Conosciuta inizialmente come sofisticata interprete di un repertorio appositamente scelto per esaltare le sue doti vocali e sceniche, col tempo si è affermata come una delle cantanti più conosciute della musica brasiliana e del pop brasiliano d'autore arrivando a rappresentare secondo parte della critica per gli anni novanta ciò che erano state per la Música Popular Brasileira Elis Regina negli anni settanta e Gal Costa negli anni ottanta.. I suoi dischi hanno avuto successo sia in Brasile che all'estero mescolando la tradizione del samba con quella del pop internazionale.. Marisa Monte è stata una degli artisti brasiliani per i quali sono stati fatti i maggiori investimenti nel mercato internazionale.. Con Arnaldo Antunes e Carlinhos Brown ha dato vita a un sodalizio artistico divenuto col tempo pressoché stabile, sfociato nel progetto Tribalistas che, con l'omonimo album del 2002, l'ha fatta conoscere ancor di più al di fuori dei confini nazionali. Da sola e con i Tribalistas ha vinto nella sua carriera 3 Latin Grammy Award.

Biografia Gli inizi Originaria di Rio de Janeiro, Marisa Monte proviene dalla borghesia carioca del quartiere Urca, uno dei più ricchi della città. Il padre Carlos, economista di famiglia italiana, fu direttore culturale della scuola di samba Portela di Rio de Janeiro tra il 1972 e il 1975 e la introdusse al samba e alla tradizione culturale e musicale della sua città.

Molto dotata vocalmente, Marisa iniziò a studiare canto operistico a 14 anni alla Escola Nacional de Música di Rio de Janeiro. In precedenza, influenzata dai musicisti e gruppi rock brasiliani, imparò a suonare la batteria. Per Marisa il canto lirico era l'unico modo per imparare una tecnica formale di canto e non aveva trovato buoni insegnanti di canto popolare.. Combattuta tra l'amore per l'opera, per il jazz, per il pop e per la musica brasiliana, partecipò giovanissima ad una rappresentazione studentesca del The Rocky Horror Picture Show e cominciò ad esibirsi nei locali carioca. Già a 16 anni le fu proposto un contratto discografico dalla PolyGram di cui all'epoca era direttore artistico Roberto Menescal, ma Marisa rifiutò perché aveva altri progetti..

Convinta di poter diventare una cantante d'opera e influenzata dall'ammirazione per Maria Callas, nel 1986, a 19 anni, trascorse 10 mesi in Italia tra Venezia e Roma per studiare belcanto. Proprio a Roma, al club Manuia di Trastevere dove si esibiva spesso con il pianista brasiliano (ma italiano di adozione) Jim Porto, fu scoperta dal giornalista e produttore discografico Nelson Motta, che all'epoca era in Italia per conto di Rede Globo, rete televisiva brasiliana allora proprietaria di Telemontecarlo.

Poco prima di tornare in Brasile, Marisa si esibì in un locale di Venezia (il "Dona Flor" a Mestre) durante uno spettacolo di Música Popular Brasileira (MPB) accompagnata dal chitarrista italiano Roberto Bortoluzzi (titolare del locale) e fu ascoltata da Motta: «Aveva un'ottima cultura musicale, conosceva il jazz e l'opera, la bossa nova e la MPB, il choro e il funk, il tropicalismo e il rock. Aveva un'ossessione per la qualità e sembrava molto determinata. Non aveva l'ambizione del successo, le piaceva cantare bene, bella musica».. Sembra che ad ascoltarla, dopo aver tenuto un concerto quella sera stessa al teatro Toniolo di Mestre, ci fosse anche David Byrne, grande appassionato di musica brasiliana.

Al ritorno in Brasile (l'opera non le interessava più molto), si esibì nel settembre del 1987 in uno spettacolo semiprofessionale, Veludo azul, organizzato dalla sorella Lívia al Jazzmania di Rio de Janeiro, un locale sulla spiaggia di Ipanema, ottenendo un notevole successo.. Lo spettacolo/concerto fu poi rappresentato anche alla Casa de Cultura Laura Alvim di Rio. Un quotidiano della capitale fluminense, Jornal do Brasil, titolò addirittura «È nata una stella». Il repertorio della bella morena da Urca comprendeva Chico Buarque, Caetano Veloso, Marvin Gaye e perfino Kurt Weill.

La voce, il talento scenico, la cultura musicale di Marisa colpirono molto Motta, grande scopritore di talenti. «Quella ragazza di 19 anni aveva tutte le qualità per diventare un grande cantante. [...] Era una cantante da palcoscenico, come i cantanti lirici, e le registrazioni, se necessarie, sarebbero state conseguenze naturali e secondarie».

Con Motta, Marisa iniziò a pianificare la sua carriera. Esordì con spettacoli e concerti dal vivo e non, paradossalmente, con l'incisione di un disco. Dopo una serie di esibizioni nei teatri carioca, iniziò a girare per le città brasiliane, ottenendo un grande successo con un repertorio che spaziava dalla MPB, al rock, alla canzone d'autore fino al jazz. La critica si accorse di lei definendola «eclettica». Produttore dei primi spettacoli di Marisa fu Lula Buarque de Hollanda, fidanzato di sua sorella. Ebbe anche molto successo con lo spettacolo ribattezzato Tudo Veludo a Rio de Janeiro e a San Paolo. Motta aveva acconsentito a guidare la cantante, ma non voleva occuparsi delle attività organizzative, contrattuali e di produzione, voleva solo dirigere lo show da un punto di vista musicale.

I primi successi Definita da qualcuno la «Mina brasiliana», per il suo talento, le sue doti vocali e la capacità di interpretare qualunque repertorio, Marisa Monte divenne in breve un piccolo fenomeno in Brasile, cosa eccezionale per un'artista che non aveva ancora inciso un disco e che non poteva contare sul traino mediatico di un videoclip o di un singolo di successo.

Nel 1988, Marisa si esibì al Teatro Villa-Lobos di Copacabana dove in quattro serate registrò uno spettacolo televisivo diretto da Nelson Motta e da Walter Salles (conosciuto in seguito per il film Central do Brasil, vincitore dell'Orso d'oro e di un Golden Globe nel 1999) e prodotto da Lula Buarque de Hollanda. Especial Marisa Monte, trasmesso da Rede Manchete, ebbe uno straordinario successo e vinse un premio come miglior programma musicale dell'anno. Era la prima artista brasiliana a cui veniva dedicato uno show di un'ora alla televisione senza aver fatto prima un disco. La EMI acconsentì a produrre lo spettacolo e a ricavarne un home video.

Il suo primo album, intitolato Marisa Monte, ma poi conosciuto semplicemente come MM, fu pubblicato nel gennaio del 1989 e conteneva la registrazione del suo spettacolo televisivo di Rede Manchete. Un disco live, cosa del tutto atipica per un debutto, ma in linea con il personaggio, con un misto di brani in lingua portoghese, tra i quali uno scritto dal futuro parceiroParceiro, cioè socio, compagno, partner, è la parola utilizzata in ambito musicale brasiliano per identificare un collaboratore paritario. Celebri parceiros sono stati, ad esempio, Vinícius de Moraes e Antônio Carlos Jobim la cui parceira è stata tra le più importanti della bossa nova. Nel testo di Samba da Bênção, Vinicius si riferisce a Jobim definendolo «parceiro e amigo querido» (v.) Arnaldo Antunes, all'epoca cantante e leader del gruppo rock paulista Titãs, e in lingua inglese, tra i quali Bess, You Is My Woman Now di Gershwin, I Heard It Through the Grapevine, portata al successo da Marvin Gaye, Speak Low di Kurt Weill e un vecchio successo di Carmen Miranda, South American Way di Jimmy McHugh, dal musical The Streets Of Paris.

Il successo nazionale arrivò con Bem que se quis, versione di Nelson Motta in portoghese della canzone E po' che fa di Pino Daniele, che entrò a far parte della colonna sonora della telenovela O Salvador da Pátria di Rede Globo. Il disco vendette 500 000 copie in Brasile, consacrando Marisa a nuova stella della musica brasiliana. Interprete eclettica, Marisa spaziava dal samba, al soul, al jazz con un repertorio scelto appositamente per esaltare il suo virtuosismo.

L'affermazione

Per il primo album in studio fu necessario attendere il 1991. In Mais, prodotto da Arto Lindsay e registrato in gran parte a New York, Marisa esordì come compositrice e iniziò la sua collaborazione con Arnaldo Antunes e con Nando Reis (anche lui dei Titãs). Il disco contiene quasi esclusivamente materiale inedito scritto per e da Marisa e qualche cover come De noite na cama di Caetano Veloso. Alla realizzazione di Mais parteciparono alcuni grandi nomi della musica contemporanea come Ryūichi Sakamoto, il sassofonista John Zorn e il chitarrista Marc Ribot. L'album fu trainato dal successo di Beija Eu, una dolce ballata pop composta da Marisa con Antunes e Lindsay.

Dopo il lancio in grande stile del suo sofisticatissimo primo lavoro in studio, Marisa intraprese una lunga tournée negli Stati Uniti e in Europa nel tentativo di lanciare una carriera internazionale per la quale sembrava pronta.

Il terzo lavoro di Marisa Monte venne pubblicato dopo tre anni, nel 1994. Alla realizzazione di Verde, anil, amarelo, cor-de-rosa e carvão parteciparono ospiti di eccezione come Philip Glass, Bernie Worrell, Gilberto Gil, Paulinho da Viola, Laurie Anderson e Naná Vasconcelos. A Arnaldo Antunes e Nando Reis si aggiunse come autore delle canzoni il baiano Carlinhos Brown che firmò la bellissima Maria de verdade e il successo principale dell'album, Segue o seco. Il disco comprende una reinterpretazione dei Velvet Underground, Pale Blue Eyes, composta da Lou Reed. Una composizione di Paulinho da Viola (Dança da solidão) avvicinò la musica di Marisa Monte al samba. Esta melodia fu il suo primo omaggio alla sua scuola di samba in compagnia del gruppo musicale delle "vecchie glorie" della scuola, la Velha Guarda da Portela ("la vecchia guardia di Portela"). Altro successo dell'album, divenuto poi uno dei pezzi culmine delle esibizioni della cantante, fu una scatenata versione di Balança pema di Jorge Ben Jor.

Verde, anil, amarelo, cor-de-rosa e carvão è da molti considerato il miglior album della carriera di Marisa Monte. Un punto di arrivo per la sua carriera di virtuosista di successo e l'inizio del successivo periodo di sofisticata cantautrice e baricentro dei progetti musicali realizzati con un gruppo di parceiros con i quali condividere esperienze artistiche e umane. L'album, registrato anch'esso tra New York e Rio e prodotto come il precedente da Arto Lindsay, fu lanciato nel mercato internazionale con un titolo diverso in inglese, Rose and Charcoal, e fu pubblicato negli Stati Uniti dalla Blue Note. Nel 1994, infatti, Marisa firmò un contratto con la Metro Blue, una divisione della Blue Note Records, per la pubblicazione dei suoi dischi negli Stati Uniti. Il titolo originale del disco, ripreso da una canzone scritta da Carlinhos Brown per i suoi Timbalada, è un gioco sui colori del Brasile: «Il Brasile è verde, indaco, giallo (i colori della bandiera), ma è anche rosa e nero (carbone)».

La lunga tournée internazionale seguita al lancio di Cor-de-rosa fornì il materiale per il disco successivo, un doppio CD, per metà dal vivo e per metà registrato in studio.

Barulhinho bom, uma viagem musical fu il titolo di un video di Marisa Monte pubblicato nel 1996, un documentario che raccoglieva le esperienze musicali e di viaggio del tour e con gli incontri con alcuni dei suoi parceiros, come Carlinhos Brown e Arnaldo Antunes (un'anticipazione dei Tribalistas), e con artisti che l'hanno influenzata, come i Novos Baianos, la Velha Guarda da Portela, Paulinho da Viola e Raphael Rabello. Il video doveva essere accompagnato dal relativo album live, che fu invece raddoppiato con un secondo CD di materiale inedito, ancora con canzoni in gran parte scritte da Carlinhos Brown. Sempre co-prodotto da Marisa e da Arto Lindsay, l'album Barulhinho bom fu pubblicato anche in una versione internazionale intitolata A Great Noise per la Blue Note. Il titolo proviene dai versi di una delle canzoni contenute nell'album, Chuva no Brejo composta da Moraes Moreira, e significa "buon (piccolo, leggero) rumore" e fa riferimento al rumore della pioggia. Il titolo inglese è traducibile invece con "grande rumore".