La Nuova Sondrio Calcio S.S.D. a r.l., meglio nota come Sondrio, è una società calcistica italiana con sede nella città di Sondrio.

Fondata nel 1932 con la denominazione Sondrio Sportiva (previa fusione di due preesistenti sodalizi), vanta quale maggior risultato della propria storia tre partecipazioni al campionato di Serie C nell'immediato secondo dopoguerra: ha perlopiù militato nelle divisioni dilettantistiche a carattere regionale e interregionale. In termini di tradizione sportiva è il maggior consorzio calcistico della Valtellina.

Rifondata nel 2021 per subentrare al Sondrio Calcio (che dopo aver disputato la Serie D 2019-2020 aveva cessato le attività per il disimpegno della proprietà), dalla stagione 2024-25 milita nel campionato di Serie D, quarto livello del sistema calcistico italiano.

Storia Dalle origini agli anni quaranta Nel 1932 il podestà di Sondrio Spartaco Gunella, obbedendo alle direttive governative in materia di società sportive (che sollecitavano l'accorpamento delle molteplici realtà basate in un singolo comune), decretò la fusione di Unione Sportiva Sondrio e Sport Club Sondrio, ovvero i due club che fino ad allora avevano portato avanti la pratica calcistica nel capoluogo valtellinese. Nacque così la Sondrio Sportiva, il cui campo di gioco venne ricavato presso piazzale Attilio Valgoi, nell'adiacenza della civica Casa del Balilla.

Il nuovo sodalizio venne subito affiliato alla FIGC, dando così inizio alla propria tradizione sportiva: inquadrato nel Direttorio Regionale Lombardo del campionato di Terza Divisione 1932-1933, il Sondrio chiuse la stagione d'esordio con un quinto posto finale nel girone N.

A dispetto di tale buon risultato, già nel 1933 le attività subirono una battuta d'arresto: il mancato accordo per l'usufrutto del campo sportivo fece sì che fino al 1936 il club rimanesse quiescente, senza però perdere l'affiliazione federale. L'attività agonistica riprese nel 1936-1937 con la ripartenza dal campionato di Seconda Divisione Lombarda, chiuso al quarto posto nel girone A. Nelle tre stagioni successive il Sondrio arrivò sempre nelle posizioni di testa, chiudendo dapprima al sesto posto nel girone E, per poi raggiungere due terzi posti consecutivi nel 1939 e nel 1940.

Gli anni quaranta

Nel 1940, la FIGC accolse la richiesta di ammissione in Prima Divisione presentata dalla società azzurra, che poté quindi salire di categoria.

Il debutto in Prima Divisione lombarda si rivelò positivo: nel 1940-1941 il Sondrio fu infatti secondo nel girone F, poi quinto nel girone C del campionato successivo. Nell stagione 1942-1943 gli azzurri arrivarono nuovamente al secondo posto, qualificandosi al girone finale per il titolo lombardo di categoria. Nel girone A il Sondrio raggiunse il primo posto a pari merito con la Innocenti e, nonostante il mancato approdo in finale per il titolo seguito della sconfitta per 3-0 nella partita di spareggio, gli azzurri guadagnarono sul campo la promozione in Serie C. Sempre nel 1943, l'inasprirsi della seconda guerra mondiale costrinse a una nuova interruzione delle attività.

All'inizio della stagione 1943-1944Interrotta per motivi di guerra prima dell'ultima giornata del girone finale (disputata tra gennaio e luglio 1944) la squadra partecipò al "Torneo Misto" indetto dal Direttorio II Zona (Lombardia), incontrando tra le altre il Carlo Fontanelli, Michele Invernizzi, Gianni Menicatti, Tutto il Lecco partita per partita, Geo Edizioni S.r.l., Empoli, 2018, pp. 97-98, ISBN 978-88-699-9091-5.. Nel 1945 alla ripartenza dei campionati il Sondrio, che aveva acquisito il diritto di iscriversi in Serie C quale finalista per il titolo regionale lombardo 1942-1943, venne inserito dalla FIGC nei quadri della Serie C.

Inizialmente i biancazzurri (tali erano divenuti i colori sociali) seppero dimostrarsi all'altezza della categoria ottenuta, raggiungendo il punto massimo nella storia sociale nell'annata 1946-1947 con il quarto posto il girone E. Il risultato fu però estemporaneo: già nel 1948 il Sondrio retrocedette in Promozione e nel 1949, in seguito a tre rinunce a scendere in campo, venne estromesso dal campionato, venendo in seguito reintegrato in Prima Divisione.

Il campionato 1949-1950 vide il Sondrio, guidato dall'allenatore-giocatore Egidio Capra e dal capitano Carluccio Redaelli, vincere il girone M della Prima Divisione e riguadagnare la Promozione. Gli azzurri (all'epoca presieduti da Arturo Schena) dominarono il campionato segnando 90 reti a fronte di 25 subìte.

Gli anni cinquanta Nelle due stagioni successive il Sondrio collezionò due settimi posti consecutivi; allorché nel 1952 la Promozione venne declassata a lega regionale, gli azzurri chiusero il loro girone al sesto posto, dopo aver lungamente lottato per l'accesso alla IV Serie.

Nella stagione 1957-1958 il presidente Giovanni Rigamonti mise a disposizione dell'allenatore Aldo Ducceschi (proveniente dalla Pro Sesto) una rosa d'alto livello, che riuscì infine a vincere il proprio raggruppamento e a salire in IV Serie: i due giocatori più rappresentativi furono l'attaccante Dell'Oro (autore di 24 reti) e il capitano Della Franca.

La prima stagione in IV Serie per il Sondrio si concluse con un buon settimo posto nel girone B e l'ammissione nella nuova Serie D voluta dalla Lega Semiprofessionisti.

Gli anni sessanta

Nella stagione 1960-1961 i biancazzurri conquistarono la terza piazza in Serie D; nella stagione successiva, pur beneficiando delle 14 reti di Fusé e delle buone prestazioni del giovanissimo Riccardo Innocenti, giunse un ottavo posto. Frattanto nel 1960 era stato inaugurato in località La Castellina il nuovo stadio polifunzionale di proprietà della sezione locale del CONI: il Sondrio aveva così potuto lasciare il vecchio campo di piazzale Valgoi.

Un campionato molto controverso per i biancazzurri fu quello di Serie D 1963-1964: essendo giunti sedicesimi e penultimi nel proprio girone retrocedettero sul campo, ma vennero subito ripescati a completamento organici. Nella stagione successiva la panchina venne affidata ad Angelo Franzosi, che dopo una salvezza ottenuta all'ultima giornata non seppe evitare la retrocessione in Prima Categoria Lombarda al termine della stagione 1965-1966, dopo la quale venne esonerato.

Nel campionato di Prima Categoria 1967-1968 i valtellinesi, allenati da Nascimbeni, retrocedettero sul campo in Seconda Categoria, ma vennero successivamente ripescati dalla FIGC: contestualmente la società passò dalle mani di Erminio Panella a quelle del nuovo presidente Bruno Galimberti.

Gli anni settanta Seguirono alcuni campionati senza acuti in Prima Categoria, dopodiché nella stagione 1972-1973 la gestione di Carlo Annovazzi condusse i biancazzurri al quattordicesimo posto finale nel loro girone; la retrocessione sul campo venne però nuovamente neutralizzata dalla FIGC, che decretò un nuovo ripescaggio per completare gli organici.

Dal campionato successivo, poi, con Orazio Rancati allenatore-giocatore, arrivarono prima un quinto posto finale e un terzo posto nella stagione 1974-1975, e poi nella stagione 1975-1976 grazie a un ottimo girone di ritorno, il Sondrio centrò il primo posto nel suo girone a pari punti con il Cesano Maderno ma il 30 maggio 1976, durante l'incontro per lo spareggio-promozione i biancazzurri persero per 3 a 1 sul campo di Lecco e videro sfumare il salto di categoria.

L'undici sondriese, però, non si diede per vinto e nel 1977 chiuse con un buon quinto posto, rimandando il salto in Promozione nella stagione 1977-1978 vincendo il girone C e approdando in Promozione con sette punti di vantaggio sul Canzo. I protagonisti di quell'annata erano il capocannoniere Cesare Del Gener, andato a segno 17 volte e il presidente Giacomo Frigerio, mentre in campo i giocatori più prolifici furono: Enzo Tognini, Giordano Bruseghini, Claudio Giussani e il brianzolo Alcide Molteni che poi diventerà sindaco di Sondrio.

Le prime due stagioni del ritorno in Promozione, per il Sondrio furono molto positive terminando per due volte consecutive in terza posizione.

Gli anni ottanta Il nuovo salto di categoria nel campionato Interregionale arrivò puntuale nella stagione 1980-1981 sempre con Orazio Rancati in panchina e con le prodezze del bomber Del Gener che segnò 14 gol portando la società del neo-presidente Enrico Rebai al primo posto nel girone A. Tra i giocatori che poi avranno una carriera anche tra i professionisti ci fu il giovane portiere Paolo Bordoni.

Dopo tre salvezze consecutive, nel campionato Interregionale, nella stagione 1984-1985, l'undici biancazzurro ridenominatosi Hard Sondrio Calcio e con il verde-bianco-azzurro come colore sociale si salvò all'ultima giornata vincendo lo spareggio contro la Gallaratese davanti allo stadio Coni Castellina tutto esaurito vlncendo per 2 a 0 grazie alle reti di Ezio Tognini e Marco Pedretti.

Nel campionato successivo, però, per il Sondrio cominciò una nuova discesa agli inferi culminata con la conclusione nel girone B in quindicesima posizione e con la relativa retrocessione in Promozione. Anche nel campionato 1986-87 i verde-bianco-azzurri subirono una nuova retrocessione con un quindicesimo posto finale nel girone B di Promozione e tradito dalla classifica avulsa a causa degli scontri diretti sfavorevoli nei confronti del Morbegno. Al termine di questa stagione, lasciò la panchina sondriese dopo tredici stagioni e dopo un quarto posto in Prima Categoria nel 1988, il Sondrio, allenato da Francesco Maraschi e guidato dal presidente Luigi Mescia, tornò in Promozione vincendo a Lecco lo spareggio contro la Galbiatese ai calci di rigore per 5-3.

Gli anni novanta Dopo un decimo e un nono posto in Promozione, a cavallo tra il 1989 e il 1991, alla fine della stagione 1990-1991 il Sondrio venne ammesso nella nuova Eccellenza dove però militò per appena una stagione retrocedendo in Promozione a seguito di un sedicesimo posto finale causato da una grave crisi societaria che portò l'ex presidente Enrico Rebai ad essere affiancato dal giovane imprenditore edile Oriano Mostacchi; nel mentre sul campo mister Maraschi raccoglieva magri risultati.

Nella stagione 1992-1993, la società cambiò denominazione in Sondrio Calcio e tornò al bianco-azzurro come colore sociale. Sul campo, la squadra chiuse all'ottavo posto il campionato di Promozione; un anno dopo, con l'uscita di scena di Rebai e l'insediamento di Mostacchi alla presidenza, la squadra andò più volte a sfiorare la promozione in Eccellenza, mantenendosi sempre tra le posizioni di testa sfumando più volte il salto di categoria: prima con Francesco Maraschi che nel 1994 chiuse al quarto posto a quattro punti dalla prima posizione, poi col duo Ambrosini-Chistolini che chiuse in quinta posizione e infine nel campionato 1995-96 con Cesare Cattaneo esonerato e sostituito a cinque giornate dal termine della stagione da Giuseppe Marozzi che portò i bianco-azzurri al settimo posto.

Altri tentativi di promozione in Eccellenza, e sfumati nelle giornate finali di campionato ci furono nel 1996-97 e nel 1997-1998 con Renzo Gobbo in panchina dove nella sua prima stagione la squadra rimase in vetta fino alla settima giornata di ritorno, per poi crollare e chiudere settima e con un secondo posto finale maturato a seguito della sconfitta contro il Sagnino nelle battute finali. Nel 1998, Gobbo lasciò la panchina sondriese e la guida tecnica venne affidata a Roberto Arrigoni che però non andò oltre il quinto posto.

Gli anni duemila La promozione in Eccellenza arrivò al termine del campionato 2000-2001, a dieci anni di distanza dalla sua ultima partecipazione, dove il Sondrio con Roberto Arrigoni in panchina vinse il girone al termine di uno spareggio contro la Concorezzese vinto per 3 a 1 grazie alla doppietta da Aloisio e al gol di Codazzi.