Radicali Italiani (RI) è un partito politico italiano, che si definisce liberale, liberista e libertario. Nato nel 2001 con l'intento di proseguire incisivamente le esperienze del Partito Radicale e dei Club Pannella-Riformatori (come questi movimenti adotta la possibilità della doppia tessera, per cui gli iscritti possono essere impegnati anche in altri partiti), i contenuti della sua proposta riguardano essenzialmente la difesa dei diritti civili e della democrazia, il metodo della nonviolenza gandhianahttps://www.lindro.it/marco-pannella-e-la-nonviolenza/, la laicità e la libertà religiosa, un efficace progetto di federalismo europeo, l'antimilitarismo, ma anche atlantismo, il liberalismo democratico, un marcato laicismo e l'anticlericalismo«Craxi mi voleva come suo erede» Pannella apre le braccia ai socialisti.Craxi:Pannella ricorda, quando mi disse ora è tuo turno ..
La sua azione si distingue anche per il costante impegno a favore di una riforma del sistema della giustizia. Per statuto non si presentava direttamente alle competizioni elettorali, norma ora cambiata, sebbene numerosi suoi esponenti si siano candidati nelle liste dell'Associazione Politica Nazionale Lista Marco Pannella o Lista Bonino Pannella e, tra il 2006 e il 2008, nella Rosa nel Pugno, in seguito nella lista Amnistia Giustizia Libertà e anche in +Europa. Ispirato alla tradizione federalista europea di Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, a livello europeo è membro dell'ALDE. A livello internazionale è stato soggetto costituente del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito fino al 2017, anno della scissione fra RI e PRT.
Storia I precursori
Fondazione del movimento All'indomani delle elezioni politiche del 2001, che vedono la vittoria della coalizione di centro-destra la Casa delle Libertà, il Comitato Radicale si riunisce a Roma il 14 e 15 luglio, quando viene approvata la mozione politica che determina l'istituzione del nuovo soggetto politico denominato Radicali italiani.
Alla carica di segretario viene eletto Daniele Capezzone, ventottenne già responsabile informazione del partito e una delle voci di Radio Radicale, mentre alla presidenza del movimento vengono chiamati Luca Coscioni, affetto da sclerosi laterale amiotrofica ad emblema della battaglia per la libertà della ricerca scientifica, accanto a Benedetto Della Vedova, eurodeputato della Lista Bonino, e Rita Bernardini, consigliere comunale di Roma.
Tra le prime proposte, lanciate a livello internazionale come rimedio per i conflitti armati in Medio Oriente, i Radicali propongono l'ingresso di Israele nell'Unione europea, avviano una campagna per l'abolizione della pena di morte, tema riportato alla ribalta a seguito dei conflitti in Afghanistan, e contro il sovraffollamento delle carceri, sostenendo che il numero dei detenuti avesse ormai acquisito quantità troppo consistenti.
A novembre 2001, nel corso del comitato politico, il segretario Capezzone ribadisce "non l'indisponibilità, ma l'impossibilità storica e strutturale delle forze della sinistra e della destra ufficiali italiane di trovare alleanze strategiche con noi".
Il 1º Congresso e il "Caso Italia" Il primo congresso dei Radicali Italiani si svolge a Roma dal 4 al 7 luglio 2002 ed impegna gli organi dirigenti del movimento a presentare e sostenere una denuncia contro lo Stato italiano dinanzi alla Corte Europea dei diritti umani per l'attentato ai diritti civili e politici dei cittadini italiani. L'assise delibera, altresì, di aprire un anno straordinario di iniziativa e di lotta, con il ricorso ad ogni strumento politico, giudiziario e nonviolento, sulla battaglia per la "speranza nella vita" e la "vita della speranza" di milioni di persone, guidata da Luca Coscioni. Questa viene definita come un nuovo capitolo della lotta religiosa ed anticlericale dei radicali contro le politiche che si oppongono al diritto di scelta individuale in materia di libertà sessuale, di cura, di ricerca, di fecondazione assistita, di droghe, di morte dignitosa.
Nel febbraio 2003, la delegazione europea dei Radicali (formata da Pannella, Bonino, Della Vedova, Marco Cappato, Gianfranco Dell'Alba, Olivier Dupuis e Maurizio Turco) presentano una interrogazione alla Commissione europea su presunte persecuzioni, pestaggi, torture ed assassinii, da parte delle autorità pubbliche della Repubblica del Vietnam, nei confronti della popolazione cristiana dei Montagnard (popolo Degar), esponendosi contro il governo vietnamita accusato di violare i propri obblighi internazionali in materia di diritti umani contravvenendo agli accordi di cooperazione stipulati con l'UE.
A marzo del 2003 danno avvio ad una serie di denunce sulla situazione politica interna, definendo quello che prenderà il nome di "Caso Italia". Il dossier radicale denuncia che: a partire dal novembre 2000 si siano verificate violazioni della Costituzione italiana relativamente alla composizione della Camera dei deputati e della Corte costituzionale: nel primo caso, l'assemblea legislativa ha stabilito dopo molti mesi di rimanere senza plenum, "malgrado la Costituzione lo prescriva tassativamente" (viene contestata, al riguardo, la presenza di numerose liste civetta che hanno impedito di individuare nuovi candidati dal riparto proporzionale); nella seconda istituzione il plenum dei componenti è stato ripristinato soltanto dopo 7 giorni di sciopero totale della fame e della sete da parte di Pannella ci sia una "sistematica violazione" della legalità costituzionale per ciò che concerne il diritto al referendum, in quanto da un lato il sistema politico italiano ostacolerebbe l'indizione di referendum, dall'altro una serie di questioni ne comprometterebbero sistematicamente gli esiti (ad esempio casi di mancato aggiornamento delle liste elettorali, nelle quali - sostengono i Radicali - sarebbero contenute anche persone defunte calcolate ai fini del quorum); il sistema giudiziario non sia in grado di svolgere con efficacia il compito di risolvere le controversie applicando le norme vigenti, attaccando il Consiglio Superiore della Magistratura ritenuto un "potere politico in espansione"; la situazione delle carceri sia insostenibile: da un'analisi emerge, secondo i Radicali, la fotografia di una situazione di "sfascio di legalità", di "azzeramento della dignità" e del rispetto dei diritti umani e civili, denunciando casi di lesione, ritenuta colposa ma in alcuni casi anche volontaria, dell'integrità psicofisica delle persone detenute.
Il 2º congresso e le elezioni europee
Dal 30 ottobre al 2 novembre 2003 si svolge il II Congresso del partito, che accusa il Governo Berlusconi in carica di rifiutare ogni accordo politico con il Partito Radicale Transnazionale, rilanciando il caso Italia in virtù dell'asserzione che l'Italia sia, in assoluto, il Paese più condannato per violazioni di diritti umani dalla Corte europea dei diritti dell'uomo, con un record superiore ad una condanna al giorno.
La mozione unica approvata dal congresso, inoltre, si pone in maniera critica nei confronti della corrente gestione politica europea: invita a dire "No" alla Convenzione europea, la quale confermerebbe un assetto di potere confuso senza progressi sull'esistente; i Radicali aprono piuttosto alla prospettiva degli "Stati Uniti d'Europa e d'America". Propongono l'elezione diretta del presidente della Commissione europea e di rinnovare le istituzioni continentali lasciando spazio ad un federalismo spinto e, dal punto di vista politico, ad una nuova aggregazione che diventi un vero e proprio "Partito Radicale Europeo".
Il 20 febbraio 2004, il Parlamento italiano approva la legge contenente le norme per la procreazione medicalmente assistita, duramente contestata dai Radicali ritenendola fortemente restrittiva delle libertà individuali e della ricerca scientifica (viene vietata espressamente la ricerca sulle cellule embrionali), i quali annunciano immediatamente la raccolta delle firme per indire un referendum abrogativo.
Intanto, il partito si prepara alle elezioni europee del giugno 2004, che ridimensionano notevolmente la delegazione radicale nel Parlamento europeo: i Radicali Italiani sostengono la Lista Bonino che ottiene circa 730.000 voti, pari al 2,2%, e due seggi, occupati dai due leader Bonino e Pannella. Nello stesso anno, il partito subisce una scissione; infatti, le zone più a sinistra dei radicali, scontenti delle loro politiche liberiste, abbandonano il partito fondando i Radicali di Sinistra.
La fecondazione assistita In collaborazione con l'Associazione Luca Coscioni, i radicali presentano una serie di quesiti referendari per chiedere l'abolizione totale della legge 40/2004 sulla fecondazione assistita: per i radicali la battaglia ha l'obiettivo di riaffermare l'importanza della "laicità dello Stato", operando una distinzione netta tra la laicità delle leggi e le scelte morali. Il 25 marzo 2004, i radicali depositano alla Corte di cassazione i quesiti referendari, il primo di abrogazione totale, gli altri quattro di abrogazione parziale della legge. Il 13 gennaio 2005, però, la Corte costituzionale dichiara inammissibile il quesito referendario sull'abrogazione totale, perché ritenuto incostituzionale in quanto, abrogando radicalmente la legge, si sarebbe rimasti senza alcuna legislazione in materia, mentre dichiara ammissibili gli altri quattro quesiti di abrogazione parziale della legge.
L'iniziativa referendaria riceve l'appoggio anche di alcuni partiti laici, prevalentemente di sinistra, e di settori della politica che lasciano libertà di coscienza. La Conferenza Episcopale Italiana invece invita a non partecipare ai referendum, ritenuti uno strumento inadatto a trattare un tema eticamente sensibile come il diritto alla vita e allo scopo di non far scattare il quorum per la validità dei referendum, apprezzando che sia stato inserito nel testo legislativo il riconoscimento dei diritti del nascituro.
I quattro referendum sulla fecondazione assistita si svolgono il 12 e 13 giugno 2005: il primo riguarda il limite della ricerca clinica e sperimentale sugli embrioni; il secondo i limiti all'accesso alla procreazione medicalmente assistita; il terzo le finalità e i diritti dei soggetti coinvolti; il quarto il divieto di fecondazione eterologa. L'esito dei referendum è negativo: si reca alle urne soltanto il 25,6% degli aventi diritto al voto e viene dunque a mancare il quorum per la validità dei quesiti.
Il 4º congresso: la Rosa nel Pugno radical-socialista
Alle elezioni regionali del 2005 i Radicali chiedono ospitalità ad entrambe le coalizioni per presentare delle liste col nome di Luca Coscioni, ma il tentativo trova l'opposizione dei cattolici in entrambi gli schieramenti, che contestano la matrice anticlericale dei Radicali, e da sinistra a causa della visione economica liberista e del filo-atlantismo. Le liste elettorali così, senza appoggi, non vengono presentate.
Primi contatti nell'ambito di alleanze politiche si verificano all'indomani di regionali e referendum con i Socialisti Democratici Italiani di Enrico Boselli, che cercano nuove alleanze dopo aver sperimentato il progetto elettorale della Federazione dell'Ulivo. I Radicali e lo SDI, pertanto, si fanno promotori della costituzione di un polo laico e riformista nel nome di Blair, Fortuna e Zapatero, sul modello del socialismo radicale spagnolo. Dal 23 al 25 settembre 2005 si svolge a Fiuggi la Convention laica, socialista, radicale e liberale, organizzata dai due partiti insieme all'Associazione Luca Coscioni ed alla Federazione dei giovani socialisti.