Malibu Comics (conosciuta anche come Malibu Graphics) è stata una casa editrice di comic books statunitense fondata nel 1986. La società aveva sede a Calabasas, in California.

Inizialmente si inseriva nel settore, allora molto prolifico, dei fumetti in bianco e nero. A differenza della maggior parte delle case editrici indipendenti create sulla nuova tendenza, la Malibu ottenne un discreto successo. Rimase attiva fino a metà degli anni Novanta (1997). Vantava diverse acquisizioni del settore ed era nota per i numerosi marchi editoriali pubblicati nei primi anni novanta, tra i quali: Image Comics (relativamente al 1992), la sua linea di fumetti supereroistici Ultraverse, The Protectors, Bravura e Rock-it Comix. Si dedicò inoltre ai fumetti su licenza (quali Street Fighter, dall'omonimo video game, e la serie di Star Trek basata su Deep Space Nine). Tra i marchi posseduti dalla Malibu vi erano la Aircel Comics e l'Eternity Comics. La Malibu possedeva anche una piccola azienda per la realizzazione di videogiochi, chiamata Malibu Comics Entertainment o Malibu Interactive.

È ricordata per le grandi novità (creative e storicamente rilevanti) nella prima metà degli anni novanta, in particolare per la linea Ultraverse nel 1993 e Bravura nel 1994 (un marchio editoriale dedicato ad opere creator owned per pubblicare fumetti i cui diritti e proprietà intellettuale rimanessero agli autori e artisti, al pari del principio che aveva portato alla fondazione della Image Comics o all'etichetta Legend della Dark Horse Comics).

Storia Origini La Malibu Comics fu fondata nel 1986 da Dave Olbrich e Tom Mason, ai quali si unì Chris Ulm nel 1987, grazie al finanziamento di Scott Mitchell Rosenberg, all'epoca proprietario della Sunrise Distributors, un distributore di fumetti. Olbrich era stato in precedenza un dipendente della Fantagraphics e gestore del The Jack Kirby Award.

La Malibu iniziò in sordina pubblicando titoli di fumetti in bianco e nero posseduti dagli autori. Successivamente si fece rapidamente un nome pubblicando una combinazione di nuove serie e di titoli su licenza, personaggi classici come Tarzan e Sherlock Holmes, oltre che storie basate su serie televisive, cinematografiche e di videogiochi.

Acquisizioni Nel 1987 gli accordi finanziari con Rosemberg portarono la Malibu ad acquisire la Eternity Comics e l'editore canadese Aircel Comics. Nel 1989 acquisì l'editore Adventure Publications.

Da quel punto in avanti l'imprint Malibu fu usato per le pubblicazioni di supereroi, mentre il marchio Eternity per la linea di riviste e per i titoli ispirati agli anime come Robotech. Il marchio Adventure Publications fu invece utilizzato per i titoli pubblicati su licenza come Planet of the Apes e Doc Savage, mentre il marchio Aircel fu usato per i fumetti di Barry Blair e per la linea per adulti della Malibu.

Nel 1992 gli eroi della Centaur Publications (un editore della golden age le cui proprietà erano divenute di pubblico dominio) furono rivitalizzate, come ad esempio Protectors, Airman, Amazing-Man, Aura, Arc, Arrow, the Ferret (da non confondere con la versione della Timely), Man of War e Mighty Man. Diversi di questi personaggi furono protagonisti di spin-off di breve durata.

Gli eroi della Centaur Publication insieme a personaggi della Adventure (Demon e Rocket Ranger), della Aircel (Men In Black e Cat & Mouse) e dell'Eternity (Dinosaurs For Hire, Ex-Mutants e Shuriken) furono trasposti in un unico universo narrativo per formare la linea editoriale Genesis.

Image Comics Nel 1992 la Malibu funse da publishers of record (editore al cui nome è registrato il codice ISBN) per i primi fumetti della Image Comics, dandole così accesso ai canali di distribuzione. Con questa mossa la Malibu arrivò a controllare quasi il 10% del mercato dei fumetti statunitensi, superando temporaneamente la DC Comics. All'inizio del 1993 la situazione finanziaria dell'Image fu tale da permetterle di pubblicare indipendentemente i suoi titoli e quindi lasciò la Malibu.

Malibu Comics Entertainment Alla fine del 1992 la Malibu si fuse con lo sviluppatore di videogiochi Acme Interactive formando la Malibu Comics Entertainment, per poter entrare nel mercato in crescita dei videogiochi

Ultraverse

La linea Ultraverse venne lanciata durante il boom dei primi anni novanta, più o meno in concomitanza con il debutto di editori indipendenti come la Image e la Valiant, con le nuove linee di supereroi della DC e Dark Horse (rispettivamente la Milestone e Comics' Greatest World). La linea era in parte destinata a colmare il vuoto nel genere del fumetto supereroistico provocato dalla partenza della Image. Il nome della linea editoriale Ultraverse deriva dalla scelta distintiva, all'interno dell'universo narrativo, di preferire il prefisso «ultra» anziché «super» per riferirsi ai personaggi dotati di poteri (detti quindi ultra).

La parte creativa fu affidata ad un team di sceneggiatori e disegnatori che vedeva al proprio interno sia nuovi artisti, sia volti più noti e rispettati con alle spalle esperienze, anche significative, alla Marvel e alla DC. Dal punto di vista narrativo fu enfatizzata la stretta continuity tra le varie serie Ultraverse adottando un uso intensivo di team-up e crossover, per cui una storia poteva iniziare in una testata e continuare su un'altra. Inoltre poteva essere vantata una qualità produttiva migliore rispetto ai fumetti tradizionali (in particolare per la colorazione al computer e per una tipologia migliore di carta usata). In più la strategia commerciale prevedeva sia un prezzo di vendita concorrenziale (meno di due dollari ad albo), sia il lancio di edizioni speciali o in tiratura limitata (prassi tipica di quegli anni). Furono anche utilizzati strumenti di marketing inusuali per il settore, come spot televisivi e pubblicità alle fermate degli autobus. L'Ultraverse arrivò così a essere la parte principale del catalogo della Malibu.

Le principali pubblicazioni vennero lanciate fra giugno e settembre del 1993. Fra queste vi erano:

Hardcase (storia di un attore trasformato in eroe) di James Hudnall e Dave Gibbons. Prime (un tredicenne in grado di trasformarsi in un eroe muscolosissimo, in stile Shazam) di Gerard Jones, Len Strazewski e Norm Breyfogle. The Strangers (sette abitanti di San Francisco che improvvisamente assumo superpoteri dopo essere stati esposti ad un lampo di energia) di Steve Englehart e Rick Hoberg. Mantra (storia che vede come protagonista Lukasz, un guerriero che viene reincarnato nel corpo di una donna avvenente, divorziata e con figli, ma con poteri magici latenti) di Mike Barr, Terry Dodson e Adam Hughes. Freex (un gruppo di teenager mutanti e sbandati, nello stile dei primi X-Men) di Gerard Jones e Ben Herrera. Exiles (team di supereroi) di Steve Gerber e Paul Pelletier. Prototype (supereroe dotato di armatura creato da una compagnia per vendere il suo merchandising, parzialmente in stile di Iron Man) di Tom Mason and Len Strazewski. Solution (un gruppo di mercenari). Sludge (un poliziotto corrotto trasformato in un essere mostruoso) di Steve Gerber, Gary Martin and Aaron Lopresti. Rune (un vampiro dalle origini magiche e aliene) di Barry Windsor-Smith. Ultraforce (un supergruppo in stile Avengers) disegnato da George Pérez, titolo che si rivelerà uno dei più venduti nel mercato indipendente.

Il primo nonché principale crossover fu Break-Thru, iniziato alla fine del 1993.

Successivamente a Ultraverse, la Malibu si dedicò anche al lancio delle linee Rock-It Comix (fumetti dedicate a band musicali) e Bravura (fumetti creator owned)

Rock-it-Comix Nel 1993 la Malibu lanciò una nuova linea per ospitare il magazine Rock-it-Comix. La rivista nacque come una pubblicazione "ibrida", dove sulle 48 pagine totali circa la metà erano dedicate ad opere a fumetti e le restanti erano articoli redazionali, interviste, foto, rubriche che rispondevano ai quesiti dei lettori. Il tema centrale era la musica rock, andandosi così ad inserire in un settore dominato dalla rivista Heavy Metal.

Bravura La Malibu si ritrovò ad aver accumulato grandi risorse per aver gestito a livello editoriale la Image, che ai suoi esordi, tra il 1992 e il 1993, necessitava di appoggiarsi ad una casa editrice indipendente, prima di darsi una sua struttura e acquisire un'esperienza consolidata. L'idea era già stata proposta all'editore due anni prima da Walter Simonson con il titolo Dinosaur, ma solo successivamente vi furono le risorse e la visibilità per realizzare il progettoPaolo Livorati, in "Bravura, editoriale", in .. All'iniziativa aderirono diversi autori e artisti che per vari motivi non avevano aderito alla Image o a realtà simili. Da notare che diversi di questi fumettisti erano rappresentati dallo studio legale di Harris Miller, amico di Olbrich al quale propose il progetto. Tra questi vi erano alcuni dei creativi più importanti della scena del fumetto statunitense dell'epoca: Jim Starlin, Walt Simonson, Howard Chaykin, Steven Grant, Dan Jurgens, Peter David, Marv Wolfman, Shawn McManus, Ernie Colon. Inizialmente furono interessati anche John Byrne e Frank Miller, che poi preferirono aderire all'iniziativa denominata Legend della Dark Horse.

Il debutto del marchio avvenne con una miniserie originale di Jim Starlin dal titolo Breed, con data di copertina gennaio 1994. L'autore affermò che erano diversi anni che voleva realizzare una storia con protagonista un uomo che scopre di essere in parte un demone. Aveva scelto la Malibu perché gli avevano offerto un accordo migliore, con una nuova linea indipendente in grado di valorizzare gli autori e di offrir loro piena libertà creativa. A questo si aggiunse anche il sistema di colorazione digitale all'avanguardia, considerato all'epoca il migliore nell'industria dei comic book.

La pubblicazione di Breed diede inizio alla prima ondata di titoli della Bravura (First Wave), composta da miniserie creator-owned pubblicate con la seguente cronologia: Power and Glory di Howard Chaykin (febbraio 1994): una storia satirica sulla società moderna, dal punto di vista di un supereroe interessato più alla cura esteriore e al proprio narcisismo che al valore delle azioni che compie. Edge di Steven Grant e Gil Kane (marzo 1994): miniserie di quattro numeri su un uomo comune che scopre un terribile segreto sul gruppo di supereroi più famoso e potente. Jim Starlin's Dreadstar di Peter Deavid e Ernie Colon (marzo 1994): sequel della celebre saga cosmica di Starlin, ambientato vent'anni dopo gli ultimi avvenimenti narrati nel fumetto, che vede come personaggio principale la figlia del protagonista originale. Star Slammers di Walter Simonson (maggio 1994): saga sci-fi da lui creata dieci anni prima, pubblicata dalla Marvel come graphic novel con il marchio Epic Comics. Durante i mesi successivi (maggio-dicembre) la linea continuò a espandersi con Nocturnals di Dan Bretron, Strike Back! di Jonathan Peterson e Kevin Maguire, The Man Called A-X di Marv Wolfman e Sean McManus, Metaphysique di Norm Breyfogle e Deuce di Dan Jurgens.

I titoli della nuova linea Bravura vantavano tra i migliori autori e artisti dell'epoca e suscitarono l'interesse di lettori e critica. Nonostante ciò non vi fu il successo sperato e le vendite non furono all'altezza delle aspettative. Verso la fine del 1994 la casa editrice ebbe ricavi dal mercato fumettistico inferiori quelli dell'anno precedente.

Acquisizione da parte della Marvel Comics