia della letteratura. Ha esordito con un saggio su Samuel Beckett, pubblicato sulla rivista Tempo presente 4 (1961, n. 9-10), diretta da Nicola Chiaromonte e Ignazio Silone. Successivamente ha pubblicato il volume "Il Metaromanzo" (1966), nel quale studia il fenomeno dell'autoreferenzialità in molti scrittori del Novecento (per esempio Henry James, Joseph Conrad, André Gide, Henry Miller e altri). Il libro fu molto apprezzato dal poeta Premio Nobel Eugenio MontaleEugenio Montale, Entra in scena il metaromanzo, in "Il Corriere della Sera", 9 ottobre 1966 e sollevò una polemica in cui intervennero Walter Pedullà, Lamberto Pignotti,Lamberto Pignotti, Il metaromanzo, in "La Nazione", 7 novembre 1966. Angelo Sabatini,Angelo Sabatini, Filosofia e letteratura nel metaromanzo, in "La Voce Repubblicana", 17 ottobre 1966 e Il metaromanzo e il paradosso della narrativa, in "Il Cannocchiale", n. 4-6, 1966. Pietro Cimatti,Pietro Cimatti, L'apoteosi romantica della poesia, in "la Fiera Letteraria, 1º dicembre 1966. Marina MizzauMarina Mizzau, Il metaromanzo, in "Il Verri", febbraio 1968. e molti altri. La metaletteratura ha continuato ad essere anche negli anni successivi oggetto di interesse e di studio da parte di Perniola.Mario Perniola, Raccontare fatti o mostrare eventi in Presa diretta, Venezia 1986; Teoria della storietta, in "La filosofia spontanea" di Tommaso Landolfi (a cura di Cristina Terrile), Firenze, 2010. Allo stesso periodo appartiene la frequentazione di Alberto Moravia, Enzo Siciliano, Pier Paolo Pasolini, il quale tuttavia scrisse alcuni versi contro Perniola.Pier Paolo Pasolini, Οὖτις. Trattamento, in "Nuovi Argomenti", n. 27, 1972, maggio-giugno, pp. 146-9. Ha collaborato con la rivista letteraria "Nuovi Argomenti".
Controcultura A partire dal 1966 Perniola è stato testimone e partecipe delle prime manifestazioni della contestazione studentesca in Europa. Assiste al Convegno "Le Surréalisme" (Centre culturel international de Cerisy-la-Salle, 10-18 luglio 1966),Actes du Colloque "Le Surréalisme", Paris, Editions Mouton, 1966. diretto dal filosofo francese Ferdinand Alquié. Con René Loureau e altri, intervenne polemicamente con un documento che critica il Surrealismo. È stato testimone della prima contestazione studentesca radicale all'Università di Strasburgo (novembre-dicembre 1966) in cui viene redatto il pamphlet Della miseria dell'ambiente studentesco. Successivamente incontra il situazionismo, di cui scrive la storia in I situazionisti (1972, ripubblicato da Castelvecchi nel 2005). L'opera principale di questa fase del suo pensiero è L'alienazione artistica (1971), che studia il rapporto tra arte ed economia nell'Antica Grecia e nel Rinascimento, individuando in questi momenti le origini dell'alienazione della creatività che caratterizza la società borghese e capitalistica. La filosofia di Karl Marx da un lato, e la pratica delle avanguardie artistiche (Dadaismo, Surrealismo e il Costruttivismo russo) hanno gettato le basi di un superamento di questa condizione. Anche questo libro ha dato luogo ad una polemica in cui sono intervenuti Giuseppe Bonura,Giuseppe Bonura, La pratica della poesia può cambiare la vita, in "L'Avvenire", 10 ottobre 1971. Franco Berardi,Franco Berardi, "Prassi e scrittura", in AA. VV., Cultura, lavoro intellettuale e lotta di classe, Napoli, Guida, 1973, p. 135 e sgg.: Scrittura e movimento, Padova Marsilio, 1974, p. 39 e sgg. Mario Costa,Mario Costa, I situazionisti, in "NAC", maggio 1973. Vittorio SaltiniVittorio Saltini, Un operaio che si chiama Shakespeare, in "l'Espresso", 11 luglio 1971. e altri. Ampia e molto argomentata l'introduzione di Pierre Sansot all'edizione francese del libro (Paris, 1977).Pierre Sansot, Préface a L'alienation artistique, Parigi, 10/18, U.G.E., 1977, pp. 7-19. Dal 1975 al 1977 Perniola collabora alla rivista L'erba Voglio diretta dallo psicoanalista Elvio Fachinelli. Chiude questa fase il volume Bataille e il negativo (1977), in cui il negativo è considerato il motore della storia e della letteratura.
Post-strutturalismo Con il volume "La società dei simulacri" (1980), che raccoglie saggi scritti nei due anni precedenti, inizia un'altra fase del pensiero di Perniola, il quale usa il termine di "simulacro" in una accezione molto diversa da quella di Jean Baudrillard, a cui viene generalmente accostato. Rifacendosi a Friedrich Nietzsche e a Pierre Klossowski, con il quale intrattiene un rapporto di affinità intellettuale che si trasformerà successivamente in amicizia, Perniola intende il simulacro come ciò che va al di là del vero e del falso, e perciò è più prossimo al gioco, all'arte e alla cultura, che alla metafisica, all'etica e alle ideologie politiche: esso comporta "un mimetismo che implica la scoperta della precarietà dell'esistenza e la sospensione della soggettività individuale".Agalma, 2011, n. 20-21, p. 9. Egli è perciò estraneo e addirittura polemico nei confronti del postmodernismo, specie nell'uso che la parola assume in Italia, come sinonimo di falsità ed inganno. Ne è prova la polemica che lo oppone a Gianni Vattimo e alla sua teoria nichilistica del "pensiero debole".Mario Perniola, Lettera a Gianni Vattimo sul "pensiero debole", Aut-Aut" (n. 201, giugno-luglio 1984). Nel 1982 pubblica il volume "Dopo Heidegger. Filosofia e organizzazione della cultura", in cui svolge un discorso teorico attraverso categorie tratte dal pensiero di Martin Heidegger per quanto riguarda la filosofia e da Antonio Gramsci per quanto riguarda l'organizzazione della cultura. Con "Transiti. Come si va dallo stesso allo stesso" (1985), viene messa a fuoco la questione di come possa essere pensata l'innovazione: la nozione di transito è già stata pensata da Karl Marx come transizione, da Friedrich Nietzsche come oltrepassamento, da Sigmund Freud come traslazione, da Martin Heidegger come Verwindung. Il punto di arrivo di questa problematica è il rito senza mito. Perniola ne studia le manifestazioni con riferimento alla civiltà dell'Antica Roma, ma ritiene che la nozione sia quanto mai pertinente per comprendere il mondo attuale, anche nei suoi aspetti erotico-sessuali. Queste tesi sono state discusse da Hayden White,Hayden White, The Italian Difference and the Politics of Culture, in "Graduate Faculty Philosophy Journal", New School for Social Research, New York, 1984, n. 1, pp. 117 e sgg. Michele Perriera,Michele Perriera, Critica dell'immaginazione pura, in "L'ora", 10 novembre 1978. Carlo Sini,Carlo Sini, La società dei simulacri, in "Corriere della Sera", 21 settembre 1980. Maurizio Ferraris,Maurizio Ferraris, Perniola in situazione, in "Alfabeta", giugno 1986. Roberto Esposito,Roberto Esposito, Tra le rovine, in "Alfabeta",1983, n. 46. Giovanna BorradoriGiovanna Borradori, Strategies of the Italian Thought, Introduction to "Recoding Metaphysics", Evanston, Northwestern University Press, 1988, pp. 1-27. e altri.
Post-umano A partire dal 1990 Perniola estende la sua ricerca a nuovi campi del sapere. In Del sentire (1991), egli studia un nuovo modo di sentire che ha ben poco che fare con quelli studiati dall'estetica dal XVII al XX secolo: perciò introduce il termine di sensologia per analogia all'ideologia. Non sono più le idee ad influire sul modo di essere delle persone, ma un universo emozionale impersonale, caratterizzato da una esperienza anonima, nella quale ogni esperienza si presenta come qualcosa di già sentito. La sola alternativa sembra il tornare indietro al mondo classico e in particolare all'antica Grecia. Nel volume Il sex appeal dell'inorganico (1994), collega la filosofia con la sessualità. La sensibilità contemporanea ha trasformato le relazioni tra cose ed uomini. L'esperienza sessuale travalica l'atto sessuale e introduce in una nuova percezione del corpo. La sessualità organica è rimpiazzata da una sessualità inorganica, neutra e artificiale indifferente alla bellezza, all'età e alla forma. L'opera di Perniola esplora il ruolo dell'eros, del desiderio e della sessualità in un contesto profondamente influenzato dalla tecnologia e dal cyberpunk. Perniola unisce una interpretazione rigorosa della tradizione filosofica con un esame dettagliato della perversione sessuale. L'Arte e la sua ombra (2000) è una critica radicale delle istituzioni artistiche, che sono dominate da interessi mercantili: contro la mercificazione dell'arte si è levata la protesta dell'anti-arte, la quale tuttavia misconosce il carattere complesso ed enigmatico dell'esperienza artistica e la sostituisce con una comunicazione ludica ed effimera. Nel volume sono oggetto di riflessione artisti (Andy Warhol, Joseph Kosuth), registi (Wim Wenders, Derek Jarman), cineasti (Guy Debord), psicoanalisti (Nicolas Abraham, Maria Torok). Anche questa parte del pensiero di Perniola ha dato luogo a controversie: sono intervenuti tra gli altri Tiziano Scarpa,Tiziano Scarpa, Cyberpunk e vecchi merletti (miei), in "Linea d'Ombra", marzo 1995. Franco La Cecla.Franco La Cecla, Recensione a "Il sex appeal dell'inorganico", in "Interni", gennaio-febbraio 1995. Inoltre è stata oggetto di alcune tesi di laurea.Alessandro Denti, Politeismo teatrico del simulacro, Università di Roma "La Sapienza", Facoltà di Lettere e Filosofia, a.a. 1994-5; Dario Galvagno, Il tema dell'esteriorità in Mario Perniola, Università degli Studi di Torino, Facoltà di Lettere e Filosofia. a.a. 1996-7, Gry Solbraa, Fra det samme til det samme. En studie i Mario Perniola rituelle og estetiske tenkning, Universitetet i Oslo, Filosofisk Institut, Host 1999; Barbara Verzini, Mutazioni simboliche: dal corpo subito al corpo inorganico: Donna Haraway, Orlan, Mario Perniola, Università di Verona. Facoltà di Lettere e Filosofia a.a.1999-2000; Simona Cannì, Comunicazione ed estetica in Mario Perniola, Tesi, Università di Catania, Facoltà di Lettere e Filosofia, 2009; Sebastiano Pirotta, L'informe cinematografico, Università degli studi di Torino, Facoltà di Lettere e Filosofia, 2012; Kristine Hognerud Traeland, Fra uorganisk til organisk sansning. Om estetisk sensualitet som svar på økologisk fremmedgjøring (University of Bergen, Norway).
Estetica